Sono già passati 10 anni e, francamente, stento quasi a crederci. Mi ricordo in modo chiarissimo quella mattina di settembre: avevo 12 anni e mia madre mi urlò di correre a guardare la televisione. Arrivai giusto in tempo per assistere al crollo della prima torre.
Ricordo che rimasi fortemente impressionato dalla disperazione di quella gente, in particolare da quella dei cosiddetti flying men, ossia le persone che, rimaste bloccate in un piano dall’esplosione, si lanciavano da quell’altezza vertiginosa piuttosto che morire carbonizzati.
A cosa pensa un uomo che va incontro alla morte cadendo per quasi 10 secondi da un grattacielo? Quella domanda me la pongo ancora oggi, quando ogni tanto torno a rabbrividire su YouTube.
Questo decimo anniversario, però, non serve solo a commemorare le vittime di quella che – perlomeno lo spero – si rivelerà essere il singolo evento più drammatico e sanguinoso del XXI secolo. No, deve anche servire da monito per un popolo – gli americani – che forse più di ogni altro è abituato a prendere per oro colato ciò che il governo gli propina. Sono ancora troppi i punti dubbi sull’intera faccenda e, con incredibile ironia (ma sarà anche questa una coincidenza?) il 2011 è stato anche l’anno in cui Osama Bin Laden, l’uomo ritenuto responsabile dell’attacco alle torri, è stato catturato e ucciso in sordina, con una celerità nel disfarsi del cadavere che se non ha del curioso ha sicuramente del sospetto.
Personalmente, fossi americano, mi sentirei molto offeso dal comportamento del governo. Non solo non sono state chiarite le ombre su quei fatti – qualcuno ci è mai riuscito in 10 anni a dire chiaramente e senza dubbi perché sono stati fatti quegli attentati? – ma, come se non bastasse, ne sono state aggiunte altre, proprio alla vigilia della decima ricorrenza delle prime.
Conosco già l’obiezione che ora sorgerà sulla bocca di tanti lettori: cosa dovrebbero dire, allora, gli americani di noi? Non è forse vero che ci facciamo prendere quotidianamente in giro dal governo? Sì, è vero. Ma proprio per questo vorrei che, in ultima istanza, questo anniversario servisse pure a noi per generare una riflessione e aprire ogni tanto gli occhi. Vorrei che ci servisse per capire che noi italiani, per quanto spesso ci piaccia pensarlo, non abbiamo l’esclusiva su tutte le vergogne politiche. Non è vero che “succede solo qui da noi.”
Anche perché, sì, in Italia ancora piangiamo da ignoranti per l’assassinio di Moro, per Ustica, per gli anni di piombo e per le stragi mafiose dell’inizio degli anni ’90. Ma ricordiamoci bene che gli americani l’11 settembre 2001 hanno perso quasi 3000 connazionali e oggi, a distanza di 10 anni, attendono ancora la verità.
Le menzogne non le subiamo solo noi.
Detto questo, commemoriamo assieme tutte le vittime e tutti gli eroi che hanno perso la vita in quella data fatidica, in modo che il loro sacrificio non sia stato vano. Se volete leggere i loro nomi, li trovate qui.

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