Recensione del film ”Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher

Come sarebbe nascere vecchi e gradualmente tornare giovani in barba a tutte le leggi del tempo?
E’ questa la domanda su cui ruota tutta la trama del film ”Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher. Liberamente tratto da un racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald, la pellicola narra la storia di Benjamin Button (Brad Pitt), un uomo nato ”in circostanze singolari”. Benjamin viene infatti al mondo con tutte le caratteristiche di un ultraottantenne: il suo corpo è pieno di rughe, le sue articolazioni sono afflitte dall’artrosi, i suoi occhi sono velati dalla cataratta ed è sordo come una campana. Visto il suo stato malandato, il padre, dopo aver perso la moglie per via del parto, lo abbandona sulla soglia di un’ospizio. Dato inizialmente per spacciato, Benjamin comincia incredibilmente a ringiovanire man mano che il tempo passa.
Il via vai di gente all’interno dell’ospizio gli permette di conoscere le persone più disparate (tra cui Daisy, l’amore della sua vita, interpretata da Cate Blanchett) e di vivere diverse avventure, sempre affiancato dall’inevitabile ringiovanimento. Ma vediamo di non svelare ulteriormente la trama.
La narrazione è ben tessuta. Il tutto si basa su numerosi flashback causati dalla lettura del diario di Benjamin da parte di Caroline, la figlia di Daisy, mentre si trova al capezzale della madre in un’ospedale di New Orleans, durante il passaggio dell’uragano Katrina. Le vicende sono tante, ma il film non annoia mai, considerata pure la lunghezza non da poco di 166 minuti.
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Tributo a Heath Ledger

Scrivo questo post con l’intento di esprimere un tributo ad un’attore che se n’è andato troppo presto e che ha lasciato un grande vuoto in chiunque abbia avuto il piacere di recitare. Parlo di Heath Ledger, l’attore australiano ricordato da tutti per aver interpretato il Joker in ”Batman The Dark Knight” (”Batman Il Cavaliere Oscuro” in Italia) di Christopher Nolan.
Heath ha segnato la storia del cinema e tale constatazione va ben oltre la mia mera opinione personale. Ci ha regalato una delle interpretazioni psicotiche più sconvolgenti che si possano trovare. Con il volto dipinto e rovinato dalle cicatrici e dalle rughe, ha saputo rendere la figura del Joker, a mio giudizio, ancor più indimenticabile di quanto riuscì a fare prima di lui Jack Nicholson.
A proposito di quest’ultimo, salvo ovviamente riconoscergli lo status di grande attore, vorrei ricordare a tutti il comportamento poco professionale che h tenuto una volta venuto a conoscenza della decisione di Nolan di scritturare Ledger:
”Sono furioso! Sono furioso! [ride.] Non mi hanno mai chiesto se volevo tornare come Joker in un sequel! So io come si fa! Nessuno me l’ha mai chiesto!”
(Tratto da un’intervista di MTV datata novembre 2007)
Ancor più sconvolgente fu quel ”L’avevo avvertito!” con cui commentò la notizia della sua morte.
Credo che questo sia uno dei momenti in cui si capisce chi ormai ha fatto il proprio tempo…
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The Killers – Human
Artista: The killers
Titolo: Human
Album: Human
I did my best to notice
when the call came down the line
up to the platform of surrender
I was brought but I was kind
and sometimes I get nervous
when I see an open door
Close your eyes, clear your heart
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Riassunto tratto dal libro ”Manuale di psicologia di comunità” di Bruna Zani e Augusto Palmonari
Ecco un utile riassunto di alcuni capitoli del libro ”Manuale di psicologia di comunità” di Bruna Zani e Augusto Palmonari.
Si raccomanda il download per una visione ottimale.

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