
“Perché” vuole sempre l’accento acuto.
Su tastiera è capibile che scappi l’accento grave (per automatismo ed economia di battitura).
Se però lo metti nella scrittura a mano, devi farti vedere da uno bravo (o in alternativa aspetti che mi laurei).

“Perché” vuole sempre l’accento acuto.
Su tastiera è capibile che scappi l’accento grave (per automatismo ed economia di battitura).
Se però lo metti nella scrittura a mano, devi farti vedere da uno bravo (o in alternativa aspetti che mi laurei).
LASCIA UN COMMENTO ATTRAVERSO FACEBOOK
7 ottobre 2010 at 10:07 pm
;-)
(Vedi #45)
27 febbraio 2011 at 3:34 pm
FINALMENTE QUALCUNO CHE LO DICE. PORCA PUTTANA.
7 agosto 2011 at 8:07 am
quando facevo la correttrice di bozze ne correggevo pochini di perchè/perché. per quanto mi riguarda, è imperdonabile anche su tastiera, ci vuole così poco a premere shift :P
4 settembre 2012 at 9:25 am
Ho 38 anni e non sono quindi uno degli “ignoranti di nuova generazione”. :-D
Personalmente, ho imparato molto tardi la differenza fra accento grave e acuto nell’italiano.
Alle elementari si parlava solo di “accento”. Accento che, quando scrivevamo, era un baffo arrotondato senza alcuna inclinazione particolare.
Alle medie stessa cosa: quando scrivevo in francese facevo attenzione a mettere gli accenti corretti (è lì che ho imparato la differenza), ma in italiano continuava ad essere “accento-e-basta”. Nessun professore si è mai sognato di correggere l’accento generico, né di spiegarmi la differenza nella lingua italiana.
La differenza l’ho imparata nei miei vent’anni, grazie ai correttori automatici dei vari editor di testo…
Mi chiedo se nelle scuole primarie attuali si insegni la differenza.
16 settembre 2012 at 7:28 pm
Anche a me danno fastidio gli errori di ortografia, specialmente quelli che richiederebbero solo un minimo di attenzione per essere evitati. Ciononostante, credo che con il tempo si andrà in italiano verso un unico segno, come dice Daniele, un “accento e basta”. Al contrario del francese, in italiano non esistono coppie minime che si oppongano solo per la differenza tra accento acuto e grave, ma al massimo solo per la presenza/assenza di un diacritico, es. è vs. e, la vs. là, ecc. Inoltre, la pronuncia delle vocali medie è così varia che non tutti sarebbero d’accordo sul fatto che la /e/ finale di “perché” sia chiusa. Che senso ha, per uno che pronuncia /perkè/ scrivere “perché”?
31 gennaio 2013 at 7:05 pm
“Al contrario del francese, in italiano non esistono coppie minime che si oppongano solo per la differenza tra accento acuto e grave”
Così sul momento:
Vènti vs Vénti
Sètte vs Sétte
Bòtte vs Bótte
Còlto vs Cólto
Le coppie minime di una lingua attengono alla sua fonemica, non alla resa grafemica della stessa. In italiano [?], [e], [?] e [o] sono fonemi a tutti gli effetti, appunto perché nel parlato formano le coppie minime di cui sopra (anche se nello scritto tale differenza non viene sempre evidenziata opponendo i rispettivi grafemi , , e ). Poi certo, su base regionale l’opposizione può sfumare, fino alla conflazione dei due tipi di accento in uno solo… Ma l’italiano standard è un altra cosa,
Saluti!