Arti marziali, sport da combattimento e difesa personale: un po’ di chiarezza
A partire dal secondo dopoguerra, vuoi a causa del fiorire in occidente di numerose arti (orientali e non) prima sconosciute, vuoi per la superficiale generalizzazione con cui queste vengono spesso descritte, si è generata una grande confusione tra 3 categorie di discipline: le arti marziali, gli sport da combattimento (o da ring) e i sistemi di combattimento e di difesa personale. Questa distinzione, non molto conosciuta dai non praticanti (o dai non addetti ai lavori in generale), nasconde in sè numerosi aspetti sottesi che la rendono di vitale importanza.
Mas Oyama, Muhammad Ali e Bruce Lee

Desidero quindi di fare un po’ di chiarezza (per esigenze di spazio mi limiterò ai concetti essenziali).
ARTI MARZIALI
Vengono definite arti marziali tutte quelle discipline che sono nate, come dice il nome stesso, per la guerra. Ma ciò non basta, come avremo modo di accorgerci più avanti. Le arti marziali, infatti, hanno spesso degli aspetti filosofici/religiosi e, generalmente, sono quelle discipline che, se praticate con costanza e dedizione, portano a risultati sorprendenti e difficilmente credibili se non visti coi propri occhi. Molte di queste discipline hanno sviluppato (soprattutto grazie alla diffusione in occidente) espressioni sportive, ma, a differenza degli sport da combattimento, tali espressioni rappresentano un ambito a parte.
Ma vediamo le più famose arti marziali (sempre per esigenze di spazio, mi dedicherò in particolare a quelle a mani nude)
Karate-do
Il Karate è un’arte marziale giapponese nata nell’isola di Okinawa e derivante dalla fusione di un’arte autoctona, il Te, con il Kempo cinese. Il nome significa letteralmente ”mano vuota”, a sottolineare sia il vuoto mentale (inteso come assenza di turbamenti) che dovrebbe caratterizzare il buon praticante, sia il fatto che l’arte non prevede l’uso di armi. Le tecniche comportano l’uso di tutto il corpo, comprendendo quindi calci, pugni, leve articolari, e proiezioni. La pratica marziale si divide tra kata (forme), Kihon (fondamentali) e Kumite (combattimento).
La sua filosofia prevede una via (do) da seguire con costanza ed impegno per raggiungere l’illuminazione. In questo senso il Karate non è solo un’arte da guerra, ma un vero e proprio stile di vita.
Ci sono numerose varianti di stili e metodi, tra cui si ricordano lo shotokan, lo shotokai , il goju ryu, il wado ryu, il kyokushinkai e il makotokai (di cui ho già parlato qui)
In seguito all’avvento del Karate in occidente, è nata una forma sportiva dell’arte, privata della componente difensiva e finalizzata alla sola attività agonistica (per quanto non figuri ancora tra le discipline olimpioniche)
Praticanti di Karate Makotokai durante l’esecuzione di un kata:

Combattimento di Karate Makotokai:

Judo
Anch’esso giapponese, il Judo è un’arte marziale che deriva dal più antico Jujitsu e il cui nome significa ”via della cedevolezza”. Le tecniche (al contrario del suo antenato, più completo) sono basate esclusivamente sulle proiezioni: non vi sono infatti calci o pugni, bensì solo sbilanciamenti, leve articolari e soffocamenti. Una volta a terra il combattimento continua fino alla totale immobilizzazione (o annientamento, in caso di difesa personale) di uno dei due contendenti. Il segreto della tecnica del Judo sta nel saper sfruttare la forza ed il peso dell’avversario per atterrarlo. Ad ogni modo, il comparto tecnico limitato alle proiezioni rende questa disciplina un’arte marziale prettamente difensiva. La pratica più tradizionale comprende anche delle forme.
Dalle tecniche del Jujitsu e del Judo sono nati in seguito molti sistemi di combattimento, tra cui si ricordano in Brazilian Jujitsu (o BJJ) e il Grappling.
In seguito alla sua diffusione in occidente il Judo ha sviluppato una sua espressione sportiva che, con l’inclusione alle Olimpiadi, sta comportando la graduale scomparsa degli aspetti marziali a favore di quelli agonistici, tanto che, da un certo punto di vista, il Judo potrebbe quasi essere considerato uno sport da combattimento.
Due praticanti di judo durante una competizione:

Aikido
L’Aikido è un’arte marziale giapponese squisitamente difensiva. Le sue tecniche, come per il Judo, si basano solo su proiezioni, leve e soffocamenti. A differenza del Judo, però, l’Aikido prevede anche l’uso delle armi tradizionali del Budo giapponese, prima tra tutte la katana (la spada). Una delle peculiarità tecniche di quest’arte è il fatto di sfruttare l’energia dell’attacco dell’avversario per atterrarlo nel minor tempo possibile tramite movimenti circolari.
La filosofia dell’Aikido consiste nella conquista della padronanza di sè attraverso la pratica e la riflessione.
Al contrario di molte altre discipline, l’Aikido non ha sviluppato nessuna espressione sportiva.
Ha conosciuto la fama soprattutto grazie ai film di Steven Seagul (in special modo ”Nico”).
Due aikidoka nell’esecuzione di una tecnica:

Kung Fu
Col termine Kung Fu (o, secondo la denominazione ufficiale cinese, Wushu) si indica l’insieme delle arti marziali nate e sviluppatesi in Cina. A tale riguardo (ma non solo,), è necessario distinguere innanzitutto tra arti interne ed arti esterne.
Le arti interne sono quelle in cui in cui prevale l’insegnamento spirituale (solitamente derivato dal Taoismo e dal Buddismo) e si assiste alla fusione tra pratiche di meditazione e pratiche marziali. Tra gli stili più famosi di arti interne si ricordano il Tai Chi Chuan (o Taijiquan) e il Pa Kwa Chang (o Bagua Zhang) Le tecniche di queste discipline sono caratterizzate da lentezza, fluidità e leggerezza (che all’occorrenza possono tramutarsi in velocitò ed esplosività) e da un totale controllo sul proprio corpo. Grande importanza hanno le varie ”forme”.
Una praticante di Tai Chi Chuan durante l’esecuzione di una forma:
Le arti esterne sono invece quelle in cui prevale la forza, la velocità e la potenza. In questo senso, si possono includere tra di esse tutte le arti che non sono interne (quindi anche di diverse nazionalità, ad esempio giapponese). E’ importante capire come comunque il confine tra arti interne ed esterne sia sottile, tanto che spesso molte arti esterne hanno principi di arti interne e viceversa.
Tra gli stili esterni più famosi si ricordano il Wing Chun (o Wing Tsun) il Kung Fu Shaolin. Il Wing Chun in particolare fu reso famoso in occidente dai film di Bruce Lee a partire dagli anni ’70.
Tae Kwon Do
Il Tae Kwon Do è un’arte marziale coreana nata dal raggruppamento di tutte le arti autoctone eseguito dal generale Choi Hong Hi negli anni ’50. Le tecniche sono varie, ma vengono utilizzati perlopiù i calci, per cui questa disciplina è molto famosa. Ciò fa del Tae Kwon Do un’arte molto spettacolare, ma lascia spesso qualche riserva rispetto alla sua reale efficacia nella difesa personale.
Alla morte del generale, il TKD si divise in 3 stili fondamentali: ITF (International Taekwon-do Federation), GTF (Global Taekwondo-federation) e WTF (World Taekwon-do Federation). Se tra i primi due stili, ispirati al fondatore, non vi sono molte differenze, il WTF rappresenta l’espressione sportiva del Tae Kwon Do che lo ha reso, con l’annessione ai giochi olimpionici nel 2000, a tutti gli effetti uno sport da combattimento.
Dimostrazione di Tae Kwon Do ITF:

Combattimento di Tae Kwon Do WTF:

Muay Boran
La Muay Boran o Mae Mai Muay Thai è l’antica arte marziale thailandese da cui ha preso forma la più famosa Muay Thai (che è, diversamente, uno sport da combattimento). Essa rappresenta la parte a mani nude del Krabi Krabong, l’insieme delle arti marziali thailandesi (che comprende anche l’uso di armi bianche). Il comparto tecnico prevede colpi con tutte le parti del corpo, in special modo gomiti, ginocchia e tibie. Nata per l’uso esclusivamente bellico, la Muay Boran veniva (e viene tuttoggi) praticata senza protezioni e con delle corde intorno alle mani, che infliggono ulteriori danni in caso di impatto. La pratica include inoltre delle forme.
Per quanto concerne la realtà italiana, attualmente esiste l’International Muay Boran Academy (IMBA), diretta da Marco De Cesaris, che ha l’obiettivo di preservare e tramandare questa antica arte.
Un combattimento di Muay Boran:

SPORT DA COMBATTIMENTO
Gli sport da combattimento sono attività sportive la cui finalità è l’espressione agonistica e non, come le arti marziali, la difesa personale o la meditazione. La loro utilità nella difesa personale è solo una conseguenza. Gli sport da combattimento hanno tutti un regolamento ben codificato che mette dei limiti precisi alle diverse discipline. Un classico esempio sono i guantoni alle mani (presenti in praticamente tutte gli sport da ring) e le categorie di peso: una delle sostanziali differenze tra un artista marziale ed un agonista da combattimento è che il primo ha delle competenze tecniche che gli permettono di essere efficace anche contro una persona molto più grossa e pesante, mente il secondo è solitamente vincolato dal proprio peso e dalla propria massa.
Vediamo gli sport da combattimento più famosi.
Boxe
La boxe moderna è sicuramente lo sport da combattimento più popolare in occidente. Nata in Inghilterra nel XVIII secolo, è oggi una delle attività sportive più seguite e praticate al mondo. I combattimenti avvengono su un ring. Il regolamento suddivide gli incontri in intervalli (round) e impone l’utilizzo di guantoni. Sono vietati i colpi al di sotto della cintura e sono presenti numerose categorie di peso.
Kick Boxing
La Kick Boxing nasce negli anni ’80 dall’unione tra la Boxe moderna e il Karate. Il regolamento è piuttosto simile a quello della Boxe, con l’inclusione dei calci, anche al volto.
Sanda
Il Sanda o Sanshou o Boxe Cinese è l’espressione sportiva del Kung Fu tradizionale. Il regolamento è simile a quello della Kick Boxing, a differenza del caschetto e del corpetto. L’inclusione di proiezioni rende i combattimenti molto spettacolari.
Savate
Il Savate o Boxe Francese è uno sport da combattimento nato in Francia verso la fine dell’800, in opposizione alla Boxe Inglese. Le tecniche prevedono pugni e calci, ma l’accento è posto molto su questi ultimi. Si usano i guantoni come nella Kick Boxing, ma, a differenza di molti altri sport da combattimento, non si combatte a piedi nudi, bensì con scarpe apposite rinforzate.
Muay Thai
La Muay Thai o Thai Boxe o Boxe Thailandese è uno sport da combattimento derivato dall’antica arte marziale del Muay Boran ed è forse la disciplina da ring più famosa degli ultimi anni. Nella sua madre patria, è lo sport nazionale. E a questo proposito, è bene fare una distinzione. Vi è infatti una sostanziale differenza tra la Muay Thai praticata in Thailandia e la Muay Thai praticata nel resto del mondo, specialmente in Europa.
La Muay Thai praticata in Thailandia, che ha il suo punto nevralgico nel Lumpini Stadium a Bangkok, è l’unica a permettere, all’interno del repertorio tecnico, i colpi portati col gomito. Gli atleti cominciano a combattere fin da giovanissimi (8-10 anni) dal momento che per molti la vittoria sul ring rappresenta una delle poche fonti di guadagno disponibili. Dal momento che è spesso la fame a spingere chi combatte, gli incontri si tramutano in vere e proprie battaglie. Non di rado si hanno casi di decesso all’interno del settore professionistico. Tutto questo, unito ad alcune leggende metropolitane circa le sue tecniche (ad esempio i colpi con i gomiti, con le tibie o con la rotazione delle anche, spesso considerati prerogative di questa disciplina, si trovano in numerose altre arti o sport da combattimento), hanno dato alla Muay Thai la fama di sport violento e brutale.
In realtà, la violenza e la brutalità si possono trovare in quasi tutte le arti marziali e negli sport da combattimento con una semplice mossa: l’eliminazione di ogni regola. Con regole molto blande o, peggio ancora, senza regole, qualsiasi disciplina è violenta e brutale. Del resto, almeno per quanto concerne le arti marziali, la violenza era lo scopo per cui sono nate.
Incontro di Muay Thai in Thailandia:

La Muay Thai praticata al di fuori della Thailandia è invece ben altra cosa. Non essendovi più la fame a spingere i praticanti ed essendovi invece delle esigenze di spettacolo, le regole sono molto più ferree. I colpi di gomito sono proibiti anche nel settore professionistico. Ciò aumenta molto la somiglianza con la Kick Boxing (fatta eccezione per le ginocchiate e la prevalenza di colpi con le tibie).
Nella Muay Thai in generale si trova, tra le varie tecniche, il clinch: un momento di lotta in piedi in cui i contendenti, tenendosi per il collo, tentano di entrare nella guardia dell’altro.
Incontro di Muay Thai in Italia:

Mixed Martial Arts (MMA)
A metà tra uno sport da ring e un sistema di combattimento, il Mixed Martial Arts, o abbreviato l’MMA, riunisce in sè, come lascia intuire il nome, più arti marziali e sport da combattimento mescolati. A volte viene identificato anche col nome di Vale Tudo.
Questo tipo di competizione è nato col preciso scopo di scoprire quale arte marziale fosse più efficace. Si combatte in una gabbia, le protezioni sono ridotte al minimo indispensabile (guantini a dita libere, paradenti e conchiglia) e il regolamento è molto permissivo. Sono validi infatti quasi tutti i colpi (tranne ai genitali e agli occhi) e si combatte a tutte le distanze, compresa la lotta a terra. Proprio per la scarsità di regolamentazione, come è emerso anche prima quando si parlava della Muay Thai, i combattimenti di MMA risultano molto violenti e non sono per niente rari i casi di infortuni, anche molto gravi.
Un incontro di Mixed Martial Arts:

SISTEMI DI COMBATTIMENTO E DIFESA PERSONALE
I sistemi di combattimento o di difesa personale sono dei metodi recenti costruiti su misura per qualche scopo (perlopiù bellico) o semplicemente nati come evoluzione dalle arti marziali tradizionali. Tendenzialmente, ciò che contraddistingue i sistemi di combattimento dalle arti marziali e dagli sport da combattimento è la velocità con cui le nozioni possono essere apprese: un buon sistema da combattimento deve permettere a chiunque di apprendere pochi concetti basilari nel minor tempo possibile. Ciononostante, è indubbio che praticamente tutte le tecniche dei vari sistemi siano state prese in prestito dalle arti marziali.
Ma vediamo i più famosi.
Krav Maga
Il Krav Maga è il sistema di combattimento militare adottato dai reparti speciali dell’esercito israeliano. Nato negli anni ’50, all’indomani della formazione dello stato di Israele, è di natura prettamente offensiva. Essendo nato in un contesto bellico, il Krav Maga insegna ad annichilire il proprio avversario il più velocemente ed efficacemente possibile. Per questo motivo si presta bene come sistema di difesa personale in casi ”estremi” (difesa contro armi da fuoco, coltelli, ecc).
Ci sono molti altri sistemi di combattimento ad uso militare o stradale, tra cui si ricordano il Kombato e il Progressive Fight System.
Esecuzione di una tecnica di Krav Maga:

Jeet Kune Do
Il Jeet Kune Do (letteralmente ”La via del pugno che intercetta”) è un sistema di combattimento ideato da Bruce Lee intorno agli anni ’60. Si basa sulla pluriennale esperienza dell’artista marziale e racchiude in sè vari principi presi non solo dalle arti marziali orientali, ma anche da discipline occidentali. Lee studiò infatti la Boxe e la scherma occidentale, da cui trasse numerose nozioni rivelateglisi utili successivamente.
Il JKD è un sistema eclettico, privo delle forme tradizionali (considerate inutili da Lee), che mira alla completezza con l’obiettivo di coprire tutti gli ambiti in cui si può combattere: lunga, media, breve distanza e lotta a terra. A dispetto degli altri sistemi di combattimento, però, ha degli aspetti filosofici sottesi (un esempio sono i celebri consigli di Lee di ”avere come metodo il non metodo e come limite il non limite” o di ”essere come l’acqua”). Sempre a differenza degli altri sistemi,questa disciplina richiede una pratica costante per poter essere appresa.
Si potrebbe in fondo dire che il Jeet Kune Do è un concetto che, come lo ha lasciato il suo creatore al momento della sua morte prematura, è in continua evoluzione.
Praticanti di Jeet Kune Do durante una lezione:

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E’ proprio vero che non si smette mai di imparare…molte cose dell’intervento che hai postato nemmeno le sapevo! Ma si sa…chi ama le arti marziali, sa di aver intrapreso un cammino per la vita, per tutta la vita!
Oss.
L’argomento è molto interessante, molte delle cose che hai scritto non le conoscevo… Secondo il mio parere la categoria più completa è quella delle Arti Marziali cioè l’origine…personalmente non farei mai una gara perchè va contro ciò in cui credo… e contro il mio Spirito…. infatti penso che l’ Arte Marziale più efficace sia il Tai Chi che è rappresentato dal karate Makotokai, secondo me… poi è giusto che ognuno segua la sua strada… c’è sempre da imparare….
Ti sei dimenticato della lotta greco-romana e la lotta libera. Abbiamo anche un campione olimpico, Andrea Minguzzi!! Mancanza imperdonabile.
E’ vero. Appena avrò tempo le aggiungerò. Grazie per la segnalazione :)
Molto interessante, molto ben scritto, come gran parte del blog. Allievo del buon Bolaffio? Ti consiglierei di integrare il post comprendendo le arti marziali filippine (molto interessanti).
Saluti
Maber
Tra arti marziali e sport da combattimento c’è grande differenza, elenchiamoli bene:
ARTI MARZIALI (e molte anche sport da combattimento)
- KARATE SHOTOKAN (che è anche uno sport da combattimento a contatto leggero)
- TAEKWONDO WTF (che è anche uno sport da combattimento a contatto pieno con ko)
- MUAY THAI (che è anche uno sport da combattimento a contatto pieno con ko)
- KARATE KYOKUSHINKAI (che è anche uno sport da combattimento a contatto pieno con ko)
- AIKIDO
- JUJITSU (che è anche uno sport da combattimento a contatto leggero con pugni e calci ma a contatto pieno con le proiezioni)
- HAPIKIDO
- KUNG FU
SPORT DA RING :
- KICK BOXING
- BOXE
- TAEKWONDO PRO
- FULL CONTACT
Vorrei obiettare sul termine “comparto tecnico limitato” in relazione alla descrizione del judo. Pratico judo da 6 anni e non conosco un arte marziale più tecnica e difficile da imparare grazie anche alla molteplicità e alla diversità delle tecniche. Invito tutti a documentarsi per raccogliere ( giusto per un confronto ) il numero di tecniche esistenti per le più diffuse arti marziali e quindi fare un confronto. 40 tecniche di base per gokyo + 8/9 varianti sono la base della lotta in piedi. Molte altre tecniche in piedi non sono menzionate nel gokyo ma sono un evoluzione delle precedenti per un totale di una settantina di tecniche. Lotta a terra, rovesciamenti e strangolamenti sono invece l’altro grande blocco, esistono una moltitudine si tecniche anche in questo ramo. Esistono innumerevoli combinazioni fra le tecniche per lavoro lungo e continuo. Cadute, importanti per non farsi male e da ripetere e perfezionare sempre. N.6 Kata riconosciuti dal Kodokan e altri molto belli sono tutti da studiare e imparare. Il judo può essere anche applicato all’autodifesa là dove interseca le sue vecchie origini del jujitsu. Il codice di comportamento del judo lo rende anche una disciplina adatta per l’educazione e per il rispetto, se insegnata correttamente, e la precisazione della sua discesa, causa il fattore olimpico e agonistico, è la pura verità. il judo kodokan è per la vita tutti gli altri sono per le medagliette.