A maggio di quest’anno, Osama Bin Laden è stato ucciso, cremato e disperso in mare nel giro di un paio di giorni, senza alcun tipo di processo, senza giuria, senza difesa. Senza, cioè, nessuno dei diritti fondamentali della nostra cultura in ambito giudiziario (e non solo).
Un paio di giorni fa la stessa sorte è toccata a Muhammar Gheddafi, il quale sembra avesse pure chiesto ai soldati che lo hanno scovato di non aprire il fuoco. In questo caso, essendo gli uccisori dei ribelli, sarà senz’altro più semplice dare la colpa al risentimento della popolazione e al desiderio di vendetta.
Mi sembra però tutto troppo semplice. Anche perché, non so voi, ma al sottoscritto la domanda che è sorta spontanea alla luce di tutti questi fatti è la seguente: cosa mai sarebbe potuto uscire da quelle bocche se vi è stata la necessità di cucirle per sempre in modo così rapido e incostituzionale, con la messa in atto una vera e propria damnatio memoriae preventiva?
