''...credo che prima o poi chiunque stia risalendo il fiume debba fermarsi sulla riva a riposare. Forse qualcun altro andrà più avanti e mi passerà di fronte guardandomi con aria compassionevole, quella di chi sa come gira il mondo. Ma se questo sa che il mondo gira, dovrebbe sapere che io giro insieme ad esso. E anche se mi fermo a prendere un attimo di respiro, questo lo so per certo, non smetto mai di girare...''

Torneo Internazionale Sloveno Karate Makotokai 2010

febbraio 4th, 2010

Domenica 31/1 ho partecipato al secondo Torneo Internazionale Sloveno di Karate Makotokai. Si è trattata di un’esperienza da una parte importante sotto l’aspetto tecnico, per avermi permesso di fare un confronto col mio operato dell’anno scorso al medesimo evento, e dall’altro gratificante per quanto riguarda i risultati, dal momento che sono riuscito ad arrivare primo nella mia categoria (Kyu + 75 kg).

Qui sotto trovate il video dei miei due incontri. Nel primo sono lo shiro (cintura bianca), mentre nel secondo sono l’aka (cintura rossa).

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Arti marziali, sport da combattimento e difesa personale: un po’ di chiarezza

aprile 25th, 2009

A partire dal secondo dopoguerra, vuoi a causa del fiorire in occidente di numerose arti (orientali e non) prima sconosciute, vuoi per la superficiale generalizzazione con cui queste vengono spesso descritte, si è generata una grande confusione tra 3 categorie di discipline: le arti marziali, gli sport da combattimento (o da ring) e i sistemi di combattimento e di difesa personale. Questa distinzione, non molto conosciuta dai non praticanti (o dai non addetti ai lavori in generale), nasconde in sè numerosi aspetti sottesi che la rendono di vitale importanza.

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Makotokai Karate Do

gennaio 16th, 2009

I problemi del Karate Tradizionale

Il Karate Shotokan Tradizionale soffre indubbiamente di un difetto di fondo: la totale mancanza di contatto. L’eccessivo formalismo sviluppatosi da un’errata interpretazione dell’antico insegnamento delle tecniche, del kumite (il combattimento) e dei kata (le forme), ha portato a confondere la forza con la rigidità, lo scatto rigido con la fluidità, nonchè ad associare erroneamente il contatto alla violenza. Tutto ciò ha spesso comportato nei praticanti lesioni ortopediche anche gravi dovute alla continua ritenzione dell’energia cinetica nella pratica a vuoto (provate a tirare un paio di pugni o calci all’aria: già dopo una decina di volte, se non li avrete lasciati andare fluidamente, comincerete a sentire qualche doloretto; pensate a chi lo fa da una vita).
Come già detto, il contatto viene spesso associato ingiustamente alla violenza. Ciò porta ad un’idea di ”controllo” completamente sbagliata. Nelle competizioni di Shotokan TOCCARE l’avversario con eccessiva enfasi è causa di squalifica. Ma come può l’assenza di contatto costituire una forma di controllo se non vi è nulla da controllare? E non è tutto. Oltre a non comprendere il valore che il pieno contatto ha nell’apprendimento dell’efficacia delle tecniche, altrettanto spesso il Karate Shotokan (sempre com’è insegnato oggi, che sia chiaro) ignora anche il secondo grande beneficio che tale pratica porta con sè: il condizionamento. Non si può pensare di poter sostenere un attacco senza aver mai combattuto sul sero. Il combattimento a contatto, con le dovute protezioni e i dovuti controlli, rafforza il karateka, lo abitua a veder arrivare le tecniche e ad incassare i colpi. Per quanto concerne i kata, invece, si è ormai giunti al punto in cui l’accento è posto unicamente sugli scatti, sull’aspetto estetico delle tecniche e sul fruscìo del karategi (il tradizionale abito usato dai praticanti, spesso chiamato erroneamente kimono, che invece costituisce l’abito delle donne) durante l’esecuzione delle stesse, tanto che molti produttori li vendono in appositi materiali più ”fruscianti”.
Non c’è quindi nulla di cui meravigliarsi se spesso si vedono fior fior di cinture nere di Karate Shotokan stese dal primo boxeur di turno, nè se ormai il nome del Karate è associato alla totale inefficacia ed è spesso deriso dai praticanti di altre discipline.

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