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	<title>Nicolò Zarotti&#039;s Blog &#187; Arti marziali</title>
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	<description>Le molteplici vie di una vita</description>
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		<title>Torneo Internazionale Sloveno Karate Makotokai 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 20:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
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		<description><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/Personal2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Life" /><br/>Domenica 31/1 ho partecipato al secondo Torneo Internazionale Sloveno di Karate Makotokai. Si è trattata di un&#8217;esperienza da una parte importante sotto l&#8217;aspetto tecnico, per avermi permesso di fare un confronto col mio operato dell&#8217;anno scorso al medesimo evento, e dall&#8217;altro gratificante per quanto riguarda i risultati, dal momento che sono riuscito ad arrivare primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/Personal2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Life" /><br/><p><img src="http://i46.tinypic.com/2yo8g2x.jpg" alt="" width="442" height="331" /></p>
<p>Domenica 31/1 ho partecipato al secondo <strong>Torneo Internazionale Sloveno di Karate Makotokai</strong>. Si è trattata di un&#8217;esperienza da una parte <strong>importante sotto l&#8217;aspetto tecnico</strong>, per avermi permesso di fare un confronto col mio operato dell&#8217;anno scorso al medesimo evento, e dall&#8217;altro <strong>gratificante per quanto riguarda i risultati</strong>, dal momento che sono riuscito ad arrivare <strong>primo nella mia categoria</strong> <strong>(Kyu + 75 kg)</strong>.</p>
<p>Qui sotto trovate il <strong>video</strong> dei miei due incontri. Nel primo sono lo<strong> <em>shiro</em></strong> (cintura bianca), mentre nel secondo sono l&#8217;<strong><em>aka</em></strong> (cintura rossa).</p>
<p><span id="more-2482"></span><span class="youtube">
<object type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" data="http://www.youtube.com/v/XQq77ubCmCc&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0?rel=1">
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</object>
</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XQq77ubCmCc">www.youtube.com/watch?v=XQq77ubCmCc</a></p></p>
<p><a href="http://www.makotokai.si/datoteke/rezultati_2010.pdf" target="_blank">Qui</a> invece potete trovare i <strong>risultati di tutte le categorie</strong>. Da notare la costante presenza della <strong>scuola Makoto di Trieste</strong> nei podi, in special modo nella <strong>categoria Open</strong>, dove ha occupato <strong>tutte e 3 le posizioni</strong> .</p>
<p><strong>Complimenti</strong> vivissimi a tutti i partecipanti!</p>
<p></p>
<img src="http://nicolozarotti.com/?ak_action=api_record_view&id=2482&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Arti marziali, sport da combattimento e difesa personale: un po&#8217; di chiarezza</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 11:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento boxe]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali palestre]]></category>
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		<category><![CDATA[differenze]]></category>
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		<category><![CDATA[sacchi boxe]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><br/>A partire dal secondo dopoguerra, vuoi a causa del fiorire in occidente di numerose arti (orientali e non) prima sconosciute, vuoi per la superficiale generalizzazione con cui queste vengono spesso descritte, si è generata una grande confusione tra 3 categorie di discipline: le arti marziali, gli sport da combattimento (o da ring) e i sistemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><br/><p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"></p>
<p>A partire dal <strong>secondo dopoguerra</strong>, vuoi a causa del fiorire in occidente di numerose arti (orientali e non) prima sconosciute, vuoi per la <strong>superficiale generalizzazione con cui queste vengono spesso descritte</strong>, si è generata una <strong>grande confusione</strong> tra <strong>3 categorie di discipline</strong>: le <strong>arti marziali</strong>, gli <strong>sport da combattimento</strong> (o<strong> da ring</strong>) e i<strong> sistemi di combattimento e di difesa personale</strong>. Questa distinzione, non molto conosciuta dai non praticanti (o dai non addetti ai lavori in generale), nasconde in sè numerosi aspetti sottesi che la rendono <strong>di vitale importanza</strong>.</p>
<p><span id="more-649"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Mas Oyama,</em></span><em><span style="text-decoration: underline;"> Muhammad Ali</span></em><span style="text-decoration: underline;"><em> e </em><em>Bruce Lee</em></span><br />
<a href="http://www.nicolozarotti.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090425/131222.jpg" border="0" alt="" width="452" height="222" /></a></p>
<p>Desidero quindi di fare <strong>un po&#8217; di chiarezza</strong> (per esigenze di spazio mi limiterò ai <strong>concetti essenziali</strong>).</p>
<h1>ARTI MARZIALI</h1>
<p>Vengono definite <strong>arti marziali</strong> tutte quelle discipline che sono nate, come dice il nome stesso, per la <strong>guerra</strong>. Ma ciò non basta, come avremo modo di accorgerci più avanti. Le arti marziali, infatti, hanno spesso degli<strong> aspetti filosofici/religiosi</strong> e, generalmente, sono quelle discipline che, se praticate con <strong>costanza e dedizione</strong>, portano a risultati sorprendenti e difficilmente credibili se non visti coi propri occhi. Molte di queste discipline hanno sviluppato (soprattutto grazie alla diffusione in occidente) <strong>espressioni sportive</strong>, ma, a differenza degli sport da combattimento, tali espressioni rappresentano un ambito a parte.<br />
Ma vediamo <strong>le più famose arti marziali</strong> (sempre per esigenze di spazio, mi dedicherò in particolare a quelle<strong> a mani nude</strong>)</p>
<h2>Karate-do</h2>
<p>Il Karate è un&#8217;arte marziale giapponese nata nell&#8217;isola di<strong> Okinawa</strong> e derivante dalla fusione di un&#8217;arte autoctona, il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Te_(arte_marziale)">Te</a></strong>, con il<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kenp%C5%8D">Kempo</a></strong> cinese. Il nome significa letteralmente &#8221;<strong>mano vuota</strong>&#8221;, a sottolineare sia il <strong>vuoto mentale</strong> (inteso come <strong>assenza di turbamenti</strong>) che dovrebbe caratterizzare il buon praticante, sia il fatto che l&#8217;arte <strong>non prevede l&#8217;uso di armi</strong>. Le tecniche comportano l&#8217;uso di<strong> tutto il corpo</strong>, comprendendo quindi <strong>calci</strong>, <strong>pugni</strong>, <strong>leve articolari</strong>, e <strong>proiezioni</strong>. La pratica marziale si divide tra <strong><em>kata</em></strong> (forme),<strong> <em>Kihon</em></strong> (fondamentali) e <strong><em>Kumite</em></strong> (combattimento).<br />
La sua filosofia prevede una <strong>via</strong> (<strong><em>do</em></strong>) da seguire con costanza ed impegno per <strong>raggiungere l&#8217;illuminazione</strong>. In questo senso il Karate non è solo un&#8217;arte da guerra, ma un vero e proprio <strong>stile di vita</strong>.<br />
Ci sono numerose varianti di stili e metodi, tra cui si ricordano lo<em><strong> shotokan</strong>, </em>lo<strong> </strong><em><strong>shotokai</strong> , </em>il <strong><em>goju ryu</em></strong>, il <strong><em>wado ryu</em></strong>, il <strong><em>kyokushinkai</em></strong> e il <strong><em>makotokai</em></strong> (di cui ho già parlato <a href="http://nicolozarotti.com/makotokai-karate-do/" target="_blank">qui</a>)<br />
In seguito all&#8217;avvento del Karate in occidente, è nata una <strong>forma sportiva dell&#8217;arte</strong>, privata della componente difensiva e finalizzata alla sola attività agonistica (per quanto non figuri ancora tra le discipline olimpioniche)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Praticanti di Karate Makotokai durante l&#8217;esecuzione di un kata:</em></span><br />
<a href="http://www.makoto.it/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090424/142434.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"></a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Combattimento di Karate Makotokai:</em></span><a href="http://www.dropshots.com/"><br />
</a><a href="http://www.makoto.it/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090125/161706.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"></a></span></p>
<h2><a href="http://www.dropshots.com/">Judo</a></h2>
<p>Anch&#8217;esso giapponese, il <strong>Judo</strong> è un&#8217;arte marziale che deriva dal più antico <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jujitsu" target="_blank">Jujitsu</a></strong> e il cui nome significa &#8221;<strong>via della cedevolezza</strong>&#8221;. Le tecniche (al contrario del suo antenato, più completo) sono basate<strong> esclusivamente sulle proiezioni</strong>: non vi sono infatti calci o pugni, bensì <strong>solo</strong> <strong>sbilanciamenti</strong>, <strong>leve articolari</strong> e <strong>soffocamenti</strong>. Una volta <strong>a terra</strong> <strong>il combattimento continua</strong> fino alla totale immobilizzazione (o annientamento, in caso di difesa personale) di uno dei due contendenti. Il segreto della tecnica del Judo sta nel saper<strong> sfruttare la forza ed il peso dell&#8217;avversario per atterrarlo</strong>. Ad ogni modo, il <strong>comparto tecnico limitato</strong> alle proiezioni rende questa disciplina un&#8217;<strong>arte marziale prettamente difensiva</strong>. La pratica più tradizionale comprende anche delle <strong>forme</strong>.<br />
Dalle tecniche del <strong>Jujitsu</strong> e del <strong>Judo</strong> sono nati in seguito molti sistemi di combattimento, tra cui si ricordano in<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ju_jitsu_brasiliano" target="_blank"> Brazilian Jujitsu</a></strong> (o <strong>BJJ</strong>) e il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grappling" target="_blank">Grappling</a></strong>.<br />
In seguito alla sua diffusione in occidente il Judo ha sviluppato una sua <strong>espressione sportiva</strong> che, con l&#8217;<strong>inclusione alle Olimpiadi</strong>, sta comportando la <strong>graduale scomparsa degli aspetti marziali</strong> a favore di quelli agonistici, tanto che, da un certo punto di vista, il <strong>Judo potrebbe quasi essere considerato uno sport da combattimento</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Due praticanti di judo durante una competizione:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/144323.jpg" border="0" alt="" width="315" height="426" /></a></p>
<h2>Aikido</h2>
<p>L&#8217;<strong>Aikido</strong> è un&#8217;arte marziale <strong>giapponese</strong> <strong>squisitamente difensiva</strong>. Le sue tecniche, come per il Judo, si basano solo su proiezioni, leve e soffocamenti. A differenza del Judo, però, l&#8217;Aikido prevede anche l&#8217;<strong>uso delle armi tradizionali del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Budo">Budo</a> giapponese</strong>, prima tra tutte la <em><strong>katana</strong> </em>(la spada). Una delle peculiarità tecniche di quest&#8217;arte è il fatto di s<strong>fruttare l&#8217;energia dell&#8217;attacco dell&#8217;avversario</strong> per atterrarlo nel minor tempo possibile<strong> tramite movimenti circolari</strong>.<br />
La<strong> filosofia</strong> dell&#8217;Aikido consiste nella <strong>conquista della padronanza di sè </strong>attraverso la <strong>pratica e la riflessione</strong>.<br />
Al contrario di molte altre discipline, l&#8217;Aikido non ha sviluppato nessuna espressione sportiva.<br />
Ha conosciuto la fama soprattutto grazie ai <strong>film di Steven Seagul</strong> (in special modo &#8221;<strong><em>Nico</em></strong>&#8221;).</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Due aikidoka nell&#8217;esecuzione di una tecnica:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/153731.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Kung Fu</h2>
<p>Col termine<strong> Kung Fu</strong> (o, secondo la denominazione ufficiale cinese, <strong>Wushu</strong>) si indica l&#8217;<strong>insieme delle arti marziali</strong> nate e sviluppatesi <strong>in</strong> <strong>Cina</strong>. A tale riguardo (ma non solo,), è necessario distinguere innanzitutto tra arti interne ed <strong>arti esterne</strong>.<br />
<strong>Le arti interne</strong> sono quelle in cui in cui <strong>prevale l&#8217;insegnamento spirituale</strong> (solitamente derivato dal <strong>Taoismo</strong> e dal <strong>Buddismo</strong>) e si assiste alla<strong> fusione tra pratiche di meditazione e pratiche marziali</strong>. Tra gli stili più famosi di arti interne si ricordano il<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taijiquan" target="_blank">Tai Chi Chuan</a></strong> (o <strong>Taijiquan)</strong> e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baguazhang" target="_blank"><strong>Pa Kwa Chang</strong> </a>(o <strong>Bagua Zhang</strong>) Le tecniche di queste discipline sono caratterizzate da<strong> lentezza, fluidità e leggerezza</strong> (che <strong>all&#8217;occorrenza</strong> possono tramutarsi in <strong>velocitò ed esplosività</strong>) e da un <strong>totale controllo sul proprio corpo</strong>. Grande importanza hanno le varie &#8221;<strong>forme</strong>&#8221;.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Una praticante di Tai Chi Chuan durante l&#8217;esecuzione di una forma</span></em>:</p>
<p><a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090424/164709.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"><br />
</a><a href="http://www.qualityphotoprints.com/"></a></span></p>
<p><strong>Le arti esterne</strong> sono invece quelle in cui<strong> prevale la forza, la velocità e la potenza</strong>. In questo senso, si possono includere tra di esse tutte le arti che non sono interne (quindi anche di diverse nazionalità, ad esempio giapponese). E&#8217; importante capire come comunque <strong>il confine tra arti interne ed esterne sia sottile</strong>, tanto che spesso molte arti esterne hanno principi di arti interne e viceversa.<br />
Tra gli stili esterni più famosi si ricordano il<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wing_chun">Wing Chun</a></strong> (o <strong>Wing Tsun</strong>) il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shaolinquan">Kung Fu Shaolin</a></strong>. Il <strong>Wing Chun</strong> in particolare fu reso famoso in occidente dai <strong>film di Bruce Lee</strong> a partire dagli <strong>anni &#8217;70</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Un allenamento di Win Chung:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/170903.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Tae Kwon Do</h2>
<p>Il <strong>Tae Kwon Do</strong> è un&#8217;arte marziale <strong>coreana</strong> nata dal <strong>raggruppamento di tutte le arti autoctone eseguito</strong> dal <strong>generale Choi Hong Hi</strong> negli <strong>anni &#8217;50</strong>. Le tecniche sono varie, ma vengono utilizzati <strong>perlopiù i calci</strong>, per cui questa disciplina è molto famosa. Ciò fa del Tae Kwon Do un&#8217;<strong>arte molto spettacolare</strong>, ma lascia spesso qualche <strong>riserva rispetto alla sua reale efficacia</strong> nella difesa personale.<br />
Alla morte del generale, il TKD si divise in <strong>3 stili fondamentali</strong>: <strong>ITF </strong>(<strong>International Taekwon-do Federation</strong>), <strong>GTF</strong> (<strong>Global Taekwondo-federation</strong>) e <strong>WTF</strong> (<strong>World Taekwon-do Federation</strong>). Se tra i primi due stili, ispirati al fondatore, non vi sono molte differenze, il <strong>WTF rappresenta l&#8217;espressione sportiva del Tae Kwon Do</strong> che lo ha reso, con l&#8217;<strong>annessione ai giochi olimpionici nel 2000</strong>, a tutti gli effetti <strong>uno sport da combattimento</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Dimostrazione di Tae Kwon Do ITF:</em></span><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/172742.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"><br />
</a><a href="http://www.qualityphotoprints.com/"></a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Combattimento di Tae Kwon Do WTF:</em></span><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090424/172818.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Muay Boran</h2>
<p>La <strong>Muay Boran</strong> o <strong>Mae Mai Muay Thai</strong> è  l&#8217;antica arte marziale <strong>thailandese</strong> da cui ha preso forma la più famosa <strong>Muay Thai</strong> (che è, diversamente, uno <strong>sport da combattimento</strong>). Essa rappresenta la <strong>parte a mani nude del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krabi_Krabong" target="_blank">Krabi Krabong</a></strong>, l&#8217;insieme delle arti marziali thailandesi (che comprende anche l&#8217;<strong>uso di armi bianche</strong>). Il comparto tecnico prevede colpi con tutte le parti del corpo, <strong>in special modo gomiti, ginocchia e tibie</strong>. Nata per l&#8217;<strong>uso esclusivamente bellico</strong>, la Muay Boran veniva (e viene tuttoggi) <strong>praticata senza protezioni</strong> e con delle <strong>corde intorno alle mani</strong>, che infliggono <strong>ulteriori danni in caso di impatto</strong>. La pratica include inoltre delle <strong>forme</strong>.<br />
Per quanto concerne la <strong>realtà italiana</strong>, attualmente esiste l&#8217;<strong>International Muay Boran Academy</strong> (<strong><a href="http://www.muaythai.it/home.html">IMBA</a></strong>), diretta da <strong>Marco De Cesaris</strong>, che ha l&#8217;obiettivo di <strong>preservare e tramandare questa antica arte</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Un combattimento di Muay Boran:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/180119.jpg" border="0" alt="" width="380" height="380" /></a></p>
<h1>SPORT DA COMBATTIMENTO</h1>
<p>Gli <strong>sport da combattimento</strong> sono <strong>attività sportive</strong> la cui <strong>finalità è l&#8217;espressione agonistica</strong> e non, come le arti marziali, la difesa personale o la meditazione. La loro utilità nella difesa personale è solo una <strong>conseguenza</strong>. Gli sport da combattimento hanno tutti un <strong>regolamento ben codificato</strong> che mette dei <strong>limiti precisi alle diverse discipline</strong>. Un classico esempio sono i <strong>guantoni alle mani</strong> (presenti in praticamente tutte gli sport da ring) e le <strong>categorie di peso</strong>: una delle sostanziali differenze tra un artista marziale ed un agonista da combattimento è che <strong>il primo</strong> ha delle <strong>competenze tecniche</strong> che gli permettono di <strong>essere efficace anche contro una persona molto più grossa e pesante</strong>, mente <strong>il secondo</strong> è solitamente <strong>vincolato dal proprio peso e dalla propria massa</strong>.<br />
Vediamo gli <strong>sport da combattimento più famosi</strong>.</p>
<h2>Boxe</h2>
<p>La <strong>boxe moderna</strong> è sicuramente lo <strong>sport da combattimento più popolare in occidente</strong>. Nata in <strong>Inghilterra </strong>nel XVIII secolo, è oggi una delle attività sportive <strong>più seguite e praticate al mondo</strong>. I combattimenti avvengono su un <strong>ring</strong>. Il regolamento suddivide gli incontri in <strong>intervalli</strong> (<strong>round</strong>) e impone l&#8217;<strong>utilizzo di guantoni</strong>. Sono <strong>vietati i colpi al di sotto della cintura </strong>e sono presenti<strong> numerose categorie di peso</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Un incontro di boxe moderna:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/183020.jpg" border="0" alt="" width="401" height="401" /></a></p>
<h2>Kick Boxing</h2>
<p>La<strong> Kick Boxing</strong> nasce negli <strong>anni &#8217;80</strong> dall&#8217;<strong>unione tra la Boxe moderna e il Karate</strong>. Il regolamento è piuttosto simile a quello della Boxe, con l&#8217;<strong>inclusione dei calci</strong>, anche al volto.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Un incontro di Kick Boxing:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media7.dropshots.com/photos/114109/20050716/234847.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Sanda</h2>
<p>Il <strong>Sanda</strong> o <strong>Sanshou</strong> o <strong>Boxe Cinese</strong> è l&#8217;<strong>espressione sportiva del Kung Fu tradizionale</strong>. Il regolamento è simile a quello della Kick Boxing, a differenza del <strong>caschetto</strong> e del <strong>corpetto</strong>. L&#8217;<strong>inclusione di proiezioni</strong> rende i <strong>combattimenti molto spettacolari</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Un incontro di Sanda:</em></span><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/190049.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Savate</h2>
<p>Il <strong>Savate</strong> o <strong>Boxe Francese</strong> è uno sport da combattimento nato in <strong>Francia</strong> verso la fine dell&#8217;800, <strong>in opposizione alla Boxe Inglese</strong>. Le tecniche prevedono pugni e calci, ma <strong>l&#8217;accento è posto molto su questi ultimi</strong>. Si usano i guantoni come nella Kick Boxing, ma, a differenza di molti altri sport da combattimento,<strong> non si combatte a piedi nudi</strong>, bensì <strong>con scarpe apposite rinforzate</strong>.</p>
<p><img style="visibility: hidden; width: 0px; height: 0px;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.11NXC/bT*xJmx*PTEyNDA2MDg2NjkyOTUmcHQ9MTI*MDYwODY3MDY3OCZwPTEyNTIxJmQ9Jmc9MSZ*PSZvZj*w.gif" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Un incontro di Savate:</em></span><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media8.dropshots.com/photos/114109/20090424/225506.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Muay Thai</h2>
<p>La <strong>Muay Thai</strong> o <strong>Thai Boxe</strong> o <strong>Boxe Thailandese</strong> è uno sport da combattimento derivato dall&#8217;antica arte marziale del <strong>Muay Boran</strong> ed è forse la <strong>disciplina da ring più famosa degli ultimi anni</strong>. Nella sua madre patria, è lo <strong>sport nazionale</strong>. E a questo proposito, è bene fare una <strong>distinzione</strong>. Vi è infatti una sostanziale differenza tra la <strong>Muay Thai praticata in Thailandia</strong> e la <strong>Muay Thai praticata nel resto del mondo</strong>, specialmente in Europa.<br />
<strong>La Muay Thai praticata in Thailandia</strong>, che ha il suo punto nevralgico nel <strong>Lumpini Stadium a Bangkok</strong>, è l&#8217;unica a permettere, all&#8217;interno del repertorio tecnico, i <strong>colpi portati col gomito</strong>. Gli atleti cominciano a combattere <strong>fin da giovanissimi</strong> (<strong>8-10 anni</strong>) dal momento che per molti la <strong>vittoria sul ring</strong> rappresenta una delle poche <strong>fonti di guadagno disponibili</strong>. Dal momento che è spesso<strong> la fame</strong> a spingere chi combatte, gli incontri si tramutano in <strong>vere e proprie battaglie</strong>. Non di rado si hanno <strong>casi di decesso</strong> all&#8217;interno del settore professionistico. Tutto questo, unito ad alcune <strong>leggende metropolitane</strong> circa le sue tecniche (ad esempio i colpi con i <strong>gomiti</strong>, con le <strong>tibie</strong> o con la <strong>rotazione delle anche</strong>, <strong>spesso considerati prerogative di questa disciplina</strong>, <strong>si trovano in numerose altre arti</strong> o <strong>sport da combattimento</strong>), hanno dato alla Muay Thai la <strong>fama di sport violento e brutale</strong>.<br />
In realtà, la <strong>violenza e la brutalità si possono trovare in quasi tutte le arti marziali e negli sport da combattimento</strong> con una semplice mossa: l&#8217;<strong>eliminazione di ogni regola</strong>. Con regole molto blande o, peggio ancora, <strong>senza regole, qualsiasi disciplina è violenta e brutale</strong>. Del resto, almeno per quanto concerne le arti marziali,<strong> la violenza era lo scopo per cui sono nate</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Incontro di Muay Thai in Thailandia:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090424/234612.jpg" border="0" alt="" width="358" height="465" /></a></p>
<p><strong>La Muay Thai praticata al di fuori della Thailandia</strong> è invece <strong>ben altra cosa</strong>. Non essendovi più la fame a spingere i praticanti ed <strong>essendovi invece delle esigenze di spettacolo</strong>, <strong>le regole sono molto più ferree</strong>.<strong> I colpi di gomito sono proibiti</strong> anche nel settore professionistico. Ciò aumenta molto la <strong>somiglianza con la Kick Boxing</strong> (fatta <strong>eccezione per le ginocchiate</strong> e la <strong>prevalenza di colpi con le tibie</strong>).<br />
Nella Muay Thai in generale si trova, tra le varie tecniche, il <strong>clinch</strong>: un <strong>momento di lotta in piedi</strong> in cui i contendenti, <strong>tenendosi per il collo</strong>, tentano di <strong>entrare nella guardia dell&#8217;altro</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Incontro di Muay Thai in Italia:</em></span><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090425/004359.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a></p>
<h2>Mixed Martial Arts (MMA)</h2>
<p>A metà tra uno <strong>sport da ring</strong> e un <strong>sistema di combattimento</strong>, il <strong>Mixed Martial Arts</strong>, o abbreviato l&#8217;<strong>MMA</strong>, riunisce in sè, come lascia intuire il nome, <strong>più arti marziali e sport da combattimento mescolati</strong>. A volte viene identificato anche col nome di <strong>Vale Tudo</strong>.<br />
Questo tipo di competizione è nato col preciso scopo di scoprire quale arte marziale fosse più efficace. <strong>Si combatte in una gabbia</strong>, le <strong>protezioni</strong> sono <strong>ridotte al minimo indispensabile</strong> (<strong>guantini a dita libere</strong>, <strong>paradenti</strong> e <strong>conchiglia</strong>) e il <strong>regolamento</strong> è<strong> molto permissivo</strong>. Sono <strong>validi</strong> infatti <strong>quasi tutti i colpi </strong>(tranne ai genitali e agli occhi) e <strong>si combatte a tutte le distanze</strong>, <strong>compresa la lotta a terra</strong>. Proprio per la <strong>scarsità di regolamentazione</strong>, come è emerso anche prima quando si parlava della Muay Thai, i combattimenti di MMA risultano <strong>molto violenti</strong> e non sono <strong>per niente rari i casi di infortuni</strong>, <strong>anche molto gravi</strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Un incontro di Mixed Martial Arts:<br />
</span></em> <a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media7.dropshots.com/photos/114109/20090425/121939.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"><br />
</a><a href="http://www.qualityphotoprints.com/"></a></span></p>
<h1>SISTEMI DI COMBATTIMENTO E DIFESA PERSONALE</h1>
<p>I <strong>sistemi di combattimento o di difesa personale</strong> sono dei metodi recenti <strong>costruiti su misura per qualche scopo</strong> (perlopiù <strong>bellico</strong>) o semplicemente <strong>nati come evoluzione dalle arti marziali tradizionali</strong>. Tendenzialmente, ciò che contraddistingue i sistemi di combattimento dalle arti marziali e dagli sport da combattimento è la <strong>velocità con cui le nozioni possono essere apprese</strong>: un buon sistema da combattimento deve permettere a chiunque di <strong>apprendere pochi concetti basilari nel minor tempo possibile</strong>. Ciononostante, è indubbio che praticamente tutte<strong> le tecniche dei vari sistemi</strong> siano state <strong>prese in prestito dalle arti marziali.</strong><br />
Ma vediamo i più famosi.</p>
<h2>Krav Maga</h2>
<p>Il <strong>Krav Maga</strong> è il <strong>sistema di combattimento militare</strong> adottato dai <strong>reparti speciali dell&#8217;esercito israeliano</strong>. Nato negli <strong>anni &#8217;50</strong>, all&#8217;indomani della <strong>formazione dello stato di Israele</strong>, è di <strong>natura prettamente offensiva</strong>. Essendo nato in un <strong>contesto bellico</strong>, il Krav Maga insegna ad <strong>annichilire il proprio avversario il più velocemente ed efficacemente possibile</strong>. Per questo motivo si presta bene come sistema di difesa personale in <strong>casi &#8221;estremi&#8221;</strong> (difesa contro <strong>armi da fuoco</strong>, <strong>coltelli</strong>, ecc).<br />
Ci sono molti altri<strong> sistemi di combattimento ad uso militare o stradale</strong>, tra cui si ricordano il<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kombato" target="_blank">Kombato</a></strong> e il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progressive_Fighting_System" target="_blank">Progressive Fight System</a></strong>.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Esecuzione di una tecnica di Krav Maga:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media7.dropshots.com/photos/114109/20090425/012028.jpg" border="0" alt="" width="262" height="331" /></a></p>
<h2>Jeet Kune Do</h2>
<p>Il <strong>Jeet Kune Do</strong> (letteralmente &#8221;<strong>La via del pugno che intercetta</strong>&#8221;) è un sistema di combattimento ideato da <strong>Bruce Lee</strong> intorno agli <strong>anni &#8217;60</strong>. Si basa sulla pluriennale esperienza dell&#8217;artista marziale e racchiude in sè vari principi presi non solo dalle arti marziali orientali, ma anche da discipline occidentali.<strong> Lee</strong> <strong>studiò infatti la Boxe e la scherma occidentale</strong>, da cui trasse numerose nozioni rivelateglisi utili successivamente.<br />
Il <strong>JKD</strong> è un sistema eclettico, privo delle forme tradizionali (considerate inutili da Lee), che mira alla completezza con l&#8217;obiettivo di <strong>coprire tutti gli ambiti in cui si può combattere</strong>: <strong>lunga, media, breve distanza e lotta a terra</strong>. A dispetto degli altri sistemi di combattimento, però, ha degli <strong>aspetti filosofici sottesi</strong> (un esempio sono i celebri consigli di Lee di &#8221;<strong>avere come metodo il non metodo e come limite il non limite</strong>&#8221; o di &#8221;<strong>essere come l&#8217;acqua</strong>&#8221;). Sempre a differenza degli altri sistemi,questa disciplina richiede una <strong>pratica costante per poter essere appresa</strong>.<br />
Si potrebbe in fondo dire che il <strong>Jeet Kune Do è un concetto che,</strong> come lo ha lasciato il suo creatore al momento della sua morte prematura, <strong>è in continua evoluzione.</strong></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Praticanti di Jeet Kune Do durante una lezione:</span></em><br />
<a href="http://www.dropshots.com/" target="_top"><img style="-ms-interpolation-mode:bicubic;" src="http://media6.dropshots.com/photos/114109/20090425/015303.jpg" border="0" alt="" width="425" /></a><br />
<span style="font-family:arial; font-size:8pt;"><a href="http://www.dropshots.com/"></a></span></p>
<p></p>
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		<title>Makotokai Karate Do</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 15:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali palestre]]></category>
		<category><![CDATA[Karate]]></category>
		<category><![CDATA[karate video]]></category>
		<category><![CDATA[makoto]]></category>
		<category><![CDATA[Makotokai]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><br/>I problemi del Karate Tradizionale Il Karate Shotokan Tradizionale soffre indubbiamente di un difetto di fondo: la totale mancanza di contatto. L&#8217;eccessivo formalismo sviluppatosi da un&#8217;errata interpretazione dell&#8217;antico insegnamento delle tecniche, del kumite (il combattimento) e dei kata (le forme), ha portato a confondere la forza con la rigidità, lo scatto rigido con la fluidità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/martial2.jpg" width="20" height="20" alt="" title="Arti marziali" /><br/><p><img src="http://www.makotokai.com/media/files/ss_club/9_2.jpg" border="0" alt="" width="207" height="130" /></p>
<p><strong>I problemi del Karate T</strong><strong>radiziona</strong><strong>le</strong></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"></p>
<p>Il <strong>Karate Shotokan Tradizionale</strong> soffre indubbiamente di un difetto di fondo: la totale mancanza di contatto. L&#8217;eccessivo formalismo sviluppatosi da un&#8217;errata interpretazione dell&#8217;antico insegnamento delle tecniche, del <em><strong>kumite</strong> </em>(il combattimento) e dei<strong> <em>kata</em></strong> (le forme), ha portato a confondere la forza con la rigidità, lo scatto rigido con la fluidità, nonchè ad associare erroneamente il contatto alla violenza. Tutto ciò ha spesso comportato nei praticanti lesioni ortopediche anche gravi dovute alla continua ritenzione dell&#8217;energia cinetica nella pratica a vuoto (provate a tirare un paio di pugni o calci all&#8217;aria: già dopo una decina di volte, se non li avrete lasciati andare fluidamente, comincerete a sentire qualche doloretto; pensate a chi lo fa da una vita).<br />
Come già detto, il contatto viene spesso associato ingiustamente alla violenza. Ciò porta ad un&#8217;idea di &#8221;controllo&#8221; completamente sbagliata. Nelle competizioni di Shotokan TOCCARE l&#8217;avversario con eccessiva enfasi è causa di squalifica. Ma come può l&#8217;assenza di contatto costituire una forma di controllo se non vi è nulla da controllare? E non è tutto. Oltre a non comprendere il valore che il pieno contatto ha nell&#8217;apprendimento dell&#8217;efficacia delle tecniche, altrettanto spesso il <strong>Karate Shotokan</strong> (sempre com&#8217;è insegnato oggi, che sia chiaro) ignora anche il secondo grande beneficio che tale pratica porta con sè: il condizionamento. Non si può pensare di poter sostenere un attacco senza aver mai combattuto sul sero. Il combattimento a contatto, con le dovute protezioni e i dovuti controlli, rafforza il <em><strong>karateka</strong></em>, lo abitua a veder arrivare le tecniche e ad incassare i colpi. Per quanto concerne i <strong><em>kata</em></strong>, invece, si è ormai giunti al punto in cui l&#8217;accento è posto unicamente sugli scatti, sull&#8217;aspetto estetico delle tecniche e sul fruscìo del <strong><em>karategi</em></strong> (il tradizionale abito usato dai praticanti, spesso chiamato erroneamente <strong><em>kimono</em></strong>, che invece costituisce l&#8217;abito delle donne) durante l&#8217;esecuzione delle stesse, tanto che molti produttori li vendono in appositi materiali più &#8221;fruscianti&#8221;.<br />
Non c&#8217;è quindi nulla di cui meravigliarsi se spesso si vedono fior fior di cinture nere di <strong>Karate Shotokan</strong> stese dal primo <strong>boxeur</strong> di turno, nè se ormai il nome del <strong>Karate</strong> è associato alla totale inefficacia ed è spesso deriso dai praticanti di altre discipline.</p>
<p><span id="more-144"></span></p>
<p><strong>Il Makotokai Karate Do</strong></p>
<p>E&#8217; in questo contesto non troppo entusiasmante per il mondo del karate che è nata il 18 ottobre 2008 a <strong>Trieste</strong> la <strong>FIMK</strong>, <strong>Federazione Italiana Makotokai Karate.</strong><br />
Il <strong>Makotokai</strong> è un innovativo metodo di insegnamento del <strong>Karate Shotokan</strong> ideato qualche anno fa dal <strong>M°Paolo Bolaffio</strong> (c.n. 8° dan) derivante dall&#8217;esperienza accumulata nella sua quarantennale attività marziale. Le caratteristiche principali del metodo sono il contatto pieno (con apposite protezioni, su colpitori già dalla cintura bianca, in seguito anche in combattimento), i movimenti &#8221;a recupero di energia&#8221; (che permettono un notevole risparmio energetico e una maggiore efficacia tecnica) nonchè numerosi elementi tratti da altre arti marziali, come il <strong>Tai Chi</strong> e il <strong>Pa Kwa Chang</strong>.<br />
Io ho iniziato la pratica del <strong>Makotokai</strong> 2 anni e mezzo fa. In principio ero parecchio scettico: conoscevo per sommi capi i limiti del <strong>Karate Tradizionale </strong>e miravo a praticare una disciplina più efficace. Inutile dire che mi è bastato pochissimo tempo per ricredermi.<br />
La grande precisione delle spiegazioni e l&#8217;immediatezza dell&#8217;approccio a contatto mi hanno permesso di vedere, seppur limitatamente al mio grado, il vero potere che il karate può trasmettere se adeguatamente insegnato. Ho visto fare cose che difficilmente credevo possibili. Ciò grazie anche al fatto che ho l&#8217;opportunità di allenarmi nell&#8217;<strong><em>Hombu Dojo</em></strong> (palestra principale) di <strong>Trieste</strong>, dove il <strong>Makotokai</strong> è nato ed è in continuo sviluppo. E a provare la natura <em>in fieri</em> del metodo, oltre alla nascita della <strong>FIMK</strong>, c&#8217;è il sempre più alto numero di palestre che decidono di adottarne l&#8217;insegnamento (ad oggi 20, sparse in tutta Italia ed in Slovenia). Ciò lascia molto spazio al ragionamento: non accade assai di frequente, infatti, che così tanti maestri a capo di altrettante palestre decidano di seguire l&#8217;insegnamento di qualcun altro (e quindi di porsi come allievi). Se così è, ci dev&#8217;essere un motivo valido.<br />
Concludendo, per chiunque desiderasse ulteriori informazioni sul Makotokai, inserisco alcuni link e video dimostrativi.</p>
<p>Oss.</p>
<p>Sito dell&#8217;Hombu Dojo di Trieste: <a href="http://www.makoto.it" target="_blank">www.makoto.it</a></p>
<p>Sito della FIMK: <a href="http://www.makotokai.com" target="_blank">www.makotokai.com</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Maestro Paolo Bolaffio c.n. 8° dan &#8211; Soke del Karate Makotokai</em>:</span><br />
<img src="http://www.makotokai.com/media/files/ss_club/2_1.jpg" border="0" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Il Maestro Bolaffio durante una lezione:</em></span><br />
<a href="http://www.makotokai.com/ss_template.php?pagina=gallery_sel&amp;categoria_l1=Stage+Internazionale+Bohinj+2008&amp;RECORD_KEY%28gallery%29=id_gallery&amp;id_gallery%28gallery%29=151"> <img src="http://www.makotokai.com/media/files/ss_gallery/151_1.jpg" border="0" alt="" width="294" height="407" /></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Esempio di combattimento nel Karate Tradizionale:</em></span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/U-5Y9NMat2Q&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/U-5Y9NMat2Q&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Esempio di combattimento nel Karate Makotokai :</em></span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nSGE-hNp_68&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/nSGE-hNp_68&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></p>
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