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	<title>Nicolò Zarotti&#039;s Blog &#187; Criminologia</title>
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	<description>Le molteplici vie di una vita</description>
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		<title>Lo psicologo del giorno dopo</title>
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		<comments>http://nicolozarotti.com/lo-psicologo-del-giorno-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 10:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio luce]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[menzogna]]></category>
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		<category><![CDATA[sabrina misseri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://blog.wishray.com/wp-content/uploads/2010/11/tim-roth-as-dr-cal-lightman-in-lie-to-me.jpg" alt="" width="600" height="328" /></p>
<p></p>
<p>Pochi giorni fa ho scritto un <strong><a href="http://nicolozarotti.com/lasciateli-soffrire-in-pace/" target="_blank">articolo</a></strong> in cui auspicavo che i <strong>media</strong> la piantassero di <strong>lucrare sul caso Scazzi</strong> con servizi, interviste e speciali vari. Ci speravo sul serio, ma inutilmente e, mio malgrado, mi ritrovo a parlarne ancora, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.wishray.com/wp-content/uploads/2010/11/tim-roth-as-dr-cal-lightman-in-lie-to-me.jpg" alt="" width="600" height="328" /></p>
<p></p>
<p>Pochi giorni fa ho scritto un <strong><a href="http://nicolozarotti.com/lasciateli-soffrire-in-pace/" target="_blank">articolo</a></strong> in cui auspicavo che i <strong>media</strong> la piantassero di <strong>lucrare sul caso Scazzi</strong> con servizi, interviste e speciali vari. Ci speravo sul serio, ma inutilmente e, mio malgrado, mi ritrovo a parlarne ancora, si spera per l&#8217;ultima volta, dal momento che è stato toccato un <strong>argomento a me molto caro</strong> in quanto<strong> studente di psicologia</strong>.<br />
Ieri sera infatti è stato messo in onda durante il <strong>TG5</strong> un <strong>servizio</strong> in cui viene intervistato il <strong>dott. Antonio Luce</strong>, psicologo, annunciato come esperto del <strong>linguaggio della menzogna</strong>, che ha analizzato le <strong>interviste</strong> fatte nelle ultime settimane a <strong>Sabrina Misseri</strong> e ha spiegato come si poteva capire che quest&#8217;ultima stesse mentendo riguardo al suo coinvolgimento nell&#8217;<strong>omicidio di Sarah Scazzi</strong>.</p>
<p><span id="more-3357"></span></p>
<p>A me, personalmente, è venuto il <strong>mal di stomaco</strong>. Perché? E&#8217; semplice: il servizio &#8211; come al solito nelle reti nostrane &#8211; è stato creato ad <strong>uso e consumo degli ignoranti in materia </strong>che vogliono sentirsi rassicurati da <strong>risposte certe</strong>. Ed eccoli quindi accontentati: in un tripudio di citazioni tratte dagli<strong> studi di Paul Ekman</strong> (peraltro corrette, come gli <strong>indizi comportamentali di menzogna</strong>, ossia l&#8217;alzata di spalla asimmetrica e il toccarsi la nuca), il dottor Antonio Luce, al <strong>minuto 1.58</strong>, se ne esce con <em>&#8220;</em>(&#8230;)<em> <strong>sicuramente</strong> qualcosa è successo e <strong>lei sta mentendo</strong> o coprendo determinate cose&#8221;.</em></p>
<p>Che c&#8217;è <strong>di male</strong>, direte voi? <strong>Tutto</strong>. Tutto, perché lo stesso Paul Ekman, nei suoi libri, avverte sempre il lettore che per quanto riguarda lo studio della menzogna (ma si potrebbe estendere il concetto a tutto lo studio del comportamento umano) <strong>non c&#8217;è mai &#8211; e sottolineo mai &#8211; nulla di certo</strong>. Tutti gli indizi di menzogna portano solo a dei<strong> fattori di probabilità</strong>: se il soggetto presenta determinati indizi, vi è una<strong> determinata probabilità </strong>che stia mentendo. Ma non esiste un metodo per identificare la menzogna univocamente, né esistono psicologi o altri esperti che,<strong> </strong>come<strong> Cal Lightman in <em>Lie To Me</em></strong>, scoprono con sicurezza le bugie guardando la <strong>faccia delle persone</strong>.</p>
<p>A tal proposito voglio citare uno dei primi libri di Ekman, pubblicato in Italia col titolo <strong><em>I volti della menzogna</em></strong> (trovate la <strong>recensione <a href="http://nicolozarotti.com/recensione-del-libro-i-volti-della-menzogna-di-paul-ekman/" target="_blank">qui</a></strong>), dove a <strong>pagina 69 </strong>l&#8217;autore scrive:</p>
<blockquote><p>(&#8230;) non c&#8217;è nessun segno della menzogna in sé, nessun gesto, espressione del viso o spasmo muscolare che in sé e per sé significhi che una persona sta mentendo. Ci sono soltanto indizi indiretti da cui può trasparire qualcosa.</p></blockquote>
<p>Per quanto poi riguarda la domanda che infine viene posta allo psicologo dall&#8217;intervistatore, ossia <strong>perché gli esperti non parlano prima</strong> della prova certa, la risposta data da Luce è sicuramente vera: a meno che non si voglia <strong>buscare una denuncia piuttosto pesante</strong>, nessuno psicologo o esperto può affermare apertamente <strong>chi è il colpevole di un omicidio</strong> mentre le indagini sono ancora in atto. Ma quanto pesa in realtà la paura della denuncia e quanto invece pesa la consapevolezza che da una <strong>scrollata di spalle</strong> osservata in un&#8217;intervista, senza sapere alcunché del soggetto, non si può <strong>evincere nulla di sicuro?</strong></p>
<p>Concludo con una domanda forse <strong>un po&#8217; provocatoria</strong>, ma che mi sorge spontanea: se il dottor Luce era davvero <strong>così sicuro</strong> della menzogna di Sabrina, se è davvero così convinto, come titola un <strong>suo libro</strong>, che <strong><em>Il linguaggio del corpo svela tutto</em></strong> (!), perché non si è <strong>messo in contatto con gli inquirenti</strong>?<br />
Da che so io, nessuno ti denuncia se fai una telefonatina al giudice o a chi di dovere e dici &#8220;guardate che <span style="text-decoration: underline;"><strong>POTREBBE</strong></span> esserci qualcosa che non va con quella ragazza&#8221;.</p>
<p>Sono tutti bravi a fare lo <strong>psicologo del giorno dopo</strong>, a dire che uno mentiva sicuramente solo <strong>dopo che si è scoperta la menzogna</strong>.<br />
E&#8217; più o meno come fare le previsioni del tempo aprendo la finestra il mattino per vedere se piove.</p>
<p>Qua trovate il <strong>video del servizio</strong>:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xO24ZrxMzlQ">http://www.youtube.com/watch?v=xO24ZrxMzlQ</a></p>
<p>
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		<title>Beppe Grillo e il Museo &#8220;Cesare Lombroso&#8221;: quando l&#8217;ignoranza ha il sopravvento</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/beppe-grillo-e-il-museo-cesare-lombroso-quando-lignoranza-ha-il-sopravvento/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 11:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[cesare lombroso]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.exibart.com/foto/70697.jpg" alt="" width="441" height="363" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 0px; margin-left: 5px; margin-right: 10px;"></p>
<p>Stamattina, come di consueto, sono andato sul <strong>blog di Beppe Grillo</strong> per leggiucchiare qualche post. E, con mia grande sorpresa, ho trovato un <strong><a href="http://www.beppegrillo.it/2010/04/in_gioventu_tra/index.html" target="_blank">articolo</a></strong> il cui tema è l&#8217;inaugurazione, avvenuta lo scorso novembre, del <strong>Museo di Antropologia Criminale &#8220;Cesare Lombroso&#8221;</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.exibart.com/foto/70697.jpg" alt="" width="441" height="363" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 0px; margin-left: 5px; margin-right: 10px;"><!--adsense#6--></p>
<p>Stamattina, come di consueto, sono andato sul <strong>blog di Beppe Grillo</strong> per leggiucchiare qualche post. E, con mia grande sorpresa, ho trovato un <strong><a href="http://www.beppegrillo.it/2010/04/in_gioventu_tra/index.html" target="_blank">articolo</a></strong> il cui tema è l&#8217;inaugurazione, avvenuta lo scorso novembre, del <strong>Museo di Antropologia Criminale &#8220;Cesare Lombroso&#8221;</strong> a Torino. Perchè con grande sorpresa? Perchè Grillo, preso da non si sa quale fervore, ha cominciato a <strong>sparare a zero sulla figura di Lombroso</strong> bollandolo come un semplice <strong>profanatore di tombe</strong> (&#8220;In gioventù trafugava i crani dei cadaveri dai cimiteri di campagna per poi studiarne con comodo la conformazione.&#8221;), criticando apertamente tutto il suo operato definendolo <strong>&#8220;razzismo sociale&#8221;</strong> e invocando a gran voce la <strong>chiusura del museo</strong> e la restituzione dei resti al meridione.<br />
Il tutto, poi, sorretto dalla tesi che il museo sia stato aperto in occasione dei <strong>150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong> (che, ricordiamo, ricorreranno appena tra un anno) e coadiuvato da <strong>questo video</strong>:<br />
<span id="more-2939"></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m9xztbXLFIM">http://www.youtube.com/watch?v=m9xztbXLFIM</a></p>
<p>Solitamente sono d&#8217;accordo con quanto scrive Beppe Grillo nel suo blog, ma in questo caso non si può non notare il <strong>grande sfoggio di ignoranza</strong> che ha dato il comico genovese.<br />
Cesare Lombroso era un <strong>medico di fine Ottocento</strong> e, come tale, va visto <strong>nell&#8217;ottica del proprio tempo</strong>. I suoi studi prendevano spunto dalla<strong> frenologia</strong>, che sì, era una <strong>pseudoscienza</strong>, ma senza la quale non sarebbe mai nato il <strong>localizzazionismo</strong> e di conseguenza oggi non avremmo la <strong>neuropsicologia e gran parte della neurologia</strong>. Allo stesso modo, la <strong>moderna criminologia non sarebbe mai nata</strong> senza gli studi di Lombroso che, sebbene siano ormai ovviamente inaccettabili, hanno <strong>sensibilizzato l&#8217;ambiente accademico</strong> sul problema dell&#8217;<strong>origine della condotta criminale</strong>, fino ad allora ritenuta prodotto di un funzionamento mentale di <strong>stampo utilitaristico</strong>.</p>
<p>A ben vedere, tutto l&#8217;articolo di Grillo ha il sapore di una <strong>sterile polemica da quattro soldi</strong>, di quelle che si tirano fuori <strong>solo per variare di tanto in tanto l&#8217;argomento</strong> del blog e comunque <strong>infiammare gli animi</strong> di chi, a questo riguardo, non sa nulla. <strong>Il &#8220;razzismo sociale&#8221; qui non sussiste proprio</strong> e, se anche vi fosse stato, non sarebbe un motivo valido per chiudere il museo. Il <strong>passato della scienza</strong>, con i suoi lati oscuri, <strong>va studiato e appreso</strong>: si possono deprecare i metodi che lo hanno caratterizzato, ma <strong>non si può cancellarlo</strong>.</p>
<p>Tanto per fare un esempio, <strong>Aristotele era razzista</strong> (come tutti i greci, del resto: chiamavano <em>barbaroi</em>, ossia &#8220;barbari&#8221;, tutti quelli che non parlavano la loro lingua) e credeva che<strong> i nervi nascessero dal cuore</strong>.<br />
Che ne dici Beppe? Bolliamo anche lui come un <strong>povero rincoglionito</strong> e <strong>chiudiamo tutti i musei</strong> che lo riguardano?</p>
<p><!--adsense#4-->
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		</item>
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		<title>Riassunto del libro &#8220;Elementi di Criminologia&#8221; di Michele Correra e Pierpaolo Martucci</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/riassunto-del-libro-elementi-di-criminologia-di-michele-correra-e-pierpaolo-martucci/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/riassunto-del-libro-elementi-di-criminologia-di-michele-correra-e-pierpaolo-martucci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 18:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[correra]]></category>
		<category><![CDATA[elementi di criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[martucci]]></category>
		<category><![CDATA[Riassunto]]></category>
		<category><![CDATA[schemi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco il <strong>riassunto completo</strong> di <strong>tutti i capitoli</strong> del libro <strong><em>Elementi di Criminologia</em></strong> di <strong>Michele Correra</strong> e <strong>Pierpaolo Martucci</strong>.</p>
<p><img src="http://i45.tinypic.com/2n69il0.jpg" alt="" width="439" height="618" /></p>
<p><span id="more-2382"></span><a href="http://nicolozarotti.com/downloads/?did=32" target="_blank"><img src="http://i38.tinypic.com/2hfjo6a.png" border="0" alt="Nicolò Zarotti's Blog" /></a></p>
<p></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DEFINIZIONI E CONTENUTI DELLA SCIENZA CRIMINOLOGICA</span></strong></p>
<p><strong>SCIENZE CRIMINALI E CRIMINOLOGIA</strong></p>
<p><strong>Scienze criminali:</strong></p>
<p>-         Scienze umane che si interessano dei fenomeni &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il <strong>riassunto completo</strong> di <strong>tutti i capitoli</strong> del libro <strong><em>Elementi di Criminologia</em></strong> di <strong>Michele Correra</strong> e <strong>Pierpaolo Martucci</strong>.</p>
<p><img src="http://i45.tinypic.com/2n69il0.jpg" alt="" width="439" height="618" /></p>
<p><span id="more-2382"></span><a href="http://nicolozarotti.com/downloads/?did=32" target="_blank"><img src="http://i38.tinypic.com/2hfjo6a.png" border="0" alt="Nicolò Zarotti's Blog" /></a></p>
<p><!--adsense--></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DEFINIZIONI E CONTENUTI DELLA SCIENZA CRIMINOLOGICA</span></strong></p>
<p><strong>SCIENZE CRIMINALI E CRIMINOLOGIA</strong></p>
<p><strong>Scienze criminali:</strong></p>
<p>-         Scienze umane che si interessano dei fenomeni delittuosi<strong> </strong></p>
<p>-         Si divide in 4 approcci di base:<strong> </strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Giuridico</span></strong> (à <em>diritto penale</em>)<strong> </strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Medico – giuridico</span></strong> (à <em>medicina legale</em>, <em>psichiatria forense</em>)<strong> </strong></p>
<p>c)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Psico – giuridico</span></strong> (à <em>psicologia giudiziaria</em>)<strong> </strong></p>
<p>d)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Multidisciplinare</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>(à <em>criminologia</em>)<strong> </strong></p>
<p><strong>Criminologia:</strong></p>
<p>-         Branca delle <strong>scienze criminali</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Scienza <strong>sociale</strong><strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Studio, analisi ed eziologia</strong> delle condotte devianti e del crimine<strong> </strong></p>
<p>-         Non si interessa solo alla fenomenologia del crimine, ma anche al suo impatto sociale (<strong><em>criminologia della reazione sociale</em></strong>)<strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Non</strong> si occupa di <strong>investigazione</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Comprende la <strong><em>vittimologia</em></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Compie indagini globali<strong> </strong></p>
<p>-         Si può distinguere in 2 correnti:<strong> </strong></p>
<p>a)     Criminologia <strong>clinica</strong><strong> </strong></p>
<p>b)    Criminologia <strong>sociologica</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Criminalistica:</strong></p>
<p>-         Insieme di <strong>tecniche multidisciplinari</strong> impiegate nell’<strong>investigazione</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Comprende le <strong>scienze forensi</strong> ( <em>tossicologia</em>, <em>balistica</em>, <em>entomologia</em>, <em>criminal profiling</em>, ecc)<strong> </strong></p>
<p>-         Es: CSI, NCIS, R.I.S. ecc<strong> </strong></p>
<p><strong>REATO, DELITTO E CRIMINE</strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Reato:</span></strong> violazione di una norma penale<strong> </strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Delitto:</span></strong><strong> </strong>tipo più grave di reato<strong> </strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Crimine:</span></strong><strong> </strong>termine più vago con accezione anche morale<strong> </strong></p>
<p><strong>IL CAMPO D’INDAGINE DELLA CRIMINOLOGIA</strong></p>
<p>-         <strong>Non</strong> si può limitare il campo d’indagine della criminologia alla <strong>criminalità penale</strong></p>
<p>-         Spesso infatti vi sono condotte non considerate propriamente criminali, ma che hanno un <strong>grande impatto sociale</strong></p>
<p>-         Viceversa ci sono reati che non suscitano particolare <strong>riprovazione sociale</strong></p>
<p><strong>CONTROLLO FORMALE E INFORMALE</strong></p>
<p><strong>Controllo formale:</strong></p>
<p>-         <strong>Leggi</strong> scritte<strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Codici</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Controllo informale:</strong></p>
<p>-         <strong>Tradizione</strong> e cultura<strong> </strong></p>
<p>-         Costume<strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Valori</strong> religiosi e morali<strong> </strong></p>
<p>-         Credenze<strong> </strong></p>
<p>-         Consuetudini<strong> </strong></p>
<p><strong>N.B.</strong><strong> </strong><strong>Più è forte la pressione del controllo informale, minore è la necessità di controllo formale</strong></p>
<p><strong>APPROCCI ALLO STUDIO DEI FENOMENI CRIMINALI</strong></p>
<p><strong>Approccio descrittivo (fenomenologico):</strong></p>
<p>-         Mira a <strong>descrivere</strong> il fenomeno<strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Non</strong> offre <strong>interpretazioni</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Cerca il <strong><em>come</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Approccio causale (eziologico):</strong></p>
<p>-         Mira a trovare la <strong>causa</strong> di un fenomeno<strong> </strong></p>
<p>-         Offre <strong>interpretazioni</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Cerca il <strong><em>perché</em></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Oggi il concetto di causa è divenuto sempre più un <strong><em>fattore probabilistico</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Approccio normativo: </strong></p>
<p>-         Si basa sul fatto che la criminologia è sia <strong><em>idiografic</em></strong><em>a</em> che <strong><em>nomotetica</em></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Cerca di evidenziare delle <strong>leggi universalmente valide</strong>, delle uniformità, delle tendenze<strong> </strong></p>
<p>-         Questo approccio ha quindi il fine di <strong>ampliare gli orizzonti del diritto penale</strong><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LE ORIGINI DELLA CRIMINOLOGIA MODERNA</span></strong></p>
<p><strong>MITI E RELIGIONI</strong></p>
<p>-         Il delitto risiede nella cultura dell’uomo <strong>fin dagli albori</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Dei olimpici à <strong>Zeus</strong> e <strong>Chrono </strong><strong> </strong></p>
<p>-         Bibbia à <strong>Caino</strong> e <strong>Abele</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Spesso la <strong>pena</strong> del delitto era <strong>religiosa</strong> e il <strong>sacerdote</strong> era il <strong>giudice</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Il crimine veniva infatti considerato anche <strong>contro la divinità</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>FILOSOFIA GRECA</strong></p>
<p>-         <strong>Platone</strong> à <em>kalòs kaì agathòs</em><strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Aristotele</strong> à <strong><em>Sillogismo fisiognomico</em></strong><em>:</em> intuizione dell’indole dell’individuo a partire dal <strong>volto</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>MEDIOEVO</strong></p>
<p>-         Delitto spiegato su basi <strong>astrologiche </strong><strong> </strong></p>
<p><strong>RINASCIMENTO</strong></p>
<p>-         <strong>Ritorno alla fisionomia</strong> della tradizione greca<strong> </strong></p>
<p>-         La malvagità è individuabile, <strong>si manifesta nell’aspetto</strong> dell’individuo<strong> </strong></p>
<p><strong>CINQUECENTO E SEICENTO</strong></p>
<p>-         Sviluppo del fenomeno della <strong>stregoneria</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Non viene visto solo come <strong>crimine religioso</strong> (<strong><em>apostasia</em></strong>), ma anche come crimine di <strong>ribellione contro la società</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Vengono redatti veri e propri trattati criminologici rudimentali (<strong><em>Malleus Maleficarum</em></strong>)<strong> </strong></p>
<p><strong>ILLUMINISMO</strong></p>
<p>-         Nascita dei <strong>primi codici normativi</strong> moderni<strong> </strong></p>
<p>-         Prime <strong>pene proporzionali alla gravità</strong> del crimine<strong> </strong></p>
<p>-         Nascita del <strong>carcere moderno</strong>: da luogo dove <strong>si <em>aspettava</em> la pena</strong>, a luogo dove <strong>si <em>sconta </em> la pena</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Nascita dei <strong>primi organi di polizia</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Nascita delle <strong>prime statistiche giudiziarie</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Thomas Hobbes:</strong></p>
<p>-         Separazione tra <strong><em>peccatum</em></strong> e <strong><em>crimen</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Cesare Beccaria:</strong></p>
<p>-         <strong><em>“Dei delitti e delle pene”</em></strong> à manifesto della nuova politica criminale<strong> </strong></p>
<p>-         Si ispira alla <strong><span style="text-decoration: underline;">filosofia utilitaristica</span></strong>: ogni uomo è dotato di libero arbitrio e tende a scegliere condotte che gli <strong>procurano piacere</strong> e ad evitare azioni che <strong>procurano dolore</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Condanna la pena di morte<strong> </strong></p>
<p><strong>John Howard:</strong></p>
<p>-         Quacchero<strong> </strong></p>
<p>-         Compie un <strong><em>tour</em> in giro per l’Europa</strong> per studiare le varie <strong>organizzazioni carcerarie</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Dopo 4 anni pubblica <strong><em>“The State of the Prisons”</em></strong>, in cui segna accuratamente le caratteristiche statistiche di tutte le prigioni che ha visitato<strong> </strong></p>
<p>-         Sostiene un’idea di <strong>detenzione più umana</strong>, basata sulla <strong>redenzione sociale e</strong> <strong>spirituale</strong> del condannato<strong> </strong></p>
<p><strong>Jeremy Bentham:</strong></p>
<p>-         Principale teorico della <strong><span style="text-decoration: underline;">filosofia utilitaristica</span></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Progetta il <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Panopticon</span></em></strong>, una struttura carceraria ideale in cui i condannati sono disposti circolarmente<strong> attorno ad una torre</strong> e possono essere sorvegliati costantemente <strong>a loro insaputa</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Il suo fine è quello di creare un <strong>sistema carcerario efficiente, economico e rigoroso</strong><strong> </strong></p>
<p>-         La disciplina sociale si ottiene <strong>attraverso il <em>controllo</em></strong>, anche delle guardie<strong> </strong></p>
<p>-         Il <em>Panopticon </em>non fu mai realizzato, ma <strong>influenzò notevolmente l’architettura carceraria</strong> degli anni successivi<strong> </strong></p>
<p><strong>OTTOCENTO</strong></p>
<p>-         Nonostante la riforma carceraria del Settecento, la criminalità assume i connotati di una <strong>vera e propria emergenza</strong>, soprattutto nelle grandi città <strong> </strong></p>
<p>-         Le carceri falliscono nella lotta alla recidiva: divengono quasi <strong><em>scuole di crimine</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>POSITIVISMO</strong></p>
<p>-         Superiorità dell’<strong>uomo di scienza come vero operatore sociale</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Analisi sociale e criminale à prime vere <strong>scienze sociologiche</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Autonomia della <strong>psichiatria</strong><strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Crollo</strong> della filosofia utilitaristica<strong> </strong></p>
<p>-         Affermazione della <strong>medicina legale</strong><strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Lamarck</strong> e <strong>Darwin</strong> rivoluzionano l’idea biologica dell’uomo à <strong><span style="text-decoration: underline;">determinismo biologico</span></strong> del comportamento umano<strong> </strong></p>
<p>-         Contestazione del <em>libero arbitrio</em> (tipico della “scuola classica di diritto penale”)<strong> </strong></p>
<p><strong>Cesare Lombroso:</strong></p>
<p>-         1835 – 1909<strong> </strong></p>
<p>-         <strong>Psichiatra e medico legale</strong> proveniente da un’agiata famiglia ebrea veronese<strong> </strong></p>
<p>-         Tipica <strong>formazione positivista</strong>: subisce influenze dal <strong><em>positivismo italiano e francese</em></strong>, dal <strong><em>materialismo tedesco</em></strong> e dall’<strong><em>evoluzionismo inglese</em></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Esperienza da ufficiale medico nella <strong>battaglia contro il brigantaggio</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Durante l’<strong>autopsia</strong> del cadavere di un folle (tale Vilella), scopre, al posto della normale <strong><em>cresta occipitale</em></strong>, una strana depressione, che chiama <strong><em><span style="text-decoration: underline;">fossa mediana occipitale</span></em></strong>, riscontrata anche <strong>nelle scimmie inferiori</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Da qui trae l’intuizione riguardo ad una possibile <strong><span style="text-decoration: underline;">natura atavica del crimine</span></strong>: il criminale per lui è un individuo che presenta anomalie tipiche delle <strong>fasi più ancestrali dello sviluppo umano</strong><strong> </strong></p>
<p>-         Nel 1876 pubblica la prima edizione de <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“L’uomo delinquente”</span></em></strong>, col quale crea la dottrina dell’<strong><em><span style="text-decoration: underline;">antropologia criminale</span></em></strong>, che ha inizialmente un grande successo<strong> </strong></p>
<p>-         Nelle successive edizioni, Lombroso <strong>attenua le sue posizioni iniziali</strong> aprendosi anche ai fattori sociali e ambientali, ma <strong>non supera mai il determinismo biologico</strong> che lo contraddistingue (à concetto di <strong><em>“delinquente nato”</em></strong><em> </em>à negazione del libero arbitrio)<strong> </strong></p>
<p>-         Arriva a distinguere <strong>5 tipi di delinquente</strong>: <em>pazzo</em>, <em>epilettico</em>, <em>d’impeto</em>, <em>di passione</em>, <em>d’occasione</em><strong> </strong></p>
<p>-         Stila anche una <strong><em>cartografia dei criminali</em></strong><strong> </strong></p>
<p>-         Negli anni Lombroso ha subito <strong>numerose critiche</strong>, spesso espresse senza tener conto del contesto storico (Italia post-unitaria) e culturale (positivismo) in cui lui operava<strong> </strong></p>
<p>-         I suo <strong>limiti</strong> più grandi sono stati l’<strong>approssimazione</strong>, la <strong>mancanza di rigore</strong> <strong>metodologico</strong> e l’<strong>interpretazione fortemente deterministica</strong> dei fenomeni sociali<strong></strong></p>
<p>-         Il suo lavoro, in realtà, anche se costellato da teorie oggi inaccettabili, ha avuto un <strong>grande valore progressista per il suo tempo</strong> <strong></strong></p>
<p>-         Lombroso può essere definito <strong><em>“un grande agitatore d’idee”</em></strong> (Fornari, 1986)<strong></strong></p>
<p><strong>NOVECENTO</strong></p>
<p>-         Dopo la morte di Lombroso e la Grande Guerra, l’antropologia criminale ha subito una <strong>brusca battuta d’arresto</strong> per vari motivi:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Opposizione della Chiesa</span></strong> (padre Agostino Gemelli à <em>“I funerali di un uomo e della sua dottrina”</em>)<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Aspetti politici</span></strong> (socialismo militante di Lombroso)<strong></strong></p>
<p>c)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Scarsa sistematicità </span></strong><strong></strong></p>
<p>d)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Scarsa fiducia nelle scienze empiriche </span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Enrico Ferri:</strong></p>
<p>-         <strong>Avvocato</strong>, primo tra i discepoli di Lombroso<strong></strong></p>
<p>-         Forte <strong>sostenitore del <em>metodo sperimentale</em></strong> per lo studio della criminalità<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Sviluppatore della <em>sociologia criminale</em></strong>: il crimine è visto come un <strong>fenomeno biosociologico</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Legge della saturazione criminale:</span></em></strong> il livello di delinquenza in un paese è determinato dai fattori sociali e dai loro mutamenti<strong></strong></p>
<p>-         Ferri intendeva la <strong>criminologia come una <em>scienza sintetica</em></strong>, formata cioè dall’antropologia criminale e dalla sociologia criminale<strong></strong></p>
<p><strong>Benigno Di Tullio:</strong></p>
<p>-         <strong>Medico psichiatra</strong> con lunga esperienza lavorativa nelle carceri<strong></strong></p>
<p>-         Esponente più prestigioso della criminologia italiana tra gli anni ’30 e ’60 <strong></strong></p>
<p>-         Cofondatore della<strong> Società Internazionale di Criminologia</strong>, dell’<strong>Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo</strong> e del <strong>Tribunale Minorile in Italia</strong><strong></strong></p>
<p>-         Sviluppa la teoria della <strong><em><span style="text-decoration: underline;">costellazione eziologica</span></em></strong>: la devianza è un prodotto derivante da <strong>più fattori casuali</strong> (<em>predisponenti</em>, <em>preparanti</em> e <em>scatenanti</em>) à <strong><em><span style="text-decoration: underline;">delinquente costituzionale</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Col passare del tempo Di Tullio supera ogni biodeterminismo e giunge sempre più ad un <strong>approccio multifattoriale</strong><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LA METODOLOGIA DELLA RICERCA IN CRIMINOLOGIA</span></strong></p>
<p><strong>L’IMPOSTAZIONE DI UNA RICERCA</strong></p>
<p>-         Una ricerca deve risultare soddisfacente in termini di:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Sistematicità</span></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Verificabilità</span></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Capacità teoretica</span></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Capacità cumulativa</span></p>
<p>e)     <span style="text-decoration: underline;">Capacità predittiva</span></p>
<p><strong>SCHEMA GENERALE DI UNA RICERCA CRIMINOLOGICA</strong></p>
<p>1)   <strong><em>Scelta del tema</em></strong> ed eventuale formulazione di ipotesi<strong></strong></p>
<p>2)   <strong><em>Pianificazione</em></strong><strong> </strong>della ricerca<strong></strong></p>
<p>3)   <strong><em>Raccolta</em></strong> dei dati<strong></strong></p>
<p>4)   <strong><em>Elaborazione</em></strong><strong> </strong>dei dati<strong></strong></p>
<p>5)   <strong><em>Verifica</em></strong> delle ipotesi<strong></strong></p>
<p><strong>FINALITA’ DELLA RICERCA</strong></p>
<p><strong>Conoscitiva/descrittiva:</strong></p>
<p>-         Vuole <strong>descrivere</strong> il fenomeno<strong></strong></p>
<p>-         Si interroga sul <strong><em>come</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Causale:</strong></p>
<p>-         Vuole <strong>spiegare</strong> il fenomeno<strong></strong></p>
<p>-         Si interroga sul <strong><em>perché</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>TECNICHE DI ELABORAZIONE DEI DATI</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Quantitativa</span></strong><strong> </strong>à<strong> </strong>Metodo <strong><em>statistico</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Qualitativa</span></strong> à Metodo <strong><em>induttivo</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>TECNICHE DI RILEVAZIONE DEI DATI</strong></p>
<p><strong>Colloquio clinico:</strong></p>
<p>-         Contesto istituzionale <strong>non neutrale</strong> (carcere, tribunale)<strong></strong></p>
<p>-         Comprende: <strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Dialogo diretto</span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Test psicologici</span> (d’efficienza e di personalità)<strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Raccolta di biografie</span><strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Intervista giudiziaria</span><strong></strong></p>
<p><strong>Intervista:</strong></p>
<p>-         Simile al colloquio, ma <strong>più formale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Può essere:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Strutturata</span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Non strutturata</span><strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Diretta</span><strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Indiretta</span><strong></strong></p>
<p><strong>Tecniche di laboratorio:</strong></p>
<p>-         Riguardano particolari <strong>casi di osservazione clinica</strong> o di <strong>verifica di ipotesi biologiche</strong><strong></strong></p>
<p>-         Hanno <strong>scarsa rilevanza </strong>nella ricerca criminologica<strong></strong></p>
<p><strong>Osservazione diretta</strong></p>
<p>-         Il ricercatore <strong>si “immerge”</strong> nel fenomeno<strong></strong></p>
<p>-         Può essere:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Partecipante</span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Non partecipante</span><strong></strong></p>
<p><strong>STATISTICA CRIMINOLOGICA</strong></p>
<p>-         La maggior parte delle statistiche criminali parte dalle denunce o dagli interventi d’ufficio à sono legate alla <strong><em><span style="text-decoration: underline;">notitia criminis</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         In Italia esistono le seguenti statistiche:<strong></strong></p>
<p><em>a) </em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Statistiche giudiziarie ISTAT</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<ul>
<li>Annuario statistiche <strong><em>giudiziarie penali</em></strong>:<strong></strong>
<ul>
<li>Statistica <strong><em>processuale</em></strong><strong></strong></li>
<li>Statistica <strong><em>penitenziaria</em></strong><strong></strong></li>
<li>Statistica della <strong><em>delittuosità</em> </strong>(no contravvenzioni)<strong></strong></li>
<li><strong><em>Altre</em></strong> statistiche<strong></strong></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>-         Non tutti i reati vengono denunciati e non tutti quelli denunciati vengono confermati da sentenze à la <strong><em>criminalità reale</em></strong> è <strong>impossibile da conoscere</strong><strong></strong></p>
<p><strong>CRIMINALITA’ REALE, APPARENTE E LEGALE</strong></p>
<p><strong>Criminalità reale:</strong></p>
<p>-         <strong>Numero effettivo</strong> dei crimini commessi<strong></strong></p>
<p>-         E’ <strong>impossibile da conoscere</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Criminalità apparente:</strong></p>
<p>-         Dati statistici sulle <strong>denunce</strong> e sugli <strong>interventi giudiziari</strong><strong></strong></p>
<p>-         Si basa solo sulla <strong><em>notitia criminis</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Criminalità legale</strong></p>
<p>-         Dati statistici sui <strong>crimini confermati da sentenze</strong> giudiziarie<strong></strong></p>
<p><strong>Numero oscuro (<em>dark number</em>):</strong></p>
<p>-         <strong>Differenza</strong> tra criminalità <strong>reale</strong> e criminalità <strong>apparente</strong><strong></strong></p>
<p>-         Rappresenta il <strong><em><span style="text-decoration: underline;">numero ignoto</span></em></strong> di crimini <strong>commessi ma non denunciati</strong> o <strong>scoperti</strong><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L’EVOLUZIONE DELLE TEORIE NELL’INTERPRETAZIONE DEL CRIMINE</span></strong></p>
<p><strong>PREMESSA</strong></p>
<p>-         Storicamente le interpretazioni dei fenomeni criminologici si distinguono in <strong>2 tipi principali di teorie</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">TEORIE SOCIOLOGICHE </span></strong></p>
<ul>
<li>Reato come <strong>prodotto della società</strong><strong></strong></li>
<li>Delinquenti <strong>si diventa</strong><strong></strong></li>
<li><strong><em>Nurture</em></strong><strong> </strong><strong></strong></li>
<li>Determinismo<strong> sociale </strong><strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">TEORIEANTROPOLOGICO/CLINICHE</span></strong></p>
<ul>
<li>Reato come espressione della <strong>personalità individuale</strong><strong></strong></li>
<li>Delinquenti <strong>si nasce</strong><strong></strong></li>
<li><strong><em>Nature</em></strong><strong></strong></li>
<li>Determinismo <strong>biologico</strong><strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>3) </strong><strong>TEORIE MULTIFATTORIALI</strong></p>
<ul>
<li>Reato come <strong>integrazione di fattori</strong> sociali ed individuali<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>TEORIE SOCIOLOGICHE</strong></p>
<p><strong>Durkheim:</strong></p>
<p>-         Padre della moderna <strong>sociologia</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Funzionalismo sociologico: </span></strong></p>
<ul>
<li>Il crimine è <strong>parte integrante e funzionalmente utile</strong> della società<strong><em></em></strong></li>
<li>Ciò che varia sono la <strong>frequenza e la gravità</strong> dei crimini<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p>-         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Anomia</span></em></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">:</span></strong><strong> </strong>frattura delle regole sociali<strong><em></em></strong></p>
<p><strong>Clifford Shaw:</strong></p>
<p>-         Appartenente alla c.d. <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Scuola di Chicago</span></em> </strong>(anni ’30, indirizzo <strong>ecologico</strong>)<strong><em></em></strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Teoria delle aree delinquenziali:</span></strong> <strong><em></em></strong></p>
<ul>
<li>La criminalità si sviluppa prevalentemente in <strong>aree metropolitane a maggiore potenziale criminogeno</strong> per via di <strong>decadimento</strong>, <strong>sovraffollamento</strong> e <strong>povertà</strong><strong><em></em></strong></li>
<li>Nelle ricerche di Shaw le <strong>aree delinquenziali</strong> combaciavano con quelle del <strong>centro storico</strong><strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong>E. H. Sutherland:</strong></p>
<p>-         Dedica la propria vita all’<strong>analisi sociologica</strong> del crimine<strong> <em></em></strong></p>
<p>-         Riprende la <strong><span style="text-decoration: underline;">legge dell’imitazione di Tarde</span></strong> (la criminalità è frutto dell’<strong>imitazione di comportamenti altrui</strong>)<strong><em></em></strong></p>
<p>-         Grande oppositore delle teorie cliniche<strong></strong></p>
<p>-         Primo ad interessarsi alla <strong>criminalità economica</strong> à conia il termine <strong><em><span style="text-decoration: underline;">White Collars Crime</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Teoria delle associazioni differenziali:</span></strong> <strong><em></em></strong></p>
<ul>
<li>Composta da <strong>7 principi basilari</strong>, il crimine è causato da un’<strong>esposizione</strong> (precoce, ripetuta, prolungata ed intensa) ad un eccesso di <strong>definizioni favorevoli alla violazione della legge</strong> <strong><em></em></strong></li>
<li><strong>Non</strong> dà grande <strong>importanza</strong> <strong>ai <em>mass media</em></strong>, ma si concentra sul <strong>rapporto frontale</strong><strong><em></em></strong></li>
<li>La devianza deriva dall’apprendimento di <strong>tecniche sociali illecite</strong><strong><em></em></strong></li>
<li>L’apprendimento avviene per la maggior parte nel contesto dei <strong><em>gruppi primari</em></strong><em> </em>(famiglia, scuola, amici, ecc)<strong><em></em></strong></li>
<li>Il limite più grande della teoria è che presta attenzione alle associazioni differenziali, ma <strong>non alle <em>risposte differenziali</em></strong><strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Disorganizzazione sociale:</span></strong><strong><em></em></strong></p>
<p>a)     <strong><em>Conflitto di norme</em></strong><em>:</em> coesistenza di norme contrastanti<strong><em></em></strong></p>
<p>b)    <strong><em>Anomia</em></strong><em>: </em>mancanza di norme<strong><em></em></strong></p>
<p><strong>Teorie basate sull’immigrazione e sul conflitto culturale:</strong></p>
<p>-         Sellin, 1938 à <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Conflitto di culture</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         Vari studi si sono interessati della criminalità derivante dall’<strong>immigrazione</strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         Fino agli anni ‘70 si pensava che gli immigrati fossero più delinquenti dei nativi, ma successivi studi avevano dimostrato che non vi era grande differenza<strong><em></em></strong></p>
<p>-         Semmai vi era <strong>netta differenza tra la I e la II generazione</strong> di immigrati: la II tendevano a delinquere maggiormente poiché la loro <strong><em>identità culturale</em></strong> <strong>non è perfettamente definita</strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         A partire dagli anni ’80 però vi è stata un’<strong>impennata della criminalità tra gli immigrati</strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         Ciò si può ricondurre ad una decisa modificazione del fenomeno dell’immigrazione negli anni:<strong><em></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Anni ’70</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> migrazione <strong><em>di domanda</em></strong> </span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> fattori di <strong><em>attrazione</em> </strong></span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> <strong><em>visibile</em></strong></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Anni ’80 – ’90</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> migrazione <strong><em>di offerta</em></strong> </span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> fattori di <strong><em>spinta</em></strong> </span><span style="text-decoration: underline;">à</span><span style="text-decoration: underline;"> <strong><em>clandestina</em></strong></span></p>
<p><strong>Teorie basate sulle “sottoculture”:</strong></p>
<p>-         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Sottocultura:</span></em></strong> sottocategoria minoritaria di una cultura, in criminologia non ha valore dispregiativo<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Cloward, Ohlin </strong>à 3 tipi di sottoculture delinquenziali:<strong></strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Sottocultura criminale:</span></strong><strong> </strong>diretta al conseguimento di <strong>guadagni materiali</strong> con mezzi illegittimi <strong></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Sottocultura conflittuale:</span></strong> frustrata da carenze di vario genere, mostra con la delinquenza il suo <strong>malcontento</strong><strong></strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Sottocultura astensionista:</span></strong> rifiuta l’integrazione con la cultura dominante e <strong>si isola dalla società</strong> convenzionale<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Ferracuti, Wolfgang </strong><strong>à</strong><strong> <span style="text-decoration: underline;">Sottocultura della violenza:</span></strong> dispone di <strong>norme proprie</strong> in contrasto con quelle della cultura dominante (vedi mafie)<strong></strong></p>
<p>-         Tipi di valori sottoculturali:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Valori concordi tollerati</span></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Valori discordi non tollerati </span></p>
<p><strong>La teoria dell’etichettamento (<em>labeling theory</em>)</strong></p>
<p>-         U.S.A., <strong>anni ’60 </strong><strong></strong></p>
<p>-         La criminalità è vista come l’esito di un <strong>processo di costruzione sociale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il termine “criminale” affibbiato ad un condannato diviene un’<strong><span style="text-decoration: underline;">etichetta sociale</span></strong> che porta ad una inevitabile <strong><span style="text-decoration: underline;">stigmatizzazione</span> dell’individuo</strong><strong></strong></p>
<p>-         Secondo questa teoria la devianza è un aspetto secondario: uno non diventa<strong> </strong>delinquente<strong> per ciò che ha fatto</strong>, ma<strong> per come viene definito</strong><strong></strong></p>
<p>-         La giustizia imprime il marchio, la società lo rimarca<strong></strong></p>
<p>-         La <strong>devianza è indispensabile</strong> per la società: se non esistesse non si potrebbe <strong>distinguere la condotta “giusta”</strong><strong></strong></p>
<p>-         La <em>Labeling Theory</em> fu utile per portare alla luce i pericoli della stigmatizzazione, ma <strong>poco concluse sulla spiegazione della criminalità</strong> come oggettivo problema sociale<strong></strong></p>
<p><strong>La criminologia critica:</strong></p>
<p>-         Nasce tra gli anni ’60 e ’70 , forte influenza dagli <strong>avvenimenti del ‘68</strong><strong></strong></p>
<p>-         La criminalità costituisce una <strong>forma di dissenso</strong> (individuale o di gruppo) <strong>nei confronti delle istituzioni</strong> di potere<strong></strong></p>
<p>-         La delinquenza verrebbe meno una volta <strong>superata l’impostazione capitalistica</strong> della società<strong></strong></p>
<p><strong>TEORIE ANTROPOLOGICO – CLINICHE</strong></p>
<p><strong>L’indirizzo criminologico – clinico:</strong></p>
<p>-         Indirizzo partito con gli <strong>studi di Lombroso</strong><strong></strong></p>
<p>-         Si tratta di una criminologia del “<strong><em><span style="text-decoration: underline;">passaggio all’atto”</span></em></strong> (<strong><em>acting out</em></strong>), è quindi ha una forte <strong>dimensione eziologica ed individualistica</strong><strong></strong></p>
<p>-         Vengono valutate le <strong>caratteristiche biologiche</strong>, <strong>psichiatriche</strong> e <strong>psicologiche </strong>degli individui<strong></strong></p>
<p>-         Per anni questo indirizzo ha caratterizzato la <strong><em><span style="text-decoration: underline;">scuola italiana</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>I fattori biologici ed ereditari:</strong></p>
<p>-         Esistono senza dubbio delle tare ereditarie, ma queste rappresentano solo il <strong>“terreno di disposizione”</strong> su cui si può eventualmente formare un comportamento deviante<strong></strong></p>
<p>-         La maggior parte degli studi sull’ereditarietà del comportamento criminale riguardano i gemelli monovulari<strong></strong></p>
<p>-         A seguito di tutti i risultati, si è giunti alla conclusione che NON esistono forme di criminalità ereditarie, ma solo <strong>predisposizioni probabilistiche</strong>: i geni sono i c.d. <strong>“campi di reazione”</strong>, ma la loro <strong>espressione</strong> dipende dall’ambiente<strong></strong></p>
<p><strong>Le sindromi cromosomiche:</strong></p>
<p>-         Alcuni studi hanno dimostrato che <strong>particolari sindromi cromosomiche</strong> possono aumentare <strong>la predisposizione alla criminalità</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Altri fattori di rischio:</strong></p>
<p>-         <strong>Malattie infettive</strong> (parotite, toxoplasmosi, ecc), <strong>malattie croniche</strong> (tubercolosi, sifilide, ecc), <strong>abuso di alcool o</strong> stupefacenti o assunzione di <strong>sostanze teratogene</strong> durante la gravidanza<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Lesioni craniali</strong> durante il parto<strong></strong></p>
<p>-         Problemi legati alla <strong>pubertà</strong><strong></strong></p>
<p>-         Fenomeni <strong>endocrinologici</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Etologia e sociobiologia:</strong></p>
<p>-         Numerosi <strong>studi sull’aggressività</strong> in campo <strong>etologico e sociobiologico</strong> hanno contribuito a comprendere meglio il comportamento aggressivo umano<strong></strong></p>
<p>-         Per <strong>Lorenz</strong> l’aggressività umana si spiega tramite il <strong>passaggio da un ambiente “naturale” ad uno “culturale”</strong> che valorizza la violenza come strumento di potere<strong></strong></p>
<p>-         Questi studi in generale hanno avuto grande importanza nel <strong>sottolineare determinati fattori istintuali</strong> nel comportamento umano<strong></strong></p>
<p><strong>Le neuroscienze:</strong></p>
<p>-         Lo studio del cervello da parte delle neuroscienze ha permesso di ipotizzare che il comportamento criminale possa derivare <strong>dall’inibizione delle strutture più recenti dell’organo a favore di quelle più antiche</strong> (il c.d. <strong>“cervello rettile”</strong>)<strong></strong></p>
<p><strong>TEORIE MULTIFATTORIALI</strong></p>
<p><strong>Teoria dei contenitori:</strong></p>
<p>-         Reckless, 1955<strong></strong></p>
<p>-         L’agire umano è regolato da <strong><span style="text-decoration: underline;">2 fattori di controllo</span></strong> <strong>(“<span style="text-decoration: underline;">contenitori</span>”</strong>)<strong>:</strong><strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Esterno:</span></strong> aspetti <strong>normativo – culturali</strong> (società, famiglia, ecc)<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Interno:</span></strong> aspetti <strong>intrapersonali </strong>(autocontrollo, super – io, ecc)<strong></strong></p>
<p>-         Il difetto di un contenitore può essere sopperito dall’altro <strong></strong></p>
<p><strong>Teoria del basso autocontrollo:</strong></p>
<p>-         Gottfredson, 1989<strong></strong></p>
<p>-         Grande <strong>importanza del contenitore familiare</strong> nell’impartire la giusta educazione<strong></strong></p>
<p>-         Il comportamento deviante deriva da un <strong>basso livello di autocontrollo</strong>, dovuto a sua volta da <strong>problemi di socializzazione nei primi 6-8 anni</strong> di vita<strong></strong></p>
<p>-         Il problema di socializzazione è causato <strong>dall’inadeguatezza dell’azione educativa dei genitori</strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’EVOLUZIONE DELLA CRIMINOLOGIA DOPO GLI ANNI ’60 </strong></p>
<p>-         Dopo gli anni ’60 ha sempre più preso piede la consapevolezza della <strong>complessità di fondo</strong> che contraddistingue la condotta criminale<strong></strong></p>
<p>-         Ciò ha contribuito a determinare una <strong>crisi in campo criminologico</strong>, dovuto soprattutto alla grande trasformazione che la società subisce in quegli anni<strong></strong></p>
<p>-         Si sviluppa sempre più la <strong>vittimologia</strong><strong></strong></p>
<p>-         Nascono <strong>nuove forme di crimine</strong><strong></strong></p>
<p>-         La criminalità in generale <strong>aumenta enormemente</strong><strong></strong></p>
<p><strong>I NUOVI REATI</strong></p>
<p>-         A partire dagli anni ’70 cominciano a svilupparsi nuove forme di reato prima sconosciute o comunque poco studiate<strong></strong></p>
<p>-         I <strong><em><span style="text-decoration: underline;">White Collar Crimes</span></em></strong><em> </em>di cui aveva già parlato Sutherland cominciano a far sentire la loro importanza nella società, soprattutto in termini di <strong>impunità</strong>, <strong>scarsa attenzione</strong> <strong>mediatica </strong>ed estrema <strong>dannosità sociale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Vengono identificati i <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Corporate Crimes</span></em></strong>, ossia i <strong>reati societari</strong><strong></strong></p>
<p>-         Viene identificata la <strong>criminalità ambientale</strong><strong></strong></p>
<p>-         La <strong>criminalità organizzata</strong> assume la forma di una <strong>vera e propria impresa</strong>, fino al punto di entrare nell’economia legale e a confondersi con essa<strong></strong></p>
<p>-         Nascono i primi <strong>crimini informatici</strong> (<strong><em><span style="text-decoration: underline;">Computer Crimes</span></em></strong>), dapprima tipici di personale interno alle istituzioni (<strong><em>insiders</em></strong>), poi anche di gente comune (<strong><em>hackers</em></strong><em> </em><em>à</em><em> <strong>outsiders</strong></em>)<strong></strong></p>
<p><strong>DROGHE, TOSSICODIPENDENZA E CRIMINALITA’</strong></p>
<p>-         L’uso di droga nella società ha subito numerose evoluzioni nel tempo<strong></strong></p>
<p>-         A partire dagli anni ’60 si ha il <strong>boom nell’uso di sostanze illegali</strong><strong></strong></p>
<p>-         Negli anni ’70 si passa <strong>da un uso di <span style="text-decoration: underline;">sostanze psicodislettiche</span> “motivato”</strong> da ideologie politiche, filosofiche o religiose, <strong>ad un un uso di <span style="text-decoration: underline;">sostanze psicolettiche</span> “demotivato”</strong> e fine a se stesso<strong></strong></p>
<p>-         La <strong>reazione sociale</strong> al problema della droga è passata da una <strong>fase di iniziale repressione</strong> ad una di maggior comprensione che vede il fenomeno <strong>più come patologia</strong> da curare che come crimine<strong></strong></p>
<p>-         Il rapporto tra assunzione di droga e criminalità <strong>varia da sostanza a sostanza</strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA PERCEZIONE E LA PAURA DEL CRIMINE</strong></p>
<p>-         Numerose ricerche hanno dimostrato che <strong>la sicurezza del singolo</strong> cittadino o di una comunità è prima di tutto una <strong>condizione psicologica</strong><strong></strong></p>
<p>-         Nel tempo sono stati proposti molti modelli interpretativi della paura del <strong></strong></p>
<p>crimine</p>
<p><strong>Modello dell’<em>Incivility</em>:</strong></p>
<p>-         Nelle grandi città un insieme di fattori (povertà, eterogeneità etnica, ecc) favoriscono dei <strong>processi di disorganizzazione urbana e sociale</strong> che si manifestano con <strong>segnali ben visibili</strong>, detti <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“indicatori di incivility”</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Gli indicatori possono essere <strong>fisici</strong> (finestre rotte, vandalismo, degrado urbanistico) o <strong>sociali</strong> (delinquenza minorile, prostituzione, spaccio di droga)<strong></strong></p>
<p>-         La loro presenza viene interpretata dai cittadini come <strong>segnali di scarso controllo sociale </strong>e incutono in loro un <strong>senso di insicurezza</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Percezione del crimine:</strong></p>
<p>-         La percezione sociale del crimine si divide in <strong>2 aspetti</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Concerno of crime:</span></em></strong> preoccupazione <strong>generale</strong> per il problema, a livello locale o nazionale <strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Fear of crime:</span></em></strong> paura <strong>personale</strong> per il problema, inteso come pericolo imminente e diretto<strong></strong></p>
<p>-         Una grande <strong>insicurezza diffusa può</strong> <strong>ridurre la coesione sociale</strong> e, paradossalmente, <strong>aumentare il rischio</strong> effettivo di criminalità<strong></strong></p>
<p><strong>La criminologia urbanistica:</strong></p>
<p>-         Ambito che trae origine dalla <strong><em><span style="text-decoration: underline;">psicologia ambientale</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Studia quali strutture urbanistiche siano <strong>più adatte a prevenire la delinquenza</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Teoria dello spazio difendibile:</strong></p>
<p>-         Oscar Newman, 1973<strong></strong></p>
<p>-         Programma di prevenzione basato sul concetto di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“spazio difendibile”</span></em></strong>: i singoli devono essere <strong>spinti dalla struttura architettonica</strong> ad aumentare il proprio <strong>senso di responsabilità</strong> per la cura della stessa e la sua <strong>protezione</strong><strong></strong></p>
<p>-         Lo spazio difendibile si persegue attraverso 4 elementi:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Territorialità</span></strong> (senso di proprietà sull’edificio)<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Sorveglianza</span></strong> (facilitazione dell’osservazione delle aree circostanti)<strong></strong></p>
<p>c)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Imago</span></strong> (prevenzione degli “edifici ghetto”)<strong></strong></p>
<p>d)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Ambiente</span></strong> (assicurazione di un certo numero di attività circostanti)<strong></strong></p>
<p><strong>LA CRIMINOLOGIA POST – MODERNA</strong></p>
<p>-         Le teorie criminologiche più recenti rispecchiano dei concetti del contesto storico attuale quali il <strong>relativismo</strong>, l’<strong>eterogeneità</strong>, lo <strong>scetticismo</strong> e un certo <strong>pessimismo sociologico</strong> di fondo<strong></strong></p>
<p>-         Alcune teorie, per render conto della <strong>complessità dei fenomeni criminali</strong>, si sono ispirate alla <strong>teoria del caos</strong><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DISTURBI MENTALI E CRIMINALITA’</span></strong></p>
<p><strong>PREMESSA</strong></p>
<p>-         Per anni si è ritenuto che malattia mentale e criminalità fossero <strong>indissolubilmente legati</strong><strong></strong></p>
<p>-         In realtà numerosi studi hanno confermato che <strong>la maggior parte dei criminali non presenta alcun disturbo</strong> mentale<strong></strong></p>
<p>-         La <strong>patologia psichica</strong>, semmai, può rendere i soggetti <strong><em>più vulnerabili</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>INFERMITA’, MALATTIA E IMPUTABILITA’</strong></p>
<p><strong>Infermità e malattia:</strong></p>
<p>-         Il <strong>codice penale</strong> parla solo di <strong><em>infermità totale</em></strong><em> </em>o<em> <strong>parziale</strong> </em>di mente (rispettivamente <strong>artt. 88</strong> e <strong>89</strong>)<strong></strong></p>
<p>-         In realtà la <strong>nozione di <em>infermità</em> è più ampia di quella di <em>malattia</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Una malattia è certamente un’infermità, <strong>ma non viceversa</strong><strong></strong></p>
<p>-         La <strong><em><span style="text-decoration: underline;">definizione medico – legale di malattia</span></em></strong> prevede:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Abnormità </span></strong><span style="text-decoration: underline;">rispetto ad una media statistica</span><strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Dinamicità </span></strong><strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Presenza di <strong>intervento sanitario</strong></span><strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Presenza di <strong>disturbi funzionali</strong> e apprezzabili</span><strong></strong></p>
<p>-         Nella categoria della <em>malattia</em> <strong>rientrano</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     Alterazioni psichiche dovute ad <strong>eziologia morbosa e organica</strong><strong></strong></p>
<p>b)    <strong>Schizofrenia</strong><strong></strong></p>
<p>c)     <strong>Disturbi maggiori dell’umore</strong><strong></strong></p>
<p>d)    <strong>Disturbi psichici più gravi</strong> che sconvolgono la vita quotidiana<strong></strong></p>
<p>-         Nella categoria di <em>malattia</em> NON rientrano invece:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong>Disposizioni abnormi</strong> <strong>delle facoltà intellettive</strong> di lieve entità<strong></strong></p>
<p>b)    <strong>Disturbi della personalità</strong><strong></strong></p>
<p>c)     <strong>Parafilie</strong><strong></strong></p>
<p>d)    <strong>Reazioni psicogene</strong><strong></strong></p>
<p>e)     Disturbi d’<strong>ansia</strong>,<strong> somatoformi </strong>e<strong> dissociativi</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Imputabilità:</strong></p>
<p>-         <strong>Inizialmente</strong> si tendeva a considerare il malato di mente <strong>sempre e comunque non imputabile </strong><strong></strong></p>
<p>-         Ciò derivava da una <strong>concezione fortemente patologica e debilitante</strong> dei disturbi mentali<strong></strong></p>
<p>-         Con l’evolversi della <strong>psichiatria moderna</strong> (anche grazie all’<strong><em><span style="text-decoration: underline;">antipsichiatria</span></em></strong>) è cambiata sia la concezione di malattia mentale, sia quella dell’imputabilità del malato<strong></strong></p>
<p>-         Oggi <strong>si evita</strong> sempre di considerare <strong>non imputabile <em>a priori</em></strong> un malato di mente, ma si tende a <strong>valutare approfonditamente ogni singolo caso</strong><strong></strong></p>
<p><strong>BREVE STORIA DELLA PSICHIATRIA</strong></p>
<p>-         Fino all’Illuminismo la malattia mentale era <strong>considerata “demoniaca”:</strong> il malato era un <strong>invasato</strong>, <strong>posseduto</strong> dal demonio<strong></strong></p>
<p><strong>Settecento:</strong></p>
<p>-         Comincia una <strong>lenta evoluzione nel trattamento</strong> dei malati mentali<strong></strong></p>
<p>-         Gli ospedali si umanizzano così come le terapie <strong></strong></p>
<p><strong>Ottocento:</strong></p>
<p>-         Nell’Ottocento si comincia a <strong>studiare scientificamente i disturbi mentali</strong> <strong></strong></p>
<p>-         La <strong>psichiatria</strong> diventa gradualmente una <strong>scienza autonoma</strong><strong></strong></p>
<p>-         Forte influenza della <strong>neurologia</strong> e della <strong>psicoanalisi</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Novecento:</strong></p>
<p>-         Si cominciano a creare <strong>quadri nosografici sempre più articolati</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il <strong>trattamento</strong> è comunque considerato <strong>come <em>custodia</em></strong> e i <strong>malati come <em>alienati</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Nella <strong>seconda metà del secolo</strong> si assiste invece ad un rapido cambiamento che comporta una netta <strong>umanizzazione del trattamento</strong> psichiatrico<strong></strong></p>
<p>-         <strong>In Italia nel 1978</strong> viene approvata la <strong>legge 180</strong> (<strong><em><span style="text-decoration: underline;">legge Basaglia</span></em></strong>), che chiude definitivamente i manicomi<strong></strong></p>
<p><strong>PSICOSI A BASE SOMATICA</strong></p>
<p><strong>Psicosi organiche:</strong></p>
<p>-         Sono dovute ad affezioni sistemiche con<strong> interessamento cerebrale</strong> (disfunzioni endocrine, del metabolismo, ecc) o diretta <strong>localizzazione encefalica</strong> (tumori, ascessi, encefaliti, ecc)<strong></strong></p>
<p>-         Sono <strong>poco interessanti</strong> in campo criminologico<strong></strong></p>
<p><strong>Psicosi tossiche: </strong></p>
<p>-         Dovute ad <strong>abuso di alcool</strong>, sostanze <strong>stupefacenti e farmaci</strong></p>
<p>-         Particolarmente interessanti in campo criminologico per i frequenti <strong>delitti commessi in stato di ubriachezza</strong></p>
<p><strong>PSICOSI FUNZIONALI</strong></p>
<p><strong>Schizofrenia:</strong></p>
<p>-         Malattia mentale che <strong>compromette in maniera più grave</strong> il funzionamento psichico di un individuo<strong></strong></p>
<p>-         Comporta una <strong>dissociazione del pensiero</strong> e <strong>della personalità</strong> e un <strong>distacco dalla realtà</strong><strong></strong></p>
<p>-         Secondo il <strong><em><span style="text-decoration: underline;">DSM – IV – TR</span></em></strong> per porre diagnosi di schizofrenia si devono presentare i seguenti sintomi <strong>per almeno 6 mesi:</strong><strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Deliri bizzarri, non strutturati, assurdi</span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Allucinazioni</span><strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Eloquio e comportamento bizzarri, disorganizzati o rallentati, catatonici</span> (à <strong>“sintomi positivi”</strong> à se prevalgono si parla di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">schizofrenia di tipo I</span></em></strong>)<strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Appiattimento dell’affettività, inerzia volitiva, abulia</span> (à <strong>“sintomi negativi”</strong> à se prevalgono si parla di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">schizofrenia di tipo II</span></em></strong>)<strong></strong></p>
<p>e)     <span style="text-decoration: underline;">Lavoro e relazioni interpersonali assai compromessi dall’esordio del disturbo</span></p>
<p>-         In criminologia la <strong>fase più rilevante</strong> è quella dei <strong>sintomi positivi</strong>, in cui i pazienti mostrano <strong>maggiore propensione ad agiti aggressivi</strong><strong></strong></p>
<p>-         L’omicidio commesso dallo schizofrenico è caratteristico per la <strong>rarità o l’inesistenza di un complice</strong><strong></strong></p>
<p>-         Nella <strong>fase negativa</strong> il paziente tende invece a commettere <strong>reati di poco conto</strong><strong></strong></p>
<p>-         La natura cronica del disturbo porta spesso a <strong><em>deterioramento mentale</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         L’impunità è <strong>completamente esclusa in fase positiva</strong>, <strong>parzialmente esclusa in fase negativa</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbi Deliranti Cronici (Paranoia):</strong></p>
<p>-         Disturbo che presenta (al contrario della schizofrenia) <strong>deliri ben strutturati, lucidi, non bizzarri</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il <strong>sintomo basilare</strong> è proprio quello del <strong>delirio</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il paziente ha <strong>fede incrollabile nelle proprie idee</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il DSM – IV – TR riconosce <strong>varie forme di paranoia</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     Tipo <strong>erotomanico</strong><strong></strong></p>
<p>b)    Di <strong>grandezza</strong><strong></strong></p>
<p>c)     Di <strong>gelosia</strong><strong></strong></p>
<p>d)    Di <strong>persecuzione</strong> (paranoia propriamente detta)<strong></strong></p>
<p>e)     Tipo <strong>somatico</strong><strong></strong></p>
<p>f)      Tipo <strong>misto</strong><strong></strong></p>
<p>g)     Tipo <strong>non specificato</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il paziente paranoico, <strong>in preda ai propri deliri</strong>, può  <strong>commettere i crimini più vari</strong>, dalla calunnia all’omicidio<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Psicotico Condiviso (<em>Folie à Deux</em>):</strong></p>
<p>-         Disturbo <strong>raro</strong>, più frequente tra le donne e nei <strong>soggetti con disabilità fisiche</strong> che li rendono <strong>dipendenti da altre persone</strong><strong></strong></p>
<p>-         Comporta un <strong>delirio che viene trasmesso da una persona ad un’altra</strong>, più debole e recettiva, nel contesto di una relazione stretta<strong></strong></p>
<p>-         Le persone coinvolte presentano <strong>caratteristiche del tutto simili</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Psicotico Breve (Psicosi Reattiva Breve):</strong></p>
<p>-         Disturbo che comprende <strong>patologie mentali acute a comparsa improvvisa</strong><strong></strong></p>
<p>-         Presenta <strong>disturbi</strong>, allucinazioni, <strong>disorganizzazione</strong> di pensiero e comportamento, <strong>confusione</strong>, <strong>disorientamento</strong><strong></strong></p>
<p>-         Compare solitamente <strong>dopo un evidente stress fisico e/o psichico</strong><strong></strong></p>
<p>-         Dopo l’iniziale fase acuta, <strong>tende a regredire in tempi brevi</strong> (più di un giorno, meno di un mese) fino al completo esaurimento<strong></strong></p>
<p>-         Durante la fase acuta si registrano <strong>spesso agiti aggressivi</strong> che possono essere rilevanti a livello criminologico<strong></strong></p>
<p>-         Un caso particolare è la <strong><em><span style="text-decoration: underline;">psicosi post – partum</span></em></strong>, che va diagnosticata il prima possibile per scongiurare eventuali <strong>tentativi di suicidio o infanticidio</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbi dell’Umore:</strong></p>
<p>-         Disturbi della sfera timica che includono:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Depressione Maggiore</span></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Disturbi Bipolari</span></strong> (<strong><span style="text-decoration: underline;">Psicosi Maniaco – Depressive</span></strong>) <strong></strong></p>
<p>-         Il disturbo bipolare presenta <strong>episodi alternati di depressione e maniacalità</strong></p>
<p>-         L’episodio depressivo presenta <strong>tristezza, pena, angoscia, perdita di interesse</strong> per ogni attività, inappetenza, anedonia, abulia, ritiro sociale<strong></strong></p>
<p>-         Nell’episodio maniacale il quadro clinico è <strong>esattamente opposto a quello depressivo</strong>: euforia, felicità, tachilalia, iperattività, insonnia totale<strong></strong></p>
<p>-         Gli episodi si alternano con <strong>polarità, periodicità e frequenza</strong> <strong>variabile</strong></p>
<p>-         Tra un episodio e l’altro possono <strong>intercorrere anche periodi di normalità</strong></p>
<p>-         Gli <strong>episodi depressivi</strong> hanno valore criminologico per la tendenza al <strong><em><span style="text-decoration: underline;">raptus mealonicus</span></em></strong> (es: sterminio della propria famiglia e conseguente suicidio)<strong></strong></p>
<p>-         Ancor più interessante per la criminologia è l’<strong>episodio maniacale</strong>, che spesso comporta la <strong>tendenza a condotte disinibite</strong> <strong></strong></p>
<p><strong>DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI</strong></p>
<p>-         Insieme di disturbi che implicano una <strong>irrefrenabile tendenza ad assecondare ogni impulso</strong>, senza capacità di resistervi<strong></strong></p>
<p>-         Il soggetto avverte una <strong>ingravescente tensione ed eccitazione prima</strong> di compiere l’atto e una <strong>grande soddisfazione dopo</strong> che l’ha compiuto<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Esplosivo Intermittente:</strong></p>
<p>-         Comprende saltuari, ma numerosi episodi di incapacità a resistere agli <strong>impulsi rabbiosi ed aggressivi</strong><strong></strong></p>
<p>-         Spesso comporta <strong>gravi atti di violenza</strong> sulle persone o distruzione di proprietà<strong></strong></p>
<p>-         Il soggetto dopo l’atto si sente <strong>appagato</strong>, ma anche <strong>imbarazzato </strong>e<strong> dispiaciuto</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Cleptomania:</strong></p>
<p>-         Consiste in una <strong>spinta impellente a rubare oggetti</strong>, anche non necessari o facilmente acquistabili<strong></strong></p>
<p>-         Normalmente il soggetto, dopo il furto, <strong>getta via gli oggetti</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Il furto non è motivato</strong> da rabbia, ritorsione, vendetta <strong>né </strong>è <strong>programmato</strong> o realizzato <strong>con complici</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Piromania:</strong></p>
<p>-         <strong>Tendenza irrefrenabile ad appiccare incendi</strong> in modo deliberato ed intenzionale</p>
<p>-         Il soggetto è attratto <strong>dal fuoco e da tutto ciò che lo riguarda</strong>: spesso si aggira intorno alle caserme dei vigili del fuoco</p>
<p>-         Come il furto del cleptomane, l’incendio del piromane <strong>non è assolutamente motivato</strong> sentimenti negativi o da fini utilitaristici</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DISTURBI DI PERSONALITA’</strong></p>
<p>-         Insieme di disturbi che presentano <strong>caratteristiche disadattative persistenti ed inflessibili</strong>, marcatamente diverse dalle aspettative della cultura del soggetto<strong></strong></p>
<p>-         Si può riflettere in varie aree: cognitiva, affettiva, del funzionamento interpersonale e del controllo degli impulsi<strong></strong></p>
<p>-         Ne deriva un <strong>malessere generalizzato</strong> e un forte <strong>disadattamento</strong> <strong>sociale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Spesso il paziente affetto da disturbi di personalità presenta una <strong>storia difficoltosa</strong>, costellata da problemi familiari<strong></strong></p>
<p>-         I pazienti affetti da disturbi di<strong> </strong>personalità <strong>non vengono considerati malati di mente</strong> e la loro <strong>imputabilità</strong> deve essere accuratamente <strong>analizzata</strong> nell’ambito di <strong>ogni singolo caso</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il DSM – IV – TR classifica i disturbi di personalità in <strong>3 <em>cluster</em></strong>:<strong></strong></p>
<p>a)    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Cluster A:</span></em></strong><strong> </strong><span style="text-decoration: underline;">Paranoide</span>, <span style="text-decoration: underline;">Schizoide</span> e <span style="text-decoration: underline;">Schizotipico</span><strong><em></em></strong></p>
<p>b)   <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Cluster B:</span></em></strong> <span style="text-decoration: underline;">Antisociale</span>, <span style="text-decoration: underline;">Borderline</span>, <span style="text-decoration: underline;">Istrionico</span> e <span style="text-decoration: underline;">Narcisistico</span><strong><em></em></strong></p>
<p>c)    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Cluster C:</span></em></strong><strong><em> </em></strong><span style="text-decoration: underline;">Evitante</span>, <span style="text-decoration: underline;">Dipendente</span> e <span style="text-decoration: underline;">Ossessivo – Compulsivo <strong><em> </em></strong></span><strong><em></em></strong></p>
<p>-         <strong>N.B.: </strong>spesso i pazienti mostrano una <strong>concomitanza di disturbi</strong> appartenenti a <em>cluster</em> diversi<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Schizoide:</strong></p>
<p>-         Gli individui affetti sono <strong>persone chiuse, fredde</strong>, emotivamente distaccate<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Non hanno amici o confidenti</strong>, sono poco interessati alle esperienze sessuali<strong></strong></p>
<p>-         Sono <strong>insensibili alle critiche</strong> o alle lodi<strong></strong></p>
<p>-         Hanno grandi <strong>difficoltà ad inserirsi</strong> in ogni ambiente sociale<strong></strong></p>
<p>-         Di frequente <strong>commettono reati violenti</strong> (sessuali, rapina, omicidio, ecc) con estremo <strong>distacco e freddezza</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Paranoide:</strong></p>
<p>-         Persone diffidenti, sospettose, che dubitano della correttezza e lealtà altrui, specialmente del partner<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Rigidi</strong>, non tollerano rimproveri<strong></strong></p>
<p>-         Inclini a <strong>reagire con rabbia</strong> e violenza<strong></strong></p>
<p>-         Il disturbo paranoide <strong>non va confuso con la paranoia</strong>, che è un <strong>disturbo delirante cronico</strong> con precisi sintomi ideativi<strong></strong></p>
<p>-         Se il disturbo <strong>paranoide è associato a quello schizotipico</strong>, si viene a formare quella che una volta veniva detta <em><span style="text-decoration: underline;">personalità</span></em><span style="text-decoration: underline;"> <em>fanatica</em></span><strong></strong></p>
<p>-         Tra gli affetti di disturbo paranoide si trovano <strong>spesso</strong> <strong>membri di movimenti terroristici</strong>, estremistici o appartenenti a sette criminose<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Schizotipico:</strong></p>
<p>-         Persone <strong>stravaganti, bizzarre</strong>, piene di sospetti<strong></strong></p>
<p>-         Hanno <strong>credenze magiche</strong> e strane<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Pensiero e linguaggio iperelaborati</strong>, metaforici, eccentrici<strong></strong></p>
<p>-         Scarso interesse sentimentale<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Borderline:</strong></p>
<p>-         Di <strong>definizione molto complessa</strong> e controversa<strong></strong></p>
<p>-         Persone con <strong>spiccata instabilità e intensità nelle relazioni</strong> interpersonali<strong></strong></p>
<p>-         Alternazione di <strong>momenti di svalutazione ed idealizzazione</strong> dell’altro<strong></strong></p>
<p>-         Grande <strong>variabilità polare dell’umore</strong> nell’arco di poche ore<strong></strong></p>
<p>-         Forte <strong>impulsività</strong><strong></strong></p>
<p>-         Spesso compiono gesti di <strong>automutilazione </strong>o tendono al <strong>suicidio</strong><strong></strong></p>
<p>-         Forte tendenza ad <strong>abusare di alcool o droga</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Antisociale:</strong></p>
<p>-         Il paziente <strong>non riconosce i diritti altrui</strong> e tende a violare costantemente le regole sociali<strong></strong></p>
<p>-         Tendenza alla <strong>disonestà</strong> e alla <strong>falsità </strong><strong></strong></p>
<p>-         Grave <strong>deficit nel Super – Io</strong><strong></strong></p>
<p>-         Nessun tipo di rimorso<strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Istrionico:</strong></p>
<p>-         <strong>Emotività eccessiva</strong>, continua <strong>ricerca di attenzioni</strong><strong></strong></p>
<p>-         Sono persone che tendono alla <strong>drammatizzazione </strong>e alla <strong>teatralità</strong><strong></strong></p>
<p>-         Spesso si comportano in modo <strong>sessualmente provocante</strong><strong></strong></p>
<p>-         Tipici di questo disturbo sono la <strong>millanteria</strong>, la <strong>simulazione di reato</strong>, la <strong>truffa </strong>e l’<strong>esercizio professionale abusivo</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Disturbo Narcisistico:</strong></p>
<p>-         Il paziente ha una <strong>grandiosa immagine di sé</strong> e ricerca in continuazione <strong>conferme dall’ambiente</strong> a lui circostante<strong></strong></p>
<p>-         E’ assorbito da <strong>fantasie di successo</strong>, potere, bellezza e fascino<strong></strong></p>
<p>-         Si ritiene speciale<strong></strong></p>
<p>-         Tende ad <strong>approfittare del prossimo</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Manca di empatia</strong><strong></strong></p>
<p>-         E’ <strong>presuntuoso, arrogante, invidioso</strong> e crede di essere <strong>lui stesso invidiato</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Spesso è intelligente</strong> e di buona estrazione sociale à non è raro trovarlo tra i <strong><em><span style="text-decoration: underline;">criminali dal colletto bianco</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>ALTRE FORME PSICHIATRICHE DI RILEVANZA CRIMINOLOGICA</strong></p>
<p><strong>Ritardo mentale:</strong></p>
<p>-         Funzionamento intellettivo significativamente <strong>al di sotto della media</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Esordisce nell’infanzia</strong> o comunque <strong>entro i 18 anni</strong><strong></strong></p>
<p>-         Comporta spesso <strong>disadattamento sociale</strong>, <strong>anomalie comportamentali</strong>, impulsività, irrazionalità e disinibizione sessuale<strong></strong></p>
<p><strong>Demenza:</strong></p>
<p>-         Deterioramento del funzionamento intellettivo <strong>in età adulta</strong><strong></strong></p>
<p>-         Vengono lese la memoria, l’attenzione, le funzioni logiche, prassiche, di riconoscimento, di critica e di programmazione<strong></strong></p>
<p>-         Spesso comporta <strong>disinibizione sessuale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Ha <strong>scarso interesse criminologico</strong> (al massimo reati sessuali minori, quali esibizionismo o molestie) <strong></strong></p>
<p><strong>Parafilie: </strong></p>
<p>-         Tipo di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">disturbo del comportamento sessuale e dell’identità di genere</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Sono quelle che una volta si indicava impropriamente come <em><span style="text-decoration: underline;">perversioni</span></em><strong></strong></p>
<p>-         Spesso l’attività parafilica è <strong>coatta ed impulsiva</strong>: i soggetti non riescono a frenare gli impulsi<strong></strong></p>
<p>-         Fanno parte delle parafilie:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Esibizionismo</span><strong></strong></p>
<p>b)    Feticismo<strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Pedofilia</span><strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Voyerismo</span><strong></strong></p>
<p>e)     <span style="text-decoration: underline;">Masochismo</span><strong></strong></p>
<p>f)      <span style="text-decoration: underline;">Sadismo sessuale</span><strong></strong></p>
<p>g)     <span style="text-decoration: underline;">Froutterismo</span><strong></strong></p>
<p>-         In ambito criminologico hanno grande importanza per ciò che concerne i <strong>reati sessuali</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Reazioni abnormi:</strong></p>
<p>-         <strong>Reazioni anomale e sproporzionate</strong> ad esperienze psicotraumatizzanti<strong></strong></p>
<p>-         A volte la reazione può svilupparsi in una <strong>vera e propria psicosi temporanea</strong> (v. <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Psicosi Reattive Brevi</span></em></strong>)<strong></strong></p>
<p><strong>Epilessia:</strong></p>
<p>-         Scarica brusca, simultanea ed acuta di un <strong>ampio gruppo di neuroni</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il soggetto può essere portato a compiere <strong>azioni estranee al comportamento abituale</strong> e al suo pensiero<strong></strong></p>
<p>-         Importanza criminologica ha l’<strong><em><span style="text-decoration: underline;">epilessia temporale</span></em></strong>, poiché colpisce una zona (<strong><em>lobo temporale</em></strong>) importante per l’<strong>integrazione fra coscienza ed emozione</strong><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LA CRIMINALITA’ MINORILE</span></strong></p>
<p><strong>LA SPECIFICITA’ DELLA DEVIANZA MINORILE</strong></p>
<p><strong>L’imputabilità del minore in Italia:</strong></p>
<p>-         In Italia vi sono <strong>2 soglie anagrafiche</strong> al di sotto delle quali la responsabilità penale è <strong>attenuata</strong> o <strong>esclusa</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Infanzia penale:</span></strong> 0 – 14 anni, l’imputabilità è <strong><em>totalmente esclusa</em></strong><strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Infradiciottenni:</span></strong> 14 – 18 anni, l’imputabilità è <strong><em>attenuta</em><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Tempus commissi delicti</span></em></strong><strong>:</strong> la pena è <strong>legata sempre all’età</strong> in cui è stato commesso il reato<strong></strong></p>
<p><strong>Fattori di rischio del periodo adolescenziale:</strong></p>
<p>-         Durante l’adolescenza vi sono <strong>numerose variabili</strong> che possono compromettere un corretto e lineare sviluppo della maturità psichica:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Instabilità</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> psico – affettiva</span></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Crisi del senso di <strong>identità personale</strong></span></p>
<p>c)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Ambivalenza </span></strong><span style="text-decoration: underline;">delle manifestazioni comportamentali</span></p>
<p><strong>d) </strong><span style="text-decoration: underline;">Fragilità e <strong>labilità dell’Io</strong></span></p>
<p>e)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Tendenza alla reazione</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> (imitazione, identificazione, rifiuto, dimissione, compensazione e opposizione)</span></p>
<p>-         In linea di massima, l’immaturità costituisce comunque un <strong>elemento essenziale dell’adolescenza</strong></p>
<p><strong>DIFFICOLTA’ NELL’ACCERTAMENTO DELL’IMPUTABILITA’ DI UN MINORE</strong></p>
<p><strong>Tipi di età:</strong></p>
<p>-         Nella valutazione della maturità di un minore si deve tenere conto di <strong>4 tipi di età:</strong><strong></strong></p>
<p>a)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Età anagrafica:</span></strong> età semplice, verificabile con l’atto di nascita<strong></strong></p>
<p>b)   <strong><span style="text-decoration: underline;">Età mentale:</span></strong> livello di sviluppo dell’intelligenza rispetto ad un’età anagrafica di riferimento<strong></strong></p>
<p>c)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Età somatica:</span></strong> livello di sviluppo fisico<strong></strong></p>
<p>d)   <strong><span style="text-decoration: underline;">Età sociale:</span></strong> livello di sviluppo delle competenze sociali <strong></strong></p>
<p><strong>Calcolo del Quoziente Intellettivo (Q.I.):</strong></p>
<p>-         Il <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Quoziente Intellettivo</span></em></strong> di una persona si calcola dividendo l’<strong>età mentale</strong> per l’<strong>età fisica</strong> e moltiplicando il risultato <strong>per 100</strong>:                                             <strong></strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Valori di riferimento</span></strong> (sempre <em>in base ad un’età anagrafica</em>):<strong></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Superdotato:</span> + 100</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Normale:</span> 70 – 90</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Lieve RM:</span> 50 – 70</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Moderato RM:</span> 35 – 50</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Grave RM:</span> 20 – 35</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Molto grave RM:</span> &#8211; 20</p>
<p><strong>Stadi dello sviluppo psicologico:</strong></p>
<p>-         Nello sviluppo psicologico della personalità si distinguono 6 stadi:<strong></strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Infanzia:</span></strong> fino a 6 anni<strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Fanciullezza:</span></strong> da 6 a 11 anni<strong></strong></p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Preadolescenza:</span></strong> da 12 a 14<strong></strong></p>
<p><strong>d) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Adolescenza:</span></strong> da 15 a 18 anni<strong></strong></p>
<p><strong>e) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Postadolescenza:</span></strong> da 19 a 25 anni<strong></strong></p>
<p>-         Bisogna comunque ricordare che lo <strong>sviluppo fisico</strong> e quello <strong>psicologico</strong> sono <strong>relativamente indipendenti</strong> l’uno dall’altro<strong></strong></p>
<p><strong>Valutazione dell’imputabilità del minore:</strong></p>
<p>-         In Italia la valutazione dell’imputabilità è <strong>obbligatoria nel caso dei minori</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Spesso è il giudice</strong> stesso a valutarla<strong></strong></p>
<p>-         Il ricorso allo specialista viene normalmente istituito dal giudice nei <strong>casi di sospetta infermità</strong><strong></strong></p>
<p>-         Infatti <strong>il giudice ha la <em>facoltà</em>, ma non l’<em>obbligo</em></strong> di richiedere un parere tecnico<strong></strong></p>
<p><strong>ANDAMENTO RECENTE DELLA CRIMINALITA’ MINORILE IN ITALIA</strong></p>
<p>-         Nonostante vi sia un <strong>aspetto relativamente “fisiologico” della criminalità minorile</strong>, negli ultimi anni il fenomeno in Italia ha subito grandi cambiamenti<strong></strong></p>
<p>-         Si sono venute a creare infatti <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“nuove criminalità minorili”</span></em></strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Delinquenza collegata alla grande <strong>criminalità organizzata</strong></span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Devianza dei <strong>minori stranieri</strong></span><strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Criminalità minorile<strong> nomade</strong></span><strong></strong></p>
<p>d)    <span style="text-decoration: underline;">Criminalità minorile della <strong>classe benestante</strong></span><strong></strong></p>
<p>-         La delinquenza minorile dei <strong>ragazzi stranieri</strong> è solitamente <strong><em>strumentale</em></strong>, mentre quella degli <strong>italiani</strong> è spesso <strong><em>espressiva</em></strong> ed <strong><em>immotivata</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         In generale in questi ultimi anni si è assistito ad un <strong>netto incremento della criminalità minorile</strong>, sia violenze che reati contro la proprietà<strong></strong></p>
<p><strong>CARATTERISTICHE DEL TRIBUNALE E DEL PROCESSO MINORILE</strong></p>
<p><strong>Tribunale Minorile:</strong></p>
<p>-         Il <strong><span style="text-decoration: underline;">Tribunale Minorile</span></strong> è costituito, in <strong>ogni sede di <span style="text-decoration: underline;">Corte d’Appello</span></strong>, da:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong>1 magistrato di Corte d’Appello</strong> che funge da Presidente<strong></strong></p>
<p>b)    <strong>2 giudici onorari esperti</strong> in qualche settore criminologico<strong></strong></p>
<p>-         La sua competenza è <strong>penale, civile ed amministrativa</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Processo Minorile</strong></p>
<p>-         Il processo minorile, per non gravare troppo sul giovane imputato, solitamente si attiene a <strong>3 principi</strong>:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Principio di adeguatezza:</span></strong> le disposizioni vengono applicate in adeguatezza alle esigenze educative e alla personalità del minore<strong></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Principio di minima offensività:</span></strong> l’impatto del processo sul minore dev’essere il più lieve possibile<strong></strong></p>
<p>3)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Principio di de-stigmatizzazione:</span></strong> il processo non deve comportare una svalutazione sociale dell’immagine del minore<strong></strong></p>
<p>-         Il <strong>p.m.</strong> in certi casi può chiedere al giudice un’<strong><em><span style="text-decoration: underline;">istanza di non luogo a procedere</span></em></strong> per “irrilevanza del fatto” che determina la <strong>chiusura del procedimento</strong> senza alcuna conseguenza per l’imputato<strong></strong></p>
<p>-         Il giudice minorile può inoltre applicare una <strong><em><span style="text-decoration: underline;">pena diminuita</span></em></strong> o il <strong><em><span style="text-decoration: underline;">perdono giudiziale</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Il Centro per la Giustizia Minorile:</strong></p>
<p>-         Ha <strong>competenza regionale</strong><strong></strong></p>
<p>-         Comprende:<strong></strong></p>
<p>a)     <span style="text-decoration: underline;">Uffici di <strong>servizio sociale</strong></span><strong></strong></p>
<p>b)    <span style="text-decoration: underline;">Istituti <strong>penali</strong></span><strong></strong></p>
<p>c)     <span style="text-decoration: underline;">Centri di <strong>prima accoglienza</strong></span><strong></strong></p>
<p>d)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Comunità</span></strong><strong></strong></p>
<p>e)     <span style="text-decoration: underline;">Istituti di <strong>semilibertà</strong></span><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LA PREVENZIONE E IL TRATTAMENTO DELLA CRIMINALITA’</span></strong></p>
<p><strong>MODELLI DI PREVENZIONE DELLA CRIMINALITA’</strong></p>
<p><strong>Profilassi:</strong></p>
<p>-         Provvedimenti <strong>medico-psico-pedagogici</strong> necessari per <strong>soggetti specifici</strong>, minori o adulti<strong></strong></p>
<p><strong>Prevenzione:</strong></p>
<p>-         Provvedimenti diretti a <strong>combattere le cause generali</strong> della criminalità <strong></strong></p>
<p>-         Il modello di <strong>Brantingham</strong> distingue tra:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Prevenzione primaria:</span></strong> eliminazione o riduzione delle condizioni criminogene dell’ambiente fisico e sociale<strong></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Prevenzione secondaria:</span></strong> identificazione precoce dei potenziali delinquenti<strong></strong></p>
<p>3)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Prevenzione terziaria:</span></strong> prevenzione della recidiva dopo la commissione di un crimine<strong></strong></p>
<p>-         Il modello di <strong>Bandini</strong> distingue invece tra 4 attività di prevenzione:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Attività prima del delitto e fuori dal sistema penale:</span></strong> politica sociale, interventi individuali, ecc<strong></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Attività prima del delitto e mediante il sistema penale:</span></strong> prevenzione generale prevista dal sistema penale<strong></strong></p>
<p>3)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Attività dopo il delitto e mediante il sistema penale:</span></strong> trattamento in detenzione e libertà, effetti di neutralizzazione, ecc<strong></strong></p>
<p>4)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Attività dopo il delitto e fuori dal sistema penale:</span></strong> programmi di mediazione e conciliazione tra autore e vittima<strong></strong></p>
<p><strong>LE SINDROMI DA DETENZIONE</strong></p>
<p>-         Numerosi studi hanno dimostrato che l’ambiente carcerario tende a <strong>strutturarsi negativamente</strong>, fino a diventare esso stesso <strong>fonte di corruzione e crimine</strong><strong></strong></p>
<p>-         Va inoltre osservato l’<strong>effetto dell’etichetta negativa</strong> che ha un ex-carcerato nella società in seguito al suo rilascio<strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La struttura del carcere:</strong></p>
<p>-         L’ambiente carcerario è oggi strutturato secondo i seguenti <strong>fattori</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Culturale:</span></strong> sottocultura carceraria che si forma nell’ambiente<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Individuale:</span></strong> aspetti dinamici dei rapporti culturali e conflittuali<strong></strong></p>
<p>c)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Fisico:</span></strong> tipologia architettonica degli istituti e delle strutture di sicurezza<strong></strong></p>
<p>d)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Organizzativo:</span></strong> orario casermistico, ritiro degli oggetti personali, ecc<strong></strong></p>
<p>e)     <strong><span style="text-decoration: underline;">Esterno:</span></strong> limitazioni ai contatti e alle comunicazioni <strong></strong></p>
<p><strong>Sindrome di “prisonizzazione”:</strong></p>
<p>-         Clemmer<strong></strong></p>
<p>-         Processo di acculturazione in cui un soggetto che entra in carcere è esposto a <strong><span style="text-decoration: underline;">“<em>fattori universali di prisonizzazione”</em></span></strong>: accettazione di un <strong>ruolo inferiore</strong>, ricezione passiva dell’<strong>organizzazione</strong>, sviluppo di <strong>abitudini nuove</strong>, ecc<strong></strong></p>
<p>-         L’esposizione continuata a questi fattori comporta le <strong>3 fasi</strong> che compongono la sindrome:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Reazione</span></strong><strong></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Depressione</span></strong><strong></strong></p>
<p>3)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Adattamento</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         E’ importante stare attenti alle possibili <strong>tendenze suicide della seconda fase</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>La terza</strong> è tuttavia la più pericolosa, poiché può comportare nei casi più gravi una <strong>depersonalizzazione o psicosi </strong>vere e proprie<strong></strong></p>
<p><strong>Psicosi da detenzione (o Sindrome di Ganser):</strong></p>
<p>-         Comporta <strong>apparenti assurdità di pensiero</strong> che contrastano con la normale condotta<strong></strong></p>
<p>-         Il carcerato può <strong>dimenticare il proprio nome</strong>, la propria <strong>età</strong> o sbagliare i calcoli elementari e, allo stesso tempo, mantenere intatte tutte le altre facoltà<strong></strong></p>
<p>-         La sindrome diviene quindi una specie di <strong><em>fuga nella malattia</em></strong>, con cui <strong>il carcerato si isola </strong>dal nuovo, turbante ambiente in cui deve vivere<strong></strong></p>
<p><strong>LE MISURE ALTERNATIVE DI DETENZIONE</strong></p>
<p><strong><em>Probation: </em></strong></p>
<p>-         Metodo di trattamento riservato a<strong> delinquenti selezionati</strong><strong></strong></p>
<p>-         Consiste nell’<strong>affidamento del soggetto alla supervisione di un incaricato</strong> qualificato per assicurargli un trattamento adeguato alle sue esigenze di risocializzazione <strong></strong></p>
<p>-         Se il periodo di prova è <strong>positivo, la pena viene cancellata</strong><strong></strong></p>
<p>-         Se <strong>negativo, viene confermata</strong> e il soggetto incarcerato<strong></strong></p>
<p><strong><em>Parole:</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Liberazione condizionale</strong> di soggetti che hanno <strong>già scontato parte della pena</strong> <strong></strong></p>
<p>-         Il detenuto deve <strong>rispettare determinate regole</strong> per un periodo di tempo prestabilito e ovviamente non commettere altri reati<strong></strong></p>
<p>-         In Italia la <strong><em>Parole</em> </strong>corrisponde all’<strong><em><span style="text-decoration: underline;">affidamento in prova al servizio sociale</span></em></strong> ed è concesso di norma <strong>quando la pena totale non supera i 3 anni</strong><strong></strong></p>
<p><strong>LA CRISI DELL’IDEOLOGIA DEL TRATTAMENTO E LE NUOVE POLITICHE DI CONTROLLO SOCIALE</strong></p>
<p><strong>Crisi dell’ideologia del trattamento:</strong></p>
<p>-         Negli anni ’70 e ’80 si viene a creare una <strong><em>crisi dell’ideologia del trattamento</em></strong> <strong></strong></p>
<p>-         Il motivo principale è il fatto che i metodi di detenzione alternativi <strong>non hanno sortito gli effetti sperati</strong>, soprattutto <strong>in ambito di recidivismo</strong><strong></strong></p>
<p>-         Nascono quindi <strong>due correnti alternative</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Riabilitativa:</span></strong> che sostiene a spada tratta l’ideologia del trattamento<strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Retributiva:</span></strong> sorta negli ’80, neoclassica, che propugna la <strong><em>Just Desert Theory</em></strong>, ossia “ricevere ciò che si merita”<strong></strong></p>
<p>-         Negli <strong>ultimi 30 anni del Novecento</strong> si è poi creata negli Stati Uniti una <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“cultura del controllo”</span></em></strong> derivante da una sempre più crescente <strong><em><span style="text-decoration: underline;">ossessione per la sicurezza</span></em></strong> (peggiorata in tempi recenti dopo l’11 settembre 2001)<strong></strong></p>
<p>-         Ciò ha condotto <strong>negli USA</strong> alla nascita di una concezione della detenzione basata sulla <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“tolleranza zero”</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         In Italia si è visto invece un <strong>fenomeno sostanzialmente inverso</strong>, pur caratterizzato dalle <strong>oscillazioni pendolari tipiche</strong> della politica italiana<strong></strong></p>
<p>-         Una brusca svolta si è avuta ad inizio anni ’90 con il <strong>giustizialismo innescato dall’avvento di Mani Pulite</strong><strong></strong></p>
<p>-         I problemi del trattamento carcerario e dei suoi effetti indesiderabili sono comunque <strong>attualissimi</strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La mediazione penale:</strong></p>
<p>-         Nuova <strong>modalità di gestione delle situazioni problematiche</strong> che hanno rilevanza penale<strong></strong></p>
<p>-         Si fanno <strong>dialogare autore e vittima</strong> in modo da migliorare i rapporti tra le parti<strong></strong></p>
<p>-         In Italia viene applicata <strong>soprattutto nei processi a carico di minori</strong><strong></strong></p>
<p>-         Solitamente si usa in <strong>casi di reati contro la persona</strong> (ingiurie, minacce, oltraggi, lesioni, ecc) e <strong>contro la proprietà </strong>(furto, danneggiamento, ecc)<strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LA VITTIMOLOGIA</span></strong></p>
<p><strong>CHE COS’E’ LA VITTIMOLOGIA</strong></p>
<p>-         <strong>Subdisciplina criminologica</strong> che ha per oggetto di studio le <strong>caratteristiche della vittima</strong><strong></strong></p>
<p>-         Studia il comportamento della vittima in relazione con il comportamento del criminale (c.d. <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“coppia penale”</span></em></strong> ) e l’ambiente in cui avviene il crimine<strong></strong></p>
<p>-         <strong>Per anni</strong> lo studio della personalità ha riguardato <strong>unicamente il reo</strong>, mentre lo studio della vittima, se presente, era sempre in prospettiva dello studio del criminale<strong></strong></p>
<p>-         La vittimologia prende piede negli <strong>anni ’40</strong> grazie a <strong>Mendelsohn</strong> e <strong>Von Hentig</strong><strong></strong></p>
<p>-         Ha il grande merito di <strong>integrare i</strong> <strong><em><span style="text-decoration: underline;">fattori predisponenti</span></em></strong> <strong>coi</strong> <strong><em><span style="text-decoration: underline;">fattori scatenanti</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Ha fatto capire che spesso <strong>a carico della vittima vi è una grossa responsabilità</strong>, anche se la vittima stessa non lo immagina<strong></strong></p>
<p>-         Alcuni la considerano una <strong>subdisciplina della criminologia</strong> (Von Hentig, Ellenberger), altri una <strong>disciplina a sé stante</strong> (Mendelsohn, che ritiene più opportuno il termine di <strong><span style="text-decoration: underline;">“vittimologia generale”</span></strong>)<strong></strong></p>
<p>-         Mendelsohn ha anche auspicato l’individuazione di una c.d. <strong><em><span style="text-decoration: underline;">socio-analisi</span></em></strong><em> </em>e di specifiche <strong><em><span style="text-decoration: underline;">leggi socio-vittimologiche</span></em></strong> <strong></strong></p>
<p><strong>Concetti basilari:</strong></p>
<p>-         Ellenberger, 1954<strong></strong></p>
<p>-         Distingue <strong>3 concetti fondamentali</strong>, ripresi da uno studio di Von Hentig:<strong></strong></p>
<p>1)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Criminale – vittima:</span></strong> il soggetto, a seconda del caso, può divenire sia criminale che vittima o esserlo simultaneamente (es: incidenti stradali)<strong></strong></p>
<p>2)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Vittima latente</span></strong> (o <strong><span style="text-decoration: underline;">potenziale</span></strong>): il soggetto può avere una predisposizione inconsapevole a divenire vittima o ad attrarre il criminale<strong></strong></p>
<p>3)    <strong><span style="text-decoration: underline;">Relazione specifica tra criminale e vittima:</span></strong> <strong></strong></p>
<p>a)     <em><span style="text-decoration: underline;">Pura relazione nevrotica</span></em> (es: parricidio)<strong></strong></p>
<p>b)    <em><span style="text-decoration: underline;">Relazione psicobiologia</span></em> (es: attrazione di due caratteri complementari)<strong></strong></p>
<p>c)     <em><span style="text-decoration: underline;">Relazione genobiologica</span></em> (es: attrazione su eredità similare)<strong></strong></p>
<p><strong>Responsabilità funzionale:</strong></p>
<p>-         Schafer, 1968<strong></strong></p>
<p>-         La vittima è <strong><em>responsabile</em> della prevenzione</strong> della sua vittimizzazione <strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Rischio di “rivittimizzazione”:</strong></p>
<p>-         Molti autori hanno sottolineato come la vittimologia non debba divenire una disciplina atta alla <strong><em>“spremitura” della vittima</em></strong> per estrapolare informazioni sul criminale<strong></strong></p>
<p>-         Comportandosi in un modo simile si correrebbe il rischio di far subire alla vittima un <strong><em>secondo processo di vittimizzazione</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>IL REATO “SCATENATO” DALLA VITTIMA</strong></p>
<p><strong><em>Victim Precipitation:</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Reato <strong>“scatenato dalla vittima”</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Wolfgang</strong> à  grande frequenza di omicidi scatenati dalla vittima<strong></strong></p>
<p>-         Spesso accade che vittima e criminale comincino un <strong><em>“gioco reciproco di violenza fisica”</em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p>-         L’omicidio ha incidenza molto maggiore <strong>quando è la vittima a cominciare</strong> il “gioco”<strong></strong></p>
<p>-         Non bisogna confondere il <em>reato scatenato dalla vittima</em> con la <strong><em>provocazione da parte della vittima</em>:</strong> il primo è un concetto <strong>comportamentale</strong>, il secondo è un concetto <strong>giuridico</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Spettatori del reato:</strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Innocent by-standers</span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;">:</span></em> coloro che assistono da testimoni al reato</p>
<p><strong>b) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Involved by-standers</span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;">:</span></em> spettatori interessati al reato in atto</p>
<p><strong>IL RUOLO DELLA VITTIMA NEL PASSAGGIO ALL’ATTO</strong></p>
<p><strong>Dinamismo delle forze criminorepellenti (Fattah):</strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Forze crimino-repellenti:</span></strong> forze dinamiche d’inibizione che variano a seconda della situazione e delle persone coinvolte nell’atto<strong></strong></p>
<p>-         Le inibizioni di un individuo di fronte ad un crimine variano a seconda della <strong>personalità della vittima</strong> e della <strong>possibilità di legittimare</strong> l’atto<strong></strong></p>
<p>-         La mancanza di inibizioni e scrupoli morali <strong>non è prerogativa del delinquente</strong>, che non è meno inibito del non delinquente à ciò che varia è la capacità di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">razionalizzazione</span></em></strong><em> </em> e di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">autolegittimazione</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>TIPI DI VITTIMA</strong></p>
<p><strong>Vittima assente, impersonale o indeterminata:</strong></p>
<p>-         La vittima non c’è poiché l’atto criminoso <strong>non lede nessuna persona reale o determinata</strong><strong></strong></p>
<p>-         Le forze crimino-repellenti e la resistenza morale sono <strong>meno forti</strong> e il <strong>passaggio all’atto è più semplice</strong><strong></strong></p>
<p>-         Es: crimini contro la <strong>salute pubblica</strong>, l’<strong>ordine pubblico</strong>, ecc<strong></strong></p>
<p><strong>Vittima consenziente:</strong></p>
<p>-         Il consenso della vittima conferisce all’atto criminoso <strong>una certa legittimità</strong>, indebolendo le forze crimino-repellenti e facilitando il passaggio all’atto<strong></strong></p>
<p>-         Una vittima consenziente <strong>non favorisce la comparsa di sensi di colpa</strong> e costituisce uno <strong>strumento di <em><span style="text-decoration: underline;">decolpevolizzazione</span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;"> </span><strong>a posteriori</strong></em><strong></strong></p>
<p><strong>Vittima provocatrice:</strong></p>
<p>-         La vittima, con i suoi <strong>gesti</strong> e le sue <strong>parole</strong>, fa venire meno le forze crimino-repellenti e favorisce il passaggio all’atto<strong></strong></p>
<p>-         Mendelsohn distingue <strong>2 tipi di questa vittima</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Vittima provocatrice:</span></em></strong> col suo comportamento induce l’attore a commettere il reato<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Vittima imprudente:</span></em></strong> determina l’incidente per mancanza della padronanza di sé<strong></strong></p>
<p>-         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Vittima provocatrice suicida:</span></em></strong> vittima che cerca la morte provocando un’altra persona fino ad essere uccisa<strong></strong></p>
<p><strong>L’AUTOLEGITTIMAZIONE DEL DELINQUENTE</strong></p>
<p><strong>Tecniche di “neutralizzazione”:</strong></p>
<p>-         <strong>Sykes</strong> e <strong>Matza</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>5 tecniche</strong> utilizzate dai delinquenti <strong>per neutralizzare e negare la responsabilità</strong> per l’atto commesso:<strong></strong></p>
<p>1)    Il delinquente <strong><span style="text-decoration: underline;">nega la sua responsabilità personale</span></strong><strong></strong></p>
<p>2)    Il delinquente nega <strong><span style="text-decoration: underline;">di aver arrecato danno ad alcuno</span></strong><strong></strong></p>
<p>3)    Il delinquente <strong><span style="text-decoration: underline;">nega che la persona aggredita sia una vittima</span></strong><strong></strong></p>
<p>4)    Il delinquente <strong><span style="text-decoration: underline;">biasima la società e chi lo condanna </span></strong>(“sono peggio di me”)<strong></strong></p>
<p>5)    La <strong><span style="text-decoration: underline;">lealtà verso un gruppo sostituisce la lealtà verso le norme</span></strong> sociali<strong></strong></p>
<p><strong>Livelli su cui agisce il bisogno di legittimazione:</strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Processo di selezione della vittima</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Passaggio all’atto</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><strong>Desensibilizzazione e depersonalizzazione:</strong></p>
<p>-         Spesso gli autori di <strong>reati violenti</strong>, per compiere l’atto, necessitano di <strong>desensibilizzarsi nei confronti della sofferenza</strong> della vittima<strong></strong></p>
<p>-         Questo processo  alle volte consiste nel <strong>vedere la vittima più come un oggetto che come una persona</strong>, arrivando, in certi casi, ad addirittura <strong><em>negarne l’esistenza</em> </strong><strong>à</strong><strong> <em><span style="text-decoration: underline;">Depersonalizzazione</span></em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><strong>Aggressioni contro gruppi discriminati:</strong></p>
<p>-         Spesso le <strong>aggressioni contro i gruppi</strong> che molte volte vengono <strong>discriminati </strong>(omosessuali, prostitute, neri, ecc) sono <strong>più facili</strong> per l’attore poiché questi sente quasi di avere un <strong><em><span style="text-decoration: underline;">alibi</span></em><span style="text-decoration: underline;"> sociale</span></strong> per l’atto che sta per compiere<strong></strong></p>
<p><strong>Crimini della folla:</strong></p>
<p>-         Alcuni crimini perpetrati dalle <strong>folle inferocite</strong> (es: <em>linciaggio</em>) costituiscono un esempio di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">spontanea legittimazione collettiva</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Reati condizionati:</strong></p>
<p>-         Crimini <strong>il cui esito finale è condizionato</strong> fortemente dal comportamento assunto dalla vittima<strong></strong></p>
<p>-         Es: violenza carnale, rapina a mano armata, estorsione,ecc)<strong></strong></p>
<p><strong>Ipotesi del “mondo giusto”:</strong></p>
<p>-         Tendenza della società a ritenere che viviamo comunque in un mondo dove <strong>ognuno riceve ciò che si merita</strong><strong></strong></p>
<p>-         Secondo questa impostazione, molte persone tendono a pensare che, in qualche modo, <strong>ogni vittima si sia meritata almeno in parte ciò che l’è successo</strong><strong></strong></p>
<p><strong>LEGITTIMAZIONE CULTURALE DELLA VITTIMA</strong></p>
<p>-         In alcune culture certe vittime tendono ad essere considerate come <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“culturalmente legittime”</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Per esempio, alcuni ordinamenti giuridici <strong>non considerano reato lo stupro della moglie</strong> da parte del marito<strong></strong></p>
<p>-         Nelle bande minorili, la <strong>violenza <em>in-group </em>è fortemente condannata</strong>, mentre quella <strong><em>out-group </em>è addirittura incoraggiata</strong><strong></strong></p>
<p>-         <strong>Uccidere il nemico in guerra</strong> è considerato legittimo<strong></strong></p>
<p><strong>LA SINDROME DI STOCCOLMA</strong></p>
<p>-         Condizione psicologica particolare per cui la <strong>vittima di un rapimento</strong>, dirottamento o altre forme di sequestro comincia, soprattutto se la prigionia dura molto, a <strong>provare sentimenti positivi per il rapitore</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il nome deriva dal primo episodio studiato, una <strong>rapina con ostaggi alla Banca di Stoccolma nel 1973</strong><strong></strong></p>
<p>-         Si sono formate sostanzialmente <strong>3 opinioni sull’eziologia della sindrome</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     Si deve ricondurre allo <strong><span style="text-decoration: underline;">stato di dipendenza delle vittime dal carnefice</span></strong><strong></strong></p>
<p><em>b) </em>Si deve ricondurre al <strong><span style="text-decoration: underline;">meccanismo di difesa freudiano dell’<em>”identificazione con l’aggressore”</em></span></strong><strong><em></em></strong></p>
<p>c)     Si deve ricondurre ad un forte <strong><span style="text-decoration: underline;">sentimento di gratitudine delle vittime per non essere state uccise</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         Di solito la sindrome <strong>si sviluppa a doppio senso</strong>: anche il rapitore comincia a provare dei sentimenti positivi per la vittima<strong></strong></p>
<p>-         Si ritiene che di norma servano <strong>almeno 3 giorni di prigionia</strong> per poterla sviluppare e che il suo sviluppo sia <strong>influenzato da questi fattori</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Intensità dell’esperienza</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Durata dell’esperienza</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Dipendenza dell’ostaggio dal rapitore</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>d) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Distanza psicologica dell’ostaggio dalle autorità</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         La sindrome di Stoccolma è caratterizzata comunque da <strong>3 aspetti fondamentali</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Sentimenti positivi da parte dell’ostaggio verso il rapitore</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Sentimenti negativi da parte dell’ostaggio verso le autorità </span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Ricambio dei sentimenti affettivi dell’ostaggio da parte del rapitore</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         Il sentimento positivo può essere, a seconda dei casi e dei soggetti, <strong>fraterno</strong>, <strong>paterno</strong> o <strong>romantico</strong><strong></strong></p>
<p>-         Il quadro clinico della sindrome porta con sé <strong>4 importanti implicazioni</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Le autorità non devono fidarsi dell’ostaggio, né rivelandogli i piani per la liberazione</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Non si può considerare attendibile un’eventuale dichiarazione né la testimonianza dell’ostaggio in tribunale</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Spesso la vittima soddisfa il proprio bisogno inconscio di notorietà chiedendo la grazia nei media per il proprio rapitore</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>4) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Lo sviluppo della sindrome aumenta sensibilmente le probabilità di sopravvivenza della vittima</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         Una sindrome simile a quella di Stoccolma è la <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“sindrome del dirottamento”</span></em></strong>, in cui spesso le vittime <strong>non reagiscono con rabbia, ma con solidarietà</strong> verso i dirottatori<strong></strong></p>
<p><strong>ASPETTI VITTIMOLOGICI DELLA CRIMINALITA’ STRADALE COLPOSA</strong></p>
<p><strong>Classificazione dei reati stradali colposi:</strong></p>
<p>a)     Reati in cui il rapporto criminale-vittima è quello consueto della criminalità dolosa, ossia l’<strong><span style="text-decoration: underline;">incidente è creato intenzionalmente</span></strong> dal reo<strong></strong></p>
<p>b)    Reati stradali <strong><span style="text-decoration: underline;">senza vittime</span></strong> (guida in stato di ebbrezza, ecc)<strong></strong></p>
<p>c)     Reati stradali <strong><span style="text-decoration: underline;">con vittime, ma senza trasgressori</span></strong> (i responsabili sono ignoti)<strong></strong></p>
<p>d)    Reati in cui l’<strong><span style="text-decoration: underline;">attore è anche vittima</span></strong> dell’incidente<strong></strong></p>
<p><strong>Tipi di vittima del traffico stradale:</strong></p>
<p>1)    <em><span style="text-decoration: underline;">Vittima <strong>innocente</strong></span></em> (che non ha ricevuto la precedenza, ecc)</p>
<p>2)    <em><span style="text-decoration: underline;">Vittima <strong>provocatrice</strong></span></em><strong> </strong>(guidatore giovane spericolato, anziano lento, ecc)</p>
<p>3)    <em><span style="text-decoration: underline;">Vittima-<strong>trasgressore</strong></span></em> (l’autore e la vittima sono entrambi colpevoli)</p>
<p>4)    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Falsa </span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;">vittima</span></em> o <strong><em><span style="text-decoration: underline;">simulatrice</span></em></strong> (che simula il colpo di frusta, ecc)</p>
<p>5)    <em><span style="text-decoration: underline;">Vittima <strong>predisposta</strong></span></em> o <strong><em><span style="text-decoration: underline;">accident-prone</span></em></strong> (concorso della vittima all’incidente)</p>
<p><strong>Ruolo dell’alcool e dell’età:</strong></p>
<p>-         Negli incidenti stradali si è notato che <strong>l’alcool ha un ruolo di prim’ordine</strong> nell’eziologia<strong></strong></p>
<p>-         Non da meno è anche l’età dei soggetti coinvolti: in ogni paese il <strong>tasso di mortalità stradale è massimo fra i 15 e i 24 anni </strong>à “stragi del sabato sera”<strong></strong></p>
<p><strong>CONTESTI PARTICOLARI DI VITTIMIZZAZIONE</strong></p>
<p><strong>Contesto familiare: </strong></p>
<p>-         Associato a violenze sessuali per le <strong>donne</strong>, abuso fisico, sessuale e psicologico per i <strong>minori</strong> e maltrattamento per gli <strong>anziani</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Contesto scolastico:</strong></p>
<p>-         <strong>BULLISMO: </strong><strong></strong></p>
<ul>
<li><strong>Forma di oppressione</strong> in cui la giovane vittima sperimenta una situazione di <strong>sofferenza a causa di un coetaneo</strong><strong></strong></li>
<li>Il bullismo può assumere <strong>3 forme di violenza</strong>:<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Fisica</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Verbale</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Indiretta </span></strong><strong></strong></p>
<ul>
<li>I bulli spesso necessitano di <strong>avere il controllo sugli altri</strong>, sono <strong>impulsivi, irritabili</strong>, e hanno scarsa sopportazione per la frustrazione<strong></strong></li>
<li>Le vittime spesso sono <strong>ansiose, insicure, sensibili, calme</strong>, con scarsa autostima e <strong>fisicamente più deboli</strong> dei bulli<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>Contesto lavorativo:</strong></p>
<p>-         <strong><em>MOBBING</em></strong><strong>: </strong><strong><em></em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Comunicazione ostile ed immorale</strong> diretta in <strong>maniera sistematica</strong> da uno o più individui verso un altro individuo<strong><em></em></strong></li>
<li>Il termine deriva da <strong><em>to mob</em></strong> ed è stato coniato da <strong>Konrad Lorenz</strong> in ambito etologico col significato di un <span style="text-decoration: underline;">attacco collettivo di una moltitudine di animali più deboli contro un animale più forte</span><strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p>-         <strong><em>SEXUAL HARASSMENT</em></strong><strong>: </strong> <strong><em></em></strong></p>
<ul>
<li>Comportamenti intrusivi ed umilianti a connotazione sessuale<strong><em></em></strong></li>
<li>Vanno dalle insinuazioni verbali sino al contatto fisico<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong>Contesto affettivo:</strong></p>
<p>-         <strong><em>STALKING</em></strong><strong>: </strong><strong></strong></p>
<ul>
<li><strong>Molestie e atteggiamenti assillanti</strong>, comportamenti di controllo ripetuti e intrusivi<strong></strong></li>
<li><strong><em>To stalk</em></strong>, contesto di caccia, “pedinare”, “<strong>braccare</strong>”<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>Vittime collettive:</strong></p>
<p>-         Categorie di soggetti colpiti soprattutto in ragione dell’<strong>appartenenza ad una collettività di persone</strong><strong></strong></p>
<p>-         Es: genocidi, guerre, crimini contro l’umanità, discriminazione razziale, schiavitù, ecc<strong></strong></p>
<p><strong>LA VITTIMOLOGIA “UMANISTICA”</strong></p>
<p>-         Nel corso del XX secolo si è passati da una concezione della <strong>vittima come strumento di analisi del crimine </strong>e del criminale ad una più umana di <strong>soggetto che ha subito un reato</strong> e che come tale <strong>deve essere assistito</strong><strong></strong></p>
<p>-         Si è parlato a tal proposito di <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“Vittimologia Umanistica”</span></em></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Danno primario e danno secondario:</strong></p>
<p>-         In vittimologia sono stati distinti <strong>2 tipi di danno</strong>:<strong></strong></p>
<p>a)     <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Danno primario</span></em></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">:</span></strong> determinato direttamente dall’azione criminosa (perdite economiche, danni fisici, ecc)<strong></strong></p>
<p>b)    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Danno secondario:</span></em></strong> determinato dagli effetti negativi della <strong><em>risposta sociale formale</em> </strong>(polizia e altre autorità) <em>e <strong>informale</strong></em> (famiglia, amici, ecc)<strong></strong></p>
<p>-         Il danno secondario alle volte assume i connotati di una vera e propria <strong><em>rivittimizzazione</em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><strong>Giustizia riparativa:</strong></p>
<p>-         Spesso le istituzioni si sono poste il problema di individuare i metodi di <strong>erogazione di un <em>risarcimento</em> e di un <em>indennizzo </em>per le vittime</strong> dei crimini<strong></strong></p>
<p>-         Un altro aspetto interessante è quello della <strong><em>mediazione penale</em></strong> (vedi capitolo 7)<strong></strong></p>
<p>-         <strong>In Italia non esiste ancora nessun servizio</strong> <strong>nazionale</strong> per l’assistenza alle vittime di reato<strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ASPETTI INTERNAZIONALI DELLA CRIMINOLOGIA</span></strong></p>
<p><strong>LA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA</strong></p>
<p>-         In senso lato è la maggiore <strong>integrazione tra i paesi e i popoli</strong> del mondo determinata dall’abbattimento del costo dei trasporti e delle comunicazioni<strong></strong></p>
<p>-         In senso stretto è l’<strong>integrazione mondiale dei mercati</strong> con liberalizzazione della circolazione del capitale<strong></strong></p>
<p>-         La globalizzazione è uno dei motivi per cui la criminalità è ormai divenuta un <strong><span style="text-decoration: underline;">problema transnazionale</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         In più ci sono altri <strong>2 motivi</strong>: <strong></strong></p>
<p>a)     La delinquenza economica si muove <strong>nell’alveo dell’economia ufficiale</strong><strong></strong></p>
<p>b)    La delocalizzazione consente alla criminalità organizzata di giovarsi di <strong>paesi con legislazioni più tolleranti</strong><strong></strong></p>
<p><strong>IL RICICLAGGIO</strong></p>
<p>-         I profitti delle attività illegali devono essere <strong>“ripuliti”</strong> in modo da poter fornire un motivo per la loro esistenza à <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Riciclaggio</span></em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Negli ultimi anni il riciclaggio ha subito un’enorme evoluzione, arrivando ad includere addirittura <strong>specialisti del settore (“colletti bianchi”) assoldati appositamente</strong><strong></strong></p>
<p>-         In tutte le forme di riciclaggio si ritrovano 4 fattori comuni:<strong></strong></p>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Occultamento della vera proprietà</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Cambiamento della forma del denaro</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Oscuramento delle tracce lasciate durante la pulitura</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>d) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Controllo costante sul denaro da riciclare</span></strong><strong></strong></p>
<p>-         Si distinguono inoltre <strong>3 fasi</strong> successive:</p>
<p><strong>a) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Collocamento materiale dei proventi del reato </span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>b) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Lavaggio</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Integrazione dei proventi illegali con quelli legali</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>I canali del riciclaggio:</strong></p>
<p>-         Si distinguono <strong>2 principali canali di riciclaggio</strong>:<strong></strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Trasferimento di denaro nei paesi <em>“off-shore”</em></span></strong><strong></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Hawala</span></em></strong><em> </em>(trasferimento di fondi basato su parentele e legami interpersonali)<strong></strong></p>
<p><strong>ALTRI ASPETTI DELLA CRIMINALITA’ TRANSNAZIONALE</strong></p>
<p><strong>Traffico di plutonio e di altri materiali radioattivi:</strong></p>
<p>-         Dopo il <strong>crollo dell’Unione Sovietica</strong> e il conseguente <strong>smantellamento delle testate atomiche</strong>, si è venuto a creare un <strong>mercato nero di materie prime</strong> per la creazione di ordigni nucleari<strong></strong></p>
<p>-         Gli acquirenti spesso sono i <strong>paesi in via di sviluppo</strong> e le <strong>organizzazioni terroristiche</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Traffico di armi convenzionali, chimiche e batteriologiche:</strong></p>
<p>-         Anche questo traffico è nato dopo la <strong>disgregazione del blocco orientale</strong> (e le varie crisi derivate, ad esempio l’<strong>ex-Jugoslavia</strong>)<strong></strong></p>
<p>-         Sul <strong>mercato nero</strong> hanno fatto la loro comparsa un <strong>gran numero di armi</strong> di ogni tipo<strong></strong></p>
<p>-         Gli acquirenti tipici sono le <strong>mafie</strong>, specialmente quella <strong>russa</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Tratta internazionale di persone:</strong></p>
<p>-         Tipo di traffico esploso grazie all’<strong><em>immigrazione clandestina</em></strong> e allo <strong><em>sfruttamento della prostituzione</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Negli ultimi anni si parla sempre più di <strong><em>“turismo sessuale”</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Vi sono inoltre attività legate a <strong><em>sistemi di adozione illegale</em></strong> <strong></strong></p>
<p><strong>Reati ambientali: </strong></p>
<p>-         <strong>Spedizione o smaltimento illeciti</strong> di rifiuti<strong></strong></p>
<p>-         Possono influire sugli <strong>stati confinanti</strong> a quello in cui è commesso l’atto, ma possono influire anche <strong>a livello planetario</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Criminalità informatica:</strong></p>
<p>-         Con la globalizzazione informatica oramai un numero sempre maggiore di persone hanno <strong>accesso ad</strong> <strong>informazioni e strumenti potenzialmente criminogeni</strong><strong></strong></p>
<p>-         Si prefigurano inoltre molti comportamenti criminali su internet, come l’<strong><em>istigazione all’odio o al razzismo</em></strong><strong></strong></p>
<p>-         Si possono inoltre trovare molte <strong>istruzioni sulla costruzione di armi ed esplosivi</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Traffico internazionale di organi umani:</strong></p>
<p>-         Con l’evoluzione della tecnica medica del trapianto d’organi si è venuto a creare un <strong>aberrante mercato nero</strong> le cui dimensioni e diramazioni sono ancora sconosciute<strong></strong></p>
<p><strong>LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI NON GOVERNATIVE</strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Associazione Internazionale di Diritto Penale (AIDP)</span></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Società Internazionale di Criminologia (SIC)</span></strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Società Internazionale di Difesa Sociale</span></strong></p>
<p><strong>4) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Fondazione Internazionale Penale e Penitenziaria (IPPF)</span></strong></p>
<p><strong>DISPOSIZIONI DELL’UE IN MATERIA CRIMINOLOGICA</strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Europol</span></strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Eurojust</span></strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Mandato d’arresto europeo</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>
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		<title>Intervista al comandante del R.I.S. di Parma Luciano Garofano</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/intervista-al-comandante-del-ris-di-parma-luciano-garofano/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/intervista-al-comandante-del-ris-di-parma-luciano-garofano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 11:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[R.I.S.]]></category>
		<category><![CDATA[ris parma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1210696342501_0.JPG" alt="" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"></p>
<p>Passando in rassegna i vecchi file del mio pc ho trovato per caso l&#8217;<strong>intervista</strong> che feci, ancora al penultimo anno di liceo, al <strong>comandante del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reparto_Investigazioni_Scientifiche" target="_blank">R.I.S.</a> di Parma</strong>, il Ten. Col. <strong>Luciano Garofano</strong>, in occasione di una &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1210696342501_0.JPG" alt="" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"><!--adsense#5--></p>
<p>Passando in rassegna i vecchi file del mio pc ho trovato per caso l&#8217;<strong>intervista</strong> che feci, ancora al penultimo anno di liceo, al <strong>comandante del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reparto_Investigazioni_Scientifiche" target="_blank">R.I.S.</a> di Parma</strong>, il Ten. Col. <strong>Luciano Garofano</strong>, in occasione di una <strong><a href="http://www.avvocatitriveneto.it/allegati/tematiche/576/La%20Prova%20scientifica.pdf" target="_blank">conferenza</a> </strong>dal titolo &#8221;<strong>La prova scientifica</strong>&#8221; tenuta nell&#8217;aula della<strong> Corte d&#8217;Assise </strong>del<strong> tribunale di Trieste</strong> il <strong>23 novembre 2007</strong>.  L&#8217;evento fu coadiuvato da numerose immagini ed esempi tratti dalla <strong>scena del crimine</strong> del <strong>delitto di Cogne</strong> (allora si attendeva ancora l&#8217;espressione della <strong>Corte di Cassazione</strong>, avvenuta poi il 21 maggio 2008, con la <strong>condanna</strong> a <strong>16 anni di reclusione </strong>per <strong>Anna Maria Franzoni</strong>).</p>
<p><span id="more-984"></span></p>
<p>Vi propongo il<strong> testo integrale</strong>.</p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<blockquote><p><strong>Zarotti</strong>: Innanzitutto una domanda di carattere personale: qual è stato il suo percorso di formazione?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: Mi sono laureato in scienze biologiche nel 1976. Successivamente, durante il servizio di leva presso i carabinieri, ho scoperto il Reparto Investigazioni Scientifiche dell&#8217;arma e me ne sono innamorato.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>:<strong> </strong>Quali sono le differenze tra la polizia scientifica e il R.I.S.?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: Non ce ne sono. I metodi di lavoro sono gli stessi, vi è solo una diversa distribuzione sul territorio. La polizia scientifica una volta agiva prevalentemente a Roma, mentre ora si sta espandendo anch&#8217;essa, con sedi a Napoli e Palermo.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>: Cosa pensa riguardo alla realtà straniera circa le investigazioni scientifiche comparata a quella italiana?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: Le capacità tecniche e professionali sono le stesse. Ciò che contraddistingue l&#8217;Italia è la mancanza di risorse. Nel nostro paese vi sono meno investimenti nel settore rispetto ai paesi esteri e interventi come la conferenza di oggi esprimono anche la speranza di poter sensibilizzare i politici a questo riguardo.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>: Che valore ha la prova scientifica nell&#8217;atto processuale?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: La prova scientifica è un presidio irrinunciabile che, coniugato alla prova tradizionale, può essere determinante per la soluzione di un caso. Rappresenta un investimento di cui non si può fare a meno.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>: Molti dei recenti casi di omicidio, come ad esempio quello di Perugia e Garlasco, sono tuttora aperti. Si può riconoscere in ciò un cambiamento di tendenza da una generazione come quella di cinquanta anni fa, più incline alla confessione, magari estrapolata da un maresciallo durante un interrogatorio, alla generazione moderna, più restia a confessare e apparentemente più dedita al culto del crimine, tanto da rendere necessaria un&#8217;indagine di tipo scientifico?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: Sì, direi che c&#8217;è stato un cambiamento. Oggi negano tutti, fa parte della fisiologia del comportamento. Ieri era più difficile sapere come sfuggire alle indagini delle forze dell&#8217;ordine, oggi è più facile e sicuramente la prova scientifica rappresenta un elemento di &#8221;sfida&#8221; per numerosi criminali.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>: Qual è la sua opinione riguardo il diritto di pubblicare in fieri dettagli e particolari delle varie inchieste?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: Sono fortemente contrario. I processi non devono divenire degli eventi mediatici e le indagini devono rimanere riservate. La stampa dovrebbe pubblicare unicamente elementi che non possano risultare impedenti per le indagini.</p>
<p><strong>Zarotti</strong>: Per concludere, quali sono le cause principali delle difficoltà nei rapporti tra le diverse istituzioni e figure professionali, come il medico legale e gli operatori del 118 che per primi giungono su una scena del crimine?</p>
<p><strong>Garofano</strong>: C&#8217;è purtroppo un ritardo culturale. Abbiamo bisogno di più interazione, maggiore divulgazione delle notizie e un incremento del lavoro di squadra.</p></blockquote>
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		<title>&#8221;L&#8217;uomo delinquente&#8221; di Cesare Lombroso</title>
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		<comments>http://nicolozarotti.com/luomo-delinquente-di-cesare-lombroso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 11:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare lombroso]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione sito internet]]></category>
		<category><![CDATA[lombroso]]></category>
		<category><![CDATA[uomo delinquente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"></p>
<p>Quello che vi propongo qua è il testo integrale dell&#8217;opera <em><strong>L&#8217;uomo delinquente in rapporto all&#8217;antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria</strong></em> di <strong>Cesare Lombroso</strong>, criminologo, giurista e antropologo considerato il <strong>padre della moderna criminologia</strong>.<br />
L&#8217;opera, datata <strong>1897</strong>, risente &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"><!--adsense#5--></p>
<p>Quello che vi propongo qua è il testo integrale dell&#8217;opera <em><strong>L&#8217;uomo delinquente in rapporto all&#8217;antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria</strong></em> di <strong>Cesare Lombroso</strong>, criminologo, giurista e antropologo considerato il <strong>padre della moderna criminologia</strong>.<br />
L&#8217;opera, datata <strong>1897</strong>, risente com&#8217;è ovvio dei <strong>limiti dell&#8217;epoca</strong>, in particolar modo dell&#8217;influenza della <strong>fisiognomica</strong> e della<strong> frenologia</strong>, <strong>discipline pseudoscientifiche</strong> ormai largamente<strong> in disuso</strong>.<br />
Ma, nonostante le numerose argomentazioni che al giorno d&#8217;oggi sono desuete, <em>L&#8217;uomo delinquente</em> rimane comunque una <strong>pietra miliare della letteratura criminologica</strong> e come tale merita di essere conservato negli anni.</p>
<p><span id="more-573"></span></p>
<p><img src="http://media7.dropshots.com/photos/114109/20090422/124117.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://nicolozarotti.com/downloads/?did=11" target="_blank"><img src="http://i35.tinypic.com/2ntej2h.png" border="0" alt="Nicolò Zarotti's Blog" /></a></p>
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		<title>La verità sulla criminologia e la professione di criminologo in Italia</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/la-verita-sulla-criminologia-e-la-professione-di-criminologo-in-italia/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/la-verita-sulla-criminologia-e-la-professione-di-criminologo-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[come si diventa criminologo]]></category>
		<category><![CDATA[cosa fa criminologo]]></category>
		<category><![CDATA[master psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia forense]]></category>
		<category><![CDATA[università psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.notiziariodelleassociazioni.it/public/news/criminologia2s.jpg" alt="" width="440" height="330" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"></p>
<p>Negli ultimi anni si è potuto assistere ad un incremento di interesse per tutte quelle discipline che riguardano l&#8217;ambito forense e criminologico. Il fenomeno è stato causato perlopiù dalla rapida diffusione di svariate <strong>serie televisive</strong> incentrate sull&#8217;argomento (<strong>C.S.I.</strong>, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.notiziariodelleassociazioni.it/public/news/criminologia2s.jpg" alt="" width="440" height="330" /></p>
<p style="float: left; margin-bottom: 15px; margin-left: 10px;"><!--adsense#5--></p>
<p>Negli ultimi anni si è potuto assistere ad un incremento di interesse per tutte quelle discipline che riguardano l&#8217;ambito forense e criminologico. Il fenomeno è stato causato perlopiù dalla rapida diffusione di svariate <strong>serie televisive</strong> incentrate sull&#8217;argomento (<strong>C.S.I.</strong>, <strong>Criminal Minds</strong>, ecc), che il più delle volte hanno determinato l&#8217;effetto collaterale di distorcere la realtà.<br />
L&#8217;obbiettivo che ho è quello di riparare al danno fatto dalle serie tv e fare un po&#8217; di chiarezza su questo argomento così tanto dibattuto.</p>
<p><span id="more-340"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>CHE COS&#8217;E&#8217; LA CRIMINOLOGIA?</strong></span></p>
<p>Se la cerchiamo su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Criminologia">Wikipedia</a>, troviamo la seguente definizione:</p>
<blockquote><p><em>La criminologia è la scienza che studia i reati, gli autori, le vittime, i tipi di condotta criminale (e la conseguente reazione sociale) e le forme possibili di controllo e prevenzione. È una disciplina sia teorica che empirica, sia descrittiva che esplicativa, sia normativa che fattuale.</em></p></blockquote>
<p>In poche parole, è <strong>tutto ciò che riguarda il crimine</strong>. E&#8217; quindi doveroso fare una distinzione fondamentale degli studi della criminologia e dei suoi ambiti di applicazione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LA CRIMINALISTICA</strong></span></p>
<p>Spesso confusa con la criminologia, la <strong>criminalistica</strong> è un ramo della criminologia stessa che costituisce l&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline;">insieme delle tecnologie</span></strong> utilizzate per l&#8217;investigazione criminale. Alcuni esempi sono: la <strong>balistica giudiziaria</strong>, la <strong>medicina legale</strong>, l&#8217;<strong>analisi ematica</strong>, <strong>calligrafica</strong> e del <strong>DNA</strong>.<br />
I criminalisti sono gli scienziati che, <strong>sulla scena del crimine o nel loro laboratorio</strong>, effettuano tutti gli esami sui reperti di un caso. <strong>NON sono degli investigatori</strong>. Dimentichiamoci insomma i protagonisti di C.S.I. che analizzano le macchie di sangue con una mano e con l&#8217;altra impugnano la pistola.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LA PSICOLOGIA FORENSE</strong></span></p>
<p>Spesso detta anche <strong>psicologia giuridica</strong>, la <strong>psicologia forense </strong>è la branca della psicologia che applica il sapere psicologico nell&#8217;ambito legislativo. Lo psicologo forense può essere contattato da una delle parti in causa di un processo con lo scopo di eseguire varie <strong>perizie</strong>. Uno dei campi di applicazione più frequenti di tale professione è la perizia nei casi di <strong>affido di minore</strong> o di <strong>abuso sessuale</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LA PSICHIATRIA FORENSE</strong></span></p>
<p>La psichiatria forense o <strong>psicologia giuridica</strong> è il settore disciplinare che studia i risvolti medico-legali della psichiatria. Lo <strong>psichiatra forense</strong>, come lo psicologo, può essere interpellato in un processo per compiere svariate <strong>perizie</strong>. Ciò che lo differenzia sostanzialmente dallo psicologo forense è la gravità dei casi: in linea di massima, in Italia, lo psichiatra forense viene interpellato nei <strong>casi gravi</strong> (di omicidio e non) in cui si ritiene necessaria una perizia al fine di <strong>valutare l&#8217;imputabilità</strong> (ossia la capacità di intendere e di volere) di un imputato, mentre lo psicologo, nello stesso ambito, si occupa di casi di minore gravità o riguardanti minorenni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>ALTRE SCIENZE FORENSI</strong></span></p>
<p>Tra le scienze forensi si annoverano in pratica tutte le scienze umane che, all&#8217;occorrenza, possono dare qualche contributo in ambito giudiziario. Si parla quindi di <strong>fisica</strong>, <strong>matematica</strong>, <strong>biologia</strong>, <strong>chimica</strong>,<strong> tossicologia</strong>, ecc.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>IL CRIMINAL PROFILING</strong></span></p>
<p>Nato intorno agli anni 50 dai primi studi sui <strong>casi di omicidio seriale</strong>, il <strong>criminal profiling</strong> è una tecnica che, attraverso l&#8217;analisi dei dettagli di un reato, cerca di inferire la personalità dell&#8217;<strong><em>offender</em></strong> (il criminale) e di tracciarne un <strong>profilo psicologico</strong> dettagliato. Il criminal profiler è solitamente uno<strong> psicologo o uno psichiatra clinico</strong> che <span style="text-decoration: underline;">offre il proprio contributo ad un&#8217;indagine</span>,<span style="text-decoration: underline;"> <strong>NON è un investigatore</strong>.</span><br />
Per fare un esempio concreto, <strong>Clarice Starling</strong>, protagonista de &#8221;<strong>Il silenzio degli innocenti</strong>&#8221;, è una criminal profiler <em>sui generis</em>: la sezione di <strong>Scienze del comportamento</strong> dell&#8217;<strong>FBI</strong> per cui Stalrling lavora esiste sul serio, ma i profiler in linea di massima si applicano nel proprio studio e non hanno incarichi operativi (tanto meno se sono ancora degli studenti, come Starling). Si tratta comunque di una professione che, almeno sul territorio italiano, non ha grandi applicazioni (salvo quelle di cui parlerò più tardi) e riguarda in realtà pochissime persone (siamo nell&#8217;ordine della decina). Insomma, è inutile<strong> illudersi</strong> di potersi guadagnare da vivere con la <strong>caccia ai serial killer</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>MA QUINDI CHI E&#8217;/COS&#8217;E&#8217; IL CRIMINOLOGO?</strong></span></p>
<p>Ed eccoci al punto focale di questo articolo. <strong>In Italia</strong> la professione di criminologo<strong> NON esiste</strong>. Non esiste un Ordine dei Criminologi, ma solo una <strong>Società Italiana</strong> che li raccoglie. Spesso accade di vedere in televisione qualcuno definito tale, ma la professione di costui è sempre un&#8217;altra. La criminologia è una <strong>scienza onnicomprensiva</strong> che, nella realtà di una figura professionale, si basa su conoscenze regresse in qualche ambito specifico. In poche parole, <strong>non esiste nessun criminologo</strong>: esistono lo<strong> psichiatra</strong>, lo <strong>psicologo</strong>, il <strong>tossicologo</strong>, il <strong>grafologo</strong> (tanto per citarne alcuni) che si occupano di <strong>applicazioni in ambito criminale</strong>.</p>
<p>Ciò non toglie che vi siano particolari reparti delle istituzioni statali che si occupano principalmente di applicazioni criminologiche. Vediamone una veloce carrellata.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>IL R.I.S.</strong></span></p>
<p>Il <strong>R.I.S.</strong> è il <strong>Reparto Investigazioni Scientifiche</strong> dell&#8217;arma dei <strong>Carabinieri</strong> e come tale si occupa prevalentemente di <strong>criminalistica</strong>. I carabinieri del R.I.S. sono per la maggior parte biologi, tossicologi, chimici, fisici che si occupano di <strong>analisi dei reperti delle scene del crimine</strong>. Ricordo con grande emozione il piacere che ho avuto 2 anni fa nell&#8217;intervistare il <strong>capitano del R.I.S. di Parma</strong>, il <strong>Tenente Colonnello Luciano Garofano</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LA POLIZIA SCIENTIFICA</strong></span></p>
<p>La <strong>Polizia Scientifica</strong> è l<strong>&#8216;equivalente del R.I.S.</strong> nell&#8217;arma della <strong>Polizia di Stato</strong>. Non ci sono grandi differenze tra le due nè per quanto concerne la pratica, nè riguardo alla giurisdizione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>L&#8217;UACV</strong></span></p>
<p>L<strong>&#8216;Unità per l&#8217;Analisi del Crimine Violento</strong> è una sezione della Polizia Scientifica nata nel 1994come supporto ai reparti normali nei casi di <strong>delitti di particolare efferatezza </strong>e apparentemente senza movente. Si articola in<strong> 4 settori</strong>: <strong>Esame della scena del crimine</strong>, <strong>Analisi della scena del crimine</strong>, <strong>Analisi delle informazioni</strong>, <strong>Analisi del comportamento criminale</strong>. L&#8217;ultimo settore è uno dei rari campi di applicazione del criminal profiling in Italia.</p>
<p>A conti fatti, quindi, dire che qualcuno è criminologo, equivale a dire che <strong>è tutto e niente</strong>, dato che in Italia<strong> non esiste un riconoscimento legale </strong>di tale professione.<br />
Non bisogna dimenticare poi che, prima dell&#8217;avvento delle moderne tecniche forensi (che, attenzione, in tribunale procurano <strong>solo materiale di supporto probatorio</strong> e quindi da sole sono <strong>del tutto inutili</strong>), le indagini erano sempre portate avanti (come ancor oggi) dai <strong>commissari di polizia</strong> o dai <strong>carabinieri</strong>.</p>
<p>In conclusione, spero di aver chiarito alcuni punti fondamentali sui quali si tende sempre più a far confusione. Qualora voleste ulteriormente informarvi sulla criminologia e i suoi campi di applicazione, potete trovare <a href="http://nicolozarotti.com/riassunto-del-libro-elementi-di-criminologia-di-michele-correra-e-pierpaolo-martucci/" target="_blank">qui</a> il riassunto del libro <strong>&#8220;Elementi di Criminologia&#8221;</strong> di <strong>Michele Correra</strong> e <strong>Pierpaolo Martucci</strong>.</p>
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