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	<title>Nicolò Zarotti&#039;s Blog &#187; Psicologia</title>
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	<description>Le molteplici vie di una vita</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 11:24:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Casinò online e giochi online: come evitare il rischio dipendenza dai giochi d’azzardo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 22:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d'azzardo]]></category>
		<category><![CDATA[patologico]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.iltuopsicologo.it/Paul-Cezanne-The-Card-Players-45018.jpg" alt="" /></p>
<p>Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga”, che stravolge completamente il gioco inteso come divertimento e lo trasforma in schiavitù e ossessione. Il giocatore d’azzardo compulsivo è colui che perde la propria capacità decisionale &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iltuopsicologo.it/Paul-Cezanne-The-Card-Players-45018.jpg" alt="" /></p>
<p>Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga”, che stravolge completamente il gioco inteso come divertimento e lo trasforma in schiavitù e ossessione. Il giocatore d’azzardo compulsivo è colui che perde la propria capacità decisionale e non riesce ad autolimitare il proprio comportamento di gioco che, con il passare del tempo, diventa una componente quasi totalizzante della propria giornata, andando a incidere sulla sua vita di relazione.<br />
Prima di entrare nel merito della questione, è importante comunque comunque fare una distinzione tra i casinò online illegali e i <a href="https://casinoplanet.it/">casinò legali certificati AAMS</a> che seguono scrupolosamente la normativa in materia di gioco d’azzardo e quindi esercitano la propria attività nei limiti della legge.</p>
<p><span id="more-4070"></span></p>
<p>Il giocatore patologico deve essere innanzitutto distinto dal giocatore problematico che, pur non avendo ancora sviluppato una dipendenza, trova rifugio nel gioco. Le fasce più a rischio nello sviluppo di una forma di dipendenza tra le donne sono le casalinghe e le lavoratrici autonome tra i 40 e i 50 anni, mentre tra gli uomini disoccupati o lavoratori autonomi di circa 40 anni che hanno un frequente contatto col denaro o con la vendita.<br />
I giocatori patologici solitamente minimizzano o negano di avere un problema e riescono anche a nascondere il proprio disturbo per molto tempo mentendo ed evitare di toccare l’argomento con i familiari e le persone care. Per riconoscere un giocatore d’azzardo patologico basta fare attenzioni ad alcuni segnali, come il bisogno di aumentare il tempo e la quantità di denaro investito nel gioco, i sintomi tipici dell’astinenza (ansia e irritabilità), comportamenti criminali impulsivi e momenti di assoluta perdita di controllo, associati ovviamente all’incapacità di smettere di giocare.</p>
<p>Tra gli approcci psicoterapici più utilizzati per combattere la dipendenza da gioco d’azzardo, infine, si trova quello cognitivo-comportamentale, che mira a modificare le cattive abitudini comportamentali e i pensieri legati al gioco, cercando di insegnare a gestire i propri impulsi e ad affrontare le emozioni negative, al fine di evitare il rifugio nel gioco. La terapia, spesso, prevede anche colloqui individuali, di coppia e familiari, gruppi psicoterapeutici o gruppi per i familiari del paziente.
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		<title>Il rogo dei cervelli: sette anni di riforme universitarie in due immagini</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/il-rogo-dei-cervelli-sette-anni-di-riforme-universitarie-in-due-immagini-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 07:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[facoltà]]></category>
		<category><![CDATA[offerta didattica]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/burning-brain-thumb15850255.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4001" title="burning-brain-thumb15850255" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/burning-brain-thumb15850255.jpg" alt="" width="620" height="341" /></a></p>
<p></p>
<p>Oggi ho deciso di <strong>farmi del male</strong>: colto da chissà quale pulsione masochistica, ho voluto capire quali fossero stati gli <strong>effetti concreti</strong> delle varie <strong>riforme dell&#8217;istruzione</strong> sulla vita <strong>universitaria</strong> degli ultimi anni. Così, nello specifico, sono andato a scaricare &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/burning-brain-thumb15850255.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4001" title="burning-brain-thumb15850255" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/burning-brain-thumb15850255.jpg" alt="" width="620" height="341" /></a></p>
<p></p>
<p>Oggi ho deciso di <strong>farmi del male</strong>: colto da chissà quale pulsione masochistica, ho voluto capire quali fossero stati gli <strong>effetti concreti</strong> delle varie <strong>riforme dell&#8217;istruzione</strong> sulla vita <strong>universitaria</strong> degli ultimi anni. Così, nello specifico, sono andato a scaricare l&#8217;<strong>offerta didattica</strong> di quest&#8217;anno della mia facoltà (<strong>Psicologia</strong>, presso l&#8217;ateneo di <strong>Trieste</strong>) e ho deciso di <strong>confrontarla</strong> con quella dell&#8217;<strong>a.a. 2004/2005.</strong><br />
Il <strong>settennio</strong> preso in esame inizia con la <strong>riforma Moratti</strong> (emanata nel 2003), attraversa la <strong>riforma Fioroni</strong> (2006) e termina con l&#8217;attuale <strong>riforma Gelmini.</strong> In questo lasso di tempo l&#8217;Italia ha visto <strong>alternarsi</strong> <strong> cinque governi</strong> (Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, Berlusconi IV e Monti).</p>
<p><span id="more-4007"></span></p>
<p>Il <strong>risultato</strong>, in tutta la sua <strong>drammaticità</strong>, lo trovate <strong>qui sotto</strong>, in quella che purtroppo si è rivelata una<strong> fotografia esatta</strong> della situazione in cui riversa l&#8217;università di oggi. C&#8217;è da rimanere basiti sulla <strong>mole di corsi</strong> che sono stati <strong>eliminati</strong>, spesso a causa di <strong>direttive ministeriali piovute dall&#8217;alto</strong> e senza alcuna possibilità di appello. A prescindere dalle idee politiche di ognuno di noi, le immagini non danno adito a <strong>futili retoriche</strong> o a <strong>giustificazioni</strong> di sorta: sette anni fa un <strong>aspirante psicologo triestino</strong> non solo poteva <strong>studiare</strong> e di conseguenza <strong>apprendere di più</strong>, ma soprattutto poteva <strong>SCEGLIERE</strong>.</p>
<p>Verrebbe da chiedersi se non stiamo assistendo a un lento e inesorabile <strong>rogo di cervelli</strong>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">OFFERTA DIDATTICA 2011/2012:</span></strong></p>
<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/Offerta_form_2011_12.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-4000" title="Offerta_form_2011_12" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/Offerta_form_2011_12-730x1024.jpg" alt="" width="620" height="869" /></a></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">OFFERTA DIDATTICA 2004/2005</span></strong></p>
<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/aa2004.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4005" title="aa2004" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/03/aa2004.jpg" alt="" width="620" height="1929" /></a><br />

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		<title>Nasce a Roma il primo Pronto Soccorso Psicologico</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 20:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[mariolina palombo]]></category>
		<category><![CDATA[pronto soccorso psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; con una certa <strong>soddisfazione</strong> che vengo a conoscenza dell&#8217;istituzione a <strong>Roma</strong> del primo <strong>Pronto Soccorso Psicologico</strong>. Il servizio è aperto a tutti e ha come fine la possibilità di porre <strong>rimedio alle emergenze</strong> che riguardano la <strong>sfera psicopatologica </strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con una certa <strong>soddisfazione</strong> che vengo a conoscenza dell&#8217;istituzione a <strong>Roma</strong> del primo <strong>Pronto Soccorso Psicologico</strong>. Il servizio è aperto a tutti e ha come fine la possibilità di porre <strong>rimedio alle emergenze</strong> che riguardano la <strong>sfera psicopatologica </strong>(in modo particolare gli <strong>attacchi di panico</strong>) quando non sono a disposizione &#8211; per motivi <strong>economici</strong> o di <strong>orario</strong> &#8211; i consueti <strong>servizi territoriali</strong>.</p>
<p><span id="more-3991"></span></p>
<p>Nel video qui sotto trovate la presentazione del servizio fatta dalla <strong>Dott.ssa Mariolina Palombo</strong>, psicologa <strong>psicoterapeuta</strong>. Non resta che augurarsi che tale iniziativa trovi largo consenso anche <strong>al di fuori</strong> delle mura <strong>dell</strong>&#8216;<strong>Urbe</strong>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZGgcibALj8Q">http://www.youtube.com/watch?v=ZGgcibALj8Q</a></p>
<p>
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		<title>Anatomia dello psicologo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 18:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[come]]></category>
		<category><![CDATA[mi vede la società]]></category>
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		<category><![CDATA[sono realmente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/02/Psicologi.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3980" title="Psicologi" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/02/Psicologi.jpg" alt="" width="640" height="439" /></a></p>
<p>
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<p></p></div>
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</div>
<div id="fb-root"></div>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/02/Psicologi.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3980" title="Psicologi" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2012/02/Psicologi.jpg" alt="" width="640" height="439" /></a></p>
<p>
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		</item>
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		<title>Pedofilia, basi genetiche e sensazionalismi gratuiti</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 18:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[basi]]></category>
		<category><![CDATA[genetiche]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/pedofilia-1.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Ho appena letto un <strong><a href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/425822/" target="_blank">articolo</a></strong> con <strong><a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/scienze-e-tecnologie/lstp/89524/" target="_blank">video</a></strong> annesso che mi ha lasciato non poco interdetto. <strong><em>La Stampa</em></strong> ha infatti pubblicato il resconto di una ricerca effettuata dall&#8217;<strong>Università di Torino</strong>, sotto la guida del <strong>professor Lorenzo Pinessi</strong>, il &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/pedofilia-1.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Ho appena letto un <strong><a href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/425822/" target="_blank">articolo</a></strong> con <strong><a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/scienze-e-tecnologie/lstp/89524/" target="_blank">video</a></strong> annesso che mi ha lasciato non poco interdetto. <strong><em>La Stampa</em></strong> ha infatti pubblicato il resconto di una ricerca effettuata dall&#8217;<strong>Università di Torino</strong>, sotto la guida del <strong>professor Lorenzo Pinessi</strong>, il quale, stando a quanto riferiscono i giornalisti, asserisce di aver scoperto una <strong>mutazione genetica</strong> alla base dello sviluppo di <strong>devianze sessuali in senso pedofilo</strong>. Come? Attraverso lo studio del <strong>caso singolo (!)</strong> di un uomo che, a cinquant&#8217;anni, ha cominciato a provare interesse sessuale nei confronti della figlia di nove e nel cui cervello è stata trovata una mutazione della <strong>progranulina</strong>, proteina che il professore riferisce essere assai rilevante nella differenziazione sessuale del cervello.</p>
<p><span id="more-3872"></span></p>
<p>Che cos&#8217;è la <strong>differenziazione sessuale del cervello</strong>? E&#8217; il processo col quale si formano le differenze <strong><span style="text-decoration: underline;">strutturali</span></strong> dell&#8217;encefalo tra l&#8217;uomo e la donna. Ora, converranno i più con me, una cosa è la differenziazione strutturale sessuale, un&#8217;altra è l&#8217;<strong>orientamento sessuale</strong>. Inoltre, pare che la suddetta mutazione della progranulina causi alla lunga la comparsa di <strong>demenza fronto-temporale (FTD)</strong>.<br />
A questo punto, a dirla tutta, vorrei <strong>porre alcune domande aperte</strong> al professor Pinessi. A scanso di equivoci, <strong>tutte le frasi del professore</strong> che ho citato in questo post sono tratte <strong>dall&#8217;articolo de <em>La Stampa</em></strong>.</p>
<p><strong>1)</strong> <strong>La demenza fronto-temporale</strong>, come sanno tutti i neurologi di questo mondo, causa <strong>disturbi comportamentali</strong> di vario tipo, <strong>spesso disinibiti</strong> se la zona più colpita dal deterioramento è la <strong>regione orbitofrontale</strong>. Se la progranulina gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo di tale patologia, come si è giunti a una<strong> correlazione statisticamente rilevante con la pedofilia?</strong> E&#8217; stata <strong>esclusa la presenza</strong> di demenza fronto-temporale che, all&#8217;occorrenza, potrebbe spiegare il comportamento sessuale disinibito del soggetto? <strong>A me sembra di no</strong>, dal momento che nell&#8217;articolo viene riportato proprio come il soggetto <strong>a lungo andare</strong> abbia effettivamente <strong>sviluppato la FTD</strong>.</p>
<p><strong>2) Ammettendo per un attimo</strong> che la causa delle condotte pedofiliche del soggetto fossero dovute alla mutazione, come ci si spiega il fatto che &#8220;<em>dopo alcune settimane di trattamento con farmaci<strong> neurolettici atipici antipsicotici</strong> </em>- neurolettici e antipsicotici sono la stessa identica cosa, n.d.r. -<em> accanto ad <strong>antidepressivi</strong> inibitori selettivi della serotonina il paziente ha cessato i suoi comportamenti pedofili</em>&#8221; (<em>sic</em>!)? Secondo la sua ipotesi, <strong>ogni pedofilo dovrebbe giovare degli stessi miglioramenti con tale terapia</strong>. Ciò significa che nessun pedofilo nella storia della medicina <strong>ha mai assunto prima</strong> antipsicotici o antidepressivi? Ovviamente no. E allora perché <strong>non si sono mai notati dei miglioramenti</strong> così miracolosi?</p>
<p><strong>3) Se lei stesso afferma</strong> che l&#8217;ipotesi della presenza della mutazione della progranulina in ogni pedofilo <em>&#8220;è possibile, ma dovrà necessariamente essere l’oggetto di ulteriori approfondimenti e altre dimostrazioni scientifiche&#8221;</em> (<em>sic</em>), come può affermare anche che <em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><strong>aver dimostrato</strong></span><strong> che la pedofilia è in larga misura legata a basi biologiche</strong> significa dire molto non solo dal punto di vista medico, ma anche sociale&#8221;</em> (<em>sic!</em>)?</p>
<p>Infine, un&#8217;ultima domanda rivolta <strong>ai giornalisti de<em> La Stampa</em></strong>. Mettendo da parte gli<strong> errori clamorosi</strong> (la demenza fronto-temporale definita come <em>&#8220;malattia simile all&#8217;Alzheimer&#8221;</em> (<em>sic!</em>) quando, nel caso delle demenze, costituisce la<strong> sindrome diametralmente opposta</strong>, tanto da essere denominata anche <strong>&#8220;demenza non-Alzheimer&#8221;</strong>), non credete che sia il caso di <strong>piantarla con questo sensazionalismo da quattro soldi?</strong> Vi sembrava davvero il caso di <strong>titolare <em>&#8220;Un gene alterato scatena la pedofilia&#8221;</em></strong> quando lo studio ha un evidente <strong>bisogno di ulteriori conferme</strong> prima di poter dare <strong>per assodata l&#8217;ipotesi</strong> che sta alla base di esso?</p>
<p>
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		<title>La fidelizzazione di Apple</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 14:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[fidelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[store]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone_men.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3802" title="iphone_men" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone_men.jpg" alt="" width="504" height="324" /></a></p>
<p></p>
<p>Questo pomeriggio ho trovato un <strong>video molto interessante</strong>, che ora vi ripropongo. Si tratta del <strong>conto alla rovescia</strong> per l&#8217;apertura del<strong> nuovo Apple Store</strong> in via Rizzoli a <strong>Bologna</strong>, durante il quale si sentono <strong>cori da stadio</strong>, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone_men.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3802" title="iphone_men" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone_men.jpg" alt="" width="504" height="324" /></a></p>
<p></p>
<p>Questo pomeriggio ho trovato un <strong>video molto interessante</strong>, che ora vi ripropongo. Si tratta del <strong>conto alla rovescia</strong> per l&#8217;apertura del<strong> nuovo Apple Store</strong> in via Rizzoli a <strong>Bologna</strong>, durante il quale si sentono <strong>cori da stadio</strong>, applausi, ansia e trepidazione, il tutto per un negozio che non offre <strong>nulla di più</strong> di qualunque altro rivenditore di elettronica che abbia nel proprio listino i prodotti della mela morsicata. Il <strong>primo ragazzo</strong> che è entrato, quello magrolino con la maglietta blu e gli <strong>occhialoni da <em>nerd</em></strong>, viene da <strong>Padova</strong> ed era là dalle <strong>16 del giorno prima</strong>. Si è letteralmente <strong>accampato in strada</strong>. E lo stesso vale anche per i due ragazzi successivi, come ben si può intuire dallo <strong>zaino più grande di loro</strong> che portano in spalla.</p>
<p><span id="more-3800"></span></p>
<p>Il video in questione mi ha dato l&#8217;estro per riflettere una volta di più sulla <strong>strategia di marketing</strong> messa in atto da Apple. Una strategia che, a ben vedere, si basa tutta su un particolare processo psicologico: la <strong>fidelizzazione</strong>. Prendere i clienti e mantenerli sotto la propria ala, <strong>farli affezionare</strong>, tanto da renderli partecipi dei propri successi e dei propri fallimenti. E non solo: uno <strong> <a href="http://www.melablog.it/post/14558/i-fanboy-sono-persone-fragili-ed-insicure">studio</a> recente</strong> ha infatti dimostrato come i <strong><em>fanboys</em></strong> di una marchio <strong>razionalizzino i fallimenti</strong> della propria azienda del cuore al punto da <strong>riscrivere la storia</strong> pur di non dover affrontare una <strong>verità sconveniente</strong>.</p>
<p>Non voglio fare della <strong>polemica facile</strong>, beninteso. Io stesso <strong>sono un appassionato</strong> dei prodotti Apple, per quanto non passerei mai la notte in strada per assistere all&#8217;inaugurazione di un negozio. Ciò che <strong>vorrei stimolare</strong> in voi lettori, però, è una riflessione su come i <strong>meccanismi sottostanti la fidelizzazione</strong> in ambito consumistico siano <strong>molto più complessi</strong> di quanto normalmente si ritenga e come<strong></strong> sia difficile analizzarli in un <strong>ottica razionale e pragmatica</strong>, appartenendo essi perlopiù alla <strong>sfera affettiva</strong>.<br />
Del resto, non differiscono molto da quelli stessi meccanismi che spingono una persona a macinare migliaia di chilometri per vedere giocare la <strong>propria squadra del cuore</strong>. A tal proposito, immaginate di dover spiegare razionalmente a un <strong>milanista sfegatato</strong> quanto sia<strong> più conveniente</strong> in termini pragmatici tifare per l&#8217;Inter: forse capirete perché è pressocché inutile <strong>spiegare a un Apple <em>fanboy</em></strong> che Sony fa portatili molto più potenti <strong>allo stesso prezzo</strong> del suo Macbook Pro.</p>
<p>Come del resto è inutile bollare certi appassionati come dei semplici <strong>&#8220;sfigati che non trombano&#8221;</strong>. Secondo tale ragionamento, infatti, <strong>ogni tifoso calcistico</strong> italiano rientrerebbe di diritto <strong>nella categoria</strong>.</p>
<p>Qui sotto trovate il <strong>video</strong>. Voi cosa <strong>ne pensate?</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n3NVQr00aOM">http://www.youtube.com/watch?v=n3NVQr00aOM</a></p>
<p>
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		<title>Inchiesta a sorpresa negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/inchiesta-a-sorpresa-negli-ospedali-psichiatrici-giudiziari/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/inchiesta-a-sorpresa-negli-ospedali-psichiatrici-giudiziari/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 21:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[marino]]></category>
		<category><![CDATA[opg]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale psichiatrico giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[presa diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://sottoosservazione.files.wordpress.com/2010/07/images103.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Nell&#8217;<strong>immaginario collettivo</strong>, anche grazie all&#8217;influenza di non pochi film a tema, si ritiene che ottenere l&#8217;<strong>incapacità di intendere e di volere</strong> (in termini più specifici il<strong> vizio parziale o totale di mente</strong>, artt. 88 e 89 &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sottoosservazione.files.wordpress.com/2010/07/images103.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Nell&#8217;<strong>immaginario collettivo</strong>, anche grazie all&#8217;influenza di non pochi film a tema, si ritiene che ottenere l&#8217;<strong>incapacità di intendere e di volere</strong> (in termini più specifici il<strong> vizio parziale o totale di mente</strong>, artt. 88 e 89 del c.p.) in sede giudiziale sia un vantaggio per <strong>evitare il carcere</strong>, se non un vero e proprio <strong><em>escamotage</em> </strong>per non scontare la pena e fare la<strong> &#8220;bella vita&#8221;</strong> in ospedale, in un tripudio di <strong><em>Valium</em></strong>, passeggiate e brandine.</p>
<p><span id="more-3649"></span></p>
<p>A guardare <strong>queste immagini</strong>, però, si potrebbe presumere che <strong>in Italia</strong> sia decisamente<strong> preferibile il contrario</strong>. Il video che vi propongo qui sotto è tratto da una puntata del marzo scorso di <strong><em>Presa Diretta</em> </strong>nel quale vengono mostrate le <strong>riprese</strong> effettuate da una <strong>Commissione d&#8217;Inchiesta del Senato</strong> che a sorpresa è andata a verificare le condizioni dei <strong>sei OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) </strong>attivi in Italia.</p>
<p>Si commenta tutto da solo:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=A535K-IjVjg">http://www.youtube.com/watch?v=A535K-IjVjg</a></p>
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		<title>&#8220;E l&#8217;uomo incontrò il cane&#8221;: un libro per cinofili consigliato da un gattofilo</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/e-luomo-incontro-il-cane-un-libro-per-cinofili-consigliato-da-un-gattofilo/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/e-luomo-incontro-il-cane-un-libro-per-cinofili-consigliato-da-un-gattofilo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 11:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[e l'uomo incontrò il cane]]></category>
		<category><![CDATA[etologia]]></category>
		<category><![CDATA[lorenz]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/02/KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3533" title="KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/02/KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big.jpg" alt="" width="355" height="600" /></a></p>
<p></p>
<p>Oggi vi vorrei proporre la <strong>recensione</strong> di un<strong> libro che ho letto</strong> di recente, ad opera del <strong>padre dell&#8217;etologia</strong> (psicologia animale) moderna, <strong>Konrad Lorenz</strong>, dal titolo <em><strong>E l&#8217;uomo incontrò il cane</strong></em>.<br />
Ben <strong>al di là</strong> di una semplice &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/02/KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3533" title="KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big" src="http://nicolozarotti.com/wp-content/uploads/2011/02/KONRAD_LORENZ___E_L__UOMO_INCONTR___IL_CANE_big.jpg" alt="" width="355" height="600" /></a></p>
<p></p>
<p>Oggi vi vorrei proporre la <strong>recensione</strong> di un<strong> libro che ho letto</strong> di recente, ad opera del <strong>padre dell&#8217;etologia</strong> (psicologia animale) moderna, <strong>Konrad Lorenz</strong>, dal titolo <em><strong>E l&#8217;uomo incontrò il cane</strong></em>.<br />
Ben <strong>al di là</strong> di una semplice <strong>guida per cinofili</strong>, questo libricino racchiude in sé una breve ma esauriente spiegazione sulle <strong>dinamiche relazionali</strong> che prima hanno <strong>spinto il cane </strong>a diventare l&#8217;<strong>animale domestico per antonomasia</strong> e poi l&#8217;hanno portato a manifestare <strong>numerosi comportamenti</strong> le cui <strong>cause</strong> spesso e volentieri sono<strong> ignote al padrone</strong>.</p>
<p><span id="more-3531"></span></p>
<p>Nella trattazione è presente una <strong>costante dicotomia</strong> tra i cani discendenti<strong> </strong>dello<strong> sciacallo dorato</strong> (antenato della <strong>maggior parte delle razze</strong> moderne) e quelli del<strong> lupo nordico</strong> (antenato di <strong>molte meno razze </strong>di quanto usualmente si pensi), differenza che, come vedrà il lettore, è di <strong>fondamentale importanza.</strong> Lorenz affronta l&#8217;argomento in modo <strong>molto personale</strong>, infarcendo le spiegazioni di <strong>riferimenti ai suoi allevamenti</strong>, e non disdegnando nemmeno alcuni <strong>consigli su come addestrare efficaciemente</strong> il proprio cane. Un capitolo intero è inoltre <strong>dedicato alla morte</strong> e agli effetti che essa ha sia sul padrone in caso di <strong>decesso del cane</strong>, sia su quest&#8217;ultimo in caso di <strong>decesso del primo</strong>.</p>
<p><strong>Personalmente</strong>, devo dire che sono sempre stato <strong>più gattofilo che cinofilo</strong>: per quanto nutra una <strong>profonda simpatia per la razza canina</strong>, infatti, trovo i <strong>gatti decisamente più eleganti </strong>e indipendenti, per quanto <strong>meno affettuosi</strong>. Ciononostante, il l<strong>ibro di Lorenz</strong> <strong>mi ha appassionato</strong> non poco e, in alcuni momenti, quando giunge al <strong>cuore delle dinamiche psicologiche</strong> che spingono i cani a determinati comportamenti, mi ha <strong>quasi</strong> fatto <strong>ricredere </strong>sulla mia<strong> gattofilia</strong>.</p>
<p>Mi sento perciò di consigliare<strong><em> E l&#8217;uomo incontrò il cane </em></strong>a tutti, in particolar modo a <strong>chi non ha cani</strong> e agli<strong> studenti di psicologia</strong>. I primi avvertiranno probabilmente il forte <strong>desiderio di prenderne uno</strong>, mentre i secondi forse si renderanno conto che, se c&#8217;è un <strong>grande merito</strong> da attribuire a Lorenz, è quello di aver aperto gli occhi all&#8217;uomo su quanto<strong> i propri comportamenti</strong>, in fondo, non siano altro che una <strong>mera evoluzione di comportamenti più semplici</strong> che i cani, come tanti altri animali, ci mostrano ogni giorno.</p>
<p>
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		<title>Lo psicologo penitenziario? Un gioco, uno svago.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 22:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ada palmonella]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziario]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.indipendenze.org/public/images/Immagineprisonpd.jpg" alt="" width="460" height="367" /></p>
<p></p>
<p>Quella che potete leggere qui sotto è la segnalazione scritta da <strong>Ada Palmonella</strong>, <strong>psicologa penitenziaria</strong> a Roma, sullo <strong>stato vergognoso</strong> in cui riversa la questa <strong>figura professionale</strong> nella <strong>regione Lazio</strong> e in <strong>tutta Italia</strong>, anche e soprattutto in &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.indipendenze.org/public/images/Immagineprisonpd.jpg" alt="" width="460" height="367" /></p>
<p></p>
<p>Quella che potete leggere qui sotto è la segnalazione scritta da <strong>Ada Palmonella</strong>, <strong>psicologa penitenziaria</strong> a Roma, sullo <strong>stato vergognoso</strong> in cui riversa la questa <strong>figura professionale</strong> nella <strong>regione Lazio</strong> e in <strong>tutta Italia</strong>, anche e soprattutto in seguito a<strong> recenti riforme</strong>. Dopo averla trovata e letta sul blog di <strong><a href="http://nicolapiccinini.it/psicologi-penitenziari-ordine-psicologi-lazio/2011/01/" target="_blank">Nicola Piccinini</a></strong>, ho deciso di riproporvela, con la speranza che anche voi &#8211; come il sottoscritto -  decidiate di <strong>diffonderla</strong> con tutto lo <strong>sdegno</strong> che una tale <strong>ignobile situazione</strong> comporta.<span id="more-3455"></span></p>
<blockquote><p>Colgo l’occasione per spiegare l’anormale situazione degli psicologi  penitenziari, i rapporti con l’Ordine e  i diritti e i doveri – appunto –  dell’Ordine degli Psicologi che</p>
<p><strong>DEVE</strong></p>
<p><strong>TUTELARE LA  PROFESSIONALITA’ E LA PPROFESSIONE  PSICOLOGICA E PROMUOVERE LO SVILUPPO SUL TERRITORIO NAZIONALE</strong></p>
<p>E</p>
<p><strong>STIPULARE CONTRATTI</strong></p>
<p>Da quando è nato, l’Ordine non si è <strong>MAI </strong>interessato  al controllo dei nostri “accordi capestro”con gli Istituti Penitenziari  interagendo con il Ministero o con il D.A.P. per porre fine al “<em>periodo sperimentale</em>” che, dopo 24 anni, dura ancora e che è paragonabile ad un pezzo di carta straccia.</p>
<p>Nella Finanziaria siamo stati PER ANNI inclusi – <strong>VERGOGNOSAMENTE</strong> – nel capitolo <strong>“<em>GIOCHI, SVAGHI E PIE SORELLE</em>”.</strong> L’Ordine non è mai intervenuto per correggere questo degradante  capitolo. (non per le pie sorelle, ma per i giochi e gli svaghi).</p>
<p>L’Ordine è ufficialmente passato dal Ministero di Giustizia a quello  della Sanità. Noi INSPIEGABILMENTE con la riforma Penitenziaria non  siamo passati neanche alla Sanità della Regione Lazio.</p>
<p>I colleghi ex articolo 80 che per puro caso erano stati assegnati al  servizio per i tossicodipendenti, sono passati alle ASL, mentre noi,  inspiegabilmente, no. L’Ordine non ha mai chiesto al D.A.P. una  sanatoria, considerato lo stato di confusione per il nostro stato di “<em>figli di un dio minore</em>”. I nostri fogli paga son o addirittura tre:  “<em>Paga per i Nuovi Giunti</em>” , poi “<em>Per sostegno psicologico</em>” e per “<em>Detenuti tossicodipendenti</em>”.  I Nuovi Giunti fanno il colloquio di primo ingresso anche ai detenuti  tossicodipendenti . Facciamo fatture sanitarie che inviamo all’ufficio  paghe sanitari ma non abbiamo lo status di operatori sanitari. Questo  caos non dovrebbe essere permesso da un “ORDINE”  che non sa mettere  ordine.</p>
<p>Per parlare di questa incredibile situazione sono stata ricevuta a suo tempo dell’allora Vice Presidente del PDL <strong>Bruno Prestagiovanni</strong>,  il quale mi ha ascoltata per 4 ore e ha letto tutta l’ampia  documentazione. Elaborò anche provvedimenti  non andati in porto  per il  fermo regionale (per il caso Marazzo). All’incontro era stata anche  invitata la Presidente dell’Ordine degli Psicologi <strong>Marialori Zaccaria</strong> che però declinò l’invito. Successivamente, però, come riferitomi dalla  sua segreteria, andò a parlare con “soggetti più consoni”  con  risultati mai riferiti e che comunque non ci hanno portato nulla.</p>
<p>Perché  – come i colleghi addetti ai tossicodipendenti – non siamo  passati anche noi alle ASL nella Regione Lazio? Siamo talmente pochi che  la somma totale delle nostre paghe, nel Lazio, corrisponde allo  stipendio di un funzionario. Perché la Regione ci ha esclusi?</p>
<p><strong>L’Ordine non si è mai “preoccupato”, dopo tanti anni, di proteggere gli psicologi penitenziari,</strong> anche nella retribuzione. Il Tariffario dell’Ordine, anche se orientativo, prevede un minimo di <strong>60 € </strong> l’ora e, per l’articolo 5, l’aumento del 40% per la <strong>COMPLESSITA</strong><strong>’</strong> e l’<strong>URGENZA</strong> della prestazione. Ebbene noi percepiamo <strong>17,63 € lordi</strong> l’ora.</p>
<p>I detenuti devono essere sottoposti a colloquio psicologico di primo  ingresso entro le 12 ore dal momento di ingresso in Istituto. E noi  psicologi penitenziari <strong>RISPONDIAMO PENALMENTE</strong> in caso  di atti di auto o etero lesionismo se avvengono entro queste 12 ore. Per  la complessità, non oso neanche definire la diversità di una  problematica patologica, anche se importante, di un paziente in una  normale seduta privata con una problematica psicologica poco o molto  rilevante nell’ambito carcerario, dopo aver commesso un reato – come un  omicidio – e l’inserimento in un regime detentivo, privato quindi della  libertà. Credo che 17.00 € siano un po’ pochi! Ma dove è l’Ordine? Non  ha letto la riforma della sanità penitenziaria che, visto che noi non  siamo passati alle Asl, “possiamo”, dopo 30 anni di regolare continuità,  essere chiamati a lavorare dal Ministero di Giustizia come ex articolo  80, ma con <strong>“RAPPORTI NON ONEROSI</strong>”?  E’ <strong>V-E-R-G-O-G-N-O-S-O!</strong> <strong>Dov’è l’Ordine? Inoltre sono 4 anni che non percepiamo neppure il legale aumento ISTAT</strong>.</p>
<p>Il nostro lavoro si svolge 365 giorni l’anno. Anche la domenica, il Natale, il Primo Maggio e <strong>TUTTE</strong> le feste comandate: religiose e civili . Attualmente l’orario –  suddiviso in turni –  è dalle 10.00 alle 21.00. Per molti anni è stato  dalle 10.00  a mezzanotte. Senza un euro extra – allora lira –  per le  festività o le ore serali. Non godiamo di ferie pagate. Non abbiamo  l’indennità di rischio. Se ci ammaliamo non andiamo a lavorare e quindi  non siamo pagati. Personalmente sono andata al lavoro sulla sedia a  rotelle con la bombola d’ossigeno, essendo invalida. Questo per <strong>500 € MENSILI</strong> che ci danno “quando li hanno”. Quelli di Luglio Agosto e Settembre li hanno dati ad Ottobre.</p>
<p><strong>VIGILARE PER LA TUTELA DEL TITOLO PROFESSIONALE </strong></p>
<p>L’Ordine degli Psicologi è passato al Ministero della Salute. Noi  psicologi penitenziari siamo rimasti nell’area educativa e non solo. Ci  chiamano ancora:<strong> EX ARTICOLO 80</strong>.</p>
<p>Il titolo professionale è la laurea in Psicologia. Conseguita anche  con 110 e lode. Ma in carcere questa laurea non esiste. E per più di una  ragione. Siamo ex articolo 80 e non possimo fare quello che fa uno  psicologo.</p>
<p>Il medico di turno in matricola (che può essere un ginecologo, un  dentista, un dermatologo, anche se bravissimi nella loro  specializzazione) ha prevalenza sulla decisione nei vari regimi di  inserimento di rischio o sorveglianza per i detenuti nuovi giunti.  Mentre è nostro preciso e principale compito, – come si evince dalla  cartella clinica di colloquio psicologico di primo ingresso- inficiando  completamente la nostra professionalità.  Così come la decisione  definitiva per questo tipo di delicatissima decisione è dello psichiatra  anche contro la nostra valutazione psicologica.</p>
<p><strong>L’ORDINE DOVREBBE </strong></p>
<p><strong>VIGILARE PER LA TUTELA DEL TITOLO PROFESSIONALE, MA ANCHE </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DARE UNA POSSIBILITA’ DI CONSULENZA LEGALE GRATUITA </strong></p>
<p>Avendo deciso, anni fa, di intentare causa contro il Ministero di  Giustizia, mi ero rivolta all’Ordine per usufruire della possibilità di  consulenza legale gratuita. La risposta è stata che non era di loro  competenza, quindi mi sono rivolta ad un avvocato che ho regolarmente e  personalmente pagato. Causa poi vinta. Prima ed unica in Italia</p>
<p>La causa per il nostro mancato inserimento nelle ASL è stata  intentata dall’Ordine attraverso un avvocato che non conosciamo, senza  sapere da chi era stato proposto, senza sapere se è il legale  dell’Ordine, senza conoscere i termini della sua richiesta al Giudice. E  tutto ciò pagando un onorario altissimo (ma non abbiamo diritto alla  consulenza gratuita?) per non avere mai avuto nessuna notizie e comunque  perdere la causa.</p>
<p><strong>INDURRE CONCORSI PER EVENTUALI ASSUNZIONI </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E’  STATO FATTO UN CONCORSO PER 69 PSICOLOGI PENITENZIARI. ALCUNI  LAVORAVANO COME EDUCATORI. L’ORDINE NON HA MAI PROPOSTO UN  CONCORSO-SANATORIA PER GLI PSICOLOGI CHE LAVORANO DA 30 ANNI IN CARCERE.  O ASSUNZIONI A TITOLI E PER ANZIANITA’.</strong></p>
<p><strong>La sottoscritta nel 2007  ha vinto la prima causa fatta in Italia contro il Ministero di Giustizia</strong>. Il Giudice mi ha riconosciuto la retribuzione nell’area C2 del Ccnl comparto Ministeri di lavoro di tipo subordinato. <strong>Causa esecutiva che ho immediatamente segnalato alla Presidente dell’Ordine Zaccaria. Silenzio dall’Ordine</strong>.  La sentenza non è mai stata considerata dal D.A.P., che ha continuato a  farmi firmare l’accordo fino al 2010 come se non esistesse alcuna  sentenza esecutiva, nonostante le lettere del mio avvocato. Se non  avessi firmato mi avrebbero mandata via. Ho DOVUTO firmare l’accordo  come se il Giudice non avesse emesso alcuna sentenza. Anche per l’anno  2010 ho dovuto firmare l’accordo come se non avessi vinto, ma l’accordo  non è stato firmato dalla Direzione perché “il D.A.P. non sapeva che  fare.” Quindi ho lavorato un anno senza accordo. Così. In nero. Un po’  anarchico direi da parte del D.A.P. <strong>Mi sembra gravissimo che il  Ministero di Giustizia non esegua una sentenza esecutiva emessa da un  giudice dello stesso suo Ministero di Giustizia. Un “tantino  anticostituzionale. E’ indegno che l’Ordine non si occupi di una cosa  così grave.</strong></p>
<p>Il giorno 13 Luglio 2006 è stato  firmato un protocollo d’intesa tra il garante regionale dei detenuti,  avv. Angiolo Marroni e l’ordine degli psicologi, dott.ssa Marialori  Zaccaria. Nel protocollo è menzionata la legge 56 del 18 Febbraio  1989 “ordinamento professionale dello psicologo, mettendo in evidenza  l’articolo 1. l’articolo 4, l’articolo 2 II comma, l’articolo 13.</p>
<p>Anche se la durata di detto protocollo è 2008, le problematiche  maturate negli anni per noi psicologi penitenziari, dall’istituzione dei  servizi e presidii ad oggi – 2008 compreso – l’ordine  non si è imposto al rispetto di tale protocollo ed al rispetto della  professionalità e della dignità degli psicologi penitenziari.</p>
<p>Leggiamo spesso la tristezza della Presidente Zaccaria unita a quella  del Garante Marroni per il disagio sopportato dai detenuti per le  carenze di sostegno psicologico dovuto alle pochissime ore degli  psicologi, o gli improvvisi cali di ore per “tagli della finanziaria”.  Ma, considerando il numero elevato di suicidi in cella, perché non  tagliano qualche cos’altro che non sia a discapito della stessa vita  umana? Perché l’Ordine non interviene? Sembra che la dottoressa  Zaccaria, considerando gli articoli sui giornali che manifestano il  dispiacere per queste morti ( che si potevano evitare con i colloqui di  sostegno e il giusto inserimento in cella), appartenga all’Ordine dei  detenuti e non degli psicologi. Il sostegno psicologico è basilare per  le persone private della libertà e con molte problematiche psicologiche  reattive o comunque endogene. A volte, o forse troppo spesso, il mancato  sostegno psicologico porta a tentativo di suicidio. O alla morte. Di  solito per impiccagione.</p>
<p>Noi crediamo nella psicologia, nel sostegno, nell’aiuto a chi è più  debole (anche se è un omicida, ma non è nostro compito giudicare).  Vogliamo che i detenuti abbiano un aiuto. Un sostegno. Ma non possiamo  permettere che dopo avere passato 20 o 30 anni dentro il carcere,  trattati male, sottopagati, ormai in età quasi pensionabile, vengano a  fare il nostro lavoro psicologi della ASL, come se fossimo vecchi  stracci. Loro, con orari d’ufficio e stipendi normali. Non possiamo  nemmeno permettere – anche se siamo contenti per i detenuti- che varie  Associazioni vincano bandi regionali per fare il nostro lavoro,  prendendo il nostro posto, con i soldi della cassa delle ammende o  comunque da altre fonti. Non lo permetteremo. Noi siamo psicologi  penitenziari con una specializzazione e competenza uniche acquisite e  maturate “sul campo” in decine di anni e l’Ordine <strong>NON PUO’  PERMETTERE CHE ALTRI PSICOLOGI CON PREPARAZIONE TEORICA ACQUISITA  ATTRAVERSO CORSI DI ASSOCIAZIONI DI VARIO GENERE INFICINO I NOSTRI  VENTENNALI E TRENTENNALI SACRIFICI.</strong></p>
<p><strong>LA  NOSTRA LOTTA</strong><strong> SARA’ TOTALE PERCHE’ GIUSTA.</strong></p>
<p><strong>CON L’AIUTO DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI. OPPURE DA SOLI</strong>.</p>
<p>Grazie per l’attenzione.</p>
<p>P.S. Ma io continuo a chiedermi: ma per quale ragione devo pagare 145.00 € ?</p>
<p>In fede</p>
<p>Dottoressa Ada Palmonella</p>
<p>Psicologo</p>
<p>Esperto del Tribunale Penale e Civile di Roma</p>
<p>Esperto del Ministero di Giustizia per gli Istituti Penitenziari</p></blockquote>
<p>
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		<title>Protesta contro il passaggio di Psicologia sotto Medicina</title>
		<link>http://nicolozarotti.com/protesta-contro-il-passaggio-di-psicologia-sotto-medicina/</link>
		<comments>http://nicolozarotti.com/protesta-contro-il-passaggio-di-psicologia-sotto-medicina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 11:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[1]]></category>
		<category><![CDATA[2]]></category>
		<category><![CDATA[3]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[nicola piccinini]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/cancello_psicologia.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Posto qui sotto il testo della<strong> protesta </strong>a cui ha dato vita <strong><a href="http://nicolapiccinini.it/mail-bombing-consiglio-nazionale-ordine-psicologi/2010/11/" target="_blank">Nicola Piccinini</a></strong>, consigliere dell&#8217;<strong>Ordine degli Psicologi del Lazio</strong>, contro il passaggio delle facoltà di<strong> Psicologia 1 e 2</strong> sotto la facoltà di <strong>Medicina</strong> a <strong>Roma</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/cancello_psicologia.jpg" alt="" /></p>
<p></p>
<p>Posto qui sotto il testo della<strong> protesta </strong>a cui ha dato vita <strong><a href="http://nicolapiccinini.it/mail-bombing-consiglio-nazionale-ordine-psicologi/2010/11/" target="_blank">Nicola Piccinini</a></strong>, consigliere dell&#8217;<strong>Ordine degli Psicologi del Lazio</strong>, contro il passaggio delle facoltà di<strong> Psicologia 1 e 2</strong> sotto la facoltà di <strong>Medicina</strong> a <strong>Roma</strong>. Invito qualunque <strong>psicologo</strong> o <strong>studente di psicologia</strong> a diffonderla, affinché le implicazioni di questa <strong>manovra didattica</strong> non passino inosservate e<strong> sotto silenzio</strong>.<span id="more-3402"></span></p>
<blockquote><p>Caro collega, <a href="http://www.nicolapiccinini.it/protesta/" target="_blank">unisciti alla protesta contro il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e l’Ordine Lazio</a>. La Psicologia sta passando sotto Medicina nel silenzio… le nostre istutizioni ci lasciano all’oscuro! Il 13 SET 2010 <strong>la Facoltà di Psicologia di Roma</strong>, prima in Italia per numero di iscritti, <strong>è passata sotto la Facoltà Medicina</strong>.  La Sapienza di Roma decide la riorganizzazione “ispirandosi” al Decreto  Gelmini, di fatto, non ancora approvato. Vengono formate 11 nuove  Facoltà su 12 possibili, nonostante Psicologia avesse i numeri per  rimanere autonoma, viene accorpata a Medicina. <strong>In altri atenei italiani ci si muove in direzioni simili </strong></p>
<p>L’Ordine Psicologi Lazio informa i colleghi solo a fine settembre, a  giochi fatti. Il Consiglio Nazionale Psicologi si rifiuta di affrontare  la questione nonostante sia stata proposta all’OdG. Le nostre  istituzioni hanno lasciato che tutto accadesse nel più assordante SILENZIO, lasciandoci completamente ignari ed ignoranti.</p>
<p><a href="http://www.nicolapiccinini.it/protesta/" target="_blank">LA PSICOLOGIA STA PASSANDO SOTTO MEDICINA NEL SILENZIO…</a></p>
<p><a href="http://www.nicolapiccinini.it/protesta/" target="_blank">INVIA LA LETTERA DI PROTESTA AL<br />
CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE PSICOLOGI<br />
ED ALL’ORDINE PSICOLOGI LAZIO</a></p>
<p>L’inaccettabile immobilismo del Consiglio Nazionale è fatto che  riguarda tutti gli psicologi italiani e tutti gli studenti di Psicologia  italiani!</p>
<p>Si decidono le sorti di 100 anni di Psicologia, di circa 70.000  psicologi, di oltre 80.000 studenti di Psicologia senza attivare un  dibattito partecipato, né garantire adeguata trasparenza ed  informazione.</p>
<p>PER UNA PSICOLOGIA AUTONOMA,<br />
PER IL DIRITTO DI ESSERE GOVERNATI DA UN ORDINE<br />
CHE TUTELA E SERVE LA PROFESSIONE</p>
<p>A<strong>DERISCI ALL’INIZIATIVA ED INVIA IL COMUNICATO</strong></p>
<p>DIFFONDI QUESTA EMAIL A TUTTI I TUOI COLLEGHI</p>
<p>Facciamo arrivare migliaia di email di richiesta di spiegazioni ai  nostri presunti rappresentanti. Che ci chiariscano il perché di tale  silenzio e di tale decisione!</p></blockquote>
<p>
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