Il dito e la luna
1.28 di notte. 31 dicembre. Domani entriamo negli anni ’10, ma a me sembra ancora di essere rimasto agli anni ’90. Li vedo vicini, mi sembra di toccarli e ne parlo ancora come se si trattasse di due, tre anni fa al massimo. Poi faccio i conti e mi vengono i brividi. Solo per modo di dire, beninteso. Che il tempo passa lo sappiamo tutti, ma ogni tanto fa bene fermarsi un secondo per ricordarselo.
Chiudo la prima decade del Duemila con una consapevolezza in più, sgusciata fuori all’improvviso in questi ultimi, sfuggenti giorni dell’anno: conosco meglio il significato della fragilità.
A cosa sia dovuta questa mia maggiore cognizione di causa, be’… non ho voglia di parlarne. Ma una cosa è certa: ora capisco quei cantanti, quegli scrittori, quei poeti e quei pittori. Li capisco tutti, dal primo all’ultimo, da un giorno all’altro. Le note, le frasi,i versi, i colori… tutto ha una sua precisa collocazione, tutto è ordinatamente disposto. Era sempre stato lì, ma io non lo potevo vedere.
Purtroppo. E per fortuna.
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Riflessioni | Commenti (0)Lettera aperta a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
è da un po’ che non ci si sente eh? L’ultima volta che ti ho scritto è stato due anni fa per chiederti di farmi uscire latino in seconda prova alla matura, e immagino tu ricordi come sia andata poi – ellenicamente – a finire. Ma non fa niente, in fondo non me la sono presa più di tanto e sai che ti voglio ancora bene.
Questa volta però, impugno la penna per qualcosa di più serio.
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Piccola perla dai Negrita
Tra una botta che prendo, e una botta che do
Tra un amico che perdo e un amico che avrò
Che se cado una volta, una volta cadrò
E da terra, da lì m’alzerò.
C’è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò…

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Riflessioni | Commenti (0)Pensieri deliranti all’una di notte
E’ l’una di notte e tutto va bene. E, come ogni sera, mi viene da chiedermi perchè non vado a letto prima. Le risposte, oggi, sono varie: non riesco ad addormentarmi, ho voluto guardare Anno Zero fino alla fine (ma solo dopo aver visto Shrek Terzo, beninteso) e il computer riesce sempre e comunque a manifestare quell’assurda attrazione che non mi permette di schiodarmi fino a tarda notte.
Almeno stasera non sono solo. Mia madre sta correndo dietro alla gatta che, per l’ennesima volta, ha preso la carta igienica e l’ha portata in giro per mezza casa. Una scena esilarante, ma se provo a ridere sbadiglio, quindi meglio di no. Anzi, l’ho appena fatto.
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