
Noi italiani siamo un popolo complesso. Mussolini diceva che governarci non è difficile, ma inutile. Siamo quel popolo che in qualche modo tira sempre avanti il carro, anche quando i buoi sono stramazzati al suolo. Quel popolo che, nonostante le avversità, la spiccata tendenza a lamentarsi sempre e a pensare che le cose vadano sempre e comunque male, ce la fa in ogni caso. Ma questo riguarda solo il nostro spirito. Ci sono un paio di cosette per cui invece essere italiano non conviene affatto.
Di politica l’Italia non ha mai capito niente. Basta dare una rapida occhiata alla nostra storia per capire che abbiamo sempre passato più tempo da sottomessi che da governatori. Abbiamo millenni di arte e pensiero alle spalle, ma l’unità l’abbiamo conquistata meno di 200 anni fa. Fino ad allora cosa eravamo? Una penisola fatta di piccoli regni, repubbliche e ducati che si guardavano male l’un l’altro. E dopo la tanto agognata unità? Abbiamo vissuto 60 anni di monarchia per poi finire sotto una dittatura. Dalla padella nella brace, come si suol dire. E poi c’è ancora chi dice che dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani perchè noi deriviamo dall’Impero Romano.
Finita la dittatura abbiamo visto la luce in fondo al tunnel: la Repubblica. Quel sacrosanto referendum del 2 giugno del ’46 che ha dato un bel calcio nel culo ai Savoia e ci ha donato la democrazia. Ah, democrazia…il potere del popolo. E’ una parola che, oltre al carico di significato che si porta dietro, suona pure bene. Magari l’avessimo interpretata altrettanto positivamente.
Non mi dilungherò troppo sulla storia della Repubblica Italiana, tutti noi sappiamo all’incirca com’è andata: dal trentennale dominio della DC all’azzeramento della Prima Repubblica. A conti fatti, non avevamo capito un granchè di come funziona la democrazia. Che poi, per carità, qualcuno in gamba lo abbiamo avuto anche noi. Ma se volessimo fare un paragone con i politici delle altre realtà internazionali di quel tempo, ci converrebbe nascondere la testa sotto la sabbia.
Ora siamo in quella che ci piace tanto chiamare la Seconda Repubblica, quella che doveva portare una ventata di novità nel panorama politico del Bel Paese. E, se diamo uno sguardo alla storia più recente, puntualmente ci arriva la riconferma che noi di politica non abbiamo mai capito una mazza. A quasi 20 anni da Mani Pulite siamo di nuovo uno dei paesi più corrotti d’Europa e, se una volta gli altri ci deridevano, adesso ci guardano giustamente con sospetto e preoccupazione perchè da giullare di corte siamo passati allo status di mina vagante dalle azioni alquanto imprevedibili.
”Tutta colpa di Berlusconi” dirà qualcuno. Vero, ma non del tutto. La colpa non è solo di quelli (come il sottoscritto) che si sono fatti fregare come polli e l’hanno votato più o meno ingenuamente. E neanche di quelli che continuano ostinatamente a votarlo. La colpa è di tutta l’Italia. Siamo un paese che è abituato a farsi fregare in politica. Siamo talmente avezzi a certe assurdità che quando vediamo gli altri paesi rimaniamo a bocca aperta. E poi veniamo a sapere che in realtà quella è la norma!
Quello che non capiamo è che ogni popolo ha il governo che merita. E proprio per aumentare la consapevolezza della gente, quella che magari non riesce ancora a notare le differenze tra noi e gli altri, ho deciso di lanciare la serie ”C’è chi può e chi non può (No, we can’t)”. Si tratta di una serie di video che pongono a confronto Silvio Berlusconi e Barack Obama in situazioni simili. Sulla falsariga di quel vecchio passatempo che si può reperire ancora sulla Settimana Enigmistica: ”Trova le differenze”.
Si parte con l’episodio 1, ”Il comizio”. Qui sotto potete guardare il video. Per rimanere aggiornati man mano che pubblicherò gli episodi successivi, potete iscrivervi al mio canale su YouTube, che trovate qui.
E ora…TROVATE LE DIFFERENZE!
12 giugno 2009 at 1:44 pm
approvo
30 ottobre 2010 at 12:46 pm
In Italia qualcuno ha pensato che la politica fosse uno show, un palcoscenico, e, come tutti gli spettacoli, dovesse cercare di attirare persone in ogni modo. Forse questa è una reminiscenza del popolo italiano bravo a fare baldoria. La realtà è che lo show ha stancato. Anche quelli che qualche anno fa avevano un’idea più o meno precisa da che parte stare, oggi sono molto confusi. Ciò che era maturo ora è marcio. Ed è facile paragonare il marcio al progresso. Perchè Obama è una nuova realtà che si spinge verso il futuro. Io non riesco neanche a immaginarmelo il futuro del mio paese, perchè anche io, come molti altri, sono distratta da un presente pieno di cose spiacevoli, e da un passato pieno di speranze.. Complimenti per il blog :)
6 novembre 2010 at 8:21 pm
non mi ricordo dove trovai questa frase:
“abbiamo scoperto che i politici italiani sono dei mascalzoni. ora ci resta solo da scoprire chi li ha votati”
della serie chi è causa del suo mal…