
Ed eccoci al secondo appuntamento con ”C’è chi può e chi non può (No, we can’t)”, la serie di video che mette a confronto Barack Obama e Silvio Berlusconi in situazioni simili. Questo episodio riguarda il tipo di programma televisivo a cui ogni politico di una certa importanza istituzionale ha partecipato almeno una volta: sto parlando ovviamente dei talkshow. Il video mette a confronto la partecipazione di Obama al Late Show di David Letterman (uno dei più famosi, se non il più famoso, talkshow americani) con la partecipazione di Berlusconi a Porta a Porta di Bruno Vespa.
Qui sotto potete guardare il video. Per rimanere aggiornati man mano che pubblicherò gli episodi successivi, potete iscrivervi al mio canale su YouTube, che trovate qui.
E ora…TROVATE LE DIFFERENZE!
30 ottobre 2010 at 12:40 pm
In Italia qualcuno ha pensato che la politica fosse uno show, un palcoscenico, e, come tutti gli spettacoli, dovesse cercare di attirare persone in ogni modo. Forse questa è una reminiscenza del popolo italiano bravo a fare baldoria. La realtà è che lo show ha stancato. Anche quelli che qualche anno fa avevano un’idea più o meno precisa da che parte stare, oggi sono molto confusi. Ciò che era maturo ora è marcio. Ed è facile paragonare il marcio al progresso. Perchè Obama è una nuova realtà che si spinge verso il futuro. Io non riesco neanche a immaginarmelo il futuro del mio paese, perchè anche io, come molti altri, sono distratta da un presente pieno di cose spiacevoli, e da un passato pieno di speranze.. Complimenti per il blog :)
30 ottobre 2010 at 12:41 pm
sorry, questo commento era per il primo episodio ^.^
6 novembre 2010 at 8:49 pm
la cosa che mi è piaciuta di Obama è che lui ha citato sia JFK che Reagan, non ha fatto nessuna stupida distinzione fra partiti. il presidente americano, di qualunque parte sia, è un elemento di unione del popolo americano, repubblicani e democratici, mentre Berlusconi ragiona con la filosofia del “o con noi o contro di noi”.
e comunque, io non sono uno psicologo, ma mi sembra di ricordare che quando qualcuno parla di sé in terza persona ha dei problemi…