
Oggi vi vorrei parlare di una delle attività che, volente o nolente, più coinvolgono il giovane studente universitario: la mail al professore.
Ebbene sì, quante volte ci capita di dover scrivere ad un docente per sapere quand’è il prossimo appello, per quanto varrà il suo voto o semplicemente per chiedere qualche chiarimento sulle lezioni? Tante, forse troppe. E in questo la posta elettronica ci ha reso veramente le cose semplici (pensate se dovessimo scrivere lettere cartacee).
Per quanto però la mail sia una forma di comunicazione semplice e veloce, ciò non significa che possiamo scrivere come se ci rivolgessimo al nostro migliore amico. E questo credo lo sappiate tutti, quindi non mi dilungherò sul fatto di dover usare un linguaggio formale.
Ciò di cui voglio occuparmi, invece, è il problema esattamente opposto: l’eccesso di formalismo.
Spesso infatti capita che, indecisi su cosa scrivere, ci buttiamo sul peggior linguaggio leopardiano con la pretesa di nascondere la nostra insicurezza dietro a termini aulici e ricercati. Prendete questo esempio:
Esimio Professor XYZ,
sono uno studente del II anno di Psicologia. Le scrivo, sperando di non arrecarle disturbo, col fine di chiederLe quando avranno inizio le lezioni del suo corso di Psicologia Generale, dal momento che, non essendo riuscito a passare in facoltà a causa di un malessere debilitante e non avendo potuto contattare nessuno dei miei compagni a causa di problemi col telefono, non ho avuto modo di prendere visione degli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà, orari che ora non sono più presenti.
La ringrazio per la sua grande disponibilità.
Distinti saluti,
Pinco Pallino
Ora, a prima vista questa mail potrebbe sembrare corretta. E, sintatticamente e grammaticalmente lo è. Ma il registro è un disastro.
Cominciamo dall’inizio:
Esimio Professor XYZ
Come non possiamo scrivere “Caro Professor XYZ”, fa pure ridere eccedere con gli attributi (e sa di leccaculo). La regola in verità imporrebbe di usare “egregio” con gli uomini e “gentile” con le donne, ma onestamente non vedo perché un uomo debba avere di diritto tale titolo altisonante.
Per come la vedo io, “Gentile professor XYZ” andrà benissimo.
(…) sono uno studente del II anno di Psicologia.
Qua il professore potrebbe pensare “mi fa piacere, ma chi sei?”, e avrebbe tutte le ragioni di questo mondo. Bisogna presentarsi, SEMPRE, anche se poi ci si firma. Pure voi, quando leggete una mail o una lettera, volete sapere subito chi vi sta scrivendo, no?
Le scrivo, sperando di non arrecarle disturbo…
Non gli avete ancora chiesto nulla e già vi scusate? Tagliare, subito. Sa di leccalulo docile e servizievole. Aggiungete piuttosto, alla fine della mail, un semplice “mi scuso per il disturbo”.
(…) dal momento che, non essendo riuscito a passare in facoltà e non avendo potuto contattare nessuno dei miei compagni a causa di problemi col telefono, non ho avuto modo di prendere visione degli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà, orari che ora non sono più presenti.
“Ma che cazzo me ne frega?”. Tre quarti dei professori penseranno questo. E hanno ragione: che gliene frega di sapere i motivi per cui non siete riusciti a vedere gli orari (soprattutto se, per giustificarvi, parlate di un “malessere debilitante” invece che dire “stavo male”)? Scrivete semplicemente “dal momento che non sono riuscito a vedere gli orari pubblicati sul sito di facoltà, che ora non ci sono più”.
Se il professore vi chiederà le motivazioni, allora sarete voi a poter pensare – giustamente – “che gliene frega?”.
La ringrazio per la sua grande disponibilità.
Non vi ha manco risposto e già lodate la sua – grande (?) – disponibilità? Ricordate cosa dicevo sul sembrare dei leccaluli patentati? Ecco.
Un “la ringrazio anticipatamente/in anticipo” andrà più che bene.
Distinti saluti,
Pinco Pallino
Vi prego, non “distinti”. Qualunque cosa, ma non “distinti”. “Distinto” in italiano indica qualcosa di diverso, che non rientra nella norma. Di per sè non ha un’accezione: si può essere “distinti” anche perchè si è delle merde.
Per questo vi consiglio di usare una forma meno ridicola, come “cordiali saluti” o, molto semplicemente, “saluti”.
Ecco dunque come dovrebbe apparire la nostra mail:
Gentile Professor XYZ,
sono Pinco Pallino, uno studente del II anno di Psicologia. Le scrivo per chiederle quando inizieranno le lezioni del suo corso di Psicologia Generale, dal momento che non ho avuto modo di vedere gli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà, che ora non ci sono più.
La ringrazio in anticipo e mi scuso per il disturbo.
Cordiali saluti,
Pinco Pallino
Semplice, veloce ed efficace. Ricordatevi che più cercherete un linguaggio forbito e prolisso, più annoierete il destinatario: state chiedendo degli orari ad un professore, non la mano di una donzella ad un aristocratico di fine Ottocento!
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1 marzo 2010 at 5:44 pm
Gentile professoressa
Egregio professore
mi pare sia questa la regola.. gentile per donna!
1 marzo 2010 at 5:46 pm
Personalmente ho scritto sempre gentile per entrambi… egregio mi sa troppo di leccaculo.
17 luglio 2010 at 1:05 pm
Perché?
17 luglio 2010 at 12:43 pm
Personalmente perferivo l’ email “leccaculo” -.-’
30 settembre 2010 at 6:18 pm
ok che la prima era leccaculo, ma la seconda mi pare tanto da “strafottente”…
1 ottobre 2010 at 10:14 am
Mi rivedo molto in questa formula rivisitata che ho sempre fatto mia.. ad esclusione dei “cordiali” saluti. Distinto indica qualcosa “di riguardo”, di rispettoso ma anche di “elegante” – in pratica mi faccio un complimento da solo. :D
7 ottobre 2010 at 7:57 pm
La prima e-mail è esagerata ma l’ultima manca di quel tocco di educazione e gentilezza adeguato per chiedere un’informazione a un prof… un’informazione che non solo lui potrebbe dare.. sa un po’ di “volevo sapere questo, dimmelo.” Comunque è indiscutibilmente meglio della prima…
23 ottobre 2010 at 6:29 pm
Ottimo tutorial!
in effetti la prima mail usa un registro troppo aulico per un contesto, si formale, ma non troppo!
secondo me solo una persona veramente terrificata all’idea di dover rivolgersi a un professore (soggetto dotto)
usa un linguaggio simile,ovviamente per non sembrare il primo degli analfabeti, ma lo fa sbagliando.
un registro così è anacronistico!
10 novembre 2010 at 3:34 pm
D’accordo su tutto, tranne che sull’esordio (gentile si usa SOLO per le donne, per gli uomini bisogna usare egregio o preg.mo)e sui saluti (cordiali saluti è troppo confidenziale, meglio distinti saluti, tanto più che è una formula di uso corrente nel linguaggio formale).
8 dicembre 2010 at 1:34 pm
ma il tuo articolo è ridicolo piuttosto….gentile professore…..
8 dicembre 2010 at 5:20 pm
Concordo con alice.
Inoltre, con il rischio di passare per pedante, vorrei sottolineare che il tuo articolo ha due errori ortografici!
Non sei tu che nei tuoi antistupri grammaticali esorti a scrivere “perché” in luogo di “perchè” e “sé” al posto di “sè”?
Adesso cosa fai, applichi la pena che riservi agli stupratori grammaticali? :D
Cordialmente
5 gennaio 2011 at 7:12 pm
Come diceva Laura,
“gentile” si usa per le donne; per gli uomini si usa “egregio”.
Il titolo, inoltre (“prof.”, “dott.”) ecc., se seguito dal nome va in minuscolo.
17 gennaio 2011 at 4:11 pm
Nel secondo periodo eviterei l’anacoluto (è scorretto e nuoce alla leggibilità). Sostituirei con qualcosa del genere:
Non ho avuto modo di vedere gli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà [e considerato che non sono più reperibili], le scrivo per chiederle quando inizieranno le lezioni del suo corso di Psicologia Generale.
P.s. Scusa, ma oltre la forma, stando ai contenuti, l’email sembra comunque ridicola… ma davvero qualcuno si sogna di chiedere gli orari delle lezioni universitarie ai professori? Alle scuole superiori posso capire ma, all’università, è un tantinello triste (una banale telefonata all’uff. della Segreteria di Facoltà, no?)
3 marzo 2011 at 8:30 pm
ahahahah! anche io, essendo una studentessa universitaria alle prime armi, sono sempre in difficoltà!! grazie dei consigli, dopo qualche mail altisonante ho capito che forse sarebbe stato meglio cambiare stile!!!
10 luglio 2011 at 4:57 pm
hiaihaihaiahhauuah complimenti troppo bello questo articolo e anche utile!
Ho riso troppo quando dici di non fare il leccaculo…. è troppo vero!
13 luglio 2011 at 6:15 pm
Validissimi consigli, ma concordo con chi dice che entrambe le forme hanno i loro difetti. Poi non tutti i professori sono uguali, ne conosco alcuni che preferirebbero di gran lunga la prima versione (magari non così forzatamente idiota). E poi “distinti” o “cordiali”… ma chissene frega: son saluti, quello sì è formalismo.
Ah, il fatto che la cortesia sia quasi morta non vuol dire che chi la pratichi ancora sia un leccaculo secondo me. Senza eccessi, ovvio.
13 luglio 2011 at 6:17 pm
Doveva esserci una virgola tra “leccaculo” e “secondo me” :D
21 luglio 2011 at 11:43 am
Sinceramente io non userei mai “Gentile Professore” mi suona piuttosto ridicolo ( e se mi sto rivolgendo ad uno stronzo di prima categoria? Va bene l’educazione ma la menzogna no! ), piuttosto userei un “Buongiorno Professore/ Professoressa Tal dei Tali…” che mi suona comunque gentile ma senza essere né troppo da lecca culo né eccessivamente formale.
Cordiali Saluti? No dai… Distinti, Distinti!
17 agosto 2011 at 9:21 pm
infatti, coincido con aurora.,..gentile ed egreggio come tante altre presentazioni non sono altro che ridicole e da lecca, se si scrive via mail..si puo’ tranquillamente saltare e non scrivere il nome straovvio del proffessore, non si perde in assoluto la formalita’.
9 ottobre 2011 at 5:00 pm
un “salve prof” no? XD
16 gennaio 2012 at 6:08 pm
I professori ordinari e straordinari vanno insigniti dell’appellativo “Chiarissimo”.
Quindi è corretto utilizzare la forma:
“Chiarissimo/a Professore/ssa XXX XX”.
“Egregio Dott.” o “Gentile Dott.ssa” si usa per gli assistenti/ricercatori.
Sono formalità da usare, come ad esempio nel caso di “Magnifico” per appellare il Rettore, o “Amplissimo” per il Preside di Facoltà.
Sbagliatissimo “Salve”: equivale ad un comune “Ciao”.
26 gennaio 2012 at 2:39 pm
E io che volevo esordire con un Buongiorno prof! XD