
Santanchè:
“Perchè quando lei si fa collegare con quel signor Zincone da New York… (…) Zincone, domani le mando un appunto sui processi!”
Zucconi:
“(…) ecco, non Zincone, un rispettabilissimo collega, ma non vorrei confonderlo con un altro. Forse non era informata su questo punto la signora Santanchè.”
Santanchè:
“Ma sa, chi non sa farsi ricordare il cognome non è mai colpa di chi non se lo ricorda, ma di chi non è capace a farlo ricordare. Infatti l’hanno mandato a New York.”
Zucconi:
“No, signora. Qui dietro è la Casa Bianca, è Washington. E’ un’altra città, ma non stiamo a guardare il dettaglio…”
Nel PDL si marinano le lezioni di geografia e grammatica, eh?
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21 gennaio 2011 at 7:58 pm
oltretutto la Santanché ha certe labbra a gommone che non riesce ad articolare le parole. mi dà la sensazione che parli con la bocca piena di purè di patate (non malignate su questo paragone per favore)
21 gennaio 2011 at 7:58 pm
Ma no, i nostri parlamentari sono tutti laureati, ogni errore è licenza poetica!!
21 gennaio 2011 at 8:42 pm
La Santanchè è una maleducata indisponente
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21 gennaio 2011 at 10:03 pm
Dopo questa ennesima perla dei paladini della “cultura televisiva” italiana, ESIGO e sottolineo ESIGO almeno una laurea ad honorem in qualsivoglia facoltà!
22 gennaio 2011 at 2:54 pm
articolare un discorso di senso compiuto per questa donna è un trauma…già quando si appella all’Italia non si capisce bene se colga il senso e lo spessore di quello che dice. Del resto è così intenta a domandarsi il motivo della presenza di Santoro e di altri giornalisti in televisione da non avere il tempo di interrogarsi sul senso della sua presenza nel governo.
23 gennaio 2011 at 3:06 pm
embé, al corso di buonsenso pare non essersi nemmeno iscritta.
E poi questo vezzo di sbagliare di proposito i cognomi dell’interlocutore a me pare talmente infantile. Possibile che questi signori (mi viene in mente fede, ad esempio) si sentano dei gran furbacchioni nel farlo?
24 gennaio 2011 at 9:41 am
Gli Italiani,sì, sono stufi di pagare…: persone che come Lei, signora Santanchè,urlano anzichè parlare (nessuno le ha detto che è più piacevole ascoltare una voce bassa?); sfoggiano la loro “cultura” (!?!)in modo appropriato; smettono di invocare sempre la sinistra, perchè qui non si tratta di sinistra o di destra o di centro, ma di buon senso, di educazione, di etica che è super partes (sa cosa vuol dire?). Vorremmo vedere politica ben fatta, nell’interesse proprio degli Italiani e non finta politica nell’interesse dei politici italiani; se il popolo è sovrano, allora chinatevi ad esso, rispettatelo ed ascoltatelo. Non prendete stipendi da capogiro dati a persone non degne di questo, non abbiate timore di perdere la vostra “cadrec”, aiutate chi davvero ne ha bisogno: altrimenti tra non molto ci sarà una lunga fila “umanitaria” alle porte di Arcore per vedere se funziona ancora il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci!