È così che vogliamo finire?

“È il momento più difficile dalla fine della Seconda guerra mondiale: chiedo a tutti la massima unità.”
Qualora ve lo steste chiedendo, no. Questa frase non è uscita dal solito politicante italiano di turno che se la prende coi magistrati, la Costituzione o Topo Gigio. Questa è una frase che è uscita dalla bocca di Naoto Kan, primo ministro giapponese, nell’atto di dichiarare lo stato di emergenza nucleare, il codice rosso, in seguito a cedimenti strutturali in quattro centrali nucleari dovuti al terremoto di questo venerdì.

Il Giappone, si sa, è uno dei paesi più sismici al mondo. Di conseguenza, è uno dei paesi più preparati ai pericoli derivanti dai terremoti e dispone delle tecnologie nucleari più avanzate per far fronte a tali rischi. Ma ciò non è bastato. Un terremoto di magnitudo 9 (che, ricordiamo, corrisponde a una potenza mille volte superiore a quello che ha colpito L’Aquila) è troppo potente, anche per i giapponesi.

Ciononostante, la maggior parte dei morti è stata causata dagli tsunami e non dalla scossa. Questo perchè evidentemente gli edifici non erano costruiti con la sabbia.
Il pericolo, come già detto, è ora un altro: dalle centrali stanno uscendo delle nubi radioattive che, per il momento, si dirigono verso il Pacifico. Ma se il vento cambierà direzione, esse cominceranno a dirigersi verso Tokyo, dove risiedono dieci milioni di persone il cui destino è ora appeso a un filo. Senza contare che, se si metterà a piovere, i danni saranno irreparabili.

Vediamo quindi di riflettere tutti quanti.
Riflettere sul fatto che se da una parte anche l’Italia è uno dei paesi più sismici al mondo, dall’altra essa dispone di risorse tecnologiche ed economiche infinitamente minori.
Riflettere sulle boiate dette da quella stupida pubblicità del forum sul nucleare, che al secondo 11” se ne esce con “Ci sono dubbi sulle centrali, ma non ce ne sono sulla sicurezza.”
Riflettere su come vengono amministrate le questioni edilizie in casa nostra e sulle probabilità che da noi vengano costruite centrali veramente prestanti.

Riflettiamo e ricordiamoci queste immagini quando andremo a votare il 12 e 13 giugno.
Anche perché, a ben pensarci, ho sbagliato il titolo di questo articolo. In un’eventualità del genere, noi non finiremmo come loro.

Noi finiremmo decisamente peggio.

53 Thoughts on “È così che vogliamo finire?

  1. Fabrizio on 25 marzo 2011 at 10:04 am said:

    Mitia,
    Resisto alla tentazione di credere che nelle tue argomentazioni sussista il dolo, visto che tiri continuamente in ballo l’esaurimento del petrolio e glissi spudoratamente sulla risorsa che di fatto è esaurita, l’uranio.
    le tue parole tipo “MOLTO MOLTO LIMITATE MORTI DOVUTE AL NUCLEARE” o “NON FARSI PRENDERE DALL’ONDA EMOTIVA” rosicchiano ulteriormente la mia resistenza e allora penso, se non c’è il dolo, che persona sei? chissenefotte se “qualche” bambino sarà malformato, non vivrà che per qualche anno di sofferenza? tutto perchè dobbiamo “progredire”? o più pragmaticamente accendere l’aria condizionata?
    Caro Mitia, tu invece preferiresti morire annegato, avvelenato o con una roulette russa tirando però 6 volte di seguito il grilletto? no perchè questa è la domanda che fai a Giovanna, personalmente preferirei la morte naturale e questo davvero vorrebbe dire che siamo “progrediti”.
    Non esiste una emergenza energia checchè tu ne dica, ed eventualmente le alternative ci sono ma tu come i poteri forti non le volete nemmeno prendere in considerazione, roba tipo la riduzione dei consumi, l’efficenza energetica, la micro-produzione e ancora riduzione…
    Ovvio queste cose sono in antitesi alla stessa esistenza di: Alstom Power, Ansaldo nucleare, Areva, E.ON, EDF, Edison, Enel, Federprogetti, GDF Suez, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse e tutti gli altri PORCI del Forum Nucleare Italiano.

    figgeu a saià düa

  2. Mitia on 25 marzo 2011 at 2:41 pm said:

    Fabrizio, dove tu possa vedere il mio dolo eventuale lo ignoro, e francamente non me ne frega un cazzo.
    Dove tu veda che io glissi qualcosa, idem.

    Se (io) avessi tempo e voglia, potrei anche fare un riassunto delle minchiate che hai detto e, con un semplice copia-incolla, rimandarti punto-punto a cose alle quali IO ho risposto e sulle quali TU hai glissato.

    Dato che però ho la palpabile sensazione che tu sia un fanatico, e contro la stupidità non esiste ragione che tenga, rinuncio a qualsiasi intento di dibattito perché è tempo perso.

    Ti tranquillizzo su una cosa però: se sei preoccupato che il prossimo revamping di Vado Ligure possa portarti un reattore sotto casa, stai pure tranquillo che il sito è tutt’altro che indicato.

    E sì, figioli, sarà proprio dura, se ci sono quelli come te che, inforcati i paraocchi della trita e sterile propaganda idealista, si ostinano pervicacemente a negare la realtà.

  3. fabrizio on 28 marzo 2011 at 7:49 am said:

    E certo, chi la pensa diversa da te deve per forza essere un fanatico, mentre nella fredda e cruda “scienza” dalla quale sei illuminato sta la verità. Pertanto si può passare sulle idee sulla schiena e sulla terra dei villici ignoranti, sempre in nome del progresso, mica per tuoi diretti o meno interessi…

    ho finito anch’io
    Arvedse

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