Nicolò Zarotti's Blog

Elezioni anticipate? Ma siamo sicuri di volerle veramente?

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Gli avvenimenti politici degli ultimi giorni mi hanno spinto a fare qualche riflessione su quello che potrebbe essere il futuro prossimo venturo nel panorama istituzionale del Paese. Se da una parte, infatti, con le spallate di Fini,un nuovo No B. Day in arrivo e i consueti scandali si prospetta finalmente una possibile crisi del governo Berlusconi, dall’altra regna sovrano il dubbio sul da farsi nel caso una tale eventualità dovesse effettivamente realizzarsi.

Governo di transizione? Se sì, in mano a chi?
Elezioni anticipate?

Quest’ultime fanno molta gola, è vero. Ma non facciamoci prendere dall’euforia e analizziamo con più attenzione il prospetto di un eventuale ritorno alle urne:

a) La sinistra è completamente allo sbando, non ha carattere, non ha idee concordanti e, cosa peggiore di tutte, non ha un leader da poter anteporre a Berlusconi (Vendola non è ancora pronto e ha la benedizione di tutto il PD nonchè degli elettori).

b) Fini e i suoi sono ancora in una fase di transizione: sono fuori dal PDL ma, a livello di coalizione, sono ancora dentro e non avrebbero certo la forza di costruire un partito a sè stante in tempo per le elezioni.

c) La Lega è pronta a tutto pur di ottenere il federalismo fiscale: ciò significa che potrebbe benissimo continuare a sostenere il PDL in cambio della promessa di realizzare la riforma.

d) Casini & Co, si sa, sono come delle bandiere in un mare in tempesta e nessuno ci assicura che molti di loro non si facciano conquistare dai corteggiamenti di Berlusconi.

e) L’IDV è cresciuta, è vero, ma è ancora un partito minoritario che, per imporsi, avrebbe bisogno di un PD stabile a fargli da base, cosa in cui ovviamente non può sperare.

Ora, alla luce di tutto questo, vale veramente la pena di assumersi il rischio di andare alle elezioni?
Inutile prendersi in giro: le probabilità che Berlusconi vinca di nuovo, soprattutto con questa legge elettorale, sono buone e, qualora succedesse, verrebbe definitivamente consacrato sulla poltrona, privando gli italiani di ogni possibilità di sbarazzarsi di lui in tempi brevi.

Stiamo attenti, quindi, a ciò che facciamo. A volte si ottengono risultati migliori scavando la pietra con una goccia anzichè con un fiume in piena.

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