''...credo che prima o poi chiunque stia risalendo il fiume debba fermarsi sulla riva a riposare. Forse qualcun altro andrà più avanti e mi passerà di fronte guardandomi con aria compassionevole, quella di chi sa come gira il mondo. Ma se questo sa che il mondo gira, dovrebbe sapere che io giro insieme ad esso. E anche se mi fermo a prendere un attimo di respiro, questo lo so per certo, non smetto mai di girare...''

Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università

luglio 19th, 2009

Gli esami di Maturità sono terminati da poco, ma molti studenti si ritrovano a dover sostenere due prove forse ancora più difficili: la scelta della facoltà universitaria e l’eventuale ammissione ad essa.  Sono infatti molte ormai le facoltà che chiudono il numero di iscrizioni ai corsi a causa del sempre più alto numero di studenti che fanno richiesta. Inutile dire che, nel marasma che si viene a creare, le case editrici ci vanno a nozze: si trovano infatti in giro innumerevoli manuali di preparazione per gli esami di ammissione. Ma come orientarsi nella scelta e nella preparazione?

Ho deciso a questo proposito di scrivere alcuni suggerimenti sulle facoltà pubbliche più diffuse e sugli esami di ammissione. E’ importante capire che non costituiscono delle verità assolute, ma derivano dalla mia esperienza personale e dalle testimonianze di molte altre persone che hanno intrapreso percorsi universitari diversi dal mio. Spero possano esservi utili ed aiutarvi a compiere una delle scelte più importanti della vostra vita.

LA SCELTA DELLA FACOLTA’

Per chi non ha nessuna passione specifica, la scelta della facoltà da intraprendere è spesso piuttosto combattuta. Ricordatevi sempre di fare una piccola ”autoanalisi” per capire cosa vi piace sul serio e per cosa siete portati. Seguite le vostre passioni e non il portafogli. Ricordatevi che scegliere una facoltà solo per motivi economici nella maggior parte dei casi non porta da nessuna parte. Ma vediamo una carrellata delle caratteristiche di ciascuna facoltà.

ARCHITETTURA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: Facoltà adatta a chi piace disegnare e progettare. Richiede molta pazienza, precisione e una discreta capacità manuale, visto l’alto numero di plastici che si dovranno costruire nel corso degli anni. Proprio per via di queste attività ”manuali”, prevede un alto numero di ore di lezione. E’ generalmente molto più semplice di Ingegneria, ma non offre gli stessi sbocchi dato che in Italia (al contrario del resto d’Europa), la figura dell’architetto e dell’ingegnere non sono ancora equiparate. Buone abilità in matematica e fisica, per quanto non indispensabili (al contrario di Ingegneria), sono caldamente consigliate.

AMMISSIONE: Prendetevi uno dei tanti manuali e concentratevi sulla matematica, sulla fisica, sulla logica ed eventualmente sulla storia dell’arte.

ECONOMIA

NUMERO CHIUSO: No (spesso è obbligatorio un test di autovalutazione delle competenze pregresse)

ORIENTAMENTO: Indicata per chi ha una mente piuttosto analitica e calcolatrice. Le persone concrete e pragmatiche trovano in questa facoltà una scelta azzeccata. E’ generalmente richiesta un’abilità più che in matematica ed in particolare nell’area analitica e statistica. Una volta considerata una facoltà facile, può riservare brutte sorprese per chi la prende sottogamba (specialmente riguardo alla matematica).

FARMACIA

NUMERO CHIUSO: Variabile in base all’università

ORIENTAMENTO: Adatta innanzitutto a chi è interessato ad aprire un’attività privata (volgarmente detto: una farmacia) o e entualmente a continuare l’attività dei genitori. In secondo luogo, può essere indicata per chi è interessato alla ricerca in campo farmaceutico, per la quale esiste il corso di studi in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (volgarmente chiamato CTF). Richiede buone conoscenze di chimica e biologia ed una predisposizione generale agli studi di tipo scientifico. Alcuni esami sono simili (per quanto sicuramente più facili) alla facoltà di Medicina e Chirurgia.

EVENTUALE AMMISSIONE: Concentratevi sulle materie chimiche e biologiche.

GIURISPRUDENZA

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Giurisprudenza è una delle facoltà più gettonate in assoluto e, a conti fatti, adatta in realtà a pochissime persone. Si è ingiustamente guadagnata la fama di facoltà che apre tutte le porte, ma quello che pochi sanno è che ha alcune delle percentuali più alte in assoluto di abbandoni e di disoccupazione dei neolaureati . Questo tendenzialmente accade a causa dell’affollamento generale: non sono rari casi di facoltà con più di 1000 studenti per lo stesso corso. Ma allora chi è adatto a Giurisprudenza? Gli studenti più indicati sono persone che non temono lo studio metodico, rigoroso e anche molto meccanico: per forza di cose molto spesso ci si ritrova a studiare molti argomenti a memoria. Oltre a ciò, se si è interessati ad una delle tre principali professioni forensi (avvocato, magistrato o pubblico ministero) va da sè che lo studente debba avere o perlomeno sviluppare determinate abilità oratorie. C’è da notare poi come, proprio a causa dell’affollamento, i professori tendano a fare delle vere e proprie ”selezioni” agli esami, con delle percentuali di bocciature altissime. Insomma, Giurisprudenza è una laurea che difficilmente si ottiene senza un vero interessamento alla materia. Da evitare quindi per tutti quelli che pensano ”non so cosa fare, vado a fare legge così poi posso fare tutto e comunque guadagnerò bene”. Le statistiche parlano chiaro: si laureano in pochissimi e anche quei pochissimi hanno vita dura se non hanno agganci famigliari o di altro tipo con qualche studio legale. Il corso di laurea è di tipo quinquennale a ciclo unico (non 3+2).

INGEGNERIA

NUMERO CHIUSO: No (spesso è obbligatorio un test di autovalutazione delle competenze pregresse)

ORIENTAMENTO: Ingegneria è una delle poche facoltà che ancora dà una buona garanzia di impiego veloce subito dopo la laurea. Purtroppo, però, la sua altissima difficoltà non la rende adatta a tutti. Chi vi si iscrive deve avere una mente molto analitica e quadrata e deve disporre di una buona capacità di risoluzione dei problemi in contesti predeterminati. Sono richieste già in partenza ottime competenze in matematica, fisica e chimica e gli esami sono decisamente duri (conosco persone che avevano un’ottima media di matematica e fisica alle superiori e che ora hanno problemi a passare gli esami di analisi). I corsi di laurea sono molto diversificati e offrono numerose scelte curriculari a seconda degli interessi (Ingegneria edile, navale, elettronica, ecc).

LETTERE E FILOSOFIA

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Facoltà umanistica per eccellenza, Lettere e Filosofia va bene per chiunque abbia una passione in uno degli ambiti umanistici e sia consapevole degli sbocchi limitati che questo tipo di laurea offre (nella maggior parte dei casi l’insegnamento). E’ una facoltà solitamente non molto difficile che si affronta senza troppi problemi. Offre molti indirizzi di studi, dalle Lettere Classiche a quelle moderne fino alle Lingue e Letterature Straniere (oltre, ovviamente, a Storia e Filosofia). Spesso include anche corsi di laurea in Scienze dei Beni Culturali, Storia dell’Arte, Archeologia e Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS).

MEDICINA E CHIRURGIA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: La facoltà di Medicina e Chirurgia include, oltre alla omonima laurea di 6 anni a ciclo unico, i corsi di laurea in Odontoiatria (4 anni) e nelle varie aree sanitarie (Fisioterapia, Ostetricia, Infermieristica, ecc), tutti a numero chiuso. Sono lauree molto dure, specialmente quelle in Medicina e Odontoiatria, e richiedono ottime conoscenze di matematica, fisica, chimica e biologia. Il percorso formativo per diventare medico, inoltre, è molto lungo: dopo i 6 anni di base si passano in media altri 4 anni in specializzazione. La costanza richiesta e la mole di argomenti da studiare sono altissimi e spesso possono avere pesanti ripercussioni sulla vita sociale dello studente. Perciò Medicina è adatta solo ai veri appassionati. Chi vi si iscrive (sempre che passi l’esame d’ammissione) senza una reale motivazione è quasi matematicamente destinato a mollare. Quindi, se pensate di tentare il test perchè vi piace Dottor House, risparmiate 50 euro e migrate verso altri lidi.

AMMISSIONE: Se invece siete realmente appassionati e fare il medico è il sogno della vostra vita, sappiate che i test d’ammissione a Medicina ed Odontoiatria sono i più difficili in assoluto. Conviene iniziare a studiare sin dalla fine dell’esame di Maturità (se non già negli ultimi anni di superiori) e bisogna anche mettersi in testa l’idea che, dato il basso numero di posti disponibili e l’alto numero di persone che tentano, è piuttosto improbabile passare al primo tentativo. Il test è uguale per tutto il territorio nazionale e si tiene dappertutto lo stesso giorno alla stessa ora, in modo che non possa essere tentato in più di una sede. Per questi motivi, chi ha intenzione di iscriversi a Medicina deve sempre tenersi pronte delle alternative nel caso non riuscisse a passare l’esame di ammissione. Riguardo alla preparazione, concentratevi su matematica, fisica, chimica, biologia e sulle domande di cultura generale proposte nei manuali.
Per scaricare i test d’ammissione degli ultimi 5 anni di medicina andate qui. Per quelli di odontoiatria, invece, qui.

PSICOLOGIA

NUMERO CHIUSO: Variabile in base all’università, nella maggior parte dei casi sì

ORIENTAMENTO: Essendo Psicologia la facoltà che ho scelto, posso parlare con maggiore cognizione di causa. Va innanzitutto detto che il lavoro dello psicologo non è solo quello che compare nell’immaginario collettivo, ossia il clinico. La Psicologia abbraccia numerosi rami disciplinari e offre sbocchi professionali in molti più ambiti di quanti inizialmente si aspetta chi vi si iscrive (per esempio la psicologia sociale o quella scolastica). Per questo è difficile dire con certezza quali siano i requisiti per chi si vuole iscrivere a Psicologia. Una cosa è però sicura: non iscrivetevi pensando di essere portati perchè ”sapete ascoltare la gente” o pensando di andare a studiare solo psicoanalisi, perchè subirete delle grosse delusioni. La laurea in Psicologia, infatti, prevede molte materie scientifiche: si va dalla psicometria (statistica applicata agli esperimenti psicologici) alla neuroanatomia, dalla biologia alla neurofisiologia. Informatevi bene inoltre sulle differenze tra le varie figure professionali (psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, psichiatra) in modo tale da non avere dei fraintendimenti o, peggio ancora, nel caso della Psichiatria, non sbagliare completamente la facoltà. Va inoltre detto che il percorso che porta alla psicoterapia, solitamente uno dei più ambiti tra le matricole di Psicologia, richiede una preparazione di minimo 10 anni (3+2+1 anno di tirocinio+4 o 5 anni di specializzazione in psicoterapia). La scelta di iscriversi a Psicologia è quindi da farsi previa debita ponderazione delle proprie passioni e, obiettivamente, delle proprie capacità: per quanto venga spesso screditata, posso assicurare che non si tratta proprio di una passeggiata, soprattutto per via degli esami scientifici. Quindi, se siete appassionati di psicologia e siete consci delle opportunità che tale laurea offre, iscrivetevi senza remore. Ma se avete intenzione di ”parcheggiarvi” per passare l’anno dato che avete sentito dire che è una facoltà facile, datemi retta, lasciate stare, o potreste avere delle brutte sorprese.

AMMISSIONE: la difficoltà dell’esame d’ammissione varia da università ad università. In linea di massima, più una sede è affollata, più l’esame è selettivo. Perciò aspettatevi di avere più problemi con il test di Padova e Roma. Ad ogni modo, informatevi sulle materie richieste e preparatevi bene su quelle che si trovano ovunque (biologia, logica, matematica, cultura generale). Con un’adeguata preparazione entrerete senza troppe preoccupazioni.

SCIENZE DELLA FORMAZIONE

NUMERO CHIUSO: Varia da università ad università e da corso a corso

ORIENTAMENTO: Facoltà che include vari corsi, tutti a sfondo sociale. Si va da Scienze della Formazione Primaria, necessaria per l’abilitazione all’insegnamento elementare, a Scienze del Servizio Sociale, per l’abilitazione all’assistenza sociale, fino a Scienze della Comunicazione, per gli aspiranti pubblicitari. Adatta senz’altro a chi è interessato a diventare maestro alle elementari o ad impiegarsi in attività sociali.

EVENTUALE AMMISSIONE: concentratevi sulle materie umanistiche, in particolare storia, filosofia e letteratura italiana.

SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Facoltà scientifica per eccellenza, offre solitamente corsi per tutti gli ambiti applicativi delle scienze (Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, ecc). Tra le varie scelte figura anche Informatica, per la quale è richiesta una buona competenza matematica. Adatta, come è ovvio, agli appassionati.

SCIENZE POLITICHE

NUMERO CHIUSO: No (eventualmente solo per specifici corsi)

ORIENTAMENTO: Dedicata agli appassionati delle attività pubbliche, la laurea in Scienze Politiche negli anni ha purtroppo perso sempre più valore, sino a diventare la facoltà facile per antonomasia. Ciò non toglie che, se conseguita col massimo dei voti, possa offrire ancora qualche sbocco professionale (di base dà accesso a tutti i concorsi pubblici).

VETERINARIA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: Ovviamente dedicata agli amanti degli animali, Veterinaria è a numero chiuso su tutto il territorio nazionale. Richiede una buona base nelle materie scientifiche ed in particolare quelle biologiche.

AMMISSIONE: Il test non è facile da superare, vuoi per la difficoltà, vuoi per l’alto numero di domande a fronte dei pochi posti disponibili. Concentratevi su matematica, fisica, chimica e biologia.

I MANUALI

Ora vediamo ciò che concerne i manuali di preparazione ai test d’ammissione. Ricordatevi innanzitutto che, per quanto pubblicizzati e famosi possano essere, non sono in grado di fare miracoli. Anzi, dal momento che sono standardizzati per poter andare bene per tutte le facoltà d’Italia, spesso e volentieri contengono una marea di informazioni che per il vostro specifico esame d’ammissione sono totalmente inutili. Vi faccio un esempio: il manule di preaparazione a Psicologia contiene nozioni generali di anatomia umana che, nell’esame di ammissione a Trieste, non vengono nemmeno sfiorate.

Prima di tutto, quindi, informatevi bene sugli argomenti che vengono richiesti nella facoltà della città che avete scelto (magari procurandovi una copia dei test degli anni passati) e scremate, scremate e ancora scremate. E’ inutile studiare argomenti che non compariranno al 99% delle probabilità, sia perchè perderete tempo prezioso, sia perchè spesso studiare tanti argomenti di cui siete totalmente all’oscuro possono indurvi a farvi prendere dal panico.
Tutto ciò non vale per le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Veterinaria che sono a numero chiuso in tutta Italia e per le quali i test di ammissione sono gli stessi su tutto il territorio nazionale.

Ma allora a cosa servono i manuali? In linea di massima, a consolidare le conoscenze che già si hanno e a prendere dimestichezza con la tipologia della prova d’ammissione a risposta multipla (volgarmente: a crocette). Il consiglio che vi do è quindi quello di studiare fin dalla fine della maturità se siete interessati ad entrare in una facoltà particolarmente difficile (prime tra tutte Medicina e Odontoiatria) e di farlo utilizzando i libri delle superiori, che vi daranno una preparazione sicuramente più adeguata rispetto ai manuali per i test di ammissione.

C’è infine un tipo di materia per lo studio della quale i manuali si rivelano estremamente utili: la logica. I quiz di logica proposti ai test d’ammissione possono a prima vista spiazzare per la loro apparente difficoltà, ma vi assicuro che una volta capito come funzionano diventano la parte più facile. A questo proposito, i manuali offrono una moltitudine di esercizi di logica: fateli tutti e noterete come tendano irrimediabilmente a ripetersi. I quiz di logica sono gli unici esempi in cui le domande poste sui manuali si possono trovare perfettamente uguali nei test d’ammissione, quindi fatene più che potete!

I TEST

I test d’ammissione sono ovviamente diversificati in base alle facoltà, ma mantengono tutti dei punti in comune. Ecco un paio di suggerimenti per affrontarli al meglio:

1) Non esultate troppo all’idea che i test siano a risposta multipla: la difficoltà di questo tipo di prova è spesso sottovalutata.

2) A parte i test uguali a livello nazionale, ogni facoltà ha la possibilità di decidere i metri di valutazione delle domande.

3) Solo in rarissimi casi sarete costretti a rispondere a tutte le domande. Nella maggior parte delle volte, invece, potrete rispondere liberamente ad un numero vario di domande, ovviamente a vostro rischio e pericolo (cioè non ha senso che rispondiate a 10 su 90).

4) Studiate bene il metodo di valutazione che viene usato e da questo decidete se nel dubbio è meglio rispondere a caso o saltare la domanda.

5) Se non sapete una risposta, procedete per esclusione: è meglio ritrovarsi col 50% delle probabilità che col 20 o 25%.

6) Completate immediatamente le domande di cui conoscete la risposta e solo in seguito tornate con calma su quelle che ignorate.

7) Andate a fare il test con in mente già un’alternativa nel caso non lo passaste

Dal momento che queste informazioni, come ho già detto, sono frutto delle mie esperienze e delle testimonianze che ho raccolto in giro, è possibile che abbia commesso degli errori. Concludo quindi invitando chiunque fosse maggiormente informato su qualche facoltà a segnalarmeli senza esitazione.

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I MANUALI

Innanzitutto una premessa per quanto riguarda i manuali di preparazione agli esami d’ammissione. Ricordatevi che, per quanto pubblicizzati e famosi possano essere, non sono in grado di fare miracoli. Anzi, dal momento che sono standardizzati per poter andare bene per tutte le facoltà d’Italia, spesso e volentieri contengono una marea di informazioni che per il vostro specifico esame d’ammissione sono totalmente inutili. Vi faccio un esempio: il manule di preaparazione a Psicologia contiene nozioni generali di anatomia umana che, nell’esame di ammissione a Trieste, non vengono nemmeno sfiorate.

Prima di tutto, quindi, informatevi bene sugli argomenti che vengono richiesti nella facoltà della città che avete scelto (magari procurandovi una copia dei test degli anni passati) e scremate, scremate e ancora scremate. E’ inutile studiare argomenti che non compariranno al 99% delle probabilità, sia perchè perderete tempo prezioso, sia perchè spesso studiare tanti argomenti di cui siete totalmente all’oscuro possono indurvi a farvi prendere dal panico.
Tutto ciò non vale per le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Veterinaria che sono a numero chiuso in tutta Italia e per le quali, come vedremo più avanti, i test di ammissione sono gli stessi su tutto il territorio nazionale.

Ma allora a cosa servono i manuali? In linea di massima, a consolidare le conoscenze che già si hanno e a prendere dimestichezza con la tipologia della prova d’ammissione a risposta multipla (volgarmente: a crocette). Il consiglio che vi do è quindi quello di studiare fin dalla fine della maturità se siete interessati ad entrare in una facoltà particolarmente difficile (prime tra tutte Medicina e Odontoiatria) e di farlo utilizzando i libri delle superiori, che vi daranno una preparazione sicuramente più adeguata rispetto ai manuali per i test di ammissione.

C’è infine un tipo di materia per lo studio della quale i manuali si rivelano estremamente utili: la logica. I quiz di logica proposti ai test d’ammissione possono a prima vista spiazzare per la loro apparente difficoltà, ma vi assicuro che una volta capito come funzionano diventano la parte più facile. A questo proposito, i manuali offrono una moltitudine di esercizi di logica: fateli tutti e noterete come tendano irrimediabilmente a ripetersi. I quiz di logica sono gli unici esempi in cui le domande poste sui manuali si possono trovare perfettamente uguali nei test d’ammissione, quindi fatene più che potete!

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38 Responses to “Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università”

  1. Jasmine on luglio 24, 2009 4:35 pm

    Ciao,ho deciso da tempo la facoltà a cui iscrivermi ma ho letto con interesse e piacere il tuo articolo,così come prima degli esami di maturità avevo letto “10 consigli ai maturandi”: utili e nello stesso tempo accattivanti. Adesso vado a leggermi qualche altro articolo del blog… Ciao! :)

  2. Nicolò on luglio 25, 2009 9:40 am

    Sono contento che ti interessi il mio blog :) Spero di rivederti presto!

  3. rebecca on luglio 27, 2009 7:09 pm

    anch’io ho letto questo blog molto interessante sebbene io abbia già scelto la facoltà!
    e anch’io avevo letto l’altro blog dato che ho fatto la maturità quest’anno!
    spero di laurearmi entro i 5 anni e di trovare lavoro, purtroppo la mia grande passione mi ha portato a scegliere giurisprudenza!

    ma non demorderò facilmente, fortunatamente la gran parte degli iscritti usano questa facoltà come un ripiego o un obbligo verso i genitori, con il risultano che se si laureano non lo fanno prima di 6-7 anni!
    e quindi meglio per me! ;)

  4. Nicolò on luglio 27, 2009 8:57 pm

    Se è la passione a spingerti, iscriviti ad occhi chiusi, non potrai andare male! Però occhio ai favoritismi: Giurisprudenza è (purtroppo, assieme forse a Medicina) una delle facoltà in cui si fa sentire maggiormente il peso delle raccomandazioni. Gente che esce dagli esami col professore che gli dice ”ci vediamo domani a cena da papà” giusto per intenderci. Ciononostante non demordere. Quelli che si fanno da soli sono poi i migliori nel loro lavoro ;)

  5. lunatica on settembre 2, 2009 11:49 pm

    Ciao!sebbene io abbia già scelto la facoltà da tempo(sto per laurearmi in scienze dell’educazione)ho trovato interessanti i tuoi consigli!..La verità è che sono un pò pentita..la mia vera passione è la psicologia e sto pensando seriamente di cominciare daccapo..Pensavo avessi postato qualche informazione anche sulle specialistiche,anche se non credo sia possibile con la mia triennale accedervi..Grazie cmq..

  6. Nicolò on settembre 3, 2009 8:19 am

    Sulle specialistiche non ho postato nulla perchè la guida riguarda l’ammissione alle triennali o alle lauree a ciclo unico…comunque mi dispiace, ma ho paura che non ci siano specialistiche di psicologia a cui puoi accedere con la laurea in scienze dell’educazione. Ci saranno però degli esami che non dovrai fare, almeno credo!
    Se ti serve qualsiasi informazione mi trovi qua ;)

  7. stefania on ottobre 6, 2009 4:56 pm

    ..della facoltà di lingue nn hai parlato.. cosa pensi di lingue e letterature orientali?

  8. Nicolò on ottobre 15, 2009 10:51 am

    Non ho messo lingue e letterature orientali perchè è un corso di laurea molto specifico che hanno solo poche università. La mia guida riguarda aspetti più generali.
    Trovo comunque che lingue e letterature orientali sia un insegnamento estremamente affascinante.

  9. stefania on ottobre 15, 2009 2:21 pm

    scusa..se ti distrubo.. ma vorrei andare lì..però non conosco nessuno che abbia frequentato questa facoltà quindi non so neanche di preciso se ci sia un riscontro lavorativo favorevole, tu conosci qualcuno che si sia laurato o che frequenti?

  10. Nicolò on ottobre 15, 2009 7:03 pm

    No mi dispiace, non conosco nessuno…ma credo che le prospettive lavorative siano in generale quelle della facoltà di lettere: insegnamento e/o scrittura. Magari, vista la specificità del corso, potrebbe essere più facile insegnare all’università. Ma sono solo ipotesi mie, beninteso.

  11. Stella on novembre 1, 2009 11:34 am

    Ciao! Sono in 5 superiore e sto cercando di capire cosa voglio fare, ma sono molto indecisa.. ho trovato il tuo articolo chiaro ed interessante.
    In particolare, psicologia è proprio la facoltà che mi interessa di più, però mi hanno detto che non è facile trovare lavoro con quel tipo da laurea… tu che ne pensi? Psicologia spazia molto…

  12. Nicolò on novembre 1, 2009 2:00 pm

    Ciao!
    Guarda, è vero che Psicologia non è un’oasi in quanto a reperibilità del lavoro, ma possiamo dire con discreta certezza che oramai, salvo rari casi (statistica, ingegneria, ecc), questa è la situazione della maggior parte delle lauree. Come hai detto tu, la psicologia spazia enormemente, e il fatto di non capirlo costituisce un grosso errore, sia da parte degli studenti (che si iscrivono pensando che esista solo la psicologia clinica), sia da parte dell’immaginario collettivo (che vede, con grande diffidenza, la figura dello psicologo unicamente come clinico e che tende a confondere la psicologia con la psicoterapia, che al contrario della prima non è una scienza).
    In realtà gli ambiti della psicologia sono pressochè infiniti, e molti paesi più pragmatici dell’Italia (in special modo l’Inghilterra e gli USA) si sono accorti già da anni dell’enorme importanza che ha questa scienza in ogni ambito (sanitario, aziendale, sportivo, commerciale, ecc).
    Ciononostante, la situazione in Italia è difficile, quindi il mio consiglio è di fare Psicologia solo se sei veramente appassionata, poichè per poter lavorare con questa laurea dovrai essere una delle migliori, cosa difficile se non si è mossi da un vero interesse.

    Se hai ancora qualche dubbio sono a tua completa disposizione ;)

    A presto,

    Nicolò

  13. Anna on novembre 30, 2009 4:17 pm

    Ciao…
    io quest’anno ho la maturità e anche se la scuola che sto facendo non mi ha preparato benissimo ad affrontare l’università,io voglio provarci xkè voglio una laurea in mano, però non so che fcoltà fare anche perchè preferirei una facoltà senza test d’amissione,a me piace stare a contatto con le persone sono molto confusa.Spero che tu mi possa dare qualche dritta perchè sono proprio nel caos. Grazie

  14. Nicolò on novembre 30, 2009 4:34 pm

    Senza test di ammissione oramai è un po’ dura trovare qualcosa che combaci con la descrizione che mi hai dato (e meno male, aggiungerei). Ad ogni modo, salvo ovviamente medicina che però ha IL test d’ammissione per eccellenza, direi che la scelta può ricadere sui corsi di Scienze della Formazione, ad esempio Scienze del Servizio Sociale, che non ha un esame troppo difficile e ti mette sicuramente a contatto con la gente. Psicologia te la sconsiglio se non hai una passione specifica per essa. Altrimenti ci sarebbero tutte le lauree del settore sanitario, come infermieristica, ostetricia e fisioterapia (occhio però che entrare alle ultime 2 è piuttosto dura). Insomma non sapendo nulla di te non so indicarti qualcosa di specifico, quindi ti conviene informarti un po’ in giro su questi corsi. Se poi ti serve una mano più dettagliata non esitare a scrivermi ;)

    Buona fortuna,

    Nicolò

  15. grazia on dicembre 13, 2009 11:39 am

    ciao frequent l ultimo anno del liceo classico e nn so ancora ke facoltà scegliere…mi hanno sempre affascinato la storia l italiano le lingue sebbene nn le abbia mai studiato bene a causa dei prof poco seri quindi le materie umanistiche però io nn voglio scegliere lettere per poi andare ad insegnare diciamo ke mi piacciono le materie ma nn gli sbocchi ed è 1 serio problema!ke mi consigli?

  16. grazia on dicembre 13, 2009 11:43 am

    le lingue nn ho mai studiato seriamente il resto si cmq mi piacerebbe tanto diventare oculista ma la strada sarebbe lunga e ho paura ke nn mi piacciano le materie della facoltà di medicina(sempre se riuscissi a passare il test)mariaaaaaaaaaaaaa nn lo so sn confusa si dve scegliere una facoltà in base al lavoro ke si vorrebbe fare o in base alle materie da studiare?

  17. Nicolò on dicembre 13, 2009 2:33 pm

    Ciao Grazia,
    guarda, il dilemma passione – lavoro è forse quello più grande per quanto riguarda l’orientamento all’università. In quanto a me, il consiglio che ti do è di valutare entrambe le parti, ma con pesi diversi. Comincia a scegliere basandoti sulla passione e poi osserva gli sbocchi: la stessa facoltà di lettere offre corsi che hanno sbocchi più semplici (lettere classiche in primis, visto che è la meno inflazionata). Non fare l’errore di basarti inizialmente sul guadagno: non sarai mai abbastanza motivata.
    Per quanto riguarda medicina, ti capisco perchè proprio di recente ho avuto anch’io il dubbio se passare a quello per poi fare psichiatria. Ciò che ti consiglio è di pensarci molto attentamente: medicina è una scelta di vita, ti porta via molto tempo ed impegno ed è prevalentemente per gli appassionati. Conta inoltre che, cominciando il prossimo anno, per diventare oculista (quindi laurea base + specializzazione), dando tutti gli esami perfettamente in regola, finiresti nel 2022.
    Se è lettere che ti piace, fai quello. Ti ritroverai ad insegnare, certo, ma se a muoverti è la passione e, soprattutto, se avrai le palle per emergere, anche quella laurea ti potrà offrire buoni sbocchi (scrittura, giornalismo, ecc).

    Spero di esserti stato d’aiuto. Per ogni altro dubbio sono qua.

    Fammi sapere alla fine cosa sceglierai!

    A presto,

    Nicolò

  18. grazia on dicembre 13, 2009 7:27 pm

    il problema è ke nn mi piace nessuno sbocc della laurea in lettere boh cmq grazie

  19. Sarah on dicembre 19, 2009 11:44 pm

    Ciao, ho letto con molto interesse il tuo articolo e ne sono rimasta davvero estrerrefatta! Complimenti sul serio. Mi è stato molto utile capire e, soprattutto indirizzare i miei interessi, anche se, se posso avanzare una piccola critica, le facoltà che hai voluto specificare, sono un po’ ridotte. Ma probabilmente avrai avuto i tuoi buoni motivi. Non voglio essere pignola!! =) Io frequento l’ultimo anno di un liceo scientifico nel sud italia e ormai devo decidere cosa fare dopo. Alché ho iniziato a documentarmi ed informarmi su cosa avrei potuto fare dopo il liceo.. “Ho scoperto”, per così dire, che le mie passioni sono essenzialmente due: lingue orientali e gli animali. Bel dilemma eh… Nella città in cui vivo non c’è la facoltà di lingue orientali, c’è solo quella di veterinaria. Ora mi chiedo, e se non dovessi superare il test d’ammissione a veterinaria, che faccio? Cosa mi consigli?

  20. marika on febbraio 19, 2010 12:51 pm

    ciao vorrei un gran consiglio dato ke sono molto indecisa!!frequento il quinto anno di liceo e nn so cosa scegliere tra giurisprudenza (ke molti mi sconsigliano) o scienze e biologia ke è una laurea finita..cioè dopo gia sarei pronta al lavoro..tu kosa mi consigli??

  21. luca on febbraio 19, 2010 4:41 pm

    non condivido pienamente quello che hai detto soprattutto per quanto concerne la facoltà di lingua e di lettere classiche (ti sembra che il latino e il greco o il francese e l’inglese siano facili?..per quanto riguarda il latino e il greco cisono migliaia di versi da tradurre con metrica, analisi filologica, grammatica storica e normativa e poigli scritti dellelingue di latino e greco non sono proprio facili da superare. Quindi non mi pare che esistano facoltà facili come asserisci!

  22. Nicolò on febbraio 21, 2010 11:02 am

    E’ una facoltà con un campo piuttosto ristretto: se sei andato a lettere classiche e trovi difficile i greco e il latino, magari hai sbagliato qualcosa…

  23. luca on febbraio 21, 2010 7:42 pm

    veramente sono già laureato. Ma ha richiesto molto impegno e sacifici nel senso che la facoltà di lingue e lettere sono sottovalutate e tanti si iscrivono in massa ritenendole erroneamente facili. Poi le lingue classiche sono alquanto ostiche

  24. Luca on marzo 20, 2010 1:43 am

    scusami se te lo chiedo,ma tra tutte le facoltà ti sei dimenticato di descrivere la scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori ,forse il motivo è che non ne sei molto informato ?

  25. Nicolò on marzo 20, 2010 10:05 am

    Da una parte sì, non ne so molto (anche se non avrei difficoltà ad informarmi dato che ho molti amici che la frequentano), ma dall’altra, come ho scritto all’inizio dell’articolo, per motivi di spazio e competenza mi sono concentrato sulle facoltà più diffuse, tralasciando per forza di cose quelle meno ricorrenti.

  26. Notizie dai blog su Universita’: inchiesta su test facolta’ di medicina, 19 provvedimenti a catanzaro on marzo 22, 2010 11:46 am

    [...] Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università Gli esami di Maturità sono terminati da poco, ma molti studenti si ritrovano a dover sostenere due prove forse ancora più difficili: la scelta della facoltà universitaria e l’eventuale ammissione ad essa . blog: Nicolò Zarotti's Blog | leggi l'articolo [...]

  27. Rossana on aprile 2, 2010 1:33 am

    Ciao Nicolò. Innanzitutto, come tutti gli altri, voglio ringraziarti per l’iniziativa, sono queste le informazioni che possono essere ritenute sempre utili. Non sto a precisare quali siano le mie predisposizioni che spesso fanno a pugni con ciò che vorrei fare, ossia un pò di tutto, poichè tu saprai meglio di me quanta differenza esista tra gli sbocchi lavorativi e lo studio formativo e non solo per questa. Come te, la mia idea era quella di iscrivermi alla facoltà di medicina per poi conseguire con la specializzazione in psichiatria, ma è solo un’idea utopica benchè io abbia una capacità logica-matematica non ho forti basi in tutte le materie scientifiche e soprattutto, al liceo (magistrale-sociale), non ne ero coinvolta, forse per la limitatezza del percorso di studi dell’indirizzo scelto. Certo è il ruolo dello psichiatra è più determinante dal punto di vista terapeutico rispetto allo psicologo, per la base scientifica conseguita; basti ricordare che prima di tutto è un medico. Ora, senza essere troppo prolissa, giungerei a dirti dove mi vedo io in campo lavorativo, seguendo la mia predisposizione, ossia in clinica psichiatrica, per fare una generalizzazione d’impatto. Qualsiasi sia il ruolo specifico, la mia personalità vuole che io mi avvicini a casi clinici con gravi disturbi psicopatologici. Ma mi verrebbe da dirti quando io sia capace nelle lingue straniere, lettere classiche, e indirizzi che ne attingono. Da non discutere sulla mia mentalità aperta ma ciò non aiuta, per questo motivo c’è chi mi consiglia scienze della formazione, che io non considero nemmeno. Tornando a psichiatria, non voglio sminuire la facoltà di psicologia che invece prendo in considerazione e non ne temo gli sbocchi, poichè io scelgo di iscrivermi all’università ( e questo la dice tutta) sul semplice interesse di sapere e non per un ulteriore sbocco lavorativo che il solo disploma in sintesi non può darmi. Anche se poi è scontato che usufruirei della laurea. Da tutto questo discorsone sarebbe piacevole una risposta completa su tutto quanto ho scritto, magari provando ad indirizzarmi avendo in comune questo interesse sincero si crede, in fondo. Quando però, per quanto mi riguarda, non si possiede una passione smisurata, è piuttosto complicato scegliere, se non cogliendo per lo meno una soluzione implicita ai nostri occhi, che può esser dettata dalla predispozione, dalla convenienze, dal rifugio, dall’idoneità. Qualcuno dice che ognuno di noi ha una passione. Speriamo!

  28. Nicolò on aprile 2, 2010 8:54 am

    Allora, chiariamo con calma un po’ di cose, perchè hai messo un sacco di carne al fuoco :)

    Innanzitutto, almeno idealmente, lo psichiatra non è che sia più determinante dello psicologo: semplicemente fa un lavoro diverso. Lo psichiatra è un medico che si occupa di disturbi mentali GRAVI con un approccio prevalentemente MEDICO. Che poi spesso ci siano anche psichiatri psicoterapeuti, questa è un’altra storia (nonchè un problema, se vai a vedere l’ultimo articolo che ho pubblicato nella sezione “Psicologia”).

    Lo psicologo, dal canto suo, ha sbocchi professionali (sempre idealmente) più ampi dello psichiatra, dal momento che la psicologia è potenzialmente applicabile in ogni campo. Se però dobbiamo parlare della realtà, è inutile nascondersi dietro ad un dito: come psicologi è difficile lavorare, mentre un medico non rimarrà mai senza lavoro.

    Il dilemma medicina –> psichiatria/psicologia lo conosco molto bene, anche perchè in parte non l’ho ancora superato (penso tenterò il test di medicina quest’anno). Quello su cui bisogna riflettere, a mio parere, è ciò che si vuole studiare e i sacrifici che si è disposti a fare: a psicologia puoi ritrovarti a studiare quello che ti piace da subito, ma con i problemi che tutti noi conosciamo, mentre per fare psichiatria devi comunque fare 6 anni di medicina, che non si fanno se non si ha la passione.

    Il tuo discorso sugli sbocchi e su quanto poco ti interessino in confronto alla passione riflette sicuramente l’animo giusto per intraprendere l’università, ma purtroppo uno sguardo al portafogli va sempre dato. Per questo ti consiglio di farti un’idea fin da ora su cosa ti piacerebbe fare, scegliendo un argomento che sia il più settoriale possibile (meno gente fa quello che fai tu, più probabiltà hai di trovare lavoro).
    Tu dici che ti interesserebbe lavorare in ambito clinico: va bene, tre quarti della gente che va a psicologia parte con quest’idea. Ma vedrai quante volte la cambierai.

    Quello che ti posso suggerire per quanto riguarda la scelta della facoltà (soprattutto tra medicina e psicologia) è di infiltrarti a qualche lezione per farti un’idea di base della difficoltà e di quanto ti possa interessare.

    Infine, riguardo a chi ti consiglia altre facoltà che non ti interessano, non badarci. Anche a me hanno detto in tanti che avrei dovuto fare giurisprudenza per il carattere che ho, ma l’idea di studiare diritto mi dava la nausea.

    Se hai qualche altra domanda sono ovviamente a tua disposizione.

    A presto,

    Nicolò

  29. Luisa on aprile 10, 2010 9:36 am

    Ciao, frequento il quarto anno di Liceo Scientifico, e inizio un pò ad informarmi sulle diverse facoltà,anche perchè non ho le idee molto chiare, anzi diciamo che non ho idee! Il tuo articolo è molto chiaro e concreto. Posso dirti che studio le materie letterarie con più facilità, ma quelle scientifiche mi piacciono di più anche se faccio più fatica.Non sono un genio, ma me la cavo in queste materie, tuttavia non so quale è la scelta migliore da fare nel campo universitario, xkè cm hai dtt tu è una delle scelte più importanti della mia vita, e essendo una persona cinica che non progetta mai le cose, è una scelta alquanto dura! Cosa mi consigli?….e mi interessava sapere, cosa ti ha spinto a scegliere psicologia? e in che ambito lavorativo ti proietterai?….spero di aver dato abbast informazioni che possano servirti x darmi una giusta dritta….

  30. Notizie dai blog su Il knoss, la facolta' e il suo destino on aprile 23, 2010 8:45 pm

    [...] Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università Gli esami di Maturità sono terminati da poco, ma molti studenti si ritrovano a dover sostenere due prove forse ancora più difficili: la scelta della facoltà universitaria e l’eventuale ammissione ad essa . blog: Nicolò Zarotti's Blog | leggi l'articolo [...]

  31. Mattia on aprile 30, 2010 8:59 am

    ciao! Grande articolo! Io sto facendo scienze e tecnologie multimediali, corso che però non mi soddisfa pienamente. Sono quasi sicuro di cambiare facoltà a breve e, visto che sono un appassionato di materie scientifiche, pensavo di dedicarmi a fisica. Puoi darmi qualche info su questo corso? Sbocchi lavorativi (non credo in italia..)?
    Grazie mille!

  32. Rosy on giugno 30, 2010 10:57 am

    Salve!!ho trovato molto interessante questo articolo!!soprattutto perchè mi trovo nella più totale confusione!!Ho frequentato il liceo artistico in basilicata e mi sono diplomata con 100/100,solo che ora non sono certa di continuare sul ramo architettura..Ho fatto numerosissime ricerche su internet,ora sono arrivata alla conclusione che senz’altro vorrò continuare su materie di tipo scientifico,tra cui ingegneria edile(perchè rispetto architettura mi dicono sia migliore “più concreta”,anche se c’è chi dice il contrario),oppure tecnico dell’ambiente e della prevenzione sui luoghi di lavoro (SNT4).Ora sono davvero spiazzata,perchè essendo a numero chiuso,non è certo che riesca ad entrare,quindi dovrei scegliere un’alternativa,ho pensato:scienze ambientali o ingegneria civile e ambientale(ma credo di non poterla scegliere per l’eccessiva difficoltà).Inoltre mi hanno detto che se scelgo l”SNT4″ ispettore del lavoro,poi non è certo il lavoro,perchè si entra tramite concorsi,alla fine sarei solo ispettore del lavoro e nient’altro!!!E se non dovessi riuscire a passare il test,c’è una facoltà con esami simili,così da poterli convalidare nel caso in cui riesco ad entrare l’anno successivo??Oppure una facoltà che ti porta a fare lo stesso lavoro??..E poi mi conviene continuare nell’ambito dl disegno in cui sono davvero brava,o è giusto anche cambiare?…Infine l’altro mio dilemma è..in quale città?perchè mi conviene sceglierne una in cui sono presenti tutti i corsi,e con una borsa di studio discreta,in modo tale che posso fare la domanda in quella regione,e anche per i test di ingresso non devo fare spostamenti eccessivi…Tra le città che ho pensato c’è Ancona,oppure una dell’emilia Romagna,o Chieti(che non sono troppo lontane siccome sono della Basilicata)..Infine l’ultimo dubbio mi conviene fare il test di ingresso in una facoltà in cui sono disponibili più posti,per esempio come per l’SNT4 a Moliterno(Potenza),ma trovo che sia troppo piccolo e ristretto come centro,ho voglia di andare in un luogo che “mi faccia crescere con l’esperienza”,confrontandomi con una cultura nuova..Insomma SONO DISPERATA PERCHè NON HO NESSUNO CHE MI POSSA CONSIGLIARE O CHE MI DIA DEGLI INPUT,ME NE STO OCCUPANDO SOLO E SOLO IO…è HO BISOGNO DI QUALCUNO CHE MI AIUTI E CHE NE CAPISCA E CHE MIA DIA UN CONSIGLIO SERIO E SPASSIONATO RIGUARDO I MIEI DUBBI ESPRESSI..VI PREGO AIUTATEMI..MI è RIMASTO DAVVERO POCO TEMPO…cHE FACCIO??E DOVE?? :-( GRAZIE!!!!..voglio studiare perchè mi piace e fare la scelta giusta senza perdere tempo..

  33. I test d’ammissione a medicina degli ultimi 5 anni on luglio 18, 2010 10:25 am

    [...] Se invece avete bisogno di qualche consiglio per l’orientamento universitario o su come passare il test, andate qui. [...]

  34. Notizie dai blog su Università e test d’ammissione: Come superare il test on luglio 21, 2010 7:00 am

    [...] Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università Gli esami di Maturità sono terminati da poco, ma molti studenti si ritrovano a dover sostenere due prove forse ancora più difficili: la scelta della facoltà universitaria e l’eventuale ammissione ad essa . blog: Nicolò Zarotti's Blog | leggi l'articolo [...]

  35. Andrea on agosto 25, 2010 10:02 pm

    Ciao Nicolò, sono capitato qui dalla pagina FB contro gli stupri dell’italiano e mi ha incuriosito questo articolo.

    L’ho letto, ti confesso, con un po’ di preoccupazione: perché ti sei imbarcato in un’impresa molto ambiziosa, che però hai liquidato con troppa superficialità, a mio avviso. Temo che ciò non possa che nuocere ai ragazzi che passano di qui, che, mediamente confusi, rischiano di fidarsi del primo parere preconfezionato che trovano, magari andando incontro ai gravi fraintendimenti cui alludi parlando della tua facoltà.

    Proprio qui sta il punto: sei stato esauriente (quanto basta per una presentazione di massima) riguardo a Psicologia e metterei la mano sul fuoco sull’esattezza delle informazioni che fornisci. Mi è piaciuto che tu abbia evidenziato le varie figure professionali esistenti, stile “pulce nell’orecchio”.
    Ma sulle altre facoltà? Ovviamente non hai saputo essere altrettanto puntuale e talvolta (questa è la mia impressione, per carità!) sei caduto in qualche luogo comune, che andrebbe quanto meno circostanziato meglio.
    Provo a esprimermi su quanto conosco, almeno in minima parte. Ah, sono un fisico (a Torino), dunque punterò l’attenzione sulla matematica e la fisica, appunto.

    Architettura —
    Ne so pochissimo, ma l’utilità di matematica e fisica mi sembrano sovrastimate. Insomma, schifo non fanno, ma certo non è alta matematica quella che si studia per fare studi di statica o simili. E per chi vuole occuparsi più degli aspetti artistici della progettazione di un edificio, credo che semplicemente quegli aspetti non interessino.

    Economia –
    Hai ragione, gli esami di statistica o altri di matematica non vanno presi sotto gamba. Ma via, non sono tutti future medaglie Fields quei miei compagni del liceo che ora ne affollano i banchi!

    Farmacia –
    Non cadere nell’errore di credere che, solo perché non si chiama Medicina, gli esami si passino più facilmente.

    Giurisprudenza –
    Mi astengo.

    Ingegneria –
    Come hai detto, ci sono numerosissime Ingegnerie, da quella meccanica a quella dell’ambiente, da quella del cinema a quella fisica, da quella dell’autoveicolo a quella gestionale. Al di là del fatto che alcune richiedano il test d’ingresso, non sono neanche lontanamente paragonabili quanto a difficoltà. Senza contare che può benissimo essere che, per mancanza di risorse (soldi), certi corsi di laurea dal nome altisonante risultino essere mediocri perché non dispongono di corsi “tenuti apposta per quegli studenti”, ma i corsi sono in comune con altri.

    Da nessuna parte sono richieste già ottime conoscenze di matematica e fisica: primo, perché i corsi iniziali coprono almeno tutto quanto fatto in 5a superiore; secondo, i precorsi suppliscono alle ulteriori eventuali lacune.
    Le ottime conoscenze pregresse certo non guastano, ma chi non le ha non si deve preoccupare: semplicemente non potrà vivere di rendita i primi mesi (e comunque neanche gli altri si grattano!).

    Lettere e Filosofia –
    Concordo con Luca: è raro trovare corsi facili, semplicemente c’è la convinzione che certe materie siano più accessibili all’uomo della strada.
    E’ ugualmente difficile parlare di ogni disciplina in modo profondo, ma almeno per alcune (ad esempio quelle che usano formalismi matematici) è più arduo simulare conoscenze che non si hanno.

    Medicina, Psicologia, Scienze della Formazione –
    Mi astengo.

    Scienze MFN –
    Intanto, ma penso sia un refuso, “offre corsi per tutti gli ambiti della scienza”, quelli applicativi sono solo una parte, né più né meno importante.
    Per tutte serve la passione per ciò che si studia. A parte un minimo di attitudine alla materia, che è consigliabile!, non servono grandi prerequisiti.
    Consiglio di visitare i siti dei corsi di laurea [per Fisica a Torino, http://fisica.campusnet.unito.it/, probabilmente c’è una sezione sull’orientamento. In generale, ogni corso di laurea attento ai propri studenti dovrebbe averla!

    Scienze politiche, Veterinaria –
    Mi astengo.
    _______________________________________________

    Beh, mi auguro di essere riuscito a comunicare bene il mio pensiero. Questo commento non vuole essere una stroncatura, ci mancherebbe!, ma solo un invito ulteriore a riflettere.
    Confermo il tuo ottimo monito a non farsi illudere dalle prospettive economiche di certi sbocchi lavorativi, ma pensare che in mezzo ci sono 3/5/10 anni di studio, che devono essere vissuti con serenità, non come un calvario, donde la scelta in funzione dell’interesse per la disciplina!

    Ciao!
    Andrea

  36. Nicolò on agosto 26, 2010 10:39 am

    Ciao Andrea,

    ti ringrazio per il commento costruttivo. Quando ho redatto questo articolo mi sono basato sulle esperienze di vari amici distribuiti lungo le facoltà e ho cercato di tracciare una linea generale per l’orientamento. Immagino che ci possano pertanto essere delle inesattezze, ma il mio obiettivo principale era quello di far conoscere subito il tipo di esami che si incontrano in ogni facoltà, onde evitare il classico esempio di chi va a fare architettura pensando di disegnare e basta, per poi scoprire che ci sono anche statica, matematica e altre simpatiche materie.

    Detto questo, è vero che eccellere è difficile in qualunque facoltà, ma non si può negare che talune sono decisamente più semplici di altre. Quando dico che Lettere si affronta facilmente, intendo dire che la laurea (intesa come pezzo di carta in sè, non con 110 e lode) la si ottiene senza troppi sforzi, cosa che non credo si possa dire per medicina, fisica o ingegneria.

    Proprio riguardo quest’ultima, purtroppo non dappertutto i precorsi colmano le lacune del liceo. In linea di massima chi va a fare ingegneria senza una buona base di matematica si ritrova ad avere una vita veramente dura, specialmente nei settori più “classici” (meccanica, civile), dove le impostazioni rasentano ancora quelle di 30-40 fa (e i professori sono per la maggior parte gli stessi).

    Ad ogni modo, ti ringrazio ancora per le precisazioni che hai fatto riguardo a matematica e fisica: hai reso più completo il mio articolo.

    Torna pure quando vuoi,

    Nicolò

  37. Ale on agosto 29, 2010 12:04 pm

    Ciao! Anche se sono già laureata alla triennale in Mediazione linguistico-culturale mi ha comunque incuriosito il tuo articolo e ho voluto dargli una letta: devo ammettere che da un lato devo dar ragione a Luca, quando dice che non bisognerebbe sottovalutare nessuna facoltà, ma dall’altro penso che forse ti sia solo espresso in maniera ambigua nella parte dedicata a Lettere e Filosofia & co. perchè in generale mi sembrava chiara la tua convinzione di non prendere nessun indirizzo sotto gamba (cosa che condivido e sottoscrivo).

    Poi volevo dire ad Andrea, anche se hai già risposto anche tu, che credo sia normale che una persona che si imbarchi in un’impresa così ardua come redigere una lista informativa sulle varie facoltà tenda ad essere più specifico su quella che frequenta personalmente e, sebbene si noti il fatto che sei andato a carpire informazioni di prima mano da altre persone frequentanti altre facoltà, meno su altri indirizzi. Io stessa quando ho letto la parte sulle Lingue l’ho trovata un po’ scarna, ma quello solo perchè chiaramente io saprei dire di più sulla mia facoltà e assolutamente niente ad es. su Psicologia! XD

    Infatti colgo al volo l’invito che hai fatto alla fine dell’articolo e aggiungo un mio parere:
    molte delle facoltà di Lingue e culture straniere, Lingue e letterature, Traduzione e interpretariato, Mediazione linguistico-culturale e chi più ne ha più ne metta in Italia, nonostante spesso abbiano nominazioni identiche, tendono a differire in maniera sostanziale: io, ad esempio, ho frequentato alla Sapienza a Roma, dove ora è stato finalmente istituito il test d’ingresso (ALLELUJAAAAA! più di 200 persone in un’aula da appena 120 per seguire lettorato inglese come vi sembra?) per limitare gli ingressi dei purtroppo molto diffusi tipi da “non so che fare, non mi va di lavorare, vado a fare una facoltà idiota per prendere un po’ di tempo”. Da noi, almeno alla triennale, gli insegnamenti linguistici sono affiancati da materie integrative come diritto, economia, storia, letteratura italiana ecc. quindi non basta dire “voglio imparare le lingue” per sopravvivere, devi essere motivato e sapere a cosa vai incontro, perchè anche una come me che al liceo aveva 5 in diritto si è dovuta piegare alla realtà dei fatti, che per fare quello che voglio fare conoscere la materia in italiano è importante per poi sapere di cosa stai parlando quando fai una traduzione di argomento giuridico.
    Quindi il mio consiglio per chi decide di imbarcarsi in una facoltà dalla denominazione molto vaga come la nostra è innanzitutto di procurarsi un prospetto delle materie da studiare nel triennio e, se si vuole continuare (consigliato), anche nel biennio di specialistica, capire se è una cosa che si vuole fare davvero e solo a quel punto iscriversi.
    Inoltre informatevi bene sugli sbocchi lavorativi! Mediazione linguistica ad esempio tende in genere a concentrarsi più sulla traduzione scritta e sulla parte teorica della traduzione, sullo studio della linguistica e della grammatica, della letteratura e sul background storico-culturale dei Paesi in cui si parla quella lingua…ma non è ASSOLUTAMENTE interpretariato! Sono cose diverse! L’interpretazione (qualsiasi tipo) richiede una preparazione particolare e molto più specifica che si può trovare nelle SSLMIT o in alcune università private.
    Do lo stesso consiglio anche alla ragazza che prima aveva chiesto di Studi Orientali: scegli dove ti piacerebbe frequentarla e informati sulle materie e gli sbocchi lavorativi, perchè anche quello è un indirizzo molto particolare quanto gettonato, in genere privo di test d’ingresso. Senti magari anche il parere di qualcuno che frequenta già e in base a tutte queste informazioni ti fai un’idea e cerchi di capire se fa per te e se potrebbe davvero affascinarti come percorso ;)

    Come in molte altre facoltà in parecchi vengono a Lingue per scaldare il banco, rendendosi conto solo dopo che non ce la fanno/non sono portati/ci stanno mettendo 6 anni per prendere una laurea per la quale ne basterebbero 3 ecc. Quindi, per chi non è davvero motivato, fate un favore a voi stessi e agli altri che poi devono seguire le lezioni seduti sui davanzali delle finestre: pensateci un po’ di più.
    E, ovviamente, mi permetto di ribadire alle aspiranti matricole di TUTTE le facoltà, che l’università è una scelta che dovrebbe essere ponderata: non c’è niente di male nel dire “non mi va di studiare, vado a lavorare”, anzi è una dimostrazione di maturità, non c’è da vergognarsene! Coloro che vanno all’università solo perchè la sentono come una scelta obbligata o, ripeto quello che ho detto prima, per “prendere tempo” sbagliano alla grande!

    Ok, mi ritiro nel mio angoletto e chiedo scusa per la mia lunga, luuuunga intrusione XD
    Ancora complimenti a Nicolò per l’intervento e in generale per il blog. Ti seguo spesso anche su fb, con i tuoi antistupri grammaticali: grazie per il tuo impegno nel cercare di riportare l’italiano nelle bocche (e sulle tastiere) degli italiani! :D

    In bocca al lupo a tutti i neo-maturati per il futuro, qualsiasi scelta facciate ;)
    Ale

  38. Ale on agosto 29, 2010 12:13 pm

    Dimenticavo di darti ragione anche sulla parte dei fac-simile dei test d’ingresso dedicata alla logica: io personalmente, una volta capito il meccanismo, li ho trovati addirittura divertenti! XD
    E poi sono utilissimi perchè anche in perecchi concorsi pubblici (sia per l’ingresso nei ministeri che per le varie armi) se ne trovano di molto simili.

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