Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università

Gli esami di Maturità sono terminati da poco, ma molti studenti si ritrovano a dover sostenere due prove forse ancora più difficili: la scelta della facoltà universitaria e l’eventuale ammissione ad essa.  Sono infatti molte ormai le facoltà che chiudono il numero di iscrizioni ai corsi a causa del sempre più alto numero di studenti che fanno richiesta. Inutile dire che, nel marasma che si viene a creare, le case editrici ci vanno a nozze: si trovano infatti in giro innumerevoli manuali di preparazione per gli esami di ammissione. Ma come orientarsi nella scelta e nella preparazione?

Ho deciso a questo proposito di scrivere alcuni suggerimenti sulle facoltà pubbliche più diffuse e sugli esami di ammissione. E’ importante capire che non costituiscono delle verità assolute, ma derivano dalla mia esperienza personale e dalle testimonianze di molte altre persone che hanno intrapreso percorsi universitari diversi dal mio. Spero possano esservi utili ed aiutarvi a compiere una delle scelte più importanti della vostra vita.

LA SCELTA DELLA FACOLTA’

Per chi non ha nessuna passione specifica, la scelta della facoltà da intraprendere è spesso piuttosto combattuta. Ricordatevi sempre di fare una piccola ”autoanalisi” per capire cosa vi piace sul serio e per cosa siete portati. Seguite le vostre passioni e non il portafogli. Ricordatevi che scegliere una facoltà solo per motivi economici nella maggior parte dei casi non porta da nessuna parte. Ma vediamo una carrellata delle caratteristiche di ciascuna facoltà.

ARCHITETTURA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: Facoltà adatta a chi piace disegnare e progettare. Richiede molta pazienza, precisione e una discreta capacità manuale, visto l’alto numero di plastici che si dovranno costruire nel corso degli anni. Proprio per via di queste attività ”manuali”, prevede un alto numero di ore di lezione. E’ generalmente molto più semplice di Ingegneria, ma non offre gli stessi sbocchi dato che in Italia (al contrario del resto d’Europa), la figura dell’architetto e dell’ingegnere non sono ancora equiparate. Buone abilità in matematica e fisica, per quanto non indispensabili (al contrario di Ingegneria), sono caldamente consigliate.

AMMISSIONE: Prendetevi uno dei tanti manuali e concentratevi sulla matematica, sulla fisica, sulla logica ed eventualmente sulla storia dell’arte.

ECONOMIA

NUMERO CHIUSO: No (spesso è obbligatorio un test di autovalutazione delle competenze pregresse)

ORIENTAMENTO: Indicata per chi ha una mente piuttosto analitica e calcolatrice. Le persone concrete e pragmatiche trovano in questa facoltà una scelta azzeccata. E’ generalmente richiesta un’abilità più che in matematica ed in particolare nell’area analitica e statistica. Una volta considerata una facoltà facile, può riservare brutte sorprese per chi la prende sottogamba (specialmente riguardo alla matematica).

FARMACIA

NUMERO CHIUSO: Variabile in base all’università

ORIENTAMENTO: Adatta innanzitutto a chi è interessato ad aprire un’attività privata (volgarmente detto: una farmacia) o e entualmente a continuare l’attività dei genitori. In secondo luogo, può essere indicata per chi è interessato alla ricerca in campo farmaceutico, per la quale esiste il corso di studi in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (volgarmente chiamato CTF). Richiede buone conoscenze di chimica e biologia ed una predisposizione generale agli studi di tipo scientifico. Alcuni esami sono simili (per quanto sicuramente più facili) alla facoltà di Medicina e Chirurgia.

EVENTUALE AMMISSIONE: Concentratevi sulle materie chimiche e biologiche.

GIURISPRUDENZA

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Giurisprudenza è una delle facoltà più gettonate in assoluto e, a conti fatti, adatta in realtà a pochissime persone. Si è ingiustamente guadagnata la fama di facoltà che apre tutte le porte, ma quello che pochi sanno è che ha alcune delle percentuali più alte in assoluto di abbandoni e di disoccupazione dei neolaureati . Questo tendenzialmente accade a causa dell’affollamento generale: non sono rari casi di facoltà con più di 1000 studenti per lo stesso corso. Ma allora chi è adatto a Giurisprudenza? Gli studenti più indicati sono persone che non temono lo studio metodico, rigoroso e anche molto meccanico: per forza di cose molto spesso ci si ritrova a studiare molti argomenti a memoria. Oltre a ciò, se si è interessati ad una delle tre principali professioni forensi (avvocato, magistrato o pubblico ministero) va da sè che lo studente debba avere o perlomeno sviluppare determinate abilità oratorie. C’è da notare poi come, proprio a causa dell’affollamento, i professori tendano a fare delle vere e proprie ”selezioni” agli esami, con delle percentuali di bocciature altissime. Insomma, Giurisprudenza è una laurea che difficilmente si ottiene senza un vero interessamento alla materia. Da evitare quindi per tutti quelli che pensano ”non so cosa fare, vado a fare legge così poi posso fare tutto e comunque guadagnerò bene”. Le statistiche parlano chiaro: si laureano in pochissimi e anche quei pochissimi hanno vita dura se non hanno agganci famigliari o di altro tipo con qualche studio legale. Il corso di laurea è di tipo quinquennale a ciclo unico (non 3+2).

INGEGNERIA

NUMERO CHIUSO: No (spesso è obbligatorio un test di autovalutazione delle competenze pregresse)

ORIENTAMENTO: Ingegneria è una delle poche facoltà che ancora dà una buona garanzia di impiego veloce subito dopo la laurea. Purtroppo, però, la sua altissima difficoltà non la rende adatta a tutti. Chi vi si iscrive deve avere una mente molto analitica e quadrata e deve disporre di una buona capacità di risoluzione dei problemi in contesti predeterminati. Sono richieste già in partenza ottime competenze in matematica, fisica e chimica e gli esami sono decisamente duri (conosco persone che avevano un’ottima media di matematica e fisica alle superiori e che ora hanno problemi a passare gli esami di analisi). I corsi di laurea sono molto diversificati e offrono numerose scelte curriculari a seconda degli interessi (Ingegneria edile, navale, elettronica, ecc).

LETTERE E FILOSOFIA

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Facoltà umanistica per eccellenza, Lettere e Filosofia va bene per chiunque abbia una passione in uno degli ambiti umanistici e sia consapevole degli sbocchi limitati che questo tipo di laurea offre (nella maggior parte dei casi l’insegnamento). E’ una facoltà che comprende al suo interno molti indirizzi di studi, dalle Lettere Classiche a quelle moderne fino alle Lingue e Letterature Straniere (oltre, ovviamente, a Storia e Filosofia). Spesso include anche corsi di laurea in Scienze dei Beni Culturali, Storia dell’Arte, Archeologia e Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS).

MEDICINA E CHIRURGIA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: La facoltà di Medicina e Chirurgia include, oltre alla omonima laurea di 6 anni a ciclo unico, i corsi di laurea in Odontoiatria (4 anni) e nelle varie aree sanitarie (Fisioterapia, Ostetricia, Infermieristica, ecc), tutti a numero chiuso. Sono lauree molto dure, specialmente quelle in Medicina e Odontoiatria, e richiedono ottime conoscenze di matematica, fisica, chimica e biologia. Il percorso formativo per diventare medico, inoltre, è molto lungo: dopo i 6 anni di base si passano in media altri 4 anni in specializzazione. La costanza richiesta e la mole di argomenti da studiare sono altissimi e spesso possono avere pesanti ripercussioni sulla vita sociale dello studente. Perciò Medicina è adatta solo ai veri appassionati. Chi vi si iscrive (sempre che passi l’esame d’ammissione) senza una reale motivazione è quasi matematicamente destinato a mollare. Quindi, se pensate di tentare il test perchè vi piace Dottor House, risparmiate 50 euro e migrate verso altri lidi.

AMMISSIONE: Se invece siete realmente appassionati e fare il medico è il sogno della vostra vita, sappiate che i test d’ammissione a Medicina ed Odontoiatria sono i più difficili in assoluto. Conviene iniziare a studiare sin dalla fine dell’esame di Maturità (se non già negli ultimi anni di superiori) e bisogna anche mettersi in testa l’idea che, dato il basso numero di posti disponibili e l’alto numero di persone che tentano, è piuttosto improbabile passare al primo tentativo. Il test è uguale per tutto il territorio nazionale e si tiene dappertutto lo stesso giorno alla stessa ora, in modo che non possa essere tentato in più di una sede. Per questi motivi, chi ha intenzione di iscriversi a Medicina deve sempre tenersi pronte delle alternative nel caso non riuscisse a passare l’esame di ammissione. Riguardo alla preparazione, concentratevi su matematica, fisica, chimica, biologia e sulle domande di cultura generale proposte nei manuali.
Per scaricare i test d’ammissione degli ultimi 5 anni di medicina andate qui. Per quelli di odontoiatria, invece, qui.

PSICOLOGIA

NUMERO CHIUSO: Variabile in base all’università, nella maggior parte dei casi sì

ORIENTAMENTO: Essendo Psicologia la facoltà che ho scelto, posso parlare con maggiore cognizione di causa. Va innanzitutto detto che il lavoro dello psicologo non è solo quello che compare nell’immaginario collettivo, ossia il clinico. La Psicologia abbraccia numerosi rami disciplinari e offre sbocchi professionali in molti più ambiti di quanti inizialmente si aspetta chi vi si iscrive (per esempio la psicologia sociale o quella scolastica). Per questo è difficile dire con certezza quali siano i requisiti per chi si vuole iscrivere a Psicologia. Una cosa è però sicura: non iscrivetevi pensando di essere portati perchè ”sapete ascoltare la gente” o pensando di andare a studiare solo psicoanalisi, perchè subirete delle grosse delusioni. La laurea in Psicologia, infatti, prevede molte materie scientifiche: si va dalla psicometria (statistica applicata agli esperimenti psicologici) alla neuroanatomia, dalla biologia alla neurofisiologia. Informatevi bene inoltre sulle differenze tra le varie figure professionali (psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, psichiatra) in modo tale da non avere dei fraintendimenti o, peggio ancora, nel caso della Psichiatria, non sbagliare completamente la facoltà. Va inoltre detto che il percorso che porta alla psicoterapia, solitamente uno dei più ambiti tra le matricole di Psicologia, richiede una preparazione di minimo 10 anni (3+2+1 anno di tirocinio+4 o 5 anni di specializzazione in psicoterapia). La scelta di iscriversi a Psicologia è quindi da farsi previa debita ponderazione delle proprie passioni e, obiettivamente, delle proprie capacità: per quanto venga spesso screditata, posso assicurare che non si tratta proprio di una passeggiata, soprattutto per via degli esami scientifici. Quindi, se siete appassionati di psicologia e siete consci delle opportunità che tale laurea offre, iscrivetevi senza remore. Ma se avete intenzione di ”parcheggiarvi” per passare l’anno dato che avete sentito dire che è una facoltà facile, datemi retta, lasciate stare, o potreste avere delle brutte sorprese.

AMMISSIONE: la difficoltà dell’esame d’ammissione varia da università ad università. In linea di massima, più una sede è affollata, più l’esame è selettivo. Perciò aspettatevi di avere più problemi con il test di Padova e Roma. Ad ogni modo, informatevi sulle materie richieste e preparatevi bene su quelle che si trovano ovunque (biologia, logica, matematica, cultura generale). Con un’adeguata preparazione entrerete senza troppe preoccupazioni.

SCIENZE DELLA FORMAZIONE

NUMERO CHIUSO: Varia da università ad università e da corso a corso

ORIENTAMENTO: Facoltà che include vari corsi, tutti a sfondo sociale. Si va da Scienze della Formazione Primaria, necessaria per l’abilitazione all’insegnamento elementare, a Scienze del Servizio Sociale, per l’abilitazione all’assistenza sociale, fino a Scienze della Comunicazione, per gli aspiranti pubblicitari. Adatta senz’altro a chi è interessato a diventare maestro alle elementari o ad impiegarsi in attività sociali.

EVENTUALE AMMISSIONE: concentratevi sulle materie umanistiche, in particolare storia, filosofia e letteratura italiana.

SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI

NUMERO CHIUSO: No

ORIENTAMENTO: Facoltà scientifica per eccellenza, offre solitamente corsi per tutti gli ambiti applicativi delle scienze (Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, ecc). Tra le varie scelte figura anche Informatica, per la quale è richiesta una buona competenza matematica. Adatta, come è ovvio, agli appassionati.

SCIENZE POLITICHE

NUMERO CHIUSO: No (eventualmente solo per specifici corsi)

ORIENTAMENTO: Dedicata agli appassionati delle attività pubbliche, la laurea in Scienze Politiche negli anni ha purtroppo perso sempre più valore, sino a diventare la facoltà facile per antonomasia. Ciò non toglie che, se conseguita col massimo dei voti, possa offrire ancora qualche sbocco professionale (di base dà accesso a tutti i concorsi pubblici).

VETERINARIA

NUMERO CHIUSO:

ORIENTAMENTO: Ovviamente dedicata agli amanti degli animali, Veterinaria è a numero chiuso su tutto il territorio nazionale. Richiede una buona base nelle materie scientifiche ed in particolare quelle biologiche.

AMMISSIONE: Il test non è facile da superare, vuoi per la difficoltà, vuoi per l’alto numero di domande a fronte dei pochi posti disponibili. Concentratevi su matematica, fisica, chimica e biologia.

I MANUALI

Ora vediamo ciò che concerne i manuali di preparazione ai test d’ammissione. Ricordatevi innanzitutto che, per quanto pubblicizzati e famosi possano essere, non sono in grado di fare miracoli. Anzi, dal momento che sono standardizzati per poter andare bene per tutte le facoltà d’Italia, spesso e volentieri contengono una marea di informazioni che per il vostro specifico esame d’ammissione sono totalmente inutili. Vi faccio un esempio: il manule di preaparazione a Psicologia contiene nozioni generali di anatomia umana che, nell’esame di ammissione a Trieste, non vengono nemmeno sfiorate.

Prima di tutto, quindi, informatevi bene sugli argomenti che vengono richiesti nella facoltà della città che avete scelto (magari procurandovi una copia dei test degli anni passati) e scremate, scremate e ancora scremate. E’ inutile studiare argomenti che non compariranno al 99% delle probabilità, sia perchè perderete tempo prezioso, sia perchè spesso studiare tanti argomenti di cui siete totalmente all’oscuro possono indurvi a farvi prendere dal panico.
Tutto ciò non vale per le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Veterinaria che sono a numero chiuso in tutta Italia e per le quali i test di ammissione sono gli stessi su tutto il territorio nazionale.

Ma allora a cosa servono i manuali? In linea di massima, a consolidare le conoscenze che già si hanno e a prendere dimestichezza con la tipologia della prova d’ammissione a risposta multipla (volgarmente: a crocette). Il consiglio che vi do è quindi quello di studiare fin dalla fine della maturità se siete interessati ad entrare in una facoltà particolarmente difficile (prime tra tutte Medicina e Odontoiatria) e di farlo utilizzando i libri delle superiori, che vi daranno una preparazione sicuramente più adeguata rispetto ai manuali per i test di ammissione.

C’è infine un tipo di materia per lo studio della quale i manuali si rivelano estremamente utili: la logica. I quiz di logica proposti ai test d’ammissione possono a prima vista spiazzare per la loro apparente difficoltà, ma vi assicuro che una volta capito come funzionano diventano la parte più facile. A questo proposito, i manuali offrono una moltitudine di esercizi di logica: fateli tutti e noterete come tendano irrimediabilmente a ripetersi. I quiz di logica sono gli unici esempi in cui le domande poste sui manuali si possono trovare perfettamente uguali nei test d’ammissione, quindi fatene più che potete!

I TEST

I test d’ammissione sono ovviamente diversificati in base alle facoltà, ma mantengono tutti dei punti in comune. Ecco un paio di suggerimenti per affrontarli al meglio:

1) Non esultate troppo all’idea che i test siano a risposta multipla: la difficoltà di questo tipo di prova è spesso sottovalutata.

2) A parte i test uguali a livello nazionale, ogni facoltà ha la possibilità di decidere i metri di valutazione delle domande.

3) Solo in rarissimi casi sarete costretti a rispondere a tutte le domande. Nella maggior parte delle volte, invece, potrete rispondere liberamente ad un numero vario di domande, ovviamente a vostro rischio e pericolo (cioè non ha senso che rispondiate a 10 su 90).

4) Studiate bene il metodo di valutazione che viene usato e da questo decidete se nel dubbio è meglio rispondere a caso o saltare la domanda.

5) Se non sapete una risposta, procedete per esclusione: è meglio ritrovarsi col 50% delle probabilità che col 20 o 25%.

6) Completate immediatamente le domande di cui conoscete la risposta e solo in seguito tornate con calma su quelle che ignorate.

7) Andate a fare il test con in mente già un’alternativa nel caso non lo passaste

Dal momento che queste informazioni, come ho già detto, sono frutto delle mie esperienze e delle testimonianze che ho raccolto in giro, è possibile che abbia commesso degli errori. Concludo quindi invitando chiunque fosse maggiormente informato su qualche facoltà a segnalarmeli senza esitazione.

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I MANUALI

Innanzitutto una premessa per quanto riguarda i manuali di preparazione agli esami d’ammissione. Ricordatevi che, per quanto pubblicizzati e famosi possano essere, non sono in grado di fare miracoli. Anzi, dal momento che sono standardizzati per poter andare bene per tutte le facoltà d’Italia, spesso e volentieri contengono una marea di informazioni che per il vostro specifico esame d’ammissione sono totalmente inutili. Vi faccio un esempio: il manule di preaparazione a Psicologia contiene nozioni generali di anatomia umana che, nell’esame di ammissione a Trieste, non vengono nemmeno sfiorate.

Prima di tutto, quindi, informatevi bene sugli argomenti che vengono richiesti nella facoltà della città che avete scelto (magari procurandovi una copia dei test degli anni passati) e scremate, scremate e ancora scremate. E’ inutile studiare argomenti che non compariranno al 99% delle probabilità, sia perchè perderete tempo prezioso, sia perchè spesso studiare tanti argomenti di cui siete totalmente all’oscuro possono indurvi a farvi prendere dal panico.
Tutto ciò non vale per le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Veterinaria che sono a numero chiuso in tutta Italia e per le quali, come vedremo più avanti, i test di ammissione sono gli stessi su tutto il territorio nazionale.

Ma allora a cosa servono i manuali? In linea di massima, a consolidare le conoscenze che già si hanno e a prendere dimestichezza con la tipologia della prova d’ammissione a risposta multipla (volgarmente: a crocette). Il consiglio che vi do è quindi quello di studiare fin dalla fine della maturità se siete interessati ad entrare in una facoltà particolarmente difficile (prime tra tutte Medicina e Odontoiatria) e di farlo utilizzando i libri delle superiori, che vi daranno una preparazione sicuramente più adeguata rispetto ai manuali per i test di ammissione.

C’è infine un tipo di materia per lo studio della quale i manuali si rivelano estremamente utili: la logica. I quiz di logica proposti ai test d’ammissione possono a prima vista spiazzare per la loro apparente difficoltà, ma vi assicuro che una volta capito come funzionano diventano la parte più facile. A questo proposito, i manuali offrono una moltitudine di esercizi di logica: fateli tutti e noterete come tendano irrimediabilmente a ripetersi. I quiz di logica sono gli unici esempi in cui le domande poste sui manuali si possono trovare perfettamente uguali nei test d’ammissione, quindi fatene più che potete!

 

72 Thoughts on “Guida alla scelta della facoltà e ai test d’ammissione all’università

  1. Aurum on 15 luglio 2011 at 5:43 pm said:

    Secondo me sarebbe meglio approfondire un po’ il paragrafo sulla facoltà di Lettere e Filosofia, che raggruppa un abnorme numero di CdL tutti molto diversi tra di loro che qui vengono liquidati molto superficialmente e senza il rispetto che meritano riguardo le altre facoltà. Ci vogliono passioni e capacità diverse e varie.
    Basti pensare a quanto sono diverse le capacità richieste tra gli studenti di Lingua e Letteratura e quelle di Traduzione: la prima si tratta di cultura, letteratura e linguistica delle lingue scelte, mentre la seconda è una facoltà molto più tecnica e molto meno “letteraria” o “umanistica” di quello che si pensa.
    Basta leggere un libro di linguistica per capire che non è il caso di cassare la facoltà come umanistica solo perché non c’è matematica, o più in generale, non è il caso di cassare una facoltà umanistica come facile solo perché è umanistica e basta studiare come Letteratura italiana al liceo e bla bla bla.
    Anzi: la mole di studio per esami di Letteratura è facilmente comparabile a quella di Giurisprudenza, considerandoci anche che è molto meno “meccanica” di quest’ultima (in cui credo giochi parecchio motivazione e memoria, oltre che una lingua svelta);
    Storia e Filosofia sono impopolari e la seconda ha pochi sbocchi professionali, ma di sicuro non è possibile definirla “facile”. Quanto alle facoltà umanistiche più tecniche, prendendo ad esempio Traduzione e simili richiedono tanta pratica, tante ore, tanto approfondimento culturale spesso anche indipendente per diventare decenti.
    Idem anche per Scienze politiche, non la chiamerei “facile”; magari ti sei confuso con Scienze della Comunicazione, che comunque a dispetto di quello che dice qualche ministro, non è da sottovalutare, dato che quest’ultima gira tutta attorno alla pubblicità?
    Insomma, magari almeno allungarla un po’? Credo che più sopra ci siano diverse testimonianze di tutti i tipi, se vuoi fare una guida alla scelta facoltà che sia completa mi sembra giusto.
    Per il resto cito http://nicolozarotti.com/guida-alla-scelta-della-facolta-e-ai-test-dammissione-alluniversita/comment-page-1/#comment-4309 Ale più sopra che ha esposto perfettamente il mio punto di vista sulla facoltà di ML che frequento anche io :)

  2. perchè mai architettura dovrebbe essere equiparata ad ingegneria? Questi architetti vogliono sempre far tutto loro

  3. Non c'e' Archeologia

  4. Io stavo pensando a psicologia, ma l'idea di dover passare altri dieci anni senza una mia indipendenza mi smonta veramente tutto. Non posso dipendere ancora economicamente dai miei genitori per 10 anni anche se solo parzialmente perchè qualche lavoretto lo faccio comunque, non ce la possono fare!!!! magari una cosa tipo sociologia se è più corta si può provare, ma psicologia è decisamente troppo lunga per me che non ho queste disponibilità economiche..

  5. Molto bene! Grazie.

  6. SN IN PANICO..NN SN RIUSCITA AD ENTRARE A SCIENZE DEL SERVIZIO SOCIALE E ORA NN SO KE FARE..

  7. ciaooo….anch'io voglio fare archeologia,ho ancora un anno per prepararmi al test d'ammissione ma nn so proprio cosa devo studiare .. *-* '

  8. Graziana Carmeci on 27 ottobre 2011 at 11:11 pm said:

    Vorrei avere più informazioni sulle facoltà di archeologia che vi sono in Italia!

  9. credo che si debba fare un pò di chiarezza e soprattutto esser meno prevenuti. Caso mai è la laurea in ingegneria edile e/o civile ad essere equiparata a quella di architettura e non viceversa. La direttiva CEE 85/384 non riconoscendo la figura dell’ingegnere italiano come progettista in europa ( perchè in tutti i paesi comunitari solo coloro che hanno il titolo di architetto possono farlo!) ha crichiesto un avvicinamento a quella di architetto. Da qui la nascita di corsi di laurea in architettura presso le facoltà di ingegneria e viceversa( perchè vi sono molte facoltà di architettura che consento di studiare ingegneria in Italia). Essendo nei nuovi ordinamenti, post Legge 509/99, la laurea in architettura,della classe specialistica e/o magistrale architettura-ingegneria edile, si è praticamente sancito la equiparazione in ogni senso dei percorsi di studio. Quindi basta con la solita espressione, qui ampiamente caldeggiata, che architettura sia più facile o dia meno possibilità e/o competenza inferiore rispetto ad ingegneria edile e/o civile. Oggi il laureato in architettura può abilitarsi come ingegne civile-ambientale ed iscriversi all’ordine degli ingegneri sez.A dopo aver superato il relativo esame di stato, oltre naturalemente a quello di architetto sez. A. Informatevi e smettete di fare considerazioni sommarie talvolta al limite della diffamazione di intere professioni. Del resto basta collegarsi al sito del MIUR per avere ogni chiarimento. http://www.miur.it Grazie

  10. Stefano on 24 novembre 2011 at 2:50 am said:

    Salve, innanzitutto per chi fosse interessato a psicologia, per quanto sia affascinante e anche se ci vogliono 10 anni di studio che si possono fare tranquillamente tutti per quanto sia bella, non consentono di trovare facilmente lavoro. Purtroppo qui in Italia la psicologia nob si è ancora affermata come dovrebbe e stranamente comprendiamo 1/3 degli psicologi europei solo bel nostro paese.. Purtroppo molti laureati in questa facoltà si ritrovano a fare la fame o a lavorare come educatori con stipendi miseri o magari anche come volontari (quindi non retribuiti). Quindi sconsoglio vivamente le materie umanistiche e converrebbe concentrarsi su quelle scientifiche.

  11. Nunzia Ferrante on 30 novembre 2011 at 12:42 pm said:

    Le facoltà di archeologia sono in realtà corsi di lettere e filosofia o di Beni culturali, a seconda delle città. LE informazioni in merito a questa facoltà sono, purtroppo, qui come altrove scarne, perchè di base ci sono problemi nel riconoscimento professionale, economico , contrattuale postuniversitario di questa professione!( a differenza del resto d'Europa ahimè..ma questo è un'atro discorso!). In merito alla facoltà posso dirti che non si può generalizzare in quanto a seconda delle diverse sedi ognuna è orientata verso diverse scuole di pensiero, pertanto vi sono corsi di archeologia indirizzate più verso un indirizzo filologico-umanistico, com'è ovvio che sia,e altre sono improntate anche su insegnamenti più tecnici e scientifici, perché l'archeologia è ricerca e la ricerca non prescinde dalla scienza; quindi assumono un aspetto ibrido e interdisciplinare fra aspetti umanistici e aspetti scientifici e ahimè questo non è abbastanza conosciuto dalla gente comunemente e tende a considerarlo come corso semplice e per tutti.Inoltre sono previste anche attività pratiche di scavi didattici archeologici che si svolgono in genere contemporaneamente alle sessione d'esame…e questo crea un ulteriore "sacrificio" perchè questo seppure importante toglie cmq tempo alle sessioni esami ed è inevitabile che la maggior parte di studenti vadano fuori corso. Per esperienza personale posso dirti che siamo partiti in quasi 100 al primo anno della triennale e alla specialistica arrivano e continuano neanche 20 persone. Comunque di base la si sceglie per passione,ma bisogna dimenticare gli aspetti avventurosi fax-simile indiana jones e lo studio e la formazione è costante visto e considerato che esiste la scuola di specializzazione con altri 2 anni post laurea e se sia più o meno duro il precorso è soggettivo. come per tutte le facoltà..ovvio altrimenti non ti iscrivi a qualcosa che non rientra nelle tue "corde".

    Per il post laurea..purtroppo è un altro discorso.

  12. Nunzia Ferrante on 30 novembre 2011 at 12:48 pm said:

    Buona analisi generica sui corsi. Comunque molto è soggettivo: dipendono dalle attitudini personali la difficoltà, dall'ambiente universitario, dai professori.
    Esperienza personale: medicina è senz'altro una delle più dure, almeno dovrebbe esserlo. Peccato che io abbia visto più che certe persone di medicina (che si sono anche laureate) cazzeggiano/cazzeggivao e avere una bella vita sociale che persone per esempio di archeologia o altro. E non si trattava assolutamente di casi di genio o rarissime eccezioni. Non voglio generalizzare. Ma purtroppo bisogna tener in conto anche che il sistema universitario ha subito molte "infiltrazioni nocive" e le belle cose scritte sopra spesso rimangono solo teoria!

  13. Ringrazio sentitamente per quest’utilissima guida on-line (sicuramente più chiara e concisa di altre!). Sarei interessato alla facoltà di psicologia, ma non ho ben compreso la questione dei dieci anni: non si era detto che dieci anni di studio dovrebbero esserci solamente per chi si specializza in psicoterapia? Le lauree, ai vari indirizzi di questa facolta, sono triennali, a quanto ne so io.
    In ogni caso, qualcuno con più esperienza potrebbe darmi qualche consiglio? Sono profano di questo genere di materia ma, nonostante questo, la sento più adatta alle mie capacità e soprattutto, ad i miei interessi. Anche per quanto riguarda la questione del lavoro, a proposito degli sbocchi che questo percorso formativo tende a offrire, ho sentito pareri discordanti. Qualcuno potrebbe farmi un pò di chiarezza?

  14. Interessante davvero questa guida! anch’io sono tra i maturandi e non ho ancora le idee molto chiare.. anche perchè ho un po’ paura di non riuscire a passare i test di ammissione.. sarei indirizzata anch’io verso la facoltà di psicologia.. vorrei frequestare questa facoltà perchè innanzitutto mi affascina.. e poi ormai lo psicologo viene inserito in ogni attività.. ma vorrei magari delle conferme e maggiori informazioni sulle materie, sulle specializzazioni.. so di chiedere troppo.. ma se qualcuno ha notizie su quale potrebbe essere una delle migliori università con la facoltà di psicologia.. mi sarebbe molto utile per fare un po’ di chiarezza.. grazie mille in anticipo..

  15. Non credo proprio che alcuni esami di farmacia siano più semplici di quelli di medicina e non è vero che farmacia può andare bene per chi ha una sua attività.
    è una delle poche università che ti da l’accesso immediato al lavoro e non solo in farmacia.Non raccontiamo balle.

  16. ciao a tutti vorrei chiedere per l’università di medicina, quali possibili alternative ci sono dico come corsi di laurea,che malauguratamente non passando il test,potrei frequentare per non perdere inutilmente un anno e magari gli esami dati potrebbero servirmi ,al conseguimento di un’altro tentativo al test,per il primo anno di medicina?
    BIOLOGIA?

  17. io vorrei provare quest’ anno con i test d’ ammissione per scienze della formazione primaria…ma temo ke nn ci sia un reale sbocco lavorativo per questa facoltà,,,vorrei più risposte su questa facoltà..e sulle materie ke si studiano…attendo vostre risposte vi ringrazio anticipatamente….

  18. Alessandro Pecoraro on 8 maggio 2012 at 2:59 pm said:

    Gadda era portate per le materie letterarie ma la madre l'ha costretto a fare ingegneria… non ha avuto nessun problema ed è diventato un buon ingegnere. Tutte queste descrizioni lasciano il tempo che trovano

  19. Antonella on 11 giugno 2012 at 2:55 pm said:

    Salve a tutti! Chi mi da piu’ informazioni riguardo il DAMS? A me piacerebbe seguire il corso di laurea Dams a Roma. Chi sa dirmi qualcosa in merito? E soprattutto, c’e’ un test di ammissione? Questo punto non mi e’ ancora molto chiaro. Grazie a tutti!

  20. Albarita Fasoli on 21 luglio 2012 at 2:16 pm said:

    Aggiungo una cosa molto importante per Lettere: l’insegnamento NON E’ PIU’ uno sbocco possibile.
    Non ora, almeno.
    Ai miei tempi (1998/9) ho vinto il concorso ordinario, ma da allora quasi tutte le cattedre sono state occupate e chi si laurea in lettere ha, davanti a sé, la prospettiva di numerosi anni di infelice precariato in terza fascia, quella meno tutelata di tutte.
    Io sono molto contenta di quello che ho scelto, ma vorrei anche dire una cosa: non crediate che insegnare sia semplice, o che sia una professione che impegna solo la mattina, o che i due mesi estivi ripaghino di tutto.
    Se è svolta bene, è una professione impegnativa, e se è svolta male, le classi ti fanno cordialmente fuori.

  21. grazie

  22. Anche a quasi tre anni dalla domanda, la risposta rimane che Archeologia non esiste, ed è una specializzazione di Lettere.

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