Il governo specchietto e gli italiani allodole: ci distraggono col caso Boffo e intanto passa il lodo Bernardo

Che cos’è uno specchietto per le allodole? E’ un sistema per distrarre un genere di volatili, le allodole per l’appunto, che sono attirate da tutto ciò che luccica. Un metodo usato in antichità, che prevedeva il posizionamento di appositi specchietti all’interno di un campo, per fare in modo che l’uccello si dirigesse in quei punti predeterminati e non andasse ad intaccare il raccolto. Nel corso degli anni è diventato persino un’espressione proverbiale. E non stento a capirne i motivi.
Basta infatti osservare le manovre del governo per capire che il popolo italiano è trattato esattamente alla stregua delle allodole. L’ultima nefandezza è proprio di questi giorni. Dopo l’accusa lanciata da Vittorio Feltri a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, di aver infastidito la compagna del suo ex fidanzato, in Italia non si sente parlare d’altro. I giornali passano quasi esclusivamente le ultime notizie della vicenda (l’ultima riguarda proprio le dimissioni di Boffo), mentre dietro le quinte succedono fatti che tutti ignorano.
A cosa mi riferisco? Al Lodo Bernardo, che prende il nome dal suo ideatore, l’on. Maurizio Bernardo del PDL, e che ha definitivamente privato la figura del Pubblico Ministero di una delle sue funzioni peculiari: il potere di dirigere un’indagine. Il lodo, passato nel DL anticrisi, prevede che ”ad una specifica e precisa notizia di danno, sia impedito alle procure regionali della Corte dei Conti di attivare indagini sui danni erariali in assenza di una denuncia formale che dovrebbe essere fatta dall’ amministrazione competente che subisce il danno, amministrata dalle persone che il danno l’hanno causato” (fonte: L’AnteFatto).
Ciò cosa significa? Significa che la Corte dei Conti non potrà più avviare un’indagine su eventuali danni erariali se prima non vi è una denuncia formale ad opera dell’amministrazione competente che li subisce. E dato che solitamente i danni sono perpretati dai dirigenti nominati dall’amministrazione, col Lodo Bernardo, prima che la Corte dei Conti possa aprire un’indagine, dovremo aspettare che un politico-amministratore decida di denunciare il dirigente che lui stesso ha nominato. E intanto si svuotano le casse pubbliche.
Insomma il governo prende Boffo, lo piazza in uno specchietto, e subito tutte le belle allodole italiane si precipitano a vedere cos’è successo. Nessuna di loro, ovviamente, guarda vede l’albero funesto che gli sta crescendo alle spalle. L’ultima frontiera, come ho già detto molte volte, è la rete. Condividere, condividere, condividere. O lasciarsi attirare dal luccichìo e continuare a parlare di Boffo. A voi la scelta.
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