Nicolò Zarotti's Blog

Il nuovo – inquietante – sistema di riconoscimento dei volti di Facebook

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Oggi, dopo un bel po’ di tempo che non lo facevo, ho caricato alcune foto su Facebook e, con mia grande sorpresa, il social network ha messo in atto un sistema di riconoscimento automatico dei volti dall’accuratezza tanto sbalorditiva quanto inquietante. Mi sono ritrovato infatti una lista in cui erano raggruppate tutte le foto in cui era presente il mio volto e, diviso per ogni persona, quello dei miei amici con sotto la possibilità di inserire il tag e in cima la domanda “Chi c’è in queste foto?”:

Ora, il sistema è sicuramente utile per facilitare l’assegnazione dei tag nelle foto. Mi sorge però spontanea una domanda: ci sono altri modi in cui potrebbe essere utilizzato? E, soprattutto, dovremmo preoccuparcene? Il primo utilizzo che mi salta all’occhio è il targeting pubblicitario, ma credo che uno strumento con queste potenzialità possa trovare molti altri campi d’applicazione.

Nonostante non sia mai stato fissato con la privacy, trovo che certe cose ti facciano riflettere, soprattutto quando ti colgono, come nel mio caso, completamente di sorpresa.

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  1. Ho disattivato il riconoscimento automatico il giorno stesso in cui l’hanno reso disponibile in Italia (avevo letto del suo arrivo su alcuni blog americani). Personalmente lo trovo uno strumento invasivo e superfluo. Posso comparire in foto di persone con cui non voglio avere nessun tipo di contatto (compagni di liceo, il mio ex, ex amici…) e non vedo perchè Fb debba mettermele sotto il naso e, peggio, riproporle ad altri senza il mio consenso.
    Penso sia uno strumento anche peggiore della personalizzazione istantanea. In termini ideali potevano sicuramente risparmiarselo, anche se poi c’è da chiedersi dove Fb prenderebbe i soldi necessari alla sua sopravvivenza. È più che ovvio che noi siamo la sua merce di scambio (non solo i nostri dati) nei confronti di altre aziende interessate a venderci a loro volta la loro merce.
    Quindi, finché c’è modo di difendersi (o se ne ha voglia) si sta al gioco, altrimenti c’è sempre il tasto “cancella profilo”.

  2. Sai che hai ragione? Anche io l’altro giorno ho caricato delle foto di una mia amica e lui le ha riconosciute quasi tutte!

    E ho cominciato a farmi delle domande. Indubbiamente una “facility” di questo tipo è utile e comoda, ma come te sono giunto alla conclusione che stanno mettendo in pratica strumenti di controllo travestiti da altro. Prove generali di un Grande Fratello molto più subdolo e invasivo, fra l’altro con noi stessi come beta tester e bug fixer.

    Se ci pensi bene, ormai le informazioni circolano senza più una reale possibilità di censurarle. Il patetico tentativo che l’Agcom proverà a mettere in pratica a luglio è facilissimamente bypassabile con uno dei tantissimi software di offiscamento che circolano da tempo in Iran e Cina, per esempio. Cosa rimane allora? Rimane la possibilità di sapere sempre dove siamo, cosa facciamo in modo da poter essere più facilmente vulnerabili.

    Lo so che è un misto fra “ipotesi di complotto” e “nemico pubblico”, ma se ti soffermi a riflettere a cosa serve, per esempio, il “geotag” (la feature che localizza automaticamente le foto che scattiamo), non ti viene in mente nulla di davvero utile. A noi. A chi tenta di controllarci è un altro paio di maniche.
    Fra l’altro sul mio cellulare ho disattivato questa feature , ma lui, lo stesso, nomina il file con data. ora e luogo.

    Ti ricordi anni fa quando l’allora ministro Lunardi inserì l’obbligo delle luci accese anche di giorno? E’ ovvio che da noi una cosa del egenere non serve a nulla e che se uno non è in grado di vedere un’auto in strada in pieno giorno solo perché ha le luci spente sarebbe meglio non guidasse. Ma, c’è un ma. Le luci accese di giorno aumentano il consumo di circa un paio di punti percentuali… che moltiplicati per i milioni di veicoli in circolazione fanno migliaia di metri cubi di carburante in più, con relative accise. Hai visto come, con la scusa di un miglioramento della sicurezza, ci hanno scippato dei soldi dalle tasche, fa l’altro vantandosi di non avere aumentato le tasse?

    In conclusione, mi viene in mente una vecchia storia.
    Se metti una rana in un vaso con dell’acqua bollente, la rana salterà subito fuori.
    Se l’acqua è fredda e la scaldi piano piano, la ranà morirà bollita.
    Penso a questa storia, a quello che mi succede intorno… e mi viene da gracidare!

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