Nicolò Zarotti's Blog

Il simpatico controllore di Murphy

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Ho iniziato a fare tirocinio da una settimana in un ospedale che, rispetto a dove abito io, si trova dall’altra parte della città. In questo periodo, inoltre, mi trovo in uno stato di penuria di mezzi di locomozione, indi per cui ho dovuto riprendere l’autobus dopo molto tempo.

Trattandosi di fare una tratta di circa mezz’ora per due volte al giorno e non volendo trascorrerla col cuore in gola a controllare chi sale a ogni fermata, ho deciso di acquistare il biglietto ogni volta, abbandonando la pratica che avevo a 16 anni di piazzarmi vicino all’uscita per tutto il tragitto, pronto a scendere al volo in caso di “pericolo”.
Il biglietto l’ho preso tutta la settimana e, come spesso succede, di un controllore non ho visto manco l’ombra.

Stamattina, idem: compro il biglietto, mi siedo in autobus e infilo le cuffie nelle orecchie con la speranza che prima o poi salga il controllore solo per avere la soddisfazione di dargli quel cazzo di cartoncino con un sorriso beffardo stampato in faccia (i traumi infantili in autobus hanno brutti effetti a lungo termine). Non ho preso quello per il ritorno: poco male, lo comprerò una volta uscito dall’ospedale.

Alle 13, terminato tirocinio, esco blandamente e… sorpresa! Tutti i tabaccai e i giornalai sono chiusi.
“Del resto, vista l’ora, me lo sarei dovuto aspettare” penso mentre, dopo aver appurato la totale assenza di distributori automatici, con aria circospetta, salgo sull’autobus, pronto a passare mezz’ora d’inferno.

L’autobus parte e io, seduto al subito precedente all’uscita, comincio letteralmente a scannerizzare tutte le persone che entrano a ogni singola fermata.
Nulla.
Meglio così.
Tant’è, con l’avvicinarsi del capolinea, abbasso la guardia e giungo all’ultima fermata, con sull’autobus io e altre due persone, in uno stato di profondo rilassamento, crogiolandomi nella convinzione che nessun controllore sano di mente potrebbe salire su un bus vuoto per controllare tre persone e scendere dopo qualche manciata di minuti.

Serve che ve lo dica?
Dopo pochi secondi sento una presenza incombente alla mia sinistra. Mi giro e mi trovo davanti un uomo sulla trentina, con un giubbotto grigio senza alcun cartellino (devono averli tolti per renderli meno identificabili, sti bastardi), che mi chiede qualcosa che non sento perché ho ancora le cuffie addosso. Le tolgo e rispondo direttamente, rassegnatomi all’idea di aver capito comunque chi mi si para davanti.
«Ho trovato i tabaccai tutti chiusi. »
«Ah non ce l’hai, eh? Dammi un documento.»
Con l’aria di chi vorrebbe sparire di colpo in una nube di fumogeni da stadio gli porgo la patente e lo osservo mentre comincia a scrivere. Ad un certo punto, un po’ per non stare là al capolinea ad aspettare in silenzio, un po’ per l’incazzatura, gli faccio una domanda.
«Ma se uno trova tutto chiuso e deve andare dall’altra parte della città, cosa diavolo deve fare?»
«Si deve premunire prima del biglietto.»
Simpatico il signore, non c’è che dire. Come un calcio nelle gengive.
«Ma se uno non usa l’autobus assiduamente, non è detto che pensi ad acquistare prima il biglietto.»
«Be’, potevi chiederlo a uno degli altri passeggeri! Oppure… dove sei salito? All’ospedale? Potevi tornare dentro e chiedere se qualcuno te lo vendeva!»
Ma certo! Magari potevo pure mettere su una bancarella con su scritto “ACQUISTANSI BIGLIETTI DEL BUS”! Alle volte mi soprendo pure io del mio scarso ingegno!
«E comunque, per principio, non si sale sull’autobus senza biglietto!»
Che bello, una citazione da il Manuale del buon controllore, Capitolo 2, pagina 25. Lo consiglio a tutti, è veramente illuminante.
«E poi è impensabile che si possa mettere un tabaccaio o un distributore a ogni fermata! Quindi dovevi provvedere tu!»
Cazzata colossale. Magari è impensabile nel suo mondo frustrato, ma personalmente io ho visitato più di una città con i distributori a ogni fermata.
Ad ogni modo, comprendo che è una battaglia persa e rimango in silenzio finché non finisce di scrivere la multa e me la fa firmare. Poi la prendo, saluto e me ne vado.
41 euro. Porcadiquellaputtanavaccalazzara.

Ora chiariamo una cosa: so di essere in torto fin dal principio per essere salito senza biglietto. Però, ditemi, in una settimana intera, prendendo l’autobus due volte al giorno, quante erano le probabilità di beccare il controllore all’ultima fermata dell’unica corsa in cui non avevo preso il biglietto?

Conosco la legge di Murphy e l’ho provata più volte sulla mia stessa pelle, ma, in tutta onestà, non sapevo dell’esistenza di appositi controllori che la mettono in atto.

Per quanto concerne il mio commento sull’intera faccenda, lascio la parola all’autobus raffigurato all’inizio dell’articolo.

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  1. accontentati dei 41 euro, a roma sono 50 sull’unghia o 100 se pagati dopo

  2. Non per fare il saputello ma forse per darti un idea:basta chiedere all’autista che ti fa il biglietto con un prezzo un po’ più alto rispetto al normale.

  3. @Ivan: non so come funzioni nella tua città, ma nella mia il conducente ti può vendere il biglietto solo negli orari di chiusura dei negozi, cosa che ovviamente non contempla la pausa pranzo.

    @Nicolò: io sono premunita di biglietto per le occasioni d’emergenza, ma hanno cambiato le tariffe e il mio biglietto improvvisamente ha assunto una scadenza (tre mesi dopo l’aumento tariffario). Il che implica che, siccome era un biglietto multiplo da dodici corse, di cui la metà ancora da utilizzare, non farò in tempo e metà dei miei dieci euro si è improvvisamente trasformata in aria. Quindi non temere: se anche fossi stato dotato di biglietto, Murphy avrebbe comunque trovato il modo di colpire.

    P.s.: giusto per rimanere in tema, fuori dalla mia facoltà stanno inserendo nuovi divieti di fermata a raffica e inviando ogni giorno stormi di vigili-avvoltoi. Oggi credevo di aver trovato un buco dove parcheggiare, e invece non avevo visto il fiammante cartello di divieto. Morale: 38 euro che serviranno al Comune per comprare nuovi cartelli di divieto di fermata (quello di sosta non sembra più di moda).

  4. Comprati un abbonamento e imposta un promemoria sul cellulare all’ultimo del mese che ti ricordi di rinnovarlo. E’ l’unico sistema. A Venezia, è anche possibile comprare un abbonamento annuale al costo di 11 mensilità, non so dove abiti tu.

  5. Ho comprato la tessera annuale per 4 anni, NON ho MAI MAI MAI beccato il controllore (e prendevo l’autobus 2 volte al giorno e ogni tanto anche di più). Da due anni non compro più la tesserae ogni inizio becco un controllore…ma sono sempre riuscita a farla franca. ;)

  6. Sai penso che scrivere questo bel “popo” di articolo per una multa presa esclusivamente per colpa tua sia un “tantino” esagerato. Esistono cose molto più importanti su cui scrivere per poi raccontarle in maniera così “pittoresca”!
    Ciao stammi bene e compra il biglietto sempre!

  7. Personalmente sul mio blog scrivo di ciò che mi pare. Fosse anche del fatto che i pinguini hanno freddo.

  8. Quoto, OT, l’ultimo commento del padrone di casa

  9. A parte che i pinguini HANNO freddo! (Lo si vede nelle bufere :) ), a me è successa una cosa similare: nella mia regione c’è in uso una smart card con microchip, la quale si paga con una combinazione di fascia di reddito e fascia chilometrica (reddito basso e breve distanza si paga poco, reddito alto e lunga percorrenza davvero molto), che va “validata” ad ogni salita sull’autobus. Ovviamente, per una serie di coincidenze di tipo astrale, quell’anno avevo pagato il massimo.

    Nelle corriere degli studenti, fascia oraria delle 6.00 del mattino, è costume che i più “vivaci” si siedano in fondo; non per niente gli autisti chiamano codesto luogo la tana dei lupi.

    Come di norma, l’unica mattina che non avevo validato l’abbonamento causa tremendo ritardo e sonno, è stata anche la sola che mi sono trovata a dovermi accomodare nell’angolino infame del “bullo”, incastrata da un energumeno col suo zainone.

    Alla fermata dopo, sale il maledetto. Non potevo muovermi verso la validatrice. Si dirige con fare deciso verso il fondo e punta il dito “Signorina, favorisca il biglietto”. Allungo l’abbonamento e lui, controllatolo col palmare, mostra trionfante la scritta “NON VALIDATO”, sventolandomela sotto il naso. “Mi dispiace per i suoi genitori: uno spreco di soldi e di pazienza.” commenta acido, restituendo la card e una multazza di dieci euro (pochi, ma sembrano una miriade, sommati al costo della tessera). E poi? Se ne va!!!

    C’erano almeno due ragazzi senza abbonamento e senza biglietto, ma lui aveva stanato “il bullo”!!!

    E dire che di solito faccio la parte della secchia :-(

  10. Sono fusa dalla giornata di influenza: mi chiamo Giulia, non certo Nicolò :D povera me :D che figura!

  11. Premetto che io di solito viaggio sempre col biglietto, ma ci sono stati casi in cui ho fatto il portoghese, tutti quanti per la stessa ragione di Nicolò: nessun modo di procurarsi il biglietto. Per fortuna non ho mai incontrato i controllori in quei casi, ma c’è da dire che è stato un bene perché in genere io reagisco molto, ma proprio molto, male quando vengo esposto all’arroganza. E si sa che i “pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni”, quanto ad arroganza detengono dei veri record.
    Qualche anno fa difatti ho rischiato grosso proprio per questo. Sostanzialmente, arrivo a destinazione, scendo dal bus e trovo la banchina completamente occupata da gente in fila indiamna nella direzione dell’ingresso della metropolitana dove dovevo andare io. Anzichè fare la fila decido di attraversare la strada e scendere in metro dall’ingresso sull’altro lato della strada. E’ stato lì che, mentre guardo a destra e sinistra per controllare le auto in arrivo, sento una voce che sbraita: “Giovane! Ehi, giovane!”. Mi chiedo chi sia quel pirla maleducato che usa un termine militaresco piuttosto denigratorio (lo usano i “nonni” per rivolgersi malamente ai nuovi arrivati) in modo così strafottente, ma ignoro il problema, senonché costui rincara la dose di tono e modo. Io a quel punto mi giro, più per la curiosità di vedere ‘sto scemo che per altro, e a quel punto mi si palesa la scena: i controllori (3) tutti davanti all’ingresso della metropolitana che hanno fatto mettere tutti i passeggeri appena scesi in fila per controllar loro i biglietti. E, uno dei controllori, per la precisione quello che aveva usato il “giovane” come modo di richiamo, mi fa “Sì biondina, dove cazzo credi di andare, vieni qui e mettiti in fila come tutti gli altri”. Supppongo che il “biondina” fosse perché all’epoca avevo i capelli lunghi e d’estate sono abbastanza chiari, comunque avete presente Terminator? Quando si vede la sua visione in soggettiva con le varie azioni in sovraimpressione da scegliere in funzione dell’ambiente circostante? Tipo “ignora”, “uccidi”, “insulta”, ecc? Ecco, ho vissuto una situazione del tutto analoga. Sono partito verso di lui tipo un missile a ricerca termica, l’ho acchiappato per il cravattino, e con un tono che non era esattamente da timorato del Signore, gli chiedo: “Non sono sicuro di aver capito bene, come mi hai chiamato?”. A questo punto, una persona con 3 o 4 neuroni nel cervello avrebbe capito che forse aveva sbagliato qualcosa, ma non abbiamo tenuto conto del fatto che costui è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. E difatti, come tale, anche di fronte al fatto di avere torto marcio, se ne esce con “Io sono un Pubblico Ufficiale”. La mia risposta è stata: “Di ufficiale c’è solo che sei pubblicamente un gran maleducato. Sul fatto che tu abbia il diritto di implotonare la gente come facevano i nazisti, invece non se ne parla proprio: se vuoi controllare il mio biglietto sali su quella scatola di sardine mobile perennemente in ritardo che chiami autobus e me lo chiedi lì. A terra conti come lo zero quale sei”. L’ho mollato e me ne sono andato. Curiosamente, anche gli altri 2 pubblici ufficiali non hanno più detto una parola. Certo è, che se ci fosse stato un seguito, probabilmente sarei finito nei guai. Ma penso proprio di capire la rabbia di Nicolò quando si vede multato (per sfiga, o per Murphy, che è uguale), e da un individuo che fa dell’ignoranza e dell’arroganza il proprio modo di essere. Io, come detto, reagisco molto male, ma credo che se tutti quanti fossimo un pò meno remissivi, certi atteggiamenti cambierebbero.

  12. Agosto dell’anno scorso; mi chiamano da casa perchè è morta mia nonna, scappo dal lavoro e mi serve l’autobus per arrivare alla stazione (abito e lavoro a 90 km da casa). Tabaccaio chiuso per ferie, bar sprovvisto di biglietto, salgo lo stesso. Il conducente che ha “finito la scorta di biglietti da vandere”. pazienza, mi dico, con tutti quelli che salgono e viaggiano gratis proprio oggi devo beccare il controllore??? nemmeno finisco di pensarlo che tac, eccolo là che sale… alla sua domanda “biglietto” porgo in automatico la carta di identità; alla sua osservazione “eeeeeh signorina, ma perchè non ha il biglietto” rispondo che nessuno nel raggio di un km aveva un biglietto da vendere. e anche qui stessa frase da manuale “eeeeeeeh signorina, doveva premunirsi del biglietto sennò non saliva”. giuro, mi è venuto spontaneo dirgli “beh quando mi muore il prossimo parente e devo scappare dal lavoro per tornare a casa, mi faccio avvertire prima dal moribondo stesso, così compro il biglietto e sto nella legalità!”. Morale della favola: 40 euro di multa… i casi sono due, o murphy è un genio, o porta sfiga!!! ;)

  13. Ciao Nick! E’ parecchio che non ci si vede…
    E’ capitata anke a me una situazione simile, e concordo con te sul livello di fastidio che possa dare il ricevere una multa a un tiro di sputo dalla destinazione ultima del tuo viaggio in bus.
    A me è capitato di riuscire a scampare parecchie volte a multe sui bus vuoi perchè il controllore beccava qualcun altro prima di me o per aver riscosso su di esso una gran pena… Però dopo 8 anni di portoghesismo e due di tessera annuale, mi ritrovo in fretta e furia a dover prendere un bus e ovviamente non avere la possibilità di comprare un biglietto… Dici vabbè sono tre fermate, cinque minuti di strada, non sarò così sfigato?!

    Ovviamente Murphy doveva colpire proprio quel giorno!!
    Stretta nella morsa dei passeggeri non ho avuto la possibilità di scampare all’uscita e fiondarmi all’esterno salvandomi dalla multa… quindi ho malvolentieri accettato la consegna del documento al cosiddetto ” Pubblico Ufficiale” per la compilazione della maledetta multa…

    Ovviamente costui mi guardava con occhiate stile triglia lessa e morto de fame messi insieme che erano davvero offensivi, ma sapendo di essere nel torto evitavo di reagire. Il colmo è stato alla riconsegna del documento, quando mi rifila in mano il foglietto corrispondente la cifra da pagare che mi fa, con molta non chalance: La prossima volta vedi de ciorte sto biglietto, cussì te eviti de pagar sazio…” e mi a risponderghe “son de furia, e son anke bastanza in ritardo, no rivo a fermarme a ciorlo, se no lo faria!” “te ghe podevi pensar prima…” mi risponde con il classico tono irritante che usano loro…
    “scolta, anke mi lavoro, cos’te pensi? che me diverto ad andar in giro pei bus a farme multar?!” “eh cossa xè sti toni? sbassà la cresta!” ” mi la sbaserò cò voi farè meno gli arroganti e i biglietti costerà meno!” e a quel punto me go ciapado e son andado via… con spergiuri vari da quel mona… quella della schermada in sovraimpression no xè mal come battuda!!

    A buon render mulon!! e in culo al controllore ;-)

  14. Be’… Hai pagato 38 Euro per tutte le volte in cui a 16 anni hai usato l’autobus gratis. Può essere una strategia anche questa: risparmiare prima, per pagare una cifra ridotta dopo. E’ comunque conveniente pagare 38 Euro una o due volte all’anno, piuttosto che 30 Euro al mese. Poi, però, quando capita di pagare il debito accumulato, anzi, in genere una cifra molto minore rispetto al debito accumulato, è più dignitoso tacere. Si mettono in preventivo una o due multe all’anno e, quando capita di doverle pagare, lo si accetta senza batter ciglio, come prevedibile conseguenza della propria scelta. Ogni biglietto non pagato, però, significa un vetro sporco o un sedile rotto in più sull’autobus, e anche quello va accettato come conseguenza della propria scelta.

  15. La tessera no?

  16. Ti è andata meglio rispetto al vicino di casa di una mia amica, che prendeva la corriera insieme a noi.
    In tutto l’anno scolastico, il controllore non era MAI passato (è passato dal controllare una volta al mese il primo anno a nessuna il quinto, sì). Verso marzo, eccolo lì che incombe come un avvoltoio. Becca questo ragazzo senza biglietto, vai con la multa! (50 eurini)
    Uno pensa: ha fatto qualche multa, ma non tantissime… Ormai non passerà più.
    Invece NO. Ripassa qualche giorno più tardi. Qualche GIORNO. Questo ragazzo non si era fatto l’abbonamento e, probabilmente facendo lo stesso ragionamento di tutti noi, era anche senza biglietto. Il controllore lo riconosce e gli fa una multa non ricordo se da 300 o 600 euro (le multe vanno da un valore del biglietto triplicato per quaranta ad un massimo di DUECENTO, se son tre euro sei finito).
    Per carità, aveva sbagliato il ragazzo, ma sono sempre trecento euro (forse), in una famiglia pesano moltissimo. Penso che lì Murphy sia stato persino più stronzo.
    Come se non bastasse, il nostro controllore si diverte (no, finalmente posso dire divertiVA!) a umiliare chi beccava. L’anno scorso è stato pugnalato con un cacciavite al capolinea, magari per lui ha funzionato il karma.
    Dopo averne beccata una il primo anno, posso dire che non mi dispiaccia più di tanto.

    (P.S. Esistono molti trucchi per non farsi mettere la multa se si è senza biglietto, e possono essere fatti anche dai ragazzi ;) Del tipo, una volta timbri un biglietto con la striscia che va vidimata ricoperta di burrocacao – o qualcosa di simile -; poi pulisci sui pantaloni et voilà: risulta vidimato ma il timbro non c’è – o si vede a malapena. Stupide macchinette con l’inchiostro che ogni tanto fa il bastardo… Succede spesso, mi dicono!
    Ovviamente puoi farlo solo una volta, non ti conviene rischiare… Si ricordano sempre la tua faccia. Legge di Murphy anche questa?)

  17. (meglio tardi che mai)
    Elisa, ma che ca**o dici??? Una persona viene pugnalata e tu quasi quasi che sei d’accordo??? QUELLA PERSONA FACEVA SOLO IL SUO LAVORO !!!!!

    Ok sul risparmiare qualche biglietto, ma se ti becchi la multa paghi e stai zitto!!!!

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