
Ieri sera sono andato a vedere lo spettacolo Promemoria di Marco Travaglio. Come c’era da aspettarsi, l’unica parola che mi viene in mente per descriverlo è “eccezionale”.
Sette quadri alternati a composizioni musicali per spiegare e comprendere la storia italiana degli ultimi 15 anni da una prospettiva del tutto nuova. O meglio, dalla prospettiva che avremmo dovuto avere tutti, se non fossimo stati bombardati per tutto il tempo a suon di cazzate, Grandi Fratelli, Amici di Maria, Isole Famose e compagnia bella.
I quadri includevano alcuni discorsi che avevo già avuto modo di sentire nei vari Passaparola o negli interventi ad Annozero, ma che fa sempre bene risentire, onde evitare di dimenticarsi determinati fatti (a tal proposito, per quante volte possa essere ripetuta, fa sempre morire dal ridere la storia di Montanelli e del mausoleo egiziano di Berlusconi). Gran parte dei monologhi, comunque, erano per me totalmente nuovi.
La parte più divertente? Il quarto quadro, quello in cui sono state sintetizzate buona parte delle gaff del nostro esimio Capo del Governo. Ma, divertimento e risate a parte (comunque garantiti per tutta la durata dello spettacolo dall’usuale ironia dell’autore), forse il pezzo più importante è stato proprio l’ultimo, quello che Travaglio ha iniziato dicendo testualmente “Eppure la nostra storia non è soltanto scandali e brutture…” e che ha proseguito ricordando come anche noi italiani abbiamo avuto i nostri grandi statisti, per quanto oggi possa suonare incredibile.
Sempre nell’ultimo quadro, poi, Travaglio ha citato un vizio, coniato da Gherardo Colombo, che rappresenta forse l’unico che vale la pena avere e che dà il titolo a questo post: il vizio della memoria. Si tratta dell’irrefrenabile tendenza a ricordare, nonostante tutto e tutti, i grandi uomini del passato. Ed è proprio con l’augurio che la gente non dimentichi mai che lo spettacolo si è chiuso in un meritato scrosciare di applausi, sfiorando la standing ovation.
Unica, piccola critica: in una delle pause tra un quadro e l’altro è stata fatta sentire la registrazione di un comizio di Berlusconi, con sovrapposto un discorso di Hitler. Un po’ esagerato, io credo. Badate bene però: non ne ho la certezza assoluta poichè l’audio era molto mescolato, quindi, se mi sono sbagliato, mi scuso fin da ora.
A conti fatti, dunque, sono rimasto decisamente soddisfatto dello spettacolo, che consiglio a tutti di vedere.
E ancora più felice sono per il fatto che Travaglio, per quanto comprensibilmente stanco dopo un monologo di quattro ore, abbia comunque acconsentito a farsi fare una foto ricordo per il mio blog.
Grazie Marco, continua così!