Ora, io posso capire che ai fan più sfegatati di un personaggio celebre che muore possa dar fastidio il fatto di veder proliferare link, messaggi, aggiornamenti di status e quant’altro nel giorno della sua dipartita anche da parte di persone che prima non gli dedicavano particolare attenzione, ma francamente mi viene da ridere quando vedo situazioni come queste:
La proiezione dei propri sentimenti su idoli e simboli, specialmente quando vengono a mancare, è uno dei meccanismi più umani che esistano. E, certo, porta al conformismo di massa, ma è perfettamente normale e soprattutto capibile. Ciò che invece sorprende è come certa gente, condividendo in massa frasi celebri per sembrare anticonformista, non si renda conto di prender semplicemente parte a un altro tipo di conformismo.
In quanto a chi grida allo scandalo perché vengono ricordati i Simoncelli e i Jobs della situazione e non i morti sul lavoro o i morti di fame , la spiegazione all’occorrenza è ancor più semplice: i primi sono famosi e, in quanto tali, muovono gli animi della gente.
A ben vedere, l’anticonformismo – quello autentico – esula dalla pressione compulsiva del tasto “condividi”.
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21 dicembre 2011 at 10:59 am
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