Lettera aperta a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
è da un po’ che non ci si sente eh? L’ultima volta che ti ho scritto è stato due anni fa per chiederti di farmi uscire latino in seconda prova alla matura, e immagino tu ricordi come sia andata poi – ellenicamente – a finire. Ma non fa niente, in fondo non me la sono presa più di tanto e sai che ti voglio ancora bene.
Questa volta però, impugno la penna per qualcosa di più serio.
Vorrei infatti esprimere un vero desiderio, mi piacerebbe che mi portassi sul serio un regalo, come quelli che ricevevo da bambino, quando ancora mi nascondevo in camera con mio papà per aspettare il tuo arrivo.
Stai tranquillo, non ho pretese tanto meravigliose quanto assurde come la pace nel mondo, l’azzeramento totale della classe politica italiana o Marco Travaglio al Ministero della Giustizia. Desidero qualcosa di più concreto e fattibile, Babbo Natale.
Ti chiedo un miglioramento. Tu magari ti domanderai in che senso, ma non ce n’è uno univoco, salvo quello letterale. Voglio un chiaro e semplice miglioramento, scegli tu su che fronte.
Perchè qua, caro Babbo Natale, stiamo davvero raschiando il fondo. Se accendo la televisione ormai si parla di inciuci politici come fossero gli accordi su cosa portare per il cenone della vigilia, se cerco su internet scopro cose che, per quieto vivere, forse sarebbe meglio non conoscere mai. Se vado a fare un giro per città, ovunque mi giri vedo negozi chiudere e gente guardare, guardare, ma spesso non comprare. Per non parlare dell’università, dove, più che imparare, mi sembra di fare esercizio di sopravvivenza e di autoarrangiamento (se-ti-piace-qualcosa-studiatela-per-i-cazzi-tuoi-perchè-tanto-non-ci-sono-i-fondi).
Insomma, caro Babbo Natale, ti chiedo giusto un piccolo passo in avanti, una spintarella dal fondo. Giusto per arrivare al 23 dicembre del 2010 e, con un bel sorriso, poterti riscrivere dicendo “quest’anno è stato migliore”.
Anche perchè, te lo confesso in tutta onestà, checchè ne possano dire i sondaggi di Silvio, l’ottimismo di Gianni e il profumo della vita, questo 2009 è proprio da prendere e buttare così com’è.
Un abbraccio,
Nicolò
P.S. per par condicio quest’anno mi aspetto di nuovo greco alla matura, sia chiaro.
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