
In questi giorni, dopo l’ultima puntata di Vieni via con me, impazza l’eterna discussione sull’eutanasia, nella quale, ovviamente, sguazzano felici preti, direttori di giornale e pro-life vari.
Non vedo granché di cui discutere.
Se uno sceglie la fede cattolica, sa che cosa la Chiesa pensa e impone circa l’eutanasia. Se ciò non gli va bene, se la deve vedere con se stesso e la fede. Per una persona atea o di qualche altro credo la questione non si pone. Ma, in tutto ciò, lo Stato non c’azzecca nulla.
Uno Stato laico, in questo caso, dovrebbe garantire libero arbitrio. Ognuno dovrebbe poter decidere autonomamente per la propria vita, anche se cattolico. Se un cattolico decide di morire, sarà a Dio che ne dovrà rispondere, esattamente come un non credente dovrà rispondere alla propria coscienza nel momento in cui prenderà – preventivamente – tale decisione.
Tutto questo avvicendarsi per violare un rapporto intimo e stretto come quello tra un individuo e la propria fede o la propria coscienza, a ben vedere, puzza un bel po’ di politica e di potere.
Se ci pensiamo bene, il fatto che lo Stato possa decidere se far vivere o morire qualcuno è il medesimo principio sta alla base della pena di morte. Su qusta, però, sono quasi tutti d’accordo.
A volte basterebbe fermarsi a ragionare pochi istanti per rendere insensato un numero pressocché infinito di discussioni, chiudere di colpo tante, troppe bocche e arrestare questo stupido elogio della futilità che, ormai sempre più spesso, si fa accompagnatore della nostra quotidianità.
29 novembre 2010 at 6:10 pm
e bravo Nick ;)
29 novembre 2010 at 7:51 pm
quanto son d’accordo con te… è deprimente vedere tanta gente che si infila negli affari tuoi e cerca di importi la propria visuale, di decidere della tua vita :(
29 novembre 2010 at 8:27 pm
Posso dire di essere completamente d’accordo con te? E’ una risposta logica, è raro trovarne sull’argomento.
30 novembre 2010 at 3:50 pm
SCRITTO BENE, CHIARO E CONCISO..BRAVO
30 novembre 2010 at 8:48 pm
Ciao,
io la penso come i cattolici ma non sono cattolico. è possibile?
Io non vorrei che vincano quelli che la pensano come te e quando (spero mai!) mi troverò in coma o in uno stato di impotenza verso il mondo qualcuno decida per la mia vita e mi uccida! Non mi va proprio di venir ammazzato! sul serio.
1 dicembre 2010 at 9:58 am
Se tu decidi di rimanere attaccato per sempre a una macchina, sono affari tuoi. Ma è proprio questo il punto: la possibilità di scelta. Lo Stato, ora come ora, vietando il testamento biologico, non te la dà.
2 dicembre 2010 at 12:18 am
Io sono cattolico ma sull’eutanasia proprio non son d’accordo. Che senso ha rimanere attaccato ad una macchina senza interagire con niente e consumare (tra l’altro) inutili risorse che servirebbero alle persone che mangiano una volta ogni due giorni e bevono una volta ogni tre?
Non ha senso! O vivi nel pieno senso della parola o no. Quello che potevi dare l’hai dato ora il tuo turno è finito.
E non mi venite a dire che Dio vi manda all’inferno se spegnete la macchina! Ci sono i crimini, quelli veri di cui è pieno il mondo, da condannare!
E’ il medico a dover decidere, non lo Stato. Pensate che i medici di fronte a casi di emergenza prendono decisioni. Possono pure essere sbagliate ma le prendono loro, non lo Stato.
Quindi se dichiarano morte cerebrale e decidono di staccare che stacchino senza tanti problemi. E lo Stato pensi a fare meno bunga bunga al posto di perdere tempo su queste decisioni che non lo riguardano.
IMHO :)
6 dicembre 2010 at 8:59 pm
Ho potuto seguire solo per pochi minuti la trasmissione di Fazio e Saviano, e purtroppo in quei pochi minuti ho avvertito un soffocante senso di luogo comune. E mi spiace terribilmente. Mi spiace perchè il mio senso di aspettativa nei confronti della trasmissione era davvero enorme, e tifavo per Loris Mazzetti.
Strumentalizzazione dell’argomento eutanasia? Concordo pienamente.
E francamente sono stufa di essere edotta da destra e sinistra su come debba funzionare la mia coscienza.
Sono cattolica, ed essere cattolica, per me, significa confrontarmi ogni giorno su tutte le mie decisioni. Con Gesù Cristo, con la dottrina della Chiesa, con la mia coscienza, in un lento, costante e talvolta doloroso processo di maturazione, che coinvolge a pieno titolo anche la mia intelligenza.
Riguardo all’eutanasia mi chiedo: lo spegnersi di una vita, per quanto appaia ‘insignificante’ e vuota, ha rilevanza solo per la persona in questione oppure anche per tutti noi?