Nicolò Zarotti's Blog

“Ma da voi com’è?”… non l’avessi mai chiesto…

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L’altro giorno, mentre stavo aspettando il mio turno all’orale di Criminologia, c’era là con me una ragazza francese, studentessa di Giurisprudenza, venuta in Italia tre mesi fa col progetto Erasmus.
Cominciamo a parlare del più e del meno – il suo italiano è molto buono nonostante la tipica flessione del francese – e, tra un discorso e l’altro, arriviamo com’è ovvio all’argomento “Università“. Ora, io non so quale motivo intrinseco mi spinga a farlo (forse avevo un bisogno inconscio di autopunirmi per qualche cosa), fatto sta che penso bene di chiedere quello che noi italiani non dovremmo mai domandare a uno studente straniero in visita: “Ma senti, da voi, l’università com’è?”
Non l’avessi mai chiesto…

Amelìe ha 22 anni. Ha già una laurea triennale in Lingua e Letteratura Italiana ed è al quarto anno di Giurisprudenza. “Com’è possibile?” mi sono ovviamente chiesto. E’ presto detto: in Francia la scuola dura due anni in meno. A 17 anni si fa la maturità, ci si iscrive all’università e, udite udite, non ci sono limiti di iscrizione ai corsi. Questo significa che se qualcuno di particolarmente volentoroso ha intenzione di farsi due o tre lauree in contemporanea, lo può fare. Amelìe è l’esempio perfetto: ha fatto la laurea in Lingua e Letteratura Italiana e poi ha iniziato Giurisprudenza e tra un anno, quando avrà terminato quest’ultima, avrà già due lauree in tasca. A 23 anni.

Io la guardo sbalordito mentre mi racconta questi fatti che, a un italiano come me, sembrano cronache di un altro pianeta.
“Ovviamente non è semplice farsi due lauree, mi dice, “da noi il 30 - 20 per loro – non lo danno praticamente mai, nemmeno se sai tutto, e la frequenza è obbligatoria per tutti i corsi.”
Al che io comincio a fare un paio di calcoli e le dico che, facendo la maturità intorno ai 19 anni, noi italiani in media ci laureiamo – se va tutto bene – a 24. Lei mi guarda perplessa: “Da noi a 24 anni si finisce il Dottorato di Ricerca.”

Ma non è finita qui. Salta fuori l’argomento “Segreterie” che, come una mina vagante, annuncia già di risultare catastrofico per noi abitanti del Bel Paese. E infatti: “Ieri sono andata in segreteria centrale alle 8.30, perchè c’era scritto che sarebbe stata aperta a quell’ora. Vedi, in Francia se la segreteria apre alle 8.30, la segretaria arriva alle 8.20 perchè sa che, se arriva in ritardo, gli studenti alle 8.30 in punto sfondano la porta con le sedie. Qua invece la prima segretaria si è presentata alle 9.30!
Evidentemente mi vede aggrottare le sopracciglia e quindi tenta di riparare: “Poi  anche da noi sono lentissime… ma almeno arrivano puntuali…”
A questo punto io, per darmi il colpo di grazia, le chiedo: “Quindi meglio l’Italia o la Francia?”
Lei, con tutta la naturalezza di questo mondo, mi risponde: Ovvio, la Francia!

Devo essere onesto: a me i francesi non sono mai stati granchè simpatici. Amelìe ovviamente, con la sua gentilezza, costituisce una valida eccezione. Ma dopo questa conversazione, ancor più di prima, non riesco a togliermi dalla testa l’idea che in Italia per certi versi non capiamo veramente un cazzo. Che nel nostro modo di fare le cose c’è sempre qualcosa di irrimediabilmente sbagliato.
Forse è solo la rabbia del momento (in fondo ci siamo tutti rassegnati ed abituati al nostro sistema), ma se penso che, se fossi francese, a quest’ora sarei al quarto anno di Psicologia anzichè al secondo (e magari, in concomitanza, starei facendo anche una laurea triennale più disimpegnata), mi ribolle il sangue nelle vene. E non poco, aggiungerei.

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  1. Forse sarò anch ein controtendenza ma,oggettivamente non invidio proprio i cugini d’oltralpe….che se ne faranno della loro collezione di lauree?
    Spesso già una è superflua per non dire…francamente inutile meglio smitizzae i pezzi di carta ci avviamo sempre più in un epoca in cui conterà quello che si sa o,meglio ancora,quello che si sa fare….dal ponte alla pasta e fagioli e ,considerato il tipo di laureati che ho conosciuto ,temo che vi siano delle lacune per la realizzazione di entrambi i prodotti.

  2. E’ vero che conta sempre ciò che uno sa fare, però ti dirò Antonella, in un sistema come quello italiano dove tutti i concorsi vengono banditi in base ai “pezzi di carta” che uno possiede, la possibilità di potersi fare 2 lauree contemporaneamente risulterebbe molto utile. Comunque il grande pregio del sistema francese non è tanto questo, quanto quello di togliere 2 (spesso inutili) anni di scuola e di permettere agli studenti di iniziare a lavorare già a 22-23 anni.

  3. Ho sempre voluto andare a vivere in Francia! Sono più avanti! :)

  4. Avevi qualche dubbio Nick?

  5. Scusa il francesismo…ma che gran cazzata!Per questo aspetto molto meglio in Italia!!! Un diploma avuto dopo 3 anni??? Ma ti rendi conto? Secondo te dopo 3 anni tu hai le giuste conoscenze per poter iniziare un’ università o una professione? Prendiamo come esempio 1 scuola professionale ed 1 liceo: liceo socio psico-pedagogico…in teoria con un diploma conseguito in qst. liceo tu potresti lavorare negli asili nido, con disabili e con anziani. Ora la mia domanda è ma se dopo 5 anni ci sono persone che non sono ancora preparate c’è la speranza forse che dopo 3 anni abbiamo una generazione di persone professionali che fanno bene il proprio lavoro mettendo in pratica ciò che hanno imparato? Altro esempio: al classico in terza si inizia la letteratura greca e latina, la filosofia e per non parlare della matematica…secondo te si può far terminare il percorso scolastico ad uno studente di terza??? Mah io penso proprio di no!!!
    Preferisco avere una laurea fatta bene che avere la collezione delle lauree….l’esperienza professionale, le capacità di una persona non si misurano in base alla collezione delle figurine, ehm pardon delle lauree!!!
    Anche a me i francesi non sono mai stati simpatici, ma non per una questione discriminatoria, ma per il fatto che tutte le volte che vado in Francia così come trovo persone professionali, trovo persone che farebbero bene a non svolgere la loro professione perchè la fanno male: infermieri che quando li spieghi che il tuo ragazzo sta vomitando da 2 giorni e che ormai vomita succhi gastrici e la bile, ti rispondono ” WHAT CAN I DO?” Cosa posso fare….ma te lo devo suggerire io? non hai fatto 3 anni di università in scienze infermieristiche con 4 tirocini all’anno? Albergatori che fanno finta di capire quando li parli in inglese(lingua internazionale)e si ostinano a pretendere che tu capisca il francese, quando dovrebbero conoscere almeno 3 lingue( per prima l’inglese!)”

    No per questo aspetto sono contenta di essere italiana! Al massimo sono invidiosa degli inglesi.Lì non scherzano se non superi tutti gli esami ti sbattono fuori dall’università e non ti puoi più reiscrivere in quell’università!!! Questa è professionalità!!!!

    Valeria

  6. La scuola superiore francese dura 4 anni, come negli Stati Uniti. L’altro anno, rispetto a noi, lo tolgono dalle elementari credo. Quindi non si prendono il diploma in 3 anni.
    Le lauree Triennali esistono anche in Italia, come credo tu ben saprai.
    Rimane il dato di fatto che loro già lavorano quando noi dobbiamo ancora laurearci. E, se leggi i commenti a cui ho risposto sopra, capisci anche perchè la possibilità di farsi più di una laurea potrebbe risultare utile in Italia.
    A presto,

    Nicolò

  7. Negli Stati Uniti si laureano intorno a 21-22, la scuola superiore la finiscono ai 17-18… normale. Via latino, meno letteratura, comprimere il programma in 4 anni e ci si adegua con gli standard europei.

    Una laurea la possono prendere cani e porci, è sempre l’individuo che è da valutare, non il titolo che esso/a possiede.

  8. Calma, negli States non credo sia proprio così… se uno esce da Harvard non puoi dirmi che non viene valutato per il titolo che possiede. Negli USA magari la laurea possono prendersela cani e porci, ma ci sono università di vari livelli di valore, mentre in Italia sono tutte giuridicamente uguali.

  9. Comunque io parlavo di inglesi non americani… quindi dell’Inghilterra e non degli Stati Uniti d’America!!!

  10. Sono studentessa al quarto anno di Giurisprudenza proprio a Trieste
    In questo momento anche io sono in erasmus (a Santiago de Compostela)
    E ti dirò: la competenza (teorica) che fornisce l’università italiana non l’ho ancora vista ne in Spagna nè nei francesi (che qui sono parecchi)…
    El il dopo che manca o fa schifo in Italia…
    Perchè altrimenti non ci sarebbe la fuga di cervelli a cui è soggetto il nostro paese…

  11. Gli americani li ho citati per fare un altro esempio oltre ai francesi, ho capito che parlavi degli inglesi, tranquilla.

  12. Ad Harvard ci vanno quei pochi che hanno il merito e la fortuna di aggiudicarsi una borsa di studio, quelli che hanno il merito e si indebitano per 300.000 dollari per studiare e i figli di papà. Senza dubbio da lì escono un buon numero di menti, ma ci sarà sempre un numero di cani e porci, anche ad Harvard. Opinione personale.

    Comunque anche qui sono giuridicamente uguali.

  13. Per quanto riguarda la segreteria, a me sono servite piùà di 2 settimane per ritirare il libretto…

  14. Lo so che il mio commento non riguarda direttamente con l’ articolo che hai pubblicato, anche se mi ha colpito molto, ma quando ho letto le prime righe della e-mail, mi sono soffermata su queste parole in particolare ” mentre stavo aspettando il mio turno all’ orale di Criminologia”. Posso chiederti cosa significa?
    Scusa l’ ignoranza ma non riesco a comprendere interamente la questione.Dato che in seguito non ne fai riferimento, vorrei chiederti dove e quando si svolgeva un simile esame.Forse a Forlì, o sto travisando tutto?!
    Grazie e scusa l’ incoerenza dell’ intromissione con questo articolo.

  15. Pingback: “Ma da voi com’è?”… non l’avessi mai chiesto…

  16. Mi sembra alquanto ridicolo confrontare università di diversi stati quando già in italia all’interno della stessa università, della stessa facoltà, dello stesso corso di laurea, della stessa materia cambiano sia le modalità di esame che il grado di complessità. Non si possono giudicare corsi che non si é mai seguiti giusto per sentito dire. Personalmente la mia esperienza universitaria (in italia) é stata solo uno spreco di tempo e denaro. Un cattivissimo investimento che pubblicizzerò negativamente per tutta la vita su tutti i mass media, ma non mi riferirò all’intera Università italiana, bensi allo specifico Corso di laurea d’informatica della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali dell’università di Pisa. Potrei scrivere un libro sul marciume che ho visto in tal posto…alla faccia dell’università rinomata!!!!

  17. francamente niccolò è vero che l’università in italia fa schifo, ma chiedere a una francese, per quanto cortese, cosa sia meglio è un pò ingenuo…anche perchè tra l’altro tende a raccontarti quanto c’è di bello e buono e non quello che c’è di cattivo…io sono al 5 anno di giurisprudenza a roma e francamente riesco a malapena a stare dietro ai miei corsi obbligatori e ai miei esami, figuriamoci a quelli di un’altra laurea! non credo che la sua preparazione sia come la nostra, altrimenti hai conosciuto una ragazza prodigio alla quale dire solo touhée

  18. Parlate di università, quindi di studi superiori, però qualcuno di voi ancora non se la cava con i pronomi personali…. Non si dice “quando LI spieghi che il tuo ragazzo…” bensì quando GLI spieghi che….
    E neanche “quando LI parli in inglese…” bensì quando GLI parli in inglese…
    Che dire…l’italiano è una lingua difficile da imparare….! Auguri a tutti

  19. …”Il favoloso mondo di Amelie”… :-)

  20. Piero Toffanin:
    “Negli Stati Uniti si laureano intorno a 21-22, la scuola superiore la finiscono ai 17-18… normale. Via latino, meno letteratura, comprimere il programma in 4 anni e ci si adegua con gli standard europei”.

    Ultimamente, in verità, in Inghilterra è in corso una campagna per la reintroduzione del latino nelle scuole, e un rinvigorimento dello studio del latino sta avendo luogo anche negli Stati Uniti (parlo sulla base di informazioni datemi da mia cugina, che fa la ricercatrice di Scienze dell’Antichità alla Columbia University).
    Per adeguare la scuola italiana agli standard europei e statunitensi, quindi, lo studio del latino va mantenuto, se non addirittura incrementato.

  21. Aggiungo: un prof. universitario olandese venuto in vacanza nella mia casa-vacanze mi ha offerto di andare ad insegnare greco antico in Olanda, dicendomi che c’è tanta richiesta e hanno difficoltà a trovare insegnanti. Non ho accettato, perchè non mi ci vedo, a insegnare greco antico in olandese :-)
    Comunque questo episodio dice molto sull’idea secondo la quale l’Italia dovrebbe adeguarsi agli standard europei eliminando il latino e in genere le lingue classiche dai programmi scolastici.

  22. Se mai mi troverò al governo di questo Paese: queste sono le riforme che proporrei per l’istruzione:

    1)Durata dell’istruzione pre-universitaria diminuita di un anno o due, tagliando il programma di latino, greco e di letteratura ed incentivando la cultura scientifica. Obbligatorie almeno 2 lingue dalla prima elementare in tutte le scuole, così come l’insegnamento dell’informatica.
    2a) All’Università, possibilità di iscriversi contemporaneamente a quanti corsi di laurea si desidera, pagando ovviamente le tasse per ogni corso e a condizione che che l’eventuale frequenza obbligatoria ai corsi (così come i tirocini) venga soddisfatta.
    2b) In alternativa al punto 2a, l’adozione del sistema universitario anglosassone, dove l’equivalente della laurea triennale dura 4 anni, ma non si sceglie il proprio indirizzo fino al terzo anno, e gli esami che sono stati registrati fino ad allora continuano a dare credito, anche se non hanno nulla a che fare con l’indirizzo in cui ti sei specializzato.
    3) Doppio anno accademico: come nei paesi anglosassoni, far cominciare l’Università ad autunno E ANCHE in primavera.
    In questo modo, se per qualunque motivo uno resta indietro, invece di perdere un anno perde solo 6 mesi.

  23. Chiariamo una cosa, la carriera scolastica in francia dura solo un anno meno di quella italiana. Gli anni sono ripartiti in maniera diversa rispetto al sistema italiano: 5 anni di elementari, 4 di scuola media (collège) e 3 di liceo. Detto ciò in questo momento sto lavorando in un liceo e in due scuole medie qui in Francia, come assistente di italiano. Vi posso assicurare che la preparazione dei ragazzi lascia molto a desiderare, non solo per quanto riguarda le lingue (tra parentesi l’insegnamento delle letterature straniere è completamente soppresso, persino al liceo), ma anche per quanto riguarda le nozioni di cultura generale. I ragazzi sono a scuola mattina e pomeriggio, di conseguenza non esiste proprio il concetto di “compito a casa” e “studio autonomo”. Non esiste nemmeno il compito in classe e l’interrogazione “all’italiana”, ma piuttosto una serie di progetti che in teoria dovrebbero sviluppare le capacità pratiche dello studente, in pratica si riducono a un copia-incolla da internet e a presentazioni orali imparate completamente a memoria. Difficile stimolare l’interesse di questi studenti annoiati e, se volete la mia personale opinione, per niente preoccupati dalla scuola (e certo, senza compiti in classe e interrogazioni di cosa si dovrebbero preoccupare!). I professori, giovani e molto preparati, sono purtroppo costretti a conformarsi a una serie di regole imposte dal ministero francese e sono molto meno liberi di organizzare e adattare i loro corsi secondo la classe che hanno davanti…

  24. La scuola francese fa schifo, è molto peggio di quella italiana, fidatevi di me che la conosco bene. Se possibile l’università è ancora peggio: studiano sulle dispense e fanno gli esami a quiz. Pensa che preparazione…

  25. @ Roy: Per fortuna che al potere non ci andrai mai! Saresti la rovina di questo paese con i tuoi programmi di m….! Ci scommetto che fai scienze della formazione, vero?!?

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