Il Roberto Benigni che abbiamo potuto osservare ieri sera durante l’ultima puntata de Il più grande spettacolo dopo il weekend, in tutta franchezza, io l’ho trovato parecchio sottotono. Va bene la satira piuttosto facile su Berlusconi (non che ci sia nulla di sbagliato, ma ormai è come sparare sulla croce rossa). Va bene pure l’Inno del corpo sciolto in duetto con Fiorello, eppure a mio modo di vedere il comico fiorentino non è riuscito ad andare oltre al contorno di quello che era stato preannunciato come un lauto pasto comico e satirico, di quelli che si vedono – tristemente – sempre più di rado nella televisione nostrana.
Lecchinaggio compulsivo
Da “Duce sei tutti noi”, da “Duce sei la luce”, siamo passati a “Monti fa quadrare i conti”.
- Marco Travaglio, Servizio Pubblico, 1/12/2011
Direi che come ritratto del lecchinaggio compulsivo a cui, per rinomata tradizione, è dedita l’informazione italiana, non fa davvero una piega.
Fegato, fave e Chianti
Ogni tanto mi dimentico quanto sia geniale Anthony Hopkins in questa scena, soprattutto se si considera che il verso finale è totalmente improvvisato.
Repetita iuvant.
30.000 euro al mese non bastano mai
Vi prego, cuccatevi questo intervento in diretta a La Zanzara dell’On. Dott. (come ipse pretende di essere chiamato) Michele Pisacane. In un qualunque Paese europeo, di questi tempi, un’affermazione del genere corrisponderebbe a dimissioni immediate.


