Rapelay è un videogioco uscito in Giappone nel 2006 che, come lascia intuire il titolo (unione di rape, stupro, e replay, ripetizione), mette il giocatore nei panni di uno stupratore che deve inseguire ed addescare le proprie vittime. La casa di produzione è la Illusion, già artefice di numerosi giochi a sfondo hentai, che riscuotono un notevole successo nella terra del Sol Levante. Ma vediamo di analizzare meglio quello che a tutti gli effetti si può definire uno scandalo degli ultimi tempi.
La trama essenziale impone al giocatore/stupratore di addescare una famiglia composta da tre sole donne, una madre e le sue due figlie, la più piccola delle quali è minorenne e costituirà proprio la prima vittima.
La meccanica di gioco permette di fare qualunque cosa o quasi: si va dalle palpate agli espliciti atti sessuali, accompagnati dalle grida e dai pianti delle donne.
Il fine del gioco è, oltre allo stupro, quello di convincere la vittima ad abortire.
Come era lecito attendersi, Rapelay è stato bandito dai siti online di numerosi paesi europei, ma rimane tuttora facilissimo da scaricare. Dato il contenuto assolutamente violento ed amorale, si possono solo immaginare gli effetti che un gioco del genere potrebbe avere in mano ad un bambino o ad un preadolescente.
Il noto sito di ecommerce Amazon, per via delle numerosi affiliazioni a vari negozi internazionali, si è ritrovato inconsapevolmente a vendere Rapelay. Non appena scoperta la cosa, però, i suoi amministratori hanno provveduto immediatamente a cancellarlo dai listini. C’è da ricordare che, come ho già detto, il gioco è nato per il pubblico giapponese, già avezzo a questo genere di giochi e capace di dare una certezza di introiti non indifferente al produttore. In occidente un gioco del genere non troverebbe mai un distributore, ed è per questo che il suo arrivo nella nostra zona è avvenuto esclusivamente online. Sempre online sono però numerosissimi i bloggers e (al di fuori della rete) i mass media in generale che si sono schierati contro il titolo di Illusion, denunciandone le trasgressioni.
Per quanto mi riguarda, ritengo che Rapelay sia uno dei giochi più perversi mai creati e che per questo vada sicuramente condannato. Vorrei però sollevare un punto su cui riflettere tutti assieme: il motivo per cui Rapelay dovrebbe essere condannato è solo ed unicamente l’idea della violenza sessuale verso le donne (soprattutto se minorenni) dal momento che, in quanto a violenza, salvo per le caratteristiche appena citate (sicuramente importantissime), non ha nulla di diverso rispetto a migliaia di altri titoli. Se si dovessero ritirare dal mercato tutti i videgiochi violenti, si dovrebbe cancellare metà della storia dell’intrattenimento videoludico.
Non dobbiamo poi commettere l’errore di ritenere che la violenza sullo schermo sia una prerogativa nipponica. Ricordiamoci infatti che proprio noi occidentali siamo i padri di uno dei videogame più violenti di sempre: il celeberrimo Grand Theft Auto (o, abbreviato, GTA), nel quale il giocatore, oltre a commettere quasi tutti i crimini possibili ed immaginabili, ha la possibilità di uccidere o picchiare brutalmente ogni persona che gli capiti a tiro, nonchè addescare prostitute da portarsi comodamente in un vicolo con l’auto rubata in precedenza. Con ciò non voglio assolutamente difende Rapelay, beninteso. Voglio solo far notare che se condannare Rapelay per l’emulazione dello stupro è cosa giustissima, condannarlo per la violenza in senso generale è da ipocriti.
Ad ogni modo, per chiunque volesse unirsi, assieme al sottoscritto, alla protesta contro Rapelay, segnalo qui il link del gruppo Facebook ad essa dedicato:
http://www.facebook.com/group.php?gid=73432609298
Ricordo infine che bisogna lottare anche affinchè la protesta non venga strumentalizzata: infatti c’è già chi parla di una eventuale riesumazione dell’emendamento D’Alia.

4 novembre 2009 at 4:45 pm
giuro…..lo schifo che ho provato….il dolore….quando ho scoperto dell’esistenza di qst gioco….è vero ciò che dici riguardo i giochi di guerra, infatti io gioco a titoli cm cs dove si gioca tra ragazzi a squadre abb easy, left 4 dead, ma chi mai sano di mente proverebbe un gioco simile!!! il giappone l’ho sempre avuto nel cuore, ma dal punto di vista umano sono delle merde!!! perdonami ma è così!!!!la donna in giappone è un oggetto e subisce abusi di ogni tipo!!!! VOGLIO FAR SPARIRE QUEL GIOCO DALLA FACCIA DELLA TERRA!!!lasciami 5 min da sola coi geni che l’han creato e vedi come fan retromarcia!!! NN SI SCHERZA CON CERTE COSE!!! HO SENTITO S*******E DEL TIPO dovrebbero giocare le ragazze per imparare a prevenire 1)quale ragazza sana di mente ci giocherebbe 2)se uno ti vuol…nn c’è santo che tenga a meno chè nn si è cintura nera!!! ALTRI HAN DETTO CHE è UTILE A SALVARE EVENTUALI VITTIME – MA DICO!!!TI PARE CHE UN PORCO MANIACO ASSASSINO SI ACCONTENTA DI UNA COSA VIRTUALE?????????
6 settembre 2011 at 9:52 pm
Ti dirò…
In Fallout 3 ho scelto di radere al suolo una ridente cittadella con un ordigno nucleare.
In un colpo solo ne ho ammazzati a centinaia. E’ stato miglior gioco dell’anno.
In Metal Gear Solid (tutti) ho sorpreso alle spalle, spezzato il collo e sgozzato decine di soldati, che a volte imploravano pietà. Ma MGS è una delle serie di videogame più amata e premiata.
L’omicidio (singolo e di massa) è reato ben più grave dello stupro.
Quindi?
E’ vero, qui si discriminano le donne. Ok.
Ma siamo sempre li.
Questo fa “colpo” sull’opinione pubblica e una (almeno qui) ignota software house non fa nulla se viene danneggiata. Le grandi case, invece….
Ragionate, prima di giudicare.