Nicolò Zarotti's Blog

Recensione del film “Avatar” di James Cameron

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Mr. Titanic è tornato. E con un altro kolossal, per giunta.”
Questa è la cosa che mi è venuta in mente quando ho sentito parlare per la prima volta di Avatar. E non credo ci sia da sorprendersi se l’attesa per questo film ha raggiunto picchi che non si osservavano da molto tempo: in fin dei conti stiamo parlando di James Cameron, l’autore della pellicola che, fino ad un mese fa, aveva totalizzato il più alto numero di incassi a livello mondiale.
Perchè fino ad un mese fa? Perchè il record è appena stato battuto, da Avatar ovviamente.

La trama è ambientata nel 2154. Jake Sully, ex marine costretto su una sedia a rotelle, entra suo malgrado in un programma scientifico a cui apparteneva il suo defunto fratello gemello. Si ritrova quindi a doversi trasferire su un nuovo pianeta, Pandora, in cui una compagnia interplanetaria terrestre ha appena scoperto un ricco giacimento minerario. Il suo compito, assieme a quello degli altri scienziati, consiste nel cercare di trovare un accordo diplomatico con la popolazione autoctona, i Na’vi, per convincerli a spostarsi e a permettere la trivellazione del luogo senza causare lo scoppio di una guerra.
Tutto ciò viene fatto attraverso il comando a distanza di corpi creati geneticamente per somigliare ai Na’vi, gli Avatar.
Jake è inizialmente entusiasta della missione, ma un giorno, durante una spedizione nella giungla, si perde ed entra in contatto con Neytiri, una Na’vi che cambierà totalmente il suo modo di vedere le cose…

Se la trama vi sembra familiare, magari simile ad un cartone Disney, be’… sì, è Pochaontas in versione futuristica. Ciononostante, bisogna ammettere che la storyline svolge comunque il suo compito, accompagnando lo spettatore nel tripudio visivo che rappresenta nettamente il più grande pregio del film. E’ infatti l’insieme degli effetti speciali che fa rimanere a bocca aperta quando si guarda Avatar: ogni personaggio, ogni paesaggio, ogni singola pianta è curata nei minimi dettagli, raggiungendo livelli di realismo finora impensabili per un film girato prevalentemente in computer grafica. Non a caso, infatti, il film è stato rimandato per 15 anni (l’idea risale al ’95) poichè all’epoca il costo di produzione avrebbe superato i 400 milioni di dollari.

Sempre per via dell’incredibile spettacolo visivo, la pellicola è uscita anche in 3D. E qui, con dispiacere, ho dovuto registrare una nota negativa. Sebbene l’impegno di Cameron nel creare un effetto tridimensionale di livello superiore si veda tutto, la tecnologia delle sale italiane non permette ancora di rendere giustizia ai suoi sforzi. Personalmente, dopo quasi tre ore passate con gli occhialini addosso, sono uscito dalla sala col mal di testa e la nausea. E non ho nemmeno problemi di vista. Per quanto riguarda quindi la visione in 3D, mi duole dirlo, ma vi consiglio di evitarla: il film è godibilissimo anche in due dimensioni.
Per quanto riguarda il sonoro, si nota con piacere il consueto buon lavoro dei doppiatori italiani, tradizionalmente tra i migliori al mondo, e l’ottima performance di James Horner, già curatore della colonna sonora di Titanic e Aliens.

Che dire quindi? Avatar è un film sui generis, un esperimento ben riuscito. La storia è tanto banale quanto funzionale, gli effetti visivi sono il meglio che si possa desiderare fino ad oggi e l’azione e i sentimenti sono dosati sapientemente senza creare nessun eccesso dinamico o melenso.
Meglio di Titanic? No. E così la pensano anche quelli degli Academy Awards, che gli hanno dato “solo” 9 nominations (contro le 14 del kolossal con Di Caprio). Ma, del resto, si tratta di un film profondamente differente, quindi non saprei fino a che punto possa esser utile fare un confronto.
Ciò che è sicuro è che Avatar va visto, se non altro per potersi compiacere dei livelli a cui sta giungendo la tecnologia, nonostante l’assuefazione che ci sta provocando il suo continuo progresso.
Il tutto, ovviamente, in attesa del sequel, già confermato ufficialmente dal regista.

Per chi non lo avesse ancora visto, ecco il trailer:

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