Nicolò Zarotti's Blog

Recensione del film “Inception” di Christopher Nolan

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Dom Cobb (Leonardo Di Caprio) è un “estrattore“: si intrufola nei sogni della gente e, seguito dal suo team, ruba informazioni segrete su commissione di potenti multinazionali. Ma è anche un uomo estremamente solo: il suo passato, infatti, gli ha imposto di lasciare i propri figli e fare una vita da latitante, in attesa di un’occasione di redimersi. Occasione che, providenzialmente, giunge da una sua vittima mancata, la quale gli chiederà un lavoro decisamente più difficile della consueta “estrazione”: un “innesto”, ossia l’intromissione nella mente di un uomo di un’idea estranea che sembri autogenerata dalla mente del soggetto stesso. Un’impresa difficilissima, ma che se sarà portata a termine darà finalmente a Cobb la possibilità di ricongiungersi con i suoi amati figli.

Questa, per sommi capi, la trama dell’ultima fatica di Christopher Nolan (già conosciuto per Batman Begins e The Dark Knight), che ho avuto il piacere di vedere ieri sera. Una trama che, per stessa ammissione del regista, è stata stesa in un lasso di tempo di circa dieci anni. E, in tutta onestà, devo ammettere che si vede.
L’intreccio è infatti complicato al punto giusto: le spiegazioni vengono centellinate con perizia in modo da indurre lo spettatore a correre dietro agli eventi per non rimanere indietro e allo stesso tempo a riflettere su ciò che ha già visto per poter trarre una chiave di lettura per gli avvenimenti futuri che verranno proiettati sullo schermo.

La recitazione di Di Caprio è fenomenale, pari a quella apprezzata in Shutter Island. Non da meno è Ken Watanabe (vedi L’Ultimo Samurai), magari meno conosciuto in terra nostrana, ma decisamente all’altezza della situazione. Notevole pure Ellen Page (vedi Juno), per quanto col passare degli anni sembri sempre incredibilmente più giovane.

Il film a conti fatti mescola con maestria la freneticità di una pellicola d’azione con la riflessione e l’introspezione tipiche del thriller psicologico, costruendo delle vicende complete e allo stesso tempo oniriche, che lasciano lo spettatore col dubbio costante di non aver ancora colto qualcosa, salvo poi farlo ravvedere con improvvise rivelazioni o colpi di scena.

In conclusione, trovo che Inception sia quasi un capolavoro. Dico “quasi” perchè forse Nolan ha calcato un po’ troppo la mano sulla parte d’azione, ma per fortuna ciò non è andato a discapito della parte riflessiva, che sarà capace di rimanervi in mente per molto tempo.

Del resto, come spiega Dom Cobb all’inizio del film, il parassita più terribile è un’idea, che si annida nella mente, cresce come un cancro e non ti abbandona più.

Neanche dopo il risveglio.

Trailer:

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  1. Devo andare anche io avederlo, un film di Nolan del genere non può andare perso!

  2. Interessante, andro’ a vederlo…

  3. Pingback: Come convincere Berlusconi a dimettersi? Ecco la versione made in Italy di “Inception”!

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