Ecco il riassunto completo di tutti i capitoli del libro Elementi di Criminologia di Michele Correra e Pierpaolo Martucci.

DEFINIZIONI E CONTENUTI DELLA SCIENZA CRIMINOLOGICA
SCIENZE CRIMINALI E CRIMINOLOGIA
Scienze criminali:
- Scienze umane che si interessano dei fenomeni delittuosi
- Si divide in 4 approcci di base:
a) Giuridico (à diritto penale)
b) Medico – giuridico (à medicina legale, psichiatria forense)
c) Psico – giuridico (à psicologia giudiziaria)
d) Multidisciplinare (à criminologia)
Criminologia:
- Branca delle scienze criminali
- Scienza sociale
- Studio, analisi ed eziologia delle condotte devianti e del crimine
- Non si interessa solo alla fenomenologia del crimine, ma anche al suo impatto sociale (criminologia della reazione sociale)
- Non si occupa di investigazione
- Comprende la vittimologia
- Compie indagini globali
- Si può distinguere in 2 correnti:
a) Criminologia clinica
b) Criminologia sociologica
Criminalistica:
- Insieme di tecniche multidisciplinari impiegate nell’investigazione
- Comprende le scienze forensi ( tossicologia, balistica, entomologia, criminal profiling, ecc)
- Es: CSI, NCIS, R.I.S. ecc
REATO, DELITTO E CRIMINE
- Reato: violazione di una norma penale
- Delitto: tipo più grave di reato
- Crimine: termine più vago con accezione anche morale
IL CAMPO D’INDAGINE DELLA CRIMINOLOGIA
- Non si può limitare il campo d’indagine della criminologia alla criminalità penale
- Spesso infatti vi sono condotte non considerate propriamente criminali, ma che hanno un grande impatto sociale
- Viceversa ci sono reati che non suscitano particolare riprovazione sociale
CONTROLLO FORMALE E INFORMALE
Controllo formale:
- Leggi scritte
- Codici
Controllo informale:
- Tradizione e cultura
- Costume
- Valori religiosi e morali
- Credenze
- Consuetudini
N.B. Più è forte la pressione del controllo informale, minore è la necessità di controllo formale
APPROCCI ALLO STUDIO DEI FENOMENI CRIMINALI
Approccio descrittivo (fenomenologico):
- Mira a descrivere il fenomeno
- Non offre interpretazioni
- Cerca il come
Approccio causale (eziologico):
- Mira a trovare la causa di un fenomeno
- Offre interpretazioni
- Cerca il perché
- Oggi il concetto di causa è divenuto sempre più un fattore probabilistico
Approccio normativo:
- Si basa sul fatto che la criminologia è sia idiografica che nomotetica
- Cerca di evidenziare delle leggi universalmente valide, delle uniformità, delle tendenze
- Questo approccio ha quindi il fine di ampliare gli orizzonti del diritto penale
LE ORIGINI DELLA CRIMINOLOGIA MODERNA
MITI E RELIGIONI
- Il delitto risiede nella cultura dell’uomo fin dagli albori
- Dei olimpici à Zeus e Chrono
- Bibbia à Caino e Abele
- Spesso la pena del delitto era religiosa e il sacerdote era il giudice
- Il crimine veniva infatti considerato anche contro la divinità
FILOSOFIA GRECA
- Platone à kalòs kaì agathòs
- Aristotele à Sillogismo fisiognomico: intuizione dell’indole dell’individuo a partire dal volto
MEDIOEVO
- Delitto spiegato su basi astrologiche
RINASCIMENTO
- Ritorno alla fisionomia della tradizione greca
- La malvagità è individuabile, si manifesta nell’aspetto dell’individuo
CINQUECENTO E SEICENTO
- Sviluppo del fenomeno della stregoneria
- Non viene visto solo come crimine religioso (apostasia), ma anche come crimine di ribellione contro la società
- Vengono redatti veri e propri trattati criminologici rudimentali (Malleus Maleficarum)
ILLUMINISMO
- Nascita dei primi codici normativi moderni
- Prime pene proporzionali alla gravità del crimine
- Nascita del carcere moderno: da luogo dove si aspettava la pena, a luogo dove si sconta la pena
- Nascita dei primi organi di polizia
- Nascita delle prime statistiche giudiziarie
Thomas Hobbes:
- Separazione tra peccatum e crimen
Cesare Beccaria:
- “Dei delitti e delle pene” à manifesto della nuova politica criminale
- Si ispira alla filosofia utilitaristica: ogni uomo è dotato di libero arbitrio e tende a scegliere condotte che gli procurano piacere e ad evitare azioni che procurano dolore
- Condanna la pena di morte
John Howard:
- Quacchero
- Compie un tour in giro per l’Europa per studiare le varie organizzazioni carcerarie
- Dopo 4 anni pubblica “The State of the Prisons”, in cui segna accuratamente le caratteristiche statistiche di tutte le prigioni che ha visitato
- Sostiene un’idea di detenzione più umana, basata sulla redenzione sociale e spirituale del condannato
Jeremy Bentham:
- Principale teorico della filosofia utilitaristica
- Progetta il Panopticon, una struttura carceraria ideale in cui i condannati sono disposti circolarmente attorno ad una torre e possono essere sorvegliati costantemente a loro insaputa
- Il suo fine è quello di creare un sistema carcerario efficiente, economico e rigoroso
- La disciplina sociale si ottiene attraverso il controllo, anche delle guardie
- Il Panopticon non fu mai realizzato, ma influenzò notevolmente l’architettura carceraria degli anni successivi
OTTOCENTO
- Nonostante la riforma carceraria del Settecento, la criminalità assume i connotati di una vera e propria emergenza, soprattutto nelle grandi città
- Le carceri falliscono nella lotta alla recidiva: divengono quasi scuole di crimine
POSITIVISMO
- Superiorità dell’uomo di scienza come vero operatore sociale
- Analisi sociale e criminale à prime vere scienze sociologiche
- Autonomia della psichiatria
- Crollo della filosofia utilitaristica
- Affermazione della medicina legale
- Lamarck e Darwin rivoluzionano l’idea biologica dell’uomo à determinismo biologico del comportamento umano
- Contestazione del libero arbitrio (tipico della “scuola classica di diritto penale”)
Cesare Lombroso:
- 1835 – 1909
- Psichiatra e medico legale proveniente da un’agiata famiglia ebrea veronese
- Tipica formazione positivista: subisce influenze dal positivismo italiano e francese, dal materialismo tedesco e dall’evoluzionismo inglese
- Esperienza da ufficiale medico nella battaglia contro il brigantaggio
- Durante l’autopsia del cadavere di un folle (tale Vilella), scopre, al posto della normale cresta occipitale, una strana depressione, che chiama fossa mediana occipitale, riscontrata anche nelle scimmie inferiori
- Da qui trae l’intuizione riguardo ad una possibile natura atavica del crimine: il criminale per lui è un individuo che presenta anomalie tipiche delle fasi più ancestrali dello sviluppo umano
- Nel 1876 pubblica la prima edizione de “L’uomo delinquente”, col quale crea la dottrina dell’antropologia criminale, che ha inizialmente un grande successo
- Nelle successive edizioni, Lombroso attenua le sue posizioni iniziali aprendosi anche ai fattori sociali e ambientali, ma non supera mai il determinismo biologico che lo contraddistingue (à concetto di “delinquente nato” à negazione del libero arbitrio)
- Arriva a distinguere 5 tipi di delinquente: pazzo, epilettico, d’impeto, di passione, d’occasione
- Stila anche una cartografia dei criminali
- Negli anni Lombroso ha subito numerose critiche, spesso espresse senza tener conto del contesto storico (Italia post-unitaria) e culturale (positivismo) in cui lui operava
- I suo limiti più grandi sono stati l’approssimazione, la mancanza di rigore metodologico e l’interpretazione fortemente deterministica dei fenomeni sociali
- Il suo lavoro, in realtà, anche se costellato da teorie oggi inaccettabili, ha avuto un grande valore progressista per il suo tempo
- Lombroso può essere definito “un grande agitatore d’idee” (Fornari, 1986)
NOVECENTO
- Dopo la morte di Lombroso e la Grande Guerra, l’antropologia criminale ha subito una brusca battuta d’arresto per vari motivi:
a) Opposizione della Chiesa (padre Agostino Gemelli à “I funerali di un uomo e della sua dottrina”)
b) Aspetti politici (socialismo militante di Lombroso)
c) Scarsa sistematicità
d) Scarsa fiducia nelle scienze empiriche
Enrico Ferri:
- Avvocato, primo tra i discepoli di Lombroso
- Forte sostenitore del metodo sperimentale per lo studio della criminalità
- Sviluppatore della sociologia criminale: il crimine è visto come un fenomeno biosociologico
- Legge della saturazione criminale: il livello di delinquenza in un paese è determinato dai fattori sociali e dai loro mutamenti
- Ferri intendeva la criminologia come una scienza sintetica, formata cioè dall’antropologia criminale e dalla sociologia criminale
Benigno Di Tullio:
- Medico psichiatra con lunga esperienza lavorativa nelle carceri
- Esponente più prestigioso della criminologia italiana tra gli anni ’30 e ’60
- Cofondatore della Società Internazionale di Criminologia, dell’Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo e del Tribunale Minorile in Italia
- Sviluppa la teoria della costellazione eziologica: la devianza è un prodotto derivante da più fattori casuali (predisponenti, preparanti e scatenanti) à delinquente costituzionale
- Col passare del tempo Di Tullio supera ogni biodeterminismo e giunge sempre più ad un approccio multifattoriale
LA METODOLOGIA DELLA RICERCA IN CRIMINOLOGIA
L’IMPOSTAZIONE DI UNA RICERCA
- Una ricerca deve risultare soddisfacente in termini di:
a) Sistematicità
b) Verificabilità
c) Capacità teoretica
d) Capacità cumulativa
e) Capacità predittiva
SCHEMA GENERALE DI UNA RICERCA CRIMINOLOGICA
1) Scelta del tema ed eventuale formulazione di ipotesi
2) Pianificazione della ricerca
3) Raccolta dei dati
4) Elaborazione dei dati
5) Verifica delle ipotesi
FINALITA’ DELLA RICERCA
Conoscitiva/descrittiva:
- Vuole descrivere il fenomeno
- Si interroga sul come
Causale:
- Vuole spiegare il fenomeno
- Si interroga sul perché
TECNICHE DI ELABORAZIONE DEI DATI
Quantitativa à Metodo statistico
Qualitativa à Metodo induttivo
TECNICHE DI RILEVAZIONE DEI DATI
Colloquio clinico:
- Contesto istituzionale non neutrale (carcere, tribunale)
- Comprende:
a) Dialogo diretto
b) Test psicologici (d’efficienza e di personalità)
c) Raccolta di biografie
d) Intervista giudiziaria
Intervista:
- Simile al colloquio, ma più formale
- Può essere:
a) Strutturata
b) Non strutturata
c) Diretta
d) Indiretta
Tecniche di laboratorio:
- Riguardano particolari casi di osservazione clinica o di verifica di ipotesi biologiche
- Hanno scarsa rilevanza nella ricerca criminologica
Osservazione diretta
- Il ricercatore si “immerge” nel fenomeno
- Può essere:
a) Partecipante
b) Non partecipante
STATISTICA CRIMINOLOGICA
- La maggior parte delle statistiche criminali parte dalle denunce o dagli interventi d’ufficio à sono legate alla notitia criminis
- In Italia esistono le seguenti statistiche:
a) Statistiche giudiziarie ISTAT
- Annuario statistiche giudiziarie penali:
- Statistica processuale
- Statistica penitenziaria
- Statistica della delittuosità (no contravvenzioni)
- Altre statistiche
- Non tutti i reati vengono denunciati e non tutti quelli denunciati vengono confermati da sentenze à la criminalità reale è impossibile da conoscere
CRIMINALITA’ REALE, APPARENTE E LEGALE
Criminalità reale:
- Numero effettivo dei crimini commessi
- E’ impossibile da conoscere
Criminalità apparente:
- Dati statistici sulle denunce e sugli interventi giudiziari
- Si basa solo sulla notitia criminis
Criminalità legale
- Dati statistici sui crimini confermati da sentenze giudiziarie
Numero oscuro (dark number):
- Differenza tra criminalità reale e criminalità apparente
- Rappresenta il numero ignoto di crimini commessi ma non denunciati o scoperti
L’EVOLUZIONE DELLE TEORIE NELL’INTERPRETAZIONE DEL CRIMINE
PREMESSA
- Storicamente le interpretazioni dei fenomeni criminologici si distinguono in 2 tipi principali di teorie:
1) TEORIE SOCIOLOGICHE
- Reato come prodotto della società
- Delinquenti si diventa
- Nurture
- Determinismo sociale
2) TEORIEANTROPOLOGICO/CLINICHE
- Reato come espressione della personalità individuale
- Delinquenti si nasce
- Nature
- Determinismo biologico
3) TEORIE MULTIFATTORIALI
- Reato come integrazione di fattori sociali ed individuali
TEORIE SOCIOLOGICHE
Durkheim:
- Padre della moderna sociologia
- Funzionalismo sociologico:
- Il crimine è parte integrante e funzionalmente utile della società
- Ciò che varia sono la frequenza e la gravità dei crimini
- Anomia: frattura delle regole sociali
Clifford Shaw:
- Appartenente alla c.d. Scuola di Chicago (anni ’30, indirizzo ecologico)
- Teoria delle aree delinquenziali:
- La criminalità si sviluppa prevalentemente in aree metropolitane a maggiore potenziale criminogeno per via di decadimento, sovraffollamento e povertà
- Nelle ricerche di Shaw le aree delinquenziali combaciavano con quelle del centro storico
E. H. Sutherland:
- Dedica la propria vita all’analisi sociologica del crimine
- Riprende la legge dell’imitazione di Tarde (la criminalità è frutto dell’imitazione di comportamenti altrui)
- Grande oppositore delle teorie cliniche
- Primo ad interessarsi alla criminalità economica à conia il termine White Collars Crime
- Teoria delle associazioni differenziali:
- Composta da 7 principi basilari, il crimine è causato da un’esposizione (precoce, ripetuta, prolungata ed intensa) ad un eccesso di definizioni favorevoli alla violazione della legge
- Non dà grande importanza ai mass media, ma si concentra sul rapporto frontale
- La devianza deriva dall’apprendimento di tecniche sociali illecite
- L’apprendimento avviene per la maggior parte nel contesto dei gruppi primari (famiglia, scuola, amici, ecc)
- Il limite più grande della teoria è che presta attenzione alle associazioni differenziali, ma non alle risposte differenziali
- Disorganizzazione sociale:
a) Conflitto di norme: coesistenza di norme contrastanti
b) Anomia: mancanza di norme
Teorie basate sull’immigrazione e sul conflitto culturale:
- Sellin, 1938 à Conflitto di culture
- Vari studi si sono interessati della criminalità derivante dall’immigrazione
- Fino agli anni ‘70 si pensava che gli immigrati fossero più delinquenti dei nativi, ma successivi studi avevano dimostrato che non vi era grande differenza
- Semmai vi era netta differenza tra la I e la II generazione di immigrati: la II tendevano a delinquere maggiormente poiché la loro identità culturale non è perfettamente definita
- A partire dagli anni ’80 però vi è stata un’impennata della criminalità tra gli immigrati
- Ciò si può ricondurre ad una decisa modificazione del fenomeno dell’immigrazione negli anni:
Anni ’70 à migrazione di domanda à fattori di attrazione à visibile
Anni ’80 – ’90 à migrazione di offerta à fattori di spinta à clandestina
Teorie basate sulle “sottoculture”:
- Sottocultura: sottocategoria minoritaria di una cultura, in criminologia non ha valore dispregiativo
- Cloward, Ohlin à 3 tipi di sottoculture delinquenziali:
1) Sottocultura criminale: diretta al conseguimento di guadagni materiali con mezzi illegittimi
2) Sottocultura conflittuale: frustrata da carenze di vario genere, mostra con la delinquenza il suo malcontento
3) Sottocultura astensionista: rifiuta l’integrazione con la cultura dominante e si isola dalla società convenzionale
- Ferracuti, Wolfgang à Sottocultura della violenza: dispone di norme proprie in contrasto con quelle della cultura dominante (vedi mafie)
- Tipi di valori sottoculturali:
a) Valori concordi tollerati
b) Valori discordi non tollerati
La teoria dell’etichettamento (labeling theory)
- U.S.A., anni ’60
- La criminalità è vista come l’esito di un processo di costruzione sociale
- Il termine “criminale” affibbiato ad un condannato diviene un’etichetta sociale che porta ad una inevitabile stigmatizzazione dell’individuo
- Secondo questa teoria la devianza è un aspetto secondario: uno non diventa delinquente per ciò che ha fatto, ma per come viene definito
- La giustizia imprime il marchio, la società lo rimarca
- La devianza è indispensabile per la società: se non esistesse non si potrebbe distinguere la condotta “giusta”
- La Labeling Theory fu utile per portare alla luce i pericoli della stigmatizzazione, ma poco concluse sulla spiegazione della criminalità come oggettivo problema sociale
La criminologia critica:
- Nasce tra gli anni ’60 e ’70 , forte influenza dagli avvenimenti del ‘68
- La criminalità costituisce una forma di dissenso (individuale o di gruppo) nei confronti delle istituzioni di potere
- La delinquenza verrebbe meno una volta superata l’impostazione capitalistica della società
TEORIE ANTROPOLOGICO – CLINICHE
L’indirizzo criminologico – clinico:
- Indirizzo partito con gli studi di Lombroso
- Si tratta di una criminologia del “passaggio all’atto” (acting out), è quindi ha una forte dimensione eziologica ed individualistica
- Vengono valutate le caratteristiche biologiche, psichiatriche e psicologiche degli individui
- Per anni questo indirizzo ha caratterizzato la scuola italiana
I fattori biologici ed ereditari:
- Esistono senza dubbio delle tare ereditarie, ma queste rappresentano solo il “terreno di disposizione” su cui si può eventualmente formare un comportamento deviante
- La maggior parte degli studi sull’ereditarietà del comportamento criminale riguardano i gemelli monovulari
- A seguito di tutti i risultati, si è giunti alla conclusione che NON esistono forme di criminalità ereditarie, ma solo predisposizioni probabilistiche: i geni sono i c.d. “campi di reazione”, ma la loro espressione dipende dall’ambiente
Le sindromi cromosomiche:
- Alcuni studi hanno dimostrato che particolari sindromi cromosomiche possono aumentare la predisposizione alla criminalità
Altri fattori di rischio:
- Malattie infettive (parotite, toxoplasmosi, ecc), malattie croniche (tubercolosi, sifilide, ecc), abuso di alcool o stupefacenti o assunzione di sostanze teratogene durante la gravidanza
- Lesioni craniali durante il parto
- Problemi legati alla pubertà
- Fenomeni endocrinologici
Etologia e sociobiologia:
- Numerosi studi sull’aggressività in campo etologico e sociobiologico hanno contribuito a comprendere meglio il comportamento aggressivo umano
- Per Lorenz l’aggressività umana si spiega tramite il passaggio da un ambiente “naturale” ad uno “culturale” che valorizza la violenza come strumento di potere
- Questi studi in generale hanno avuto grande importanza nel sottolineare determinati fattori istintuali nel comportamento umano
Le neuroscienze:
- Lo studio del cervello da parte delle neuroscienze ha permesso di ipotizzare che il comportamento criminale possa derivare dall’inibizione delle strutture più recenti dell’organo a favore di quelle più antiche (il c.d. “cervello rettile”)
TEORIE MULTIFATTORIALI
Teoria dei contenitori:
- Reckless, 1955
- L’agire umano è regolato da 2 fattori di controllo (“contenitori”):
a) Esterno: aspetti normativo – culturali (società, famiglia, ecc)
b) Interno: aspetti intrapersonali (autocontrollo, super – io, ecc)
- Il difetto di un contenitore può essere sopperito dall’altro
Teoria del basso autocontrollo:
- Gottfredson, 1989
- Grande importanza del contenitore familiare nell’impartire la giusta educazione
- Il comportamento deviante deriva da un basso livello di autocontrollo, dovuto a sua volta da problemi di socializzazione nei primi 6-8 anni di vita
- Il problema di socializzazione è causato dall’inadeguatezza dell’azione educativa dei genitori
L’EVOLUZIONE DELLA CRIMINOLOGIA DOPO GLI ANNI ’60
- Dopo gli anni ’60 ha sempre più preso piede la consapevolezza della complessità di fondo che contraddistingue la condotta criminale
- Ciò ha contribuito a determinare una crisi in campo criminologico, dovuto soprattutto alla grande trasformazione che la società subisce in quegli anni
- Si sviluppa sempre più la vittimologia
- Nascono nuove forme di crimine
- La criminalità in generale aumenta enormemente
I NUOVI REATI
- A partire dagli anni ’70 cominciano a svilupparsi nuove forme di reato prima sconosciute o comunque poco studiate
- I White Collar Crimes di cui aveva già parlato Sutherland cominciano a far sentire la loro importanza nella società, soprattutto in termini di impunità, scarsa attenzione mediatica ed estrema dannosità sociale
- Vengono identificati i Corporate Crimes, ossia i reati societari
- Viene identificata la criminalità ambientale
- La criminalità organizzata assume la forma di una vera e propria impresa, fino al punto di entrare nell’economia legale e a confondersi con essa
- Nascono i primi crimini informatici (Computer Crimes), dapprima tipici di personale interno alle istituzioni (insiders), poi anche di gente comune (hackers à outsiders)
DROGHE, TOSSICODIPENDENZA E CRIMINALITA’
- L’uso di droga nella società ha subito numerose evoluzioni nel tempo
- A partire dagli anni ’60 si ha il boom nell’uso di sostanze illegali
- Negli anni ’70 si passa da un uso di sostanze psicodislettiche “motivato” da ideologie politiche, filosofiche o religiose, ad un un uso di sostanze psicolettiche “demotivato” e fine a se stesso
- La reazione sociale al problema della droga è passata da una fase di iniziale repressione ad una di maggior comprensione che vede il fenomeno più come patologia da curare che come crimine
- Il rapporto tra assunzione di droga e criminalità varia da sostanza a sostanza
LA PERCEZIONE E LA PAURA DEL CRIMINE
- Numerose ricerche hanno dimostrato che la sicurezza del singolo cittadino o di una comunità è prima di tutto una condizione psicologica
- Nel tempo sono stati proposti molti modelli interpretativi della paura del
crimine
Modello dell’Incivility:
- Nelle grandi città un insieme di fattori (povertà, eterogeneità etnica, ecc) favoriscono dei processi di disorganizzazione urbana e sociale che si manifestano con segnali ben visibili, detti “indicatori di incivility”
- Gli indicatori possono essere fisici (finestre rotte, vandalismo, degrado urbanistico) o sociali (delinquenza minorile, prostituzione, spaccio di droga)
- La loro presenza viene interpretata dai cittadini come segnali di scarso controllo sociale e incutono in loro un senso di insicurezza
Percezione del crimine:
- La percezione sociale del crimine si divide in 2 aspetti:
a) Concerno of crime: preoccupazione generale per il problema, a livello locale o nazionale
b) Fear of crime: paura personale per il problema, inteso come pericolo imminente e diretto
- Una grande insicurezza diffusa può ridurre la coesione sociale e, paradossalmente, aumentare il rischio effettivo di criminalità
La criminologia urbanistica:
- Ambito che trae origine dalla psicologia ambientale
- Studia quali strutture urbanistiche siano più adatte a prevenire la delinquenza
Teoria dello spazio difendibile:
- Oscar Newman, 1973
- Programma di prevenzione basato sul concetto di “spazio difendibile”: i singoli devono essere spinti dalla struttura architettonica ad aumentare il proprio senso di responsabilità per la cura della stessa e la sua protezione
- Lo spazio difendibile si persegue attraverso 4 elementi:
a) Territorialità (senso di proprietà sull’edificio)
b) Sorveglianza (facilitazione dell’osservazione delle aree circostanti)
c) Imago (prevenzione degli “edifici ghetto”)
d) Ambiente (assicurazione di un certo numero di attività circostanti)
LA CRIMINOLOGIA POST – MODERNA
- Le teorie criminologiche più recenti rispecchiano dei concetti del contesto storico attuale quali il relativismo, l’eterogeneità, lo scetticismo e un certo pessimismo sociologico di fondo
- Alcune teorie, per render conto della complessità dei fenomeni criminali, si sono ispirate alla teoria del caos
DISTURBI MENTALI E CRIMINALITA’
PREMESSA
- Per anni si è ritenuto che malattia mentale e criminalità fossero indissolubilmente legati
- In realtà numerosi studi hanno confermato che la maggior parte dei criminali non presenta alcun disturbo mentale
- La patologia psichica, semmai, può rendere i soggetti più vulnerabili
INFERMITA’, MALATTIA E IMPUTABILITA’
Infermità e malattia:
- Il codice penale parla solo di infermità totale o parziale di mente (rispettivamente artt. 88 e 89)
- In realtà la nozione di infermità è più ampia di quella di malattia
- Una malattia è certamente un’infermità, ma non viceversa
- La definizione medico – legale di malattia prevede:
a) Abnormità rispetto ad una media statistica
b) Dinamicità
c) Presenza di intervento sanitario
d) Presenza di disturbi funzionali e apprezzabili
- Nella categoria della malattia rientrano:
a) Alterazioni psichiche dovute ad eziologia morbosa e organica
b) Schizofrenia
c) Disturbi maggiori dell’umore
d) Disturbi psichici più gravi che sconvolgono la vita quotidiana
- Nella categoria di malattia NON rientrano invece:
a) Disposizioni abnormi delle facoltà intellettive di lieve entità
b) Disturbi della personalità
c) Parafilie
d) Reazioni psicogene
e) Disturbi d’ansia, somatoformi e dissociativi
Imputabilità:
- Inizialmente si tendeva a considerare il malato di mente sempre e comunque non imputabile
- Ciò derivava da una concezione fortemente patologica e debilitante dei disturbi mentali
- Con l’evolversi della psichiatria moderna (anche grazie all’antipsichiatria) è cambiata sia la concezione di malattia mentale, sia quella dell’imputabilità del malato
- Oggi si evita sempre di considerare non imputabile a priori un malato di mente, ma si tende a valutare approfonditamente ogni singolo caso
BREVE STORIA DELLA PSICHIATRIA
- Fino all’Illuminismo la malattia mentale era considerata “demoniaca”: il malato era un invasato, posseduto dal demonio
Settecento:
- Comincia una lenta evoluzione nel trattamento dei malati mentali
- Gli ospedali si umanizzano così come le terapie
Ottocento:
- Nell’Ottocento si comincia a studiare scientificamente i disturbi mentali
- La psichiatria diventa gradualmente una scienza autonoma
- Forte influenza della neurologia e della psicoanalisi
Novecento:
- Si cominciano a creare quadri nosografici sempre più articolati
- Il trattamento è comunque considerato come custodia e i malati come alienati
- Nella seconda metà del secolo si assiste invece ad un rapido cambiamento che comporta una netta umanizzazione del trattamento psichiatrico
- In Italia nel 1978 viene approvata la legge 180 (legge Basaglia), che chiude definitivamente i manicomi
PSICOSI A BASE SOMATICA
Psicosi organiche:
- Sono dovute ad affezioni sistemiche con interessamento cerebrale (disfunzioni endocrine, del metabolismo, ecc) o diretta localizzazione encefalica (tumori, ascessi, encefaliti, ecc)
- Sono poco interessanti in campo criminologico
Psicosi tossiche:
- Dovute ad abuso di alcool, sostanze stupefacenti e farmaci
- Particolarmente interessanti in campo criminologico per i frequenti delitti commessi in stato di ubriachezza
PSICOSI FUNZIONALI
Schizofrenia:
- Malattia mentale che compromette in maniera più grave il funzionamento psichico di un individuo
- Comporta una dissociazione del pensiero e della personalità e un distacco dalla realtà
- Secondo il DSM – IV – TR per porre diagnosi di schizofrenia si devono presentare i seguenti sintomi per almeno 6 mesi:
a) Deliri bizzarri, non strutturati, assurdi
b) Allucinazioni
c) Eloquio e comportamento bizzarri, disorganizzati o rallentati, catatonici (à “sintomi positivi” à se prevalgono si parla di schizofrenia di tipo I)
d) Appiattimento dell’affettività, inerzia volitiva, abulia (à “sintomi negativi” à se prevalgono si parla di schizofrenia di tipo II)
e) Lavoro e relazioni interpersonali assai compromessi dall’esordio del disturbo
- In criminologia la fase più rilevante è quella dei sintomi positivi, in cui i pazienti mostrano maggiore propensione ad agiti aggressivi
- L’omicidio commesso dallo schizofrenico è caratteristico per la rarità o l’inesistenza di un complice
- Nella fase negativa il paziente tende invece a commettere reati di poco conto
- La natura cronica del disturbo porta spesso a deterioramento mentale
- L’impunità è completamente esclusa in fase positiva, parzialmente esclusa in fase negativa
Disturbi Deliranti Cronici (Paranoia):
- Disturbo che presenta (al contrario della schizofrenia) deliri ben strutturati, lucidi, non bizzarri
- Il sintomo basilare è proprio quello del delirio
- Il paziente ha fede incrollabile nelle proprie idee
- Il DSM – IV – TR riconosce varie forme di paranoia:
a) Tipo erotomanico
b) Di grandezza
c) Di gelosia
d) Di persecuzione (paranoia propriamente detta)
e) Tipo somatico
f) Tipo misto
g) Tipo non specificato
- Il paziente paranoico, in preda ai propri deliri, può commettere i crimini più vari, dalla calunnia all’omicidio
Disturbo Psicotico Condiviso (Folie à Deux):
- Disturbo raro, più frequente tra le donne e nei soggetti con disabilità fisiche che li rendono dipendenti da altre persone
- Comporta un delirio che viene trasmesso da una persona ad un’altra, più debole e recettiva, nel contesto di una relazione stretta
- Le persone coinvolte presentano caratteristiche del tutto simili
Disturbo Psicotico Breve (Psicosi Reattiva Breve):
- Disturbo che comprende patologie mentali acute a comparsa improvvisa
- Presenta disturbi, allucinazioni, disorganizzazione di pensiero e comportamento, confusione, disorientamento
- Compare solitamente dopo un evidente stress fisico e/o psichico
- Dopo l’iniziale fase acuta, tende a regredire in tempi brevi (più di un giorno, meno di un mese) fino al completo esaurimento
- Durante la fase acuta si registrano spesso agiti aggressivi che possono essere rilevanti a livello criminologico
- Un caso particolare è la psicosi post – partum, che va diagnosticata il prima possibile per scongiurare eventuali tentativi di suicidio o infanticidio
Disturbi dell’Umore:
- Disturbi della sfera timica che includono:
1) Depressione Maggiore
2) Disturbi Bipolari (Psicosi Maniaco – Depressive)
- Il disturbo bipolare presenta episodi alternati di depressione e maniacalità
- L’episodio depressivo presenta tristezza, pena, angoscia, perdita di interesse per ogni attività, inappetenza, anedonia, abulia, ritiro sociale
- Nell’episodio maniacale il quadro clinico è esattamente opposto a quello depressivo: euforia, felicità, tachilalia, iperattività, insonnia totale
- Gli episodi si alternano con polarità, periodicità e frequenza variabile
- Tra un episodio e l’altro possono intercorrere anche periodi di normalità
- Gli episodi depressivi hanno valore criminologico per la tendenza al raptus mealonicus (es: sterminio della propria famiglia e conseguente suicidio)
- Ancor più interessante per la criminologia è l’episodio maniacale, che spesso comporta la tendenza a condotte disinibite
DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI
- Insieme di disturbi che implicano una irrefrenabile tendenza ad assecondare ogni impulso, senza capacità di resistervi
- Il soggetto avverte una ingravescente tensione ed eccitazione prima di compiere l’atto e una grande soddisfazione dopo che l’ha compiuto
Disturbo Esplosivo Intermittente:
- Comprende saltuari, ma numerosi episodi di incapacità a resistere agli impulsi rabbiosi ed aggressivi
- Spesso comporta gravi atti di violenza sulle persone o distruzione di proprietà
- Il soggetto dopo l’atto si sente appagato, ma anche imbarazzato e dispiaciuto
Cleptomania:
- Consiste in una spinta impellente a rubare oggetti, anche non necessari o facilmente acquistabili
- Normalmente il soggetto, dopo il furto, getta via gli oggetti
- Il furto non è motivato da rabbia, ritorsione, vendetta né è programmato o realizzato con complici
Piromania:
- Tendenza irrefrenabile ad appiccare incendi in modo deliberato ed intenzionale
- Il soggetto è attratto dal fuoco e da tutto ciò che lo riguarda: spesso si aggira intorno alle caserme dei vigili del fuoco
- Come il furto del cleptomane, l’incendio del piromane non è assolutamente motivato sentimenti negativi o da fini utilitaristici
DISTURBI DI PERSONALITA’
- Insieme di disturbi che presentano caratteristiche disadattative persistenti ed inflessibili, marcatamente diverse dalle aspettative della cultura del soggetto
- Si può riflettere in varie aree: cognitiva, affettiva, del funzionamento interpersonale e del controllo degli impulsi
- Ne deriva un malessere generalizzato e un forte disadattamento sociale
- Spesso il paziente affetto da disturbi di personalità presenta una storia difficoltosa, costellata da problemi familiari
- I pazienti affetti da disturbi di personalità non vengono considerati malati di mente e la loro imputabilità deve essere accuratamente analizzata nell’ambito di ogni singolo caso
- Il DSM – IV – TR classifica i disturbi di personalità in 3 cluster:
a) Cluster A: Paranoide, Schizoide e Schizotipico
b) Cluster B: Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico
c) Cluster C: Evitante, Dipendente e Ossessivo – Compulsivo
- N.B.: spesso i pazienti mostrano una concomitanza di disturbi appartenenti a cluster diversi
Disturbo Schizoide:
- Gli individui affetti sono persone chiuse, fredde, emotivamente distaccate
- Non hanno amici o confidenti, sono poco interessati alle esperienze sessuali
- Sono insensibili alle critiche o alle lodi
- Hanno grandi difficoltà ad inserirsi in ogni ambiente sociale
- Di frequente commettono reati violenti (sessuali, rapina, omicidio, ecc) con estremo distacco e freddezza
Disturbo Paranoide:
- Persone diffidenti, sospettose, che dubitano della correttezza e lealtà altrui, specialmente del partner
- Rigidi, non tollerano rimproveri
- Inclini a reagire con rabbia e violenza
- Il disturbo paranoide non va confuso con la paranoia, che è un disturbo delirante cronico con precisi sintomi ideativi
- Se il disturbo paranoide è associato a quello schizotipico, si viene a formare quella che una volta veniva detta personalità fanatica
- Tra gli affetti di disturbo paranoide si trovano spesso membri di movimenti terroristici, estremistici o appartenenti a sette criminose
Disturbo Schizotipico:
- Persone stravaganti, bizzarre, piene di sospetti
- Hanno credenze magiche e strane
- Pensiero e linguaggio iperelaborati, metaforici, eccentrici
- Scarso interesse sentimentale
Disturbo Borderline:
- Di definizione molto complessa e controversa
- Persone con spiccata instabilità e intensità nelle relazioni interpersonali
- Alternazione di momenti di svalutazione ed idealizzazione dell’altro
- Grande variabilità polare dell’umore nell’arco di poche ore
- Forte impulsività
- Spesso compiono gesti di automutilazione o tendono al suicidio
- Forte tendenza ad abusare di alcool o droga
Disturbo Antisociale:
- Il paziente non riconosce i diritti altrui e tende a violare costantemente le regole sociali
- Tendenza alla disonestà e alla falsità
- Grave deficit nel Super – Io
- Nessun tipo di rimorso
Disturbo Istrionico:
- Emotività eccessiva, continua ricerca di attenzioni
- Sono persone che tendono alla drammatizzazione e alla teatralità
- Spesso si comportano in modo sessualmente provocante
- Tipici di questo disturbo sono la millanteria, la simulazione di reato, la truffa e l’esercizio professionale abusivo
Disturbo Narcisistico:
- Il paziente ha una grandiosa immagine di sé e ricerca in continuazione conferme dall’ambiente a lui circostante
- E’ assorbito da fantasie di successo, potere, bellezza e fascino
- Si ritiene speciale
- Tende ad approfittare del prossimo
- Manca di empatia
- E’ presuntuoso, arrogante, invidioso e crede di essere lui stesso invidiato
- Spesso è intelligente e di buona estrazione sociale à non è raro trovarlo tra i criminali dal colletto bianco
ALTRE FORME PSICHIATRICHE DI RILEVANZA CRIMINOLOGICA
Ritardo mentale:
- Funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della media
- Esordisce nell’infanzia o comunque entro i 18 anni
- Comporta spesso disadattamento sociale, anomalie comportamentali, impulsività, irrazionalità e disinibizione sessuale
Demenza:
- Deterioramento del funzionamento intellettivo in età adulta
- Vengono lese la memoria, l’attenzione, le funzioni logiche, prassiche, di riconoscimento, di critica e di programmazione
- Spesso comporta disinibizione sessuale
- Ha scarso interesse criminologico (al massimo reati sessuali minori, quali esibizionismo o molestie)
Parafilie:
- Tipo di disturbo del comportamento sessuale e dell’identità di genere
- Sono quelle che una volta si indicava impropriamente come perversioni
- Spesso l’attività parafilica è coatta ed impulsiva: i soggetti non riescono a frenare gli impulsi
- Fanno parte delle parafilie:
a) Esibizionismo
b) Feticismo
c) Pedofilia
d) Voyerismo
e) Masochismo
f) Sadismo sessuale
g) Froutterismo
- In ambito criminologico hanno grande importanza per ciò che concerne i reati sessuali
Reazioni abnormi:
- Reazioni anomale e sproporzionate ad esperienze psicotraumatizzanti
- A volte la reazione può svilupparsi in una vera e propria psicosi temporanea (v. Psicosi Reattive Brevi)
Epilessia:
- Scarica brusca, simultanea ed acuta di un ampio gruppo di neuroni
- Il soggetto può essere portato a compiere azioni estranee al comportamento abituale e al suo pensiero
- Importanza criminologica ha l’epilessia temporale, poiché colpisce una zona (lobo temporale) importante per l’integrazione fra coscienza ed emozione
LA CRIMINALITA’ MINORILE
LA SPECIFICITA’ DELLA DEVIANZA MINORILE
L’imputabilità del minore in Italia:
- In Italia vi sono 2 soglie anagrafiche al di sotto delle quali la responsabilità penale è attenuata o esclusa:
a) Infanzia penale: 0 – 14 anni, l’imputabilità è totalmente esclusa
b) Infradiciottenni: 14 – 18 anni, l’imputabilità è attenuta
- Tempus commissi delicti: la pena è legata sempre all’età in cui è stato commesso il reato
Fattori di rischio del periodo adolescenziale:
- Durante l’adolescenza vi sono numerose variabili che possono compromettere un corretto e lineare sviluppo della maturità psichica:
a) Instabilità psico – affettiva
b) Crisi del senso di identità personale
c) Ambivalenza delle manifestazioni comportamentali
d) Fragilità e labilità dell’Io
e) Tendenza alla reazione (imitazione, identificazione, rifiuto, dimissione, compensazione e opposizione)
- In linea di massima, l’immaturità costituisce comunque un elemento essenziale dell’adolescenza
DIFFICOLTA’ NELL’ACCERTAMENTO DELL’IMPUTABILITA’ DI UN MINORE
Tipi di età:
- Nella valutazione della maturità di un minore si deve tenere conto di 4 tipi di età:
a) Età anagrafica: età semplice, verificabile con l’atto di nascita
b) Età mentale: livello di sviluppo dell’intelligenza rispetto ad un’età anagrafica di riferimento
c) Età somatica: livello di sviluppo fisico
d) Età sociale: livello di sviluppo delle competenze sociali
Calcolo del Quoziente Intellettivo (Q.I.):
- Il Quoziente Intellettivo di una persona si calcola dividendo l’età mentale per l’età fisica e moltiplicando il risultato per 100:
- Valori di riferimento (sempre in base ad un’età anagrafica):
Superdotato: + 100
Normale: 70 – 90
Lieve RM: 50 – 70
Moderato RM: 35 – 50
Grave RM: 20 – 35
Molto grave RM: – 20
Stadi dello sviluppo psicologico:
- Nello sviluppo psicologico della personalità si distinguono 6 stadi:
a) Infanzia: fino a 6 anni
b) Fanciullezza: da 6 a 11 anni
c) Preadolescenza: da 12 a 14
d) Adolescenza: da 15 a 18 anni
e) Postadolescenza: da 19 a 25 anni
- Bisogna comunque ricordare che lo sviluppo fisico e quello psicologico sono relativamente indipendenti l’uno dall’altro
Valutazione dell’imputabilità del minore:
- In Italia la valutazione dell’imputabilità è obbligatoria nel caso dei minori
- Spesso è il giudice stesso a valutarla
- Il ricorso allo specialista viene normalmente istituito dal giudice nei casi di sospetta infermità
- Infatti il giudice ha la facoltà, ma non l’obbligo di richiedere un parere tecnico
ANDAMENTO RECENTE DELLA CRIMINALITA’ MINORILE IN ITALIA
- Nonostante vi sia un aspetto relativamente “fisiologico” della criminalità minorile, negli ultimi anni il fenomeno in Italia ha subito grandi cambiamenti
- Si sono venute a creare infatti “nuove criminalità minorili”:
a) Delinquenza collegata alla grande criminalità organizzata
b) Devianza dei minori stranieri
c) Criminalità minorile nomade
d) Criminalità minorile della classe benestante
- La delinquenza minorile dei ragazzi stranieri è solitamente strumentale, mentre quella degli italiani è spesso espressiva ed immotivata
- In generale in questi ultimi anni si è assistito ad un netto incremento della criminalità minorile, sia violenze che reati contro la proprietà
CARATTERISTICHE DEL TRIBUNALE E DEL PROCESSO MINORILE
Tribunale Minorile:
- Il Tribunale Minorile è costituito, in ogni sede di Corte d’Appello, da:
a) 1 magistrato di Corte d’Appello che funge da Presidente
b) 2 giudici onorari esperti in qualche settore criminologico
- La sua competenza è penale, civile ed amministrativa
Processo Minorile
- Il processo minorile, per non gravare troppo sul giovane imputato, solitamente si attiene a 3 principi:
1) Principio di adeguatezza: le disposizioni vengono applicate in adeguatezza alle esigenze educative e alla personalità del minore
2) Principio di minima offensività: l’impatto del processo sul minore dev’essere il più lieve possibile
3) Principio di de-stigmatizzazione: il processo non deve comportare una svalutazione sociale dell’immagine del minore
- Il p.m. in certi casi può chiedere al giudice un’istanza di non luogo a procedere per “irrilevanza del fatto” che determina la chiusura del procedimento senza alcuna conseguenza per l’imputato
- Il giudice minorile può inoltre applicare una pena diminuita o il perdono giudiziale
Il Centro per la Giustizia Minorile:
- Ha competenza regionale
- Comprende:
a) Uffici di servizio sociale
b) Istituti penali
c) Centri di prima accoglienza
d) Comunità
e) Istituti di semilibertà
LA PREVENZIONE E IL TRATTAMENTO DELLA CRIMINALITA’
MODELLI DI PREVENZIONE DELLA CRIMINALITA’
Profilassi:
- Provvedimenti medico-psico-pedagogici necessari per soggetti specifici, minori o adulti
Prevenzione:
- Provvedimenti diretti a combattere le cause generali della criminalità
- Il modello di Brantingham distingue tra:
1) Prevenzione primaria: eliminazione o riduzione delle condizioni criminogene dell’ambiente fisico e sociale
2) Prevenzione secondaria: identificazione precoce dei potenziali delinquenti
3) Prevenzione terziaria: prevenzione della recidiva dopo la commissione di un crimine
- Il modello di Bandini distingue invece tra 4 attività di prevenzione:
1) Attività prima del delitto e fuori dal sistema penale: politica sociale, interventi individuali, ecc
2) Attività prima del delitto e mediante il sistema penale: prevenzione generale prevista dal sistema penale
3) Attività dopo il delitto e mediante il sistema penale: trattamento in detenzione e libertà, effetti di neutralizzazione, ecc
4) Attività dopo il delitto e fuori dal sistema penale: programmi di mediazione e conciliazione tra autore e vittima
LE SINDROMI DA DETENZIONE
- Numerosi studi hanno dimostrato che l’ambiente carcerario tende a strutturarsi negativamente, fino a diventare esso stesso fonte di corruzione e crimine
- Va inoltre osservato l’effetto dell’etichetta negativa che ha un ex-carcerato nella società in seguito al suo rilascio
La struttura del carcere:
- L’ambiente carcerario è oggi strutturato secondo i seguenti fattori:
a) Culturale: sottocultura carceraria che si forma nell’ambiente
b) Individuale: aspetti dinamici dei rapporti culturali e conflittuali
c) Fisico: tipologia architettonica degli istituti e delle strutture di sicurezza
d) Organizzativo: orario casermistico, ritiro degli oggetti personali, ecc
e) Esterno: limitazioni ai contatti e alle comunicazioni
Sindrome di “prisonizzazione”:
- Clemmer
- Processo di acculturazione in cui un soggetto che entra in carcere è esposto a “fattori universali di prisonizzazione”: accettazione di un ruolo inferiore, ricezione passiva dell’organizzazione, sviluppo di abitudini nuove, ecc
- L’esposizione continuata a questi fattori comporta le 3 fasi che compongono la sindrome:
1) Reazione
2) Depressione
3) Adattamento
- E’ importante stare attenti alle possibili tendenze suicide della seconda fase
- La terza è tuttavia la più pericolosa, poiché può comportare nei casi più gravi una depersonalizzazione o psicosi vere e proprie
Psicosi da detenzione (o Sindrome di Ganser):
- Comporta apparenti assurdità di pensiero che contrastano con la normale condotta
- Il carcerato può dimenticare il proprio nome, la propria età o sbagliare i calcoli elementari e, allo stesso tempo, mantenere intatte tutte le altre facoltà
- La sindrome diviene quindi una specie di fuga nella malattia, con cui il carcerato si isola dal nuovo, turbante ambiente in cui deve vivere
LE MISURE ALTERNATIVE DI DETENZIONE
Probation:
- Metodo di trattamento riservato a delinquenti selezionati
- Consiste nell’affidamento del soggetto alla supervisione di un incaricato qualificato per assicurargli un trattamento adeguato alle sue esigenze di risocializzazione
- Se il periodo di prova è positivo, la pena viene cancellata
- Se negativo, viene confermata e il soggetto incarcerato
Parole:
- Liberazione condizionale di soggetti che hanno già scontato parte della pena
- Il detenuto deve rispettare determinate regole per un periodo di tempo prestabilito e ovviamente non commettere altri reati
- In Italia la Parole corrisponde all’affidamento in prova al servizio sociale ed è concesso di norma quando la pena totale non supera i 3 anni
LA CRISI DELL’IDEOLOGIA DEL TRATTAMENTO E LE NUOVE POLITICHE DI CONTROLLO SOCIALE
Crisi dell’ideologia del trattamento:
- Negli anni ’70 e ’80 si viene a creare una crisi dell’ideologia del trattamento
- Il motivo principale è il fatto che i metodi di detenzione alternativi non hanno sortito gli effetti sperati, soprattutto in ambito di recidivismo
- Nascono quindi due correnti alternative:
a) Riabilitativa: che sostiene a spada tratta l’ideologia del trattamento
b) Retributiva: sorta negli ’80, neoclassica, che propugna la Just Desert Theory, ossia “ricevere ciò che si merita”
- Negli ultimi 30 anni del Novecento si è poi creata negli Stati Uniti una “cultura del controllo” derivante da una sempre più crescente ossessione per la sicurezza (peggiorata in tempi recenti dopo l’11 settembre 2001)
- Ciò ha condotto negli USA alla nascita di una concezione della detenzione basata sulla “tolleranza zero”
- In Italia si è visto invece un fenomeno sostanzialmente inverso, pur caratterizzato dalle oscillazioni pendolari tipiche della politica italiana
- Una brusca svolta si è avuta ad inizio anni ’90 con il giustizialismo innescato dall’avvento di Mani Pulite
- I problemi del trattamento carcerario e dei suoi effetti indesiderabili sono comunque attualissimi
La mediazione penale:
- Nuova modalità di gestione delle situazioni problematiche che hanno rilevanza penale
- Si fanno dialogare autore e vittima in modo da migliorare i rapporti tra le parti
- In Italia viene applicata soprattutto nei processi a carico di minori
- Solitamente si usa in casi di reati contro la persona (ingiurie, minacce, oltraggi, lesioni, ecc) e contro la proprietà (furto, danneggiamento, ecc)
LA VITTIMOLOGIA
CHE COS’E’ LA VITTIMOLOGIA
- Subdisciplina criminologica che ha per oggetto di studio le caratteristiche della vittima
- Studia il comportamento della vittima in relazione con il comportamento del criminale (c.d. “coppia penale” ) e l’ambiente in cui avviene il crimine
- Per anni lo studio della personalità ha riguardato unicamente il reo, mentre lo studio della vittima, se presente, era sempre in prospettiva dello studio del criminale
- La vittimologia prende piede negli anni ’40 grazie a Mendelsohn e Von Hentig
- Ha il grande merito di integrare i fattori predisponenti coi fattori scatenanti
- Ha fatto capire che spesso a carico della vittima vi è una grossa responsabilità, anche se la vittima stessa non lo immagina
- Alcuni la considerano una subdisciplina della criminologia (Von Hentig, Ellenberger), altri una disciplina a sé stante (Mendelsohn, che ritiene più opportuno il termine di “vittimologia generale”)
- Mendelsohn ha anche auspicato l’individuazione di una c.d. socio-analisi e di specifiche leggi socio-vittimologiche
Concetti basilari:
- Ellenberger, 1954
- Distingue 3 concetti fondamentali, ripresi da uno studio di Von Hentig:
1) Criminale – vittima: il soggetto, a seconda del caso, può divenire sia criminale che vittima o esserlo simultaneamente (es: incidenti stradali)
2) Vittima latente (o potenziale): il soggetto può avere una predisposizione inconsapevole a divenire vittima o ad attrarre il criminale
3) Relazione specifica tra criminale e vittima:
a) Pura relazione nevrotica (es: parricidio)
b) Relazione psicobiologia (es: attrazione di due caratteri complementari)
c) Relazione genobiologica (es: attrazione su eredità similare)
Responsabilità funzionale:
- Schafer, 1968
- La vittima è responsabile della prevenzione della sua vittimizzazione
Rischio di “rivittimizzazione”:
- Molti autori hanno sottolineato come la vittimologia non debba divenire una disciplina atta alla “spremitura” della vittima per estrapolare informazioni sul criminale
- Comportandosi in un modo simile si correrebbe il rischio di far subire alla vittima un secondo processo di vittimizzazione
IL REATO “SCATENATO” DALLA VITTIMA
Victim Precipitation:
- Reato “scatenato dalla vittima”
- Wolfgang à grande frequenza di omicidi scatenati dalla vittima
- Spesso accade che vittima e criminale comincino un “gioco reciproco di violenza fisica”
- L’omicidio ha incidenza molto maggiore quando è la vittima a cominciare il “gioco”
- Non bisogna confondere il reato scatenato dalla vittima con la provocazione da parte della vittima: il primo è un concetto comportamentale, il secondo è un concetto giuridico
Spettatori del reato:
a) Innocent by-standers: coloro che assistono da testimoni al reato
b) Involved by-standers: spettatori interessati al reato in atto
IL RUOLO DELLA VITTIMA NEL PASSAGGIO ALL’ATTO
Dinamismo delle forze criminorepellenti (Fattah):
- Forze crimino-repellenti: forze dinamiche d’inibizione che variano a seconda della situazione e delle persone coinvolte nell’atto
- Le inibizioni di un individuo di fronte ad un crimine variano a seconda della personalità della vittima e della possibilità di legittimare l’atto
- La mancanza di inibizioni e scrupoli morali non è prerogativa del delinquente, che non è meno inibito del non delinquente à ciò che varia è la capacità di razionalizzazione e di autolegittimazione
TIPI DI VITTIMA
Vittima assente, impersonale o indeterminata:
- La vittima non c’è poiché l’atto criminoso non lede nessuna persona reale o determinata
- Le forze crimino-repellenti e la resistenza morale sono meno forti e il passaggio all’atto è più semplice
- Es: crimini contro la salute pubblica, l’ordine pubblico, ecc
Vittima consenziente:
- Il consenso della vittima conferisce all’atto criminoso una certa legittimità, indebolendo le forze crimino-repellenti e facilitando il passaggio all’atto
- Una vittima consenziente non favorisce la comparsa di sensi di colpa e costituisce uno strumento di decolpevolizzazione a posteriori
Vittima provocatrice:
- La vittima, con i suoi gesti e le sue parole, fa venire meno le forze crimino-repellenti e favorisce il passaggio all’atto
- Mendelsohn distingue 2 tipi di questa vittima:
a) Vittima provocatrice: col suo comportamento induce l’attore a commettere il reato
b) Vittima imprudente: determina l’incidente per mancanza della padronanza di sé
- Vittima provocatrice suicida: vittima che cerca la morte provocando un’altra persona fino ad essere uccisa
L’AUTOLEGITTIMAZIONE DEL DELINQUENTE
Tecniche di “neutralizzazione”:
- Sykes e Matza
- 5 tecniche utilizzate dai delinquenti per neutralizzare e negare la responsabilità per l’atto commesso:
1) Il delinquente nega la sua responsabilità personale
2) Il delinquente nega di aver arrecato danno ad alcuno
3) Il delinquente nega che la persona aggredita sia una vittima
4) Il delinquente biasima la società e chi lo condanna (“sono peggio di me”)
5) La lealtà verso un gruppo sostituisce la lealtà verso le norme sociali
Livelli su cui agisce il bisogno di legittimazione:
a) Processo di selezione della vittima
b) Passaggio all’atto
Desensibilizzazione e depersonalizzazione:
- Spesso gli autori di reati violenti, per compiere l’atto, necessitano di desensibilizzarsi nei confronti della sofferenza della vittima
- Questo processo alle volte consiste nel vedere la vittima più come un oggetto che come una persona, arrivando, in certi casi, ad addirittura negarne l’esistenza à Depersonalizzazione
Aggressioni contro gruppi discriminati:
- Spesso le aggressioni contro i gruppi che molte volte vengono discriminati (omosessuali, prostitute, neri, ecc) sono più facili per l’attore poiché questi sente quasi di avere un alibi sociale per l’atto che sta per compiere
Crimini della folla:
- Alcuni crimini perpetrati dalle folle inferocite (es: linciaggio) costituiscono un esempio di spontanea legittimazione collettiva
Reati condizionati:
- Crimini il cui esito finale è condizionato fortemente dal comportamento assunto dalla vittima
- Es: violenza carnale, rapina a mano armata, estorsione,ecc)
Ipotesi del “mondo giusto”:
- Tendenza della società a ritenere che viviamo comunque in un mondo dove ognuno riceve ciò che si merita
- Secondo questa impostazione, molte persone tendono a pensare che, in qualche modo, ogni vittima si sia meritata almeno in parte ciò che l’è successo
LEGITTIMAZIONE CULTURALE DELLA VITTIMA
- In alcune culture certe vittime tendono ad essere considerate come “culturalmente legittime”
- Per esempio, alcuni ordinamenti giuridici non considerano reato lo stupro della moglie da parte del marito
- Nelle bande minorili, la violenza in-group è fortemente condannata, mentre quella out-group è addirittura incoraggiata
- Uccidere il nemico in guerra è considerato legittimo
LA SINDROME DI STOCCOLMA
- Condizione psicologica particolare per cui la vittima di un rapimento, dirottamento o altre forme di sequestro comincia, soprattutto se la prigionia dura molto, a provare sentimenti positivi per il rapitore
- Il nome deriva dal primo episodio studiato, una rapina con ostaggi alla Banca di Stoccolma nel 1973
- Si sono formate sostanzialmente 3 opinioni sull’eziologia della sindrome:
a) Si deve ricondurre allo stato di dipendenza delle vittime dal carnefice
b) Si deve ricondurre al meccanismo di difesa freudiano dell’”identificazione con l’aggressore”
c) Si deve ricondurre ad un forte sentimento di gratitudine delle vittime per non essere state uccise
- Di solito la sindrome si sviluppa a doppio senso: anche il rapitore comincia a provare dei sentimenti positivi per la vittima
- Si ritiene che di norma servano almeno 3 giorni di prigionia per poterla sviluppare e che il suo sviluppo sia influenzato da questi fattori:
a) Intensità dell’esperienza
b) Durata dell’esperienza
c) Dipendenza dell’ostaggio dal rapitore
d) Distanza psicologica dell’ostaggio dalle autorità
- La sindrome di Stoccolma è caratterizzata comunque da 3 aspetti fondamentali:
1) Sentimenti positivi da parte dell’ostaggio verso il rapitore
2) Sentimenti negativi da parte dell’ostaggio verso le autorità
3) Ricambio dei sentimenti affettivi dell’ostaggio da parte del rapitore
- Il sentimento positivo può essere, a seconda dei casi e dei soggetti, fraterno, paterno o romantico
- Il quadro clinico della sindrome porta con sé 4 importanti implicazioni:
1) Le autorità non devono fidarsi dell’ostaggio, né rivelandogli i piani per la liberazione
2) Non si può considerare attendibile un’eventuale dichiarazione né la testimonianza dell’ostaggio in tribunale
3) Spesso la vittima soddisfa il proprio bisogno inconscio di notorietà chiedendo la grazia nei media per il proprio rapitore
4) Lo sviluppo della sindrome aumenta sensibilmente le probabilità di sopravvivenza della vittima
- Una sindrome simile a quella di Stoccolma è la “sindrome del dirottamento”, in cui spesso le vittime non reagiscono con rabbia, ma con solidarietà verso i dirottatori
ASPETTI VITTIMOLOGICI DELLA CRIMINALITA’ STRADALE COLPOSA
Classificazione dei reati stradali colposi:
a) Reati in cui il rapporto criminale-vittima è quello consueto della criminalità dolosa, ossia l’incidente è creato intenzionalmente dal reo
b) Reati stradali senza vittime (guida in stato di ebbrezza, ecc)
c) Reati stradali con vittime, ma senza trasgressori (i responsabili sono ignoti)
d) Reati in cui l’attore è anche vittima dell’incidente
Tipi di vittima del traffico stradale:
1) Vittima innocente (che non ha ricevuto la precedenza, ecc)
2) Vittima provocatrice (guidatore giovane spericolato, anziano lento, ecc)
3) Vittima-trasgressore (l’autore e la vittima sono entrambi colpevoli)
4) Falsa vittima o simulatrice (che simula il colpo di frusta, ecc)
5) Vittima predisposta o accident-prone (concorso della vittima all’incidente)
Ruolo dell’alcool e dell’età:
- Negli incidenti stradali si è notato che l’alcool ha un ruolo di prim’ordine nell’eziologia
- Non da meno è anche l’età dei soggetti coinvolti: in ogni paese il tasso di mortalità stradale è massimo fra i 15 e i 24 anni à “stragi del sabato sera”
CONTESTI PARTICOLARI DI VITTIMIZZAZIONE
Contesto familiare:
- Associato a violenze sessuali per le donne, abuso fisico, sessuale e psicologico per i minori e maltrattamento per gli anziani
Contesto scolastico:
- BULLISMO:
- Forma di oppressione in cui la giovane vittima sperimenta una situazione di sofferenza a causa di un coetaneo
- Il bullismo può assumere 3 forme di violenza:
a) Fisica
b) Verbale
c) Indiretta
- I bulli spesso necessitano di avere il controllo sugli altri, sono impulsivi, irritabili, e hanno scarsa sopportazione per la frustrazione
- Le vittime spesso sono ansiose, insicure, sensibili, calme, con scarsa autostima e fisicamente più deboli dei bulli
Contesto lavorativo:
- MOBBING:
- Comunicazione ostile ed immorale diretta in maniera sistematica da uno o più individui verso un altro individuo
- Il termine deriva da to mob ed è stato coniato da Konrad Lorenz in ambito etologico col significato di un attacco collettivo di una moltitudine di animali più deboli contro un animale più forte
- SEXUAL HARASSMENT:
- Comportamenti intrusivi ed umilianti a connotazione sessuale
- Vanno dalle insinuazioni verbali sino al contatto fisico
Contesto affettivo:
- STALKING:
- Molestie e atteggiamenti assillanti, comportamenti di controllo ripetuti e intrusivi
- To stalk, contesto di caccia, “pedinare”, “braccare”
Vittime collettive:
- Categorie di soggetti colpiti soprattutto in ragione dell’appartenenza ad una collettività di persone
- Es: genocidi, guerre, crimini contro l’umanità, discriminazione razziale, schiavitù, ecc
LA VITTIMOLOGIA “UMANISTICA”
- Nel corso del XX secolo si è passati da una concezione della vittima come strumento di analisi del crimine e del criminale ad una più umana di soggetto che ha subito un reato e che come tale deve essere assistito
- Si è parlato a tal proposito di “Vittimologia Umanistica”
Danno primario e danno secondario:
- In vittimologia sono stati distinti 2 tipi di danno:
a) Danno primario: determinato direttamente dall’azione criminosa (perdite economiche, danni fisici, ecc)
b) Danno secondario: determinato dagli effetti negativi della risposta sociale formale (polizia e altre autorità) e informale (famiglia, amici, ecc)
- Il danno secondario alle volte assume i connotati di una vera e propria rivittimizzazione
Giustizia riparativa:
- Spesso le istituzioni si sono poste il problema di individuare i metodi di erogazione di un risarcimento e di un indennizzo per le vittime dei crimini
- Un altro aspetto interessante è quello della mediazione penale (vedi capitolo 7)
- In Italia non esiste ancora nessun servizio nazionale per l’assistenza alle vittime di reato
ASPETTI INTERNAZIONALI DELLA CRIMINOLOGIA
LA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA
- In senso lato è la maggiore integrazione tra i paesi e i popoli del mondo determinata dall’abbattimento del costo dei trasporti e delle comunicazioni
- In senso stretto è l’integrazione mondiale dei mercati con liberalizzazione della circolazione del capitale
- La globalizzazione è uno dei motivi per cui la criminalità è ormai divenuta un problema transnazionale
- In più ci sono altri 2 motivi:
a) La delinquenza economica si muove nell’alveo dell’economia ufficiale
b) La delocalizzazione consente alla criminalità organizzata di giovarsi di paesi con legislazioni più tolleranti
IL RICICLAGGIO
- I profitti delle attività illegali devono essere “ripuliti” in modo da poter fornire un motivo per la loro esistenza à Riciclaggio
- Negli ultimi anni il riciclaggio ha subito un’enorme evoluzione, arrivando ad includere addirittura specialisti del settore (“colletti bianchi”) assoldati appositamente
- In tutte le forme di riciclaggio si ritrovano 4 fattori comuni:
a) Occultamento della vera proprietà
b) Cambiamento della forma del denaro
c) Oscuramento delle tracce lasciate durante la pulitura
d) Controllo costante sul denaro da riciclare
- Si distinguono inoltre 3 fasi successive:
a) Collocamento materiale dei proventi del reato
b) Lavaggio
c) Integrazione dei proventi illegali con quelli legali
I canali del riciclaggio:
- Si distinguono 2 principali canali di riciclaggio:
1) Trasferimento di denaro nei paesi “off-shore”
2) Hawala (trasferimento di fondi basato su parentele e legami interpersonali)
ALTRI ASPETTI DELLA CRIMINALITA’ TRANSNAZIONALE
Traffico di plutonio e di altri materiali radioattivi:
- Dopo il crollo dell’Unione Sovietica e il conseguente smantellamento delle testate atomiche, si è venuto a creare un mercato nero di materie prime per la creazione di ordigni nucleari
- Gli acquirenti spesso sono i paesi in via di sviluppo e le organizzazioni terroristiche
Traffico di armi convenzionali, chimiche e batteriologiche:
- Anche questo traffico è nato dopo la disgregazione del blocco orientale (e le varie crisi derivate, ad esempio l’ex-Jugoslavia)
- Sul mercato nero hanno fatto la loro comparsa un gran numero di armi di ogni tipo
- Gli acquirenti tipici sono le mafie, specialmente quella russa
Tratta internazionale di persone:
- Tipo di traffico esploso grazie all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione
- Negli ultimi anni si parla sempre più di “turismo sessuale”
- Vi sono inoltre attività legate a sistemi di adozione illegale
Reati ambientali:
- Spedizione o smaltimento illeciti di rifiuti
- Possono influire sugli stati confinanti a quello in cui è commesso l’atto, ma possono influire anche a livello planetario
Criminalità informatica:
- Con la globalizzazione informatica oramai un numero sempre maggiore di persone hanno accesso ad informazioni e strumenti potenzialmente criminogeni
- Si prefigurano inoltre molti comportamenti criminali su internet, come l’istigazione all’odio o al razzismo
- Si possono inoltre trovare molte istruzioni sulla costruzione di armi ed esplosivi
Traffico internazionale di organi umani:
- Con l’evoluzione della tecnica medica del trapianto d’organi si è venuto a creare un aberrante mercato nero le cui dimensioni e diramazioni sono ancora sconosciute
LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI NON GOVERNATIVE
1) Associazione Internazionale di Diritto Penale (AIDP)
2) Società Internazionale di Criminologia (SIC)
3) Società Internazionale di Difesa Sociale
4) Fondazione Internazionale Penale e Penitenziaria (IPPF)
DISPOSIZIONI DELL’UE IN MATERIA CRIMINOLOGICA
1) Europol
2) Eurojust
3) Mandato d’arresto europeo
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20 ottobre 2011 at 2:14 am
Salve sono una giovane donna di trentasei anni con una patologia bipolare di tipo due , disturbo di personalita’ istrionica a tratti prevalentemente border line . Affetta da vasculite multisistemica ( Sindrome di Behcet) e , endometriosi profonda,fibromialgia , sono in cura dal 2003 con farmaci citostatici, cortisonici e oppiacei per controllo della sintomatologia dolorosa sia dell’ endometriosi , che delle poliartitriti e artralgie . Nel 2006 ho infranto la legge , inviando una quantita’ eccessiva e molesta di sms telefonici Al Signor . G. A. , mio allora, medico curante . Ho pagato centocinquanta euro di multa con attenuanti sia generiche che comuni . Il Signor . G. A . non si e’ costituito parte civile intenzionalmente , rinuanciando ad ogni tipo di risargimento . Nel periodo relativo al reato penale ( art 660 cp) , sono stata ricoverata d’ urgenza in regime day hospital presso ilCentro d’ Igiene mentale della mia zona per grave episodio maniacale , caratterizzato da stati allucinatori . In quel periodo ero sottoposta ad alti dosaggi di corticosteroide per controllo della patologia di base . Riconosco oggi , con molta lucidita’ che alcuni miei comportamenti erano riconducibili al reato di stalking .