Riassunto tratto dal libro ”Manuale di psicologia dello sviluppo” di Luigia Camaioni
Ecco un utile riassunto di alcuni capitoli tratti dal libro ”Manuale di psicologia dello sviluppo” di Luigia Camaioni.
Si raccomanda il download per una visione ottimale.

CAPITOLO 1: LO SVILUPPO FISICO E MOTORIO
Modello ecologico di Bronfenbenner (1979):
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Microsistema: comprende le interazioni più a diretto contatto col bambino
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Mesosistema: è un sistema di microsistemi (es: casa e scuola), la cui interazione ha degli effetti sullo sviluppo
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Esosistema: comprende diversi ambienti, tra i quali almeno uno non a stretto contatto col bambino
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Macrosistema: rappresenta l’unione di tutti i sistemi precedenti
GENETICA E DIAGNOSI PRENATALE:
Tipi di malattie genetiche:
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Mutazioni di un singolo gene: tipiche di molti errori congeniti del metabolismo
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Alterazioni cromosomiche: a carico degli autosomi o dei cromosomi sessuali
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Alterazioni multifattoriali: intervengono uno o più geni anomali e fattori ambientali
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Alterazioni nell’eredità mitocondriale: a trasmissione legata al sesso femminile
Metodi di monitoraggio e diagnosi prenatale:
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Ecografia fetale:
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consente di valutare l’età gestazionale, la presenza di gravidanze multiple, eventuali malformazioni strutturali, la crescita fetale, il volume di liquido amniotico
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Studio di campioni di sangue materno:
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consente di determinare infezioni, patologie materne, possibili incompatibilità ematiche col feto e la percentuale di rischio di formazione di difetti congeniti
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Viene analizzato il dosaggio ematico di un marcatore biologico, l’?-fetoproteina, che permette di prevedere difetti bel tubo neurale e lesioni a carico del feto
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Amniocentesi:
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Eseguita nel secondo trimestre di gravidanza (periodo in cui il rischio di danni è dello 0,5%)
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Permette di analizzare le cellule del feto, con conseguente esame del cariotipo e mappatura dei geni
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Permette inoltre di scoprire errori congeniti del metabolismo
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Prelievo dei villi coriali:
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Eseguito già dall’8° settimana attraverso la vagina
SVILUPPO PRENATALE:
Fecondazione:
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Gli spermatozoi percorrono la cavità uterina ed entrano nelle tube di Falloppio, dove, nella parte più alta (porzione ampollare) avviene la fecondazione della cellula uovo
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I nuclei dei gameti di fondono e danno origine allo zigote
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Dopo una settimana la cellula uovo scende nell’utero
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Si formano la placenta (organo che garantisce gli scambi metabolici tra madre e figlio), il corion e l’amnios (le membrane che avvolgono il feto immerso nel liquido amniotico) e il cordone ombelicale (che collega il feto alla placenta e permette il passaggio di sostanze nutritive e di scarto)
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Intorno al 9° giorno comincia l’annidamento e verso il 14° l’embrione comincia a svilupparsi
Periodo embrionale:
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Va dall’inizio della 3° settimana alla fine dell’8° settimana di gestazione
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Durante questo periodo l’embrione diventa feto
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L’ammasso originario di cellule comincia a differenziarsi dando origine alle diverse parti del corpo
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Avvengono l’istogenesi (formazione del tessuto muscolare e nervoso) e la morfogenesi (modellamento delle diverse parti del corpo)
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Il periodo embrionale è quello di più rapida crescita di tutta la vita umana
Periodo fetale:
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Va dall’inizio della 9° settimana fino alla nascita
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In questo periodo avviene il cambiamento delle proporzioni corporee
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La testa, che finora era grande quanto il resto del corpo, si riduce ad ¼ alla fine della gestazione
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Il tronco tende a raddrizzarsi e aumentano le dimensioni degli organi della cavità toracica
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La pelle comincia ad assumere la sua struttura definitiva, tanto che compaiono i dermatoglifi (i complessi di linee sulle mani)
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I polmoni sono ben sviluppati, ma non funzionano dal momento che sono pieni di liquido amniotico
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Durante l’ultimo mese il feto si sistema in posizione cefalica per ottimizzare lo spazio all’interno dell’utero, decisamente diminuito a causa della sua crescita
Nascita:
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Durante la nascita il neonato è sottoposto ad ipossia (carenza di ossigeno) dovuta alle intermittenti contrazioni uterine sulla placenta e sul cordone ombelicale
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Per affrontare la nascita l’organismo aumenta la quantità di ormoni dello stress, in particolare l’adrenalina e la noradrenalina
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Se possibile, è bene che si crei subito un legame stretto tra neonato e madre, anche con un precoce attaccamento al seno
CAPITOLO 2: LO SVILUPPO PERCETTIVO
Percezione:
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Organizzazione fenomenica delle informazioni sensoriali corrispondenti ad una data situazione di stimolazione delimitata nel tempo e nello spazio
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E’ una forma primaria, immediata e diretta di conoscenza
Ipotesi di processo primario:
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Sostenuta dai gestaltisti
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La percezione consiste nella segmentazione del campo fenomenico in unità o ”Gestalt” distinte e caratterizzate da proprietà immediatamente visibili
Ipotesi di processo secondario:
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Sostenuta dal New Look e dai cognitivisti
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Nella percezione sono incluse attività psichiche che permettono il riconoscimento degli oggetti in quanto unità dotate di significato
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La funzione percettiva è quindi strettamente legata ad altri processi cognitivi come l’attenzione, la memoria, ecc
TEORIE SULLO SVILUPPO COGNITIVO:
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Si riconoscono 2 impostazioni di base:
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Empirista: la percezione si sviluppa gradualmente dall’associazione tra le sensazioni elementari rozze e frammentarie con l’esperienza
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Innatista: la percezione si sviluppa in funzione di competenze già presenti nel bagaglio psichico del neonato che si migliorano con la maturazione
Teoria della Gestalt:
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Innatista
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Il bambino distingue le forme già dalla nascita
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Con la crescita impara a dar loro un nome e un significato
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La percezione si basa sulla dotazione innata dell’infante
Prospettiva genetica di Piaget:
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La percezione è una modalità particolare di adattamento che dipende dall’intelligenza (dipendenza evolutiva)
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E’ un processo continuo e irreversibile
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Lo sviluppo della percezione si articola in 2 momenti fondamentali:
a) Gli effetti di campo: fenomeni percettivi limitati al campo di centrazione, ossia le interazioni immediate tra elementi percepiti simultaneamente (es. fissazione dello sguardo)
b) Le attività percettive: cogliere ed instaurare rapporti tra elementi percettivi in campi differenti
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Lo sviluppo della percezione rende il bambino più abile nell’interazione ambientale
Approccio empiristico di Hebb:
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Appartiene al comportamentismo
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Pone le sue basi sulla neurofisiologia
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Il bambino ha, fin dalla nascita, la capacità di distinguere tra figura e sfondo
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La percezione è l’integrazione progressiva di percetti parziali
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Si formano degli assembramenti cellulari che poi vengono integrati in una costellazione neuronica complessa
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La percezione è un processo di apprendimento lento e prolungato
Apprendimento percettivo secondo Bruner:
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Legato al funzionalismo del New Look
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Si basa sulla categorizzazione
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Lo sviluppo della percezione è la costruzione progressiva di un sistema di categorie in base alla quale sono confrontati e classificati gli stimoli percepiti
Differenziazione percettiva dei Gibson:
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Nella percezione ha un ruolo fondamentale la capacità di discriminare le informazioni sensoriali
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Lo sviluppo percettivo consiste nell’affinamento della differenziazione e nell’uso progressivo di strategie esplorative sempre più economiche nel selezionare le informazioni sensoriali in entrata
Principio ortogenetico di Werner:
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Riprende la differenziazione dei Gibson
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Lo sviluppo percettivo è un passaggio da una globalità e da una uguaglianza ad una maggiore differenziazione e ad un’organizzazione maggiore
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Witkin et al. integrano questo concetto ponendo l’accento sulla dipendenza dal campo iniziale e sull’indipendenza che si sviluppa con la percezione
LE PERCEZIONI NEL NEONATO E NEL PRIMO ANNO DI VITA
LE PERCEZIONI FETALI:
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Nei mammiferi i sistemi sensoriali maturano nel seguente ordine:
Tatto, Equilibrio (sensibilità vestibolare), Olfatto, Gusto, Udito, Visione
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Il feto percepisce, a parità di potenza vocale, la voce materna con una media di 24 dB e le altre voci con appena 8-10 dB
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Ciò comporta lo sviluppo di una preferenza per la voce materna da parte del neonato, che già alla nascita riesce a distinguerla dalle altre
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Suoni simili al ritmo cardiaco materno riescono a tranquillizzare il neonato dopo la nascita
Metodi d’indagine:
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Si dividono in:
Procedure comportamentali:
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Paradigma della preferenza di fissazione: permette di dimostrare che il neonato può discriminare due stimoli ed esprimere una preferenza in senso obiettivo per uno dei due
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Paradigma dell’assuefazione-recupero: dimostra la preferenza dei neonati per stimoli nuovi ad altri a loro ormai familiari
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Paradigma del condizionamento operante: si osservano le variazioni nel comportamento del neonato dopo la modifica di uno stimolo reso precedentemente familiare
Tecniche psicofisiche:
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Elettroretinografia
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Elettrooculografia
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Registrazione dei potenziali corticali evocati
LA PERCEZIONE VISIVA
Psicofisiologia della visione neonatale:
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Alla nascita l’apparato visivo del neonato è ancora relativamente immaturo
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Ciononostante egli è in grado di eseguire movimenti coniugati e movimenti oculari di inseguimento,
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E’ sensibile alla luminosità e al contrasto di chiarezza
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La distinzione dei colori è solitamente tricromata: rosso, verde e blu
L’attenzione focalizzata:
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Il neonato percepisce già dalle prime settimane cambiamenti nell’ambiente a lui circostante
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L’attenzione focalizzata è la capacità di mantenere l’interesse per dato stimolo nell’ambiente al fine di ottenere informazioni su di esso tramite dispendio di risorse cognitive
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E’ solitamente accompagnata da una leggera tachicardia, specifiche espressioni del volto, ed un minor grado di distraibilità
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Comprende l’esplorazione visiva e l’esplorazione visuo-manipolatoria
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Intorno ai 4-5 mesi compaiono delle differenze individuali dovute allo stile di coping (stile di interazione con l’ambiente)
L’organizzazione percettiva:
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L’organizzazione del campo visivo in ”forme”:
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Un neonato, per quanto distingua figura e sfondo, non ha ancora una percezione regolata dai principi della Gestalt
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Gli stimoli non sono organizzati in totalità unitarie, ma in ”forme”
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La costanza percettiva:
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Tendenza a percepire gli oggetti come dotati di qualità invarianti nonostante il variare delle condizioni fisiche di stimolazione
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Compare abbastanza precocemente (Bower)
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Comparsa della costanza della grandezza e della forma intorno ai 2 mesi
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La percezione dello spazio e della profondità:
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I neonati, come gli adulti riconoscono e discriminano meglio e più velocemente stimoli disposti su assi ortogonali (anisotropia)
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La visione stereoscopica compare già dalle prime settimane
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La percezione della profondità assume intorno ai 7 mesi la funzione di guida per il gattonamento
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La percezione del movimento:
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I neonati preferiscono stimoli in movimento a stimoli statici
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A 5 mesi discriminano differenti qualità di trasformazione cinetica
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La percezione precede l’azione: si sviluppa mediante l’osservazione e l’esplorazione visiva differenziandosi progressivamente
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La percezione del volto umano:
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Il volto umano è depositario di un gran numero di informazioni
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Il neonato attua diversi processi percettivi attivi nei confronti di un volto:
a) Detenzione: capacità di individuare le caratteristiche invarianti di un volto
b) Discriminazione: capacità di decidere l’uguaglianza o la diversità di 2 volti
c) Riconoscimento: capacità di ricordare ed individuare un volto già visto
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I neonati preferiscono sin dalla nascita il volto umano nella sua forma regolare a rappresentazioni disordinate dello stesso
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Le caratteristiche più salienti per un neonato sono: capelli, occhi, bocca e contorno globale
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Gli occhi in particolare assumono una funzione privilegiata
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Fin dai primi giorni si manifesta il favoritismo per il volto della madre
LA PERCEZIONE UDITIVA:
La reattività neonatale agli stimoli acustici:
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Per quanto il suo apparato uditivo sia ancora immaturo, un neonato riesce comunque a rispondere entro definite condizioni agli stimoli acustici
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Se il suono è debole, il neonato tende a ruotare gli occhi verso la fonte
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Se il suono è forte, il neonato tende a ruotare gli occhi in direzione opposta
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Suoni ad alta intensità stimolano una reazione di difesa
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Suoni a bassa intensità stimolano l’attenzione
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I suoni ritmici sono preferiti dai neonati se seguono le leggi della prossimità
Integrazione fra la modalità sensoriale uditiva e visiva:
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La rotazione del capo e quella oculare in risposta ad una stimolazione uditiva rappresentano comportamenti riflessi
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Fin dai primi giorni il neonato manifesta una rudimentale capacità di localizzazione uditiva
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Nel caso della voce, in particolare, si nota una forma elementare di strategia di ricerca
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Le risposte oculo-motorie, dopo il picco iniziale del periodo immediatamente post natale, hanno un calo intorno ai 2-3 mesi, per poi riprendersi dopo i 4
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Con la maturazione si verificano progressivamente condotte intenzionali: il neonato ”guarda per vedere ciò che sente”
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I neonati pongono presto attenzione alla corrispondenza spaziale e temporale tra una stimolazione uditiva ed una visiva
La percezione fonetica di una lingua:
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Buona parte dell’acquisizione del linguaggio si fonda su meccanismi innati e geneticamente predeterminati
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I neonati di un mese discriminano per dotazione innata (su base biologica) le diverse categorie fonemiche
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L’ambiente linguistico orienta le capacità discriminatorie del neonato (es. un bambino thai discrimina 3 categorie fonetiche, uno inglese 2)
La percezione del profilo prosodico di una lingua
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I neonati sono ben presto capaci di segmentare il flusso continuo del parlato in unità dotate di significato, soprattutto in sillabe
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Sono inoltre molto sensibili alle proprietà prosodiche soprasegmentali di un suono (intonazione, intensità, ritmo, velocità, timbro)
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Il neonato acquisisce nei primi 6 mesi le strategie di segmentazione della propria lingua
Il problema della laterizzazione cerebrale:
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Fin dai primi giorni di vita avviene una specializzazione funzionale emisferica ed una laterizzazione cerebrale
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Tramite la tecnica dell’ascolto dicotomico si è scoperto che:
a) Emisfero destro: presenta una specializzazione per la musica e consente la capacità di rilevare le differenze acustiche e fonologiche
b) Emisfero sinistro: è specializzato nell’elaborazione degli stimoli verbali
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Bisogna ricordarsi che ogni emisfero controlla la parte opposta del corpo
LA PERCEZIONE OLFATTIVA:
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Alla nascita il sistema olfattivo è già abbastanza sviluppato
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Ciò permette una reattività differenziale fin dal primo giorno di vita a vari stimoli olfattivi
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Sono presenti fin da subito l’effetto di ripetizione (che attenua le risposte fino al loro annullamento) e l’effetto di ordine della presentazione (un odore A modifica o annulla la reattività all’odore B)
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Le femmine presentano soglie di detenzione olfattiva inferiori rispetto ai maschi, dato che gli estrogeni esaltano la sensibilità olfattiva, mentre gli androgeni la deprimono
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I neonati, come gli adulti, preferiscono stimoli familiari e ad alta valenza edonica
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Già dai primi giorni ci sono accenni di localizzazione olfattiva
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Le preferenze olfattive sono strettamente legate all’esperienza (esposizioni, …)
LE PERCEZIONI NELLA PRIMA (1-3 anni) E SECONDA INFANZIA (3-6 anni)
LA PERCEZIONE VISIVA:
Il riconoscimento delle forme:
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Le leggi della chiusura e della pregnanza prevalgono su quella della continuità di direzione
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Nella prima infanzia il bambino non riconosce figure geometriche tratteggiate, mentre nella seconda sì
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Il bambino di 3 anni attribuisce preminenza a specifici tratti delle figure (essere a punta, ramificato, tozzo, ecc…)
La preferenza fra forma e colore:
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Sequenza evolutiva:
a) Al di sotto dei 3 anni ? preferiscono la forma
b) Tra i 3 e i 5 anni ? preferiscono il colore
c) Dai 5 anni in poi ? preferiscono di nuovo la forma
Il problema del sincretismo infantile:
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I bambini nella prima infanzia (e a volte anche nella prima parte della seconda) non sono capaci di scomporre un’immagine in unità ben definite (sincretismo)
La percezione dello spazio e dell’orientamento:
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Il sistema di riferimento orientativo di un bambino è egocentrico
LA PERCEZIONE TATTILE:
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Tatto attivo: toccare
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Tatto passivo: essere toccati
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Esplorazione tattile: ad occhi chiusi, un bambino fino a 5 anni usa prevalentemente una mano, in seguito entrambe diventando progressivamente più accurato
CAPITOLO 3: LA MEMORIA
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La memoria NON è una fotografia dell’esistente, ma ha una FUNZIONE RISCOSTRUTTRICE
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Porta con sé:
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Elementi di integrazione
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Elementi di deformazione
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Dimenticanze
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Ma come fanno l’adulto ed il bambino ad elaborare le info in ingresso?
TEORIA DELL’ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE (HUMAN INFORMATION PROCECY) ? H.I.P.
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Studio della mente umana
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Secondo i comportamentisti il cervello, la ”scatola nera”, non può essere studiato poiché non è osservabile, mentre il comportamento sì
Metafora del computer:
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La mente umana viene paragonata ad un computer:
Cervello ? Hardware
Mente ? Software
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N.B. L’H.I.P. non è vista come una teoria universale
Elaborazione delle informazioni:
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Input: Stimoli, figure, parole, brano, ecc..
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Output: Ricordo
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L’oggetto dello studio sono le operazioni mentali che avvengono tra input ed output e la loro diversità nelle varie forme dello sviluppo
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N.B. Sia gli uomini che i computer hanno limiti oggettivi inerenti alla quantità di info immagazzinabili e circa la velocità con cui possono essere manipolate
2 linee (2 estremi):
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Simulazione al computer
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Metafora del computer
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N.B. Entrambi studiano la cognizione come il metodo sperimentale
MODELLO MODALE DELLA MEMORIA
Input esterno ? Registro sensoriale ? MBT (Memoria a Breve Termine) ?
? Processi di reiterazione, strategie, processi di controllo ? MLT (Memoria a Lungo Termine)
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Strategia: modo di fare per aumentare un ricordo, può essere consapevole o inconsapevole
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I bambini più piccoli (sotto i 5 anni) non usano alcuna strategia
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Il modello modale è stato abbandonato nel tempo e sostituito con altri più articolati
- La teoria dell’H.I.P. Presta molta attenzione all’analisi del compito e all’analisi dell’errore

Paradigma di abituazione dell’attenzione:
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Si presenta uno stimolo finchè il soggetto non si abitua
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Si presenta poi uno stimolo diverso e si osserva il cambiamento d’attenzione
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La memoria è fortemente presente anche nella prima infanzia, ma non è al massimo delle sue potenzialità
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Durante il primo anno le abilità migliorano progressivamente
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Secondo Piaget, nel primo anno vi è la memoria di riconoscimento, ma non il ricordo
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Memoria di riconoscimento: si ricorda con il modello davanti agli occhi
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Memoria di rievocazione: si ricorda senza il modello
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La teoria di Piaget è stata smentita
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I bambini possono imitare fin da neonati modelli visti poche ore prima
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Intorno ai 9 mesi arriva la consapevolezza della continuità di esistenza di un oggetto assente (il b. si ricorda la localizzazione degli oggetti)
MECCANISMI DI ELABORAZIONE E CONSERVAZIONE DELL’INFORMAZIONE
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Codifica
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Immagazzinamento
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Recupero
FATTORI CHE CAUSANO CAMBIAMENTI EVOLUTIVI NELLA MEMORIA
Strategie:
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Reiterazione:
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Influenza la codifica, l’immagazzinamento ed il recupero del materiale
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La reiterazione spontanea sorge intorno ai 5 anni
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Raggruppamento:
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Organizzazione degli elementi in categorie, prima fisiche, poi percettive ed infine semantiche (strategia organizzativa)
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Elaborazione, profondità della codifica:
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Lettura
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Sottolineatura
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Schematizzazione
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Le idee che si hanno sulla memoria e sul funzionamento di essa (metamemoria) influiscono sul ricordo e sull’uso delle strategie
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L’idea che ci si può dimenticare di qualcosa attiva l’uso delle strategie
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La metamemoria può essere funzionale o disfunzionale:
a) Deficit di produzione: il soggetto non riesce a produrre spontaneamente le strategie, anche se le possiede; possibili cause:
- Non comprende le richieste del compito
- Usa una strategia meno efficace
- Manca la consapevolezza
- C’è un eccessivo carico cognitivo
b) Deficit di utilizzazione: l’esecuzione di una strategia spontanea non facilita il ricordo (solo in circostanze in cui è richiesto molto sforzo)
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Spesso i bambini producono buone strategie che sorprendentemente non li aiutano a ricordare, o sono meno buone
Conoscenze:
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La differenza tra bambini ed adulti rasenta quella tra novizi ed esperti
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Più è alta la conoscenza del materiale maggiore è l’efficacia delle strategie
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Effetti delle conoscenze:
a) Permettono di collegare e raggruppare meglio gli elementi tra loro
b) Rendono le strategie più efficaci
c) Formano uno schema di riferimento che può sia organizzare il ricordo, sia distorcerlo
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Influenza degli stereotipi sul ricordo:
a) Agiscono inconsapevolmente
b) Modificano la salienza degli elementi
c) Influenzano la rievocazione dei singoli ricordi
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Trasformazioni del materiale da ricordare:
a) Passive: perdita, cancellazione
b) Attive: trasformazioni, deformazioni
Agiscono in tutte e 3 le fasi della memorizzazione (input, immagazzinamento, output) e possono essere consapevoli o inconsapevoli (specie nei bambini più piccoli)
Capacità:
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Lo span di memoria cresce con la maturazione fisica del cervello
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N.B. Alcuni miglioramenti di capacità che si registrano con lo sviluppo derivano da un’aumentata efficienza nell’uso della capacità stessa
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Velocità di processamento
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Uso di strategie più mirate ed efficienti
Metamemoria:
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”Intelligente strutturazione e immagazzinamento del ricordo, di operazioni di ricerca e recupero, di controllo intelligente e conoscenza di queste operazioni” Flavell, 1970
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Costituisce l’insieme delle idee che si hanno sulla propria memoria
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Influenza notevolmente il ricordo
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Permette l’adozione di determinate strategie (so di dimenticare facilmente qualcosa ? la scrivo/ripeto)
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A partire dalla definizione di Flavell ? ricerche sulla consapevolezza e sulla conoscenza che il bambino ha sul funzionamento della propria memoria
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Ne risulta che ciò che differenzia il bambino dall’adulto NON è la capacità di memorizzazione, bensì la capacità di attuare deliberatamente determinate strategie
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Brown et al. propongono 2 significati per ”Metamemoria”:
a) Conoscenza dei propri processi mentali
b) Controllo, autoregolazione, di questi processi
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Metaconoscenze: le conoscenze che si hanno sulle conoscenze (autostima, ecc)
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Per misurare la metamemoria è stato messo appunto il test della ”Principessa Imprigionata”
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Dai risultati ottenuti si evince che le capacità matematiche sono presenti già in bambini di 5-7 anni e che si sviluppano parallelamente al pensiero logico
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I bambini piccoli solitamente giustificano l’oblio del principe concentrandosi sulla prima parte (”non ha ascoltato bene”) o sulle strategie di immagazzinamento (”non c’ha pensato con attenzione”)
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I bambini più grandi ed intelligenti invece forniscono asserzioni circa la decadenza dei dati mnemonici (”è passato molto tempo”) e sulle interferenze (”ha incontrato gli amici”)
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A 2 anni un bambino solitamente ricorda una dozzina di figure o giocattoli in un compito di riconoscimento e ricorda 2 o più stimoli in un compito di rievocazione libera
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A 5 anni l’abilità nei compiti di rievocazione aumenta più del doppio mentre l’abilità nei compiti di riconoscimento aumenta solo del 10%
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Si deduce quindi che la capacità di codifica e di conservazione sono presenti già in un bambino di 1-2 anni
MODELLO DELLA MEMORIA DI LAVORO (WORKING MEMORY) DI BADDELEY (1991)
Versione semplificata

La MBT viene scomposta in 3 componenti:
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Loop Articolatorio:
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Articolazione linguistica
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Si occupa del mantenimento delle informazioni verbali (span di parole, non parole, cifre)
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Blocco per appunti viso-spaziale:
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Mantenimento della memoria visiva e spaziale (span visivi)
N.B. Sono entrambi Slave System, sistemi schiavi, a mantenimento temporaneo dell’informazione
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Esecutivo centrale:
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Controlla le informazioni in ingresso dei due sistemi schiavi
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Seleziona le informazioni in base al compito
RUOLO DELLA MEMORIA NELL’APPRENDIMENTO
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Span avanti cifre |
Span indietro cifre |
Span visivo |
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5 anni |
3,99 |
1,57 |
2,73 |
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6 anni |
5,7 |
2,88 |
4,24 |
|
7 anni |
5,11 |
3,47 |
5,41 |
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Vi è un rapido aumento dello span (quindi della memoria) tra i 5 e i 6 anni
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L’effetto recency compare già a 5 anni, l’effetto primacy soltanto intorno ai 6
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Abilità complesse hanno sviluppo più lento legato a MLT, cultura e istruzione
SVILUPPO DEL BLOCCO PER APPUNTI VISO-SPAZIALE
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Il livello di elaborazione si modifica durante il ciclo vitale
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Vecchi e Cornoldi (1998) analizzano le modifiche dovute all’invecchiamento e propongono un modello che distingue vari livelli di elaborazione che variano lungo un continuum di sistemi passivi altamente specifici a sistemi attivi con modalità specifiche o integrate fino ad un sistema centrale tendenzialmente amodale (non specifico per il materiale), che controlla i vari processi
Modello continuativo di Vecchi e Cornoldi

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Uno stadio è una totalità strutturata in stadio di equilibrio:
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Ciascuno stadio deriva da quello precedente, lo incorpora, lo trasforma e prepara quello successivo:
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Gli stadi seguono una sequenza invariante:
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Gli stadi sono universali
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Esercizio dei riflessi:
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Reazioni circolari primarie e primi adattamenti acquisiti:
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Reazioni circolari secondarie:
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Coordinazione di schemi secondari e applicazione alle situazioni nuove:
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Reazioni circolari terziarie e scoperta di mezzi nuovi mediante sperimentazione attiva:
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Invenzione di nuovi mezzi mediante combinazione mentale:
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Avere uno specifico substrato neurale
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Avere una specifica e distinta configurazione di movimenti ed espressioni facciali
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Essere strettamente legate ad una specifica qualità emotiva che raggiunge la consapevolezza
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Derivare da un processo biologico-evoluzionistico
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Avere proprietà organizzative e motivazionali al servizio di funzioni adattive
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Il complesso edipico femminile:
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Il complesso edipico maschile:
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La teoria dell’evoluzione di Darwin
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La scolarizzazione di massa delle società industriali
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Nasce in svizzera
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Il padre è uno storico di letteratura medioevale
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Interesse famigliare per la psicanalisi
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Inizialmente interessato ai molluschi, fin da giovane gli viene proposta la cura dell’omonima sezione al museo di scienza naturali di Ginevra
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Si laureò con una tesi sui molluschi
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Ha un incontro determinante con Simon che gli suggerisce di standardizzare dei test di ragionamento per bambini usati da Binet
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Piaget si appassiona al lavoro e comincia a chiedere ai bambini le giustificazioni alle loro risposte
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Inventa il colloquio clinico e scopre il vero interesse della sua vita: lo sviluppo dell’intelligenza
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Gode di notevole fama in vita; conosce Freud, i Gestaltisti e Einstein (che lo incoraggia a proseguire il suo lavoro)
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Tutto il pensiero piagetiano affonda le proprie radici nella biologia
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Secondo Piaget, l’intelligenza è l’adattamento all’ambiente
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Come ci si adatta fisicamente all’ambiente, così fa il pensiero (assimilazione, accomodamento, equilibrazione, ecc)
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L’affermazione forse più controversa di Piaget è che lo sviluppo cognitivo avviene attraverso una serie di stadi
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Ogni stadio ha una struttura diversa che crea una diversa interazione con l’ambiente, dalla quale dipende una diversa visione del mondo
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Piaget pone l’accento sull’aspetto qualitativo (strutture basate sulle azioni VS strutture basate sulle rappresentazioni mentali)
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E’ impossibile la regressione ad uno stadio precedente, poiché è incorporato da quello attuale
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Gli stadi seguono un determinato ordine e nessuno di loro può essere saltato
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Il periodo iniziale di ogni stadio è contraddistinto da strutture instabili, quello finale è invece stabile, generalizzato e ben organizzato
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Ritorno temporaneo ad uno stadio precedente
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Dalla nascita ai 2 anni
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Dalla nascita a 1,5 mesi
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Studio dei riflessi che si evolveranno in comportamenti intelligenti: suzione, prensione, fonazione, visione ed audizione
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Assimilazione generalizzatrice: il neonato succhia, tocca, vede e ode tutto quello che lo circonda
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Assimilazione funzionale: i riflessi si consolidano attraverso l’esercizio; all’inizio sono vuoti e hanno bisogno dell’ambiente come esercizio
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Assimilazione ricognitiva: rifiuto di un oggetto che non soddisfa i propri momentanei desideri (es. dito del padre quando il neonato ha fame)
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L’ accomodamento sovviene quando il neonato si sforza per applicare gli schemi (es. movimenti di testa e labbra per cercare il capezzolo)
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Prevale ancora l’ egocentrismo radicale: il neonato non ha consapevolezza di sé stesso né del mondo circostante
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Da 1,5 a 4 mesi
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Reazione circolare: bisogno di ripetere esperienze rivelatesi piacevoli; è una sintesi di assimilazione e accomodamento che compone le prime abitudini
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In questo periodo le reazioni sono dette primarie perchè l’attenzione è rivolta solo al corpo dell’infante, non c’è interesse per il mondo circostante
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Da 4 a 8 mesi
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Il neonato comincia a sviluppare interesse per il mondo circostante e a desiderare la ripetizione di eventi piacevoli che vi appartengono
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L’esperienza è riprodotta più volte (reazione circolare) finchè non si consolida come nuovo schema ( schema secondario)
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Da 8 a 12 mesi
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Compare l’intenzionalità: il bambino sa quello che vuole e mette in atto schemi precisi per ottenerlo
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Compare l’ intelligenza sensomotoria poiché appare la differenziazione tra mezzi e fini
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Coordinazione di azioni: tipo particolare di assimilazione (reciproca) in cui diversi schemi assumono tra loro relazioni reciproche
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Da 12 a 18 mesi
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L’interesse per un oggetto dell’ambiente spinge il bambino a sperimentare nuove azioni e ad osservare gli effetti delle singole variazioni
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Vengono applicati schemi sempre nuovi non disponibili in precedenza ( reazioni circolari terziarie)
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Da 12 a 24 mesi
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Assimilazione ed accomodamento vengono interiorizzate
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Compare la rappresentazione: il bambino riesce a prevedere azioni (es. apertura di una porta) tramite l’attività rappresentativa
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Compare la nozione di oggetto permanente: gli oggetti sono dotati di esistenza propria, interagiscono con spazio e tempo e sono fonte di causalità
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Dai 2 ai 7 anni
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Egocentrismo: il bambino ha la tendenza a percepire ed interpretare il mondo solo dal suo punto di vista perchè crede che corrisponda a quello degli altri
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Le spiegazioni sul mondo vengono date in base a finalismo (tutto ha un fine), animismo (tutto ha un’anima), artificialismo (tutto è stato costruito dall’uomo o da una divinità secondo i canoni di costruzione dell’uomo)
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Mancanza di reversibilità : incapacità di invertire una serie di eventi (es. palline rosse e verdi legate ad un filo)
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Giudizio morale : il bambino preoperatorio giudica in base all’entità del danno e non in base all’intenzionalità (es. è più colpevole chi rompe 15 tazze involontariamente di chi ne rompe 1 volontariamente)
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Dai 7 agli 11 anni
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Il bambino è in gradi di compiere operazioni mentali, ma limitate ad oggetti concreti
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Dagli 11 ai 15 anni
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Le operazioni mentali non sono più limitate ad oggetti concreti, ma possono essere applicate ad elementi puramente simbolici
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Punizioni di tipo espiatorio (sculacciate, niente TV, ecc)
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Sviluppo della paura dell’abbandono (”sei stato cattivo, non ti parlo più”)
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Basato sul dialogo
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Incentrato sul bambino e sulle motivazioni delle azioni
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Sviluppa la capacità di decentramento del pensiero
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Capacità di condividere stati d’animo e mentali, sia positivi che negativi
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Capacità di comprendere gli effetti degli stati d’animo sugli altri
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sviluppa la capacità di decentramento del pensiero
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Processo per cui la realtà viene adeguata all’organizzazione cognitiva che si ha a disposizione
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Vediamo, capiamo con un filtro; le cose non ci appaiono mai come sono in realtà
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Le esperienze vissute risultano modificate dall’interazione con le strutture mentali
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Modifiche che avvengono nelle strutture cognitive a seguito dell’interazione con la realtà
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Avviene a seguito di esperienze e riorganizzazione delle conoscenze e abilità
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E’ spesso causato da discrepanze tra le proprie conoscenze e la realtà perchè si tende all’equilibrazione cognitiva
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Presente fino ai 6-7 anni
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La responsabilità è oggettiva
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Ha più importanza i danni delle intenzioni
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Compare dai 7 anni in poi
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La responsabilità diviene soggettiva
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Ha più importanza l’intenzione del danno
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Retributiva: proporzionalità tra atto compiuto e punizione
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Distributiva: distribuzione equa di un premio fra più persone
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Nelson usa dei diari per studiare la memoria episodica utilizzando lo stesso modello d’interpretazione dei dati sia per i bambini che per gli anziani
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I bambini dimostrano di ricordare prevalentemente luoghi, eventi di routine, pochi eventi singoli ben definiti e gli script
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Script: rappresentazione generale di una sequenza abituale
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Il linguaggio conduce da un episodio singolo ad una sequenza abituale e permette l’organizzazione dei ricordi
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L’amnesia infantile si spiega senza ricorrere alla rimozione freudiana: mancano gli indizi e il contenuto necessari alla rievocazione (es. ciò che una volta era importante per un b. ora potrebbe non esserlo più)
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Nel primo anno di vita i b. hanno una MLT che spazia dai 15 giorni ai 3 mesi
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Prima dei 2-3 anni è assente la capacità di rievocazione consapevole e volontaria
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I bambini fino a 5 anni ricordano quello che viene raccontato loro
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Si possono indurre false memorie tramite domande specifiche
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E’ necessaria una monitorizzazione della fonte del ricordo
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Appaiono le prime caratteristiche di un sistema di memoria
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Le strategie sono inconsapevoli
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Il riconoscimento è legato a schemi percettivi
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La rievocazione è legata a script e schemi narrativi
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Compare l’effetto recency
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Aumenta la metaconoscenza
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Compaiono strategie specifiche
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Tra gli 8 e 11 anni il sistema hardware della memoria è probabilmente uguale a quello di un adulto, ma è funzionalmente limitato da minori conoscenze e minor uso di strategie
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Compare l’effetto primacy
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Compaiono progressivamente strategie generali ed aumenta la plasticità del sistema
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La specializzazione in un determinato campo in età adulta porta all’expertise, ma può diminuire la capacità di apprendimento e di memoria negli altri campi
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Sorgono difficoltà nel riconoscimento più che nella rievocazione e nello speed test
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A causa della frequenza più alta di traumi psichici e fisici, di malattie e dell’aumentare del ruolo di strategie compensatorie e conoscenze, aumentano anche le differenze individuali
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Diminuisce l’utilizzo di indici interni (schemi mnemonici) ed aumenta l’utilizzo di indici esterni (agende, calendari, ecc)
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Compaiono deficit di strategia (nell’uso e nella produzione)
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Rallenta la velocità di elaborazione
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Compaiono difficoltà nei processi inibitori (non si riescono a cancellare gli elementi inutili in un compito)
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La memoria si sviluppa parallelamente all’intelligenza
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Crescente ampiezza della Memoria di Lavoro (WM)
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Acquisizione e automatizzazione di strategie per l’apprendimento e la rievocazione
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Variante della precedente
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Le conoscenze e le strategie sono un fattore cruciale
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La memoria dipende dallo sviluppo di conoscenze generali del mondo e di specifici domini
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Case (1995) ha dimostrato che le prove di span e calcolo sono legate alla velocità di elaborazione delle informazioni
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Dopo i 6 anni lo spazio è uguale, ma i meccanismi sono più efficienti
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Sono il prodotto dell’interazione tra modificazioni fisiologiche e processi psicologici
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Sono il risultato di 3 componenti:
a) Neurofisiologico-biochimica
b) Comportamentale
c) Esperienza soggettiva
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Sono emozioni innate ed universali
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Secondo Izard esse comprendono: gioia, tristezza, paura, rabbia, senso di colpa e timidezza
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Sempre secondo Izard, le emozioni devono avere determinate caratteristiche per essere considerate fondamentali:
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L’interpretazione e l’espressione delle emozioni sono innate ed hanno carattere universale (Darwin, Ekman)
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Secondo le ultime ricerche, i bambini, già dal primo mese (e a volte dal primo giorno) sono in grado di esprimere emozioni di gioia, collera e dolore
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Sono persino in grado di esprimere una gamma di intensità all’interno della stessa emozione
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I bambini sono capaci di identificare un cambiamento di atteggiamento in un viso
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In forma intuitiva, sono anche capaci di inferire le emozioni altrui anche prima della comparsa della parola (social referencing o referenza sociale)
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Sempre intuitivamente, sono in grado di inferire la prospettiva mentale adottata da qualcuno nei confronti di un oggetto
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Bisogna prestare attenzione all’effetto di contagio
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Intorno ai primi 2 anni compaiono comportamenti empatici
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Sempre a quell’età si osserva la capacità di provare a modificare i sentimenti altrui con comportamenti specifici (es. far arrabbiare un fratello)
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Sono le emozioni che non sono facilmente identificabili a prima vista
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Comprendono l’orgoglio, la vergogna, l’invidia
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Nel bambino c’è un processo di differenziazione delle emozioni: prima degli 8 anni non sono in grado di distinguere concettualmente le emozioni complesse da quelle fondamentali
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Dagli 8 anni in poi i bambini usano una tassonomia dei concetti delle emozioni simile a quella degli adulti
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I bambini fino ai 10 anni non riescono a concepire la coesistenza nello stesso momento di 2 sentimenti contrastanti
L’influenza del contesto sociale sull’espressione delle emozioni:
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L’influenza del contesto sociale varia a seconda delle popolazioni ma rappresenta comunque un processo di grande rilevanza (vedi americani VS giapponesi)
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Situazioni di abuso ? maggiore aggressività, minore capacità di conforto
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Situazione familiare conflittuale ? maggiore aggressività nei maschi
? disagio interiore nelle femmine
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Già dai 2-3 anni i bambini sono capaci di esprimere un’emozione che non stanno provando
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Dai 3-4 anni capiscono che si può esprimere un’emozione diversa da quella provata, ma è ancora una conoscenza ”teorica”
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Dai 6 anni acquistano via via maggiore capacità di distinguere tra il sentimento provato e quello che, in una data occasione, sarebbe meglio manifestare
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Il bambino usa la bocca (zona erogena) fin dalla nascita come principale organo di esplorazione
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Alla nascita avviene solo tramite la suzione
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Con la comparsa dei denti, il bambino comincia a provare piacere nel mordere e masticare gli oggetti (fase sadico-orale)
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L’interesse del bambino si sposta dalla bocca alle zone anali ed uretrali
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Il controllo e l’espulsione dei prodotti del proprio corpo costituiscono, oltre che una forma di piacere, uno strumento di regolazione delle relazioni col mondo circostante
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Spesso l’espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza
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La decisione di urinare o defecare rappresenta il primo simbolico atto di negazione o accondiscendenza
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In un primo periodo il bambino prova piacere nell’espulsione (fase anale), successivamente nella ritenzione (fase sadico-anale)
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Nella fase sadico-anale ha origine il desiderio di proteggere e prendersi cura dell’altro
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L’interesse del bambino si sposta sui genitali intorno ai 3 anni
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Sia bambini che bambine cominciano ad esplorare le proprie zone genitali, scoprendo il piacere che ne deriva
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La bambina rimane affascinata dal corpo della madre, lo idealizza, ne invidia genitali e seno, e il confronto con la propria immaturità porta ad un senso d’inferiorità
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Il bambino idealizza fortemente il corpo del padre, lo prende a modello, ne invidia la forza e la possenza e sviluppa un senso di inferiorità per il confronto col proprio
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Il bambino sviluppa inoltre la paura della castrazione
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In entrambi i sessi, in questo periodo, si osserva un comportamento fortemente esibizionista
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Costituisce il desiderio inconscio e rimosso di ogni bambino o bambina di avere un rapporto sessuale coi propri genitori
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Ogni bambino passa per questa fase, che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo sessuale dell’età adulta
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Complesso edipico positivo: il bambino indirizza il proprio desiderio libidico nei confronti del genitore del sesso opposto e vede quello dello stesso sesso come un ostacolo
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Complesso edipico negativo: il bambino indirizza il proprio desiderio libidico verso il genitore dello stesso sesso (positivo o negativo non hanno valenza morale)
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Tutte le pulsioni del complesso edipico, sia per i bambini che per le bambine, vengono rimosse alla fine del periodo
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Il complesso edipico è molto più travagliato per le bambine: a causa della difficile localizzazione anatomica della vagina, in esse si sviluppa l’invidia del pene
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Il fatto che la madre, come lei, non possegga il pene, è motivo di delusione per la bambina, che a quel punto indirizza il proprio interesse verso il padre
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Ella sviluppa numerose fantasie, come quella di rimpiazzare la madre, avere un figlio col padre (e quindi eguagliare la madre), ma non manca il desiderio di continuare a ricevere l’affetto della genitrice
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Inizialmente il bambino si identifica con la madre, per poi spostare progressivamente la propria attenzione verso il padre
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La presenza della figura paterna e la sua disponibilità sono cruciali nella formazione dell’identità maschile
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Il bambino comincia a considerare la madre come oggetto di desiderio e a desiderare di prendere il posto del padre (relazione triadica)
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Il bambino sperimenta forti sensi di colpa per il proprio eccitamento sessuale nei confronti della madre e teme di essere punito per tale motivo dal padre
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Il timore della punizione aumenta la paura della castrazione
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Le pulsioni sessuali, se la rimozione è stata eseguita correttamente, vengono sublimate per altri scopi
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Vi è un forte incremento della socializzazione
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Il gioco è più realistico e meno incline a fantasie e sentimentalismi
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Di sovente appaiono sogni ad occhi aperti e ritiri nel mondo interiore (es. ”Romanzo familiare”)
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E’ una classe di comportamenti volti a mantenere al vicinanza di una persona scelta come figura di attaccamento
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E’ una necessità primaria (innata) che si sviluppa indipendentemente dalla soddisfazione dei bisogni fisiologici ed è presente fin dalla nascita
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La sua funzione è la protezione del bambino dai pericoli
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Orientamento e segnali senza discriminazione della persona
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Orientamento e segnali diretti verso una (o più) persone discriminate
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Mantenimento della vicinanza della persona discriminata mediante locomozione e mediante segnali
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Formazione di un rapporto reciproco corretto secondo lo scopo
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La procedura è composta da 8 episodi in ordine crescente di ansiogenicità
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Il bambino, inizialmente in compagnia della madre, viene più volte lasciato in compagnia di un estraneo che tenta un approccio con lui
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A seconda del livello di evitamento (avoidant) del bambino al ritorno della madre, si misura la paura dell’estraneo
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Dalla paura dell’estraneo si inferisce se l’attaccamento è sicuro o insicuro
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Non c’è nessuna distinzione tra adulto e bambino né nelle caratteristiche né nel modo di vivere
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Prima distinzione tra bambini ed adulti, soprattutto dal punto di vista educativo
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Il bambino è visto come un’entità corrotta da educare onde evitare devianze
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Non si ritiene però che abbia consapevolezza del proprio male
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Il bambino è visto come un’entità in cui sono presenti tutte le debolezze
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Va educato preservando l’infanzia ed impedendo contatti con individui di età differente
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La forma di educazione primaria era l’esercito
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Locke: la mente alla nascita è una tabula rasa
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Viene istituito il servizio militare obbligatorio
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Rousseau: la natura umana è fondamentalmente buona
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Il bambino passa attraverso varie fasi di sviluppo
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La società modifica la bontà della natura
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Padri della psicologia dello sviluppo: William James e Stanley Hall
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Due eventi permisero nell’800 la nascita della psicologia dello sviluppo:
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Formula la teoria dell’evoluzione
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Si basa su 3 proposizioni fondamentali:
a) La lotta per la sopravvivenza b) L'ereditarietà dei caratteri favorevoli c) Variabilità dentro la specie
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I bambini sono l'anello di passaggio tra l'animale e l'uomo -
Darwin mette a confronto le espressioni e le emozioni dell'uomo in età diverse (adattabilità delle emozioni) -
Teoria della ricapitolazione: l'ontogenesi ricapitola brevemente la filogenesi -
La teoria evoluzionistica era stata leggermente anticipata da Lamark
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Considera finalmente il bambino diverso dall'adulto -
Utilizza il metodo del questionario -
Fonda il ''Movimento per lo studio del bambino'' e la prima rivista dedicata alle ricerche sui bambini -
A livello teorico ebbe una grande importanza -
Dal punto di vista metodologico commise numerosi errori -
Gettò le basi per l'approccio normativo
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Pubblica a fine Settecento ''Osservazioni sullo sviluppo delle capacità mentali dei bambini''
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Fornisce il prototipo per il metodo biografico o ''dei diari''
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Tiene giorno per giorno un diario del proprio figlio fino a 30 mesi -
Scoprì che i bambini sono dotati di conoscenza prelinguistica
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Scrive ''La mente del bambino'', un insieme di annotazioni che trae dall'osservazione del proprio figlio
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Si interessa al rapporto tra pensiero e linguaggio
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Riteneva che il cervello alla nascita possedesse delle nozioni innate (crf. Kant)
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E' il primo ad ipotizzare uno sviluppo del SNC -
Esprime i concetti di reazione circolare, assimilazione ed accomodamento
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L'attività mentale del bambino diventa, nello sviluppo, simile ad animali via via superiori, fino al raggiungimento delle proprietà pienamente umane -
Come Piaget in seguito, suddivide le tappe dello sviluppo in stadi
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Cugino di Darwin -
Studia l'ereditarietà e le differenze individuali -
Formula per la prima volta l'antitesi Natura VS Cultura
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E' l'ideatore dell'eugenetica
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E il primo ad applicare la statistica alla psicologia -
E' il fautore della curva normale e del coefficiente di correlazione
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Utilizza l'approccio molecolare (tutte le informazioni che si hanno derivano dagli organi di senso)
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Studia la disposizione dei giudici in Inghilterra: tutti i giudici erano figli di giudici ? Galton perciò ritiene che la predisposizione alla giurisprudenza sia ereditaria -
Ha però analizzato pochi campioni
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Comportamentista, ma subisce influenze dal cognitivismo -
Studia l'apprendimento osservativo LEV VYGOTSKIJ E LA SCUOLA STORICO-CULTURALE
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Nato nello stesso anno di Piaget (1896)
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Scrive, studia e lavora nel periodo della nascita dell'Unione Sovietica -
Assimila alcune tesi marxiste: ''l'uomo, trasformando la natura, trasforma anche sé stesso'' e ''il linguaggio è nato come mezzo di interazione sociale e rende possibile la coscienza''
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L'adattamento umano implica una modificazione della natura (crf ''Assimilazione'' piagetiana)
-
L'interazione tra uomo e ambiente avviene secondo l'uso di strumenti
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Dai più semplici attrezzi di pietra alle macchine più sofisticate Strumenti psicologici:
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Linguaggio, sistemi di numerazione e calcolo, disegni, diagrammi, scrittura, discipline scientifiche, arte -
Sono come ''organi artificiali'' con cui l'uomo organizza il proprio adattamento all'ambiente senza modificare il proprio corpo -
Assieme alle interazioni coi propri simili, essi permettono la trasformazione delle funzioni psichiche Funzioni psichiche inferiori:
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Sono quelle che l'uomo condivide con gli animali -
Comprendono la comunicazione basata su suoni e movimenti espressivi, il comportamento istintivo, l'attenzione stimolata, l'apprendimento mediante condizionamento
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Non sono il risultato dell'evoluzione biologica (in particolare del cervello) dell'uomo, ma bensì dello sviluppo storico delle società umane
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Il cervello è condizione necessaria ma non sufficiente per la loro comparsa -
Comprendono il ragionamento, la volontà, il pensiero logico, l'attenzione volontaria, la memoria logica -
Vygotskij si oppone così alla concezione associazionistica, che considerava i processi psichici umani come riconducibili a concatenazioni di riflessi e non differenti qualitativamente da quelli animali (Pavlov)
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In realtà ci sono differenze qualitative: l'uomo usa le leggi della fisica per controllare macchinari e le leggi dell'associazione per controllare il comportamento dei suoi simili ed il proprio attraverso strumenti simbolici -
Tra uomo e animale c'è un ''salto'' nell'interazione con l'ambiente -
La filogenesi delle funzioni psichiche superiori è quindi diretta conseguenza dell'evoluzione storico-culturale delle società umane
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Gli esseri umani contemporanei sono il prodotto di due diverse sequenze: l'evoluzione biologica e l'evoluzione storico-culturale -
Ciò smantella la teoria della ricapitolazione (''l'ontogenesi rispecchia la filogenesi''), quella (condivisa pure da Piaget) che considera la psicologia dello sviluppo una specie di ''embriologia della mente'' e l'idea che esistano stadi universali -
Secondo Vygotskij nello sviluppo non ci sono solo cambiamenti lenti e graduali, ma anche salti e mutamenti rivoluzionari, proprio grazie all'acquisizione degli strumenti di una società -
L'acquisizione degli strumenti è regolata da una legge precisa
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Nello sviluppo infantile, ogni funzione psichica superiore appare 2 volte: prima come attività collettiva, sociale, interpsichica, poi come attività individuale, interiore, intrapsichica Pensiero e linguaggio:
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Uno degli esempi più famosi dell'applicazione della legge -
Inizialmente il bambino parla ad alta voce, commenta ciò che fa e annuncia ciò che farà (linguaggio egocentrico)
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Intorno ai 7-8 anni, comincia il processo di interiorizzazione: il bambino dispone di un linguaggio interiore che gli consente di pensare a ciò che sta facendo o a ciò che farà
-
Il linguaggio interiore ha valenza regolativa
-
Costituisce la differenza tra i due livelli dello sviluppo di ogni abilità: attuale e potenziale
-
Indica in quale grado il bambino è pronto al cambiamento, cosa è capace di fare oggi con l'aiuto degli adulti e domani da solo -
L'intervento educativo deve basarsi sul livello potenziale
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Concetti spontanei: i bambini li apprendono nel linguaggio quotidiano, li sanno usare, ma non li sanno definire in termini astratti (es. ''fratello'') -
Concetti scientifici: i bambini li apprendono a scuola, sanno definirli in termini astratti, ma non sanno rapportarli a contesti concreti (es. ''borghese'') -
I due tipi di concetto hanno quindi linee di sviluppo differenti: quelli spontanei dal basso verso l'alto (concreto ? astratto), quelli scientifici dall'alto verso il basso (astratto ? concreto) -
Un obiettivo primario dell'educazione è permettere l'interazione tra queste due linee
-
CAPITOLO 4: PIAGET
Cenni biografici
Approccio biologico:
Dallo studio dei molluschi egli coglie i principi generali dell’adattamento all’ambiente dei vari organismi
Approccio stadiale:
Lo stadio per Piaget è un periodo di tempo in cui il pensiero ed il comportamento riflettono una particolare struttura mentale
Gli stadi hanno 5 caratteristiche salienti:
In netto contrasto con la teoria della regressione di Freud
Ciascuno stadio include una preparazione ad essere e un essere vero e proprio:
Decalage:
Avviene perchè non si è raggiunto lo stesso livello in uno stadio o in quello precedente
STADI
Periodo sensomotorio:
Diviso a sua volta in 6 sotto-stadi:
Periodo preoperatorio:
Si sviluppano sempre più
a) Rappresentazione mentale
b) Uso di simboli
c) Funzione semiotica: capacità di servirsi di un oggetto al posto di un altro (bastone per spada, ecc); compare così il gioco simbolico (far finta, ecc)
Periodo delle operazioni mentali:
E’ finalmente in grado di decentrare, conservare, invertire
Periodo delle operazioni formali:
STILI EDUCATIVI
Basato sul potere fisico:
Basato sulla privazione dell’affetto:
Basato sul ragionamento (induttivo):
Basato sull’empatia (induttivo):
ORGANIZZAZIONE COGNITIVA
Assimilazione:
Accomodamento:
In sintesi:
Assimilazione: modificazione della realtà in base alle strutture cognitive
Accomodamento: modificazione delle strutture cognitive in base alla realtà
Adattamento: assimilazione + accomodamento (per Piaget corrisponde all’intelligenza)
LO SVILUPPO MORALE
Moralità eteronoma:
Morale autonoma:
Nozione di giustizia:
RUOLO DELLE CONOSCENZE E MEMORIA AUTOBIOGRAFICA
Memoria autobiografica:
False memorie:
LO SVILUPPO DELLA MEMORIA NELLA PROSPETTIVA DEL CICLO DELLA VITA
Periodo neonatale:
Età prescolare:
Età scolare:
Età adolescenziale ed adulta:
Senilità:
IPOTESI SULLO SVILUPPO DELLA MEMORIA
Ipotesi dell’intelligenza:
Ipotesi della capacità:
Ipotesi della strategia:
Ipotesi della metamemoria:
Ipotesi della base di conoscenze:
Ipotesi della velocità di elaborazione delle informazioni:
CAPITOLO 7:
LO SVILUPPO AFFETTIVO ED EMOTIVO
Emozioni:
Emozioni fondamentali:
LE EMOZIONI NEI BAMBINI
Il riconoscimento delle emozioni:
Emozioni complesse:
Ambivalenza:
L’influenza del contesto sociale sullo sviluppo delle emozioni:
La capacità individuale di modificare o influenzare l’espressione emotiva:
LO SVILUPPO AFFETTIVO
La fase orale:
La fase anale:
La fase fallica:
Il complesso edipico:
La fase di latenza:
L’ATTACCAMENTO
Sviluppo dell’attaccamento:
Fase 1 (0-8 settimane):
Fase 2 (3-6 mesi):
Fase 3 (6 mesi-3 anni):
Fase 4 (dai 3 anni in poi):
La paura dell’estraneo come misura di attaccamento:
BERTI-BOMBI CAPITOLO 1
CONCEZIONE STORICA DEL BAMBINO:
Medioevo:
Quattrocento:
Seicento:
Settecento e Ottocento:
NASCITA DELLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO:
Charles Darwin:
Stanley Hall:
Dietrich Tiedemann:
Willhelm Preyer:
James Baldwin:
Francis Galton:
Albert Bandura (1986):
FILOGENESI DELLE FUNZIONI PSICHICHE SUPERIORI
Strumenti materiali:
Funzioni psichiche superiori:
ONTOGENESI DELLE FUNZIONI PSICHICHE SUPERIORI (ovvero SVILUPPO DEL BAMBINO)
Legge dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori:
Zona di sviluppo prossimale:
Concetti spontanei e concetti scientifici:
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One Response to “Riassunto tratto dal libro ”Manuale di psicologia dello sviluppo” di Luigia Camaioni”
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