
Ho di recente avuto modo di vedere, con notevole ritardo, l’ultimo capitolo della saga di Shrek. E che debbo dire? Una delusione totale.
Il film che nel 2001 aveva stracciato ogni legame col genere cartoonesco e fiabesco di riferimento e aveva rivoluzionato in meglio la tecnica dei film d’animazione è ora divenuto uno dei massimi esempi di un franchising vincente sfruttato in modo pessimo.
La trama? Si riassume in due parole: Shrek è al primo anno di convivenza con Fiona e, dopo aver passato tre film a combattere per averla, si rende conto di non essere felice. Così si fa ingannare da un personaggio tanto basso quanto anonimo (Tremotino che?), che gli promette di fargli rivivere una giornata all’insegna dei vecchi tempi, quando lui era un orco brutto e cattivo e la gente scappava terrorizzata al solo udire il suo nome.
La struttura di tutta la sceneggiatura vacilla sull’orlo dell’inconsistenza: qualche battuta può anche strappare un sorriso, ma siamo decisamente lontani dal film che, mescolando allusioni per gli adulti e animazione per i bambini, faceva ridere entrambi a crepapelle.
Ora, a dirla tutta, gli unici che ancora riescono a risultare divertenti sono l’intramontabile Pinocchio (qualche fugace apparizione) e il Gatto con gli stivali, per quanto sia del tutto snaturato e protagonista di sketch dedicati solamente (e tristemente) al suo repentino aumento di peso.
A conti fatti, per tutta la durata del lungometraggio, vige prepotente una domanda: non ci si poteva fermare col terzo capitolo?
Se non lo avete ancora visto, guardatevi il trailer qui sotto. Basta e avanza.
12 gennaio 2011 at 11:24 pm
Se è per questo, si potevano fermare anche al secondo capitolo.
Il terzo pure non è granché.
14 gennaio 2011 at 3:33 pm
sono daccordo sul giudizio del film.
ma Tremotino nn è un prorpio un personaggio anonimo, gli stessi Grimm ne scrivono :-)