“Studiate pure psicologia, ma resterete disoccupati”

Stamattina ho trovato un interessante quanto disarmante articolo sulla rubrica “Università” di Repubblica, edizione di Bologna. A parlare è Manuela Colombari, neopresidentessa dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna, che vedete nella foto qui sopra.

Leggete un po’ che cosa dice:
http://www.ordpsicologier.it/public/genpags/bigs/articolosurepubblica.pdf

Ora che avete letto, permettetemi qualche piccola considerazione personale.

Primo: non sarebbe forse il caso di dare qualche giro di vite al numero chiuso, rendendolo nazionale e ammettendo 40-50 persone all’anno come in tutte le lauree sanitarie? Ci lamentiamo che non c’è lavoro, ma ammettiamo ogni anno il doppio delle matricole di medicina e il decuplo di infermieristica, fisioterapia e ostetricia.

Secondo: vogliamo rendere l’Esame di Stato un vero esame? Non si può far passare l’85% dei candidati e poi piangere perché siamo in troppi.

Terzo: vogliamo impedire una volta per tutte ai medici di specializzarsi nel settore psicoterapeutico? Se si permette loro di poter fare tutto quello che facciamo noi è ovvio che poi ci ritroviamo col doppio della concorrenza.

Quarto: alla luce di delle carenze appena espresse, l’Ordine degli Psicologi a cosa serve? Solo a dirci che non c’è lavoro?

105 Thoughts on ““Studiate pure psicologia, ma resterete disoccupati”

  1. Elena on 23 marzo 2010 at 11:28 am said:

    ho qualcosa da dire sul numero chiuso… è vero che ci sono più posti rispetto ad altri corsi di laurea. MA NON E’ QUESTO IL PUNTO. Non ho problemi ad ammettere che non sono passata nè a padova nè a cesena. Ora studio psicologia dell’ educazione ( e avevo fatto il test per psicologia del lavoro !!! ) presso l università salesiana di roma con sede aa venezia. Ma riguardo questo non mi lamento. Volevo dire che è la selezione che è PESSIMA. Va bene, è utile sapere di scienze e di logica ma, forse, non è più importante valutare la MOTIVAZIONE. Potete anche ammettere ( continua )

  2. Elena on 23 marzo 2010 at 11:32 am said:

    10 studenti all anno ma come si può avere la minima certezza che diventeranno dei bravi psicologia solo valutando le conoscenze matematiche fisiche biologiche e di letterautra? E se poi vengono ammesse persone che nn sanno che c è differenza tra studiare psicologia ed essere in terapia e magari passano il test pensando che lo studio possa sostituire un intervento clinico? Su questo, a mio modesto parere, bisognerebbe intervenire
    p.s scusate il tono polemico ma è una questione che mi sta a cuore

  3. Il problema è che se ne ammetti 300 (o come a Padova SETTECENTO) l’anno e poi li fai laureare tutti e li fai tutti passare all’Esame di Stato è ovvio che non si lavora. La selezione è pesante, è vero, ma non quella in psicologia. Hai visto anche tu che, alla fine, pur non essendo passata nè a Padova nè a Cesena, ora comunque stai studiando psicologia. E l’indirizzo non conta: usciamo tutti col titolo di “psicologi”.
    Mi dispiace dirlo, ma un esame d’ammissione coordinato a livello nazionale come a medicina è l’unica soluzione: se entri bene, se non entri ritenti l’anno successivo. Uno non può farsi il tour di tutte le università italiane finchè non trova quella che lo piglia.

    E’ un discorso brutto da fare, è vero, perchè moralmente tutti avrebbero diritto a fare il lavoro che più gradiscono. Ma non viviamo nel mondo delle fiabe, purtroppo.

  4. Martina on 23 marzo 2010 at 12:49 pm said:

    Che poi invece io mi preoccupo altamente per la gente che riesce a passare quei test, quegli esami. Studio psicologia da 7 anni praticamente e nella mia “carriera” mi è capitato di avere a che fare con colleghe(si, ahimè tutte donne) che nonostante studiano psicologia giudicano e sputano e additano peggio di una vecchia di paese ignorante e timorata..gente che però agli esami prende 30 e lode e lo stesso giorno se ne escono con frasi tipo “chi si veste in un certo modo(in quel momento passava una ragazza vestita un pò dark) non dovrebbe presentarsi e studiare psicologia!!!Sanno imparare a memoria interi manuali ma quello che studiano non lo capiscono ne sanno esercitare minimamente. Gente che PRETENDE di fare psicologia, ma di certo non hanno capito che NON è per tutti. E tali soggetti però saranno quelle che andranno avanti perchè sulla carta risultano le migliori -.-” mah…spero solo che il sistema migliori se no siamo rovinati -.-

  5. Elena on 23 marzo 2010 at 1:40 pm said:

    si ma io nn sn stata a discutere del numero dei posti ecc… e neanche che la selezione sia dura o meno perchè dipende dalle caratteristiche personali. Io ho puntato sul fatto che bisognerebbe centrare la selezione 1 sulla motivazione Perchè puoi anche ammettere 10 persone che magari hanno provato il test perchè nn sapevano dove andare e dopo un anno mollano 2 sulla sanità delle persone perchè se poi diventano piscologi persone che più che studiare psicologia avrebbero bisogno di un terapeuta?!
    p.s a proposito di tour.. a cesena o conosciuto persone che provavano 3 o 4 test d ingresso quindi io sn nella media!

  6. Elena on 23 marzo 2010 at 1:42 pm said:

    e a padova ok ne vengono ammessi 700 ma in TOTALE. te fai il test solo per un corso! quindi visto che l ho fatto x psicologia del lavoro mi sembra che il numero dei posti fosse 250 o 200 nn ricordo. Quindi a cesena che c è solo un corso in cui ne ammettono 300 se ci pensi allora ne ammettono di meno a padova ( dove i corsi sn 5 o 6 )

  7. Come vorresti basare il test sulla motivazione? Metti la domanda “Ti piacerebbe davvero studiare psicologia?” e se il candidato risponde “Sì” lo prendi?
    Allo stesso modo, dovrebbero istituire una perizia psichiatrica per tutti i candidati per accertarsi che siano “sani”? E se tu sei “non sana”, ma “motivata”?
    Mi sembra che il tuo discorso sia leggermente assurdo.

    Inoltre, possono chiamare i corsi come vuoi, ma i 700 di Padova fanno tutti psicologia. E se idealmente si laureassero tutti e superassero tutti l’esame di stato sarebbero 700 psicologi in più. Tra l’altro il test si fa per 3 corsi, non 1. Se non entri nel primo, finisci nella graduatoria del secondo e così via. Insomma, in qualche modo, da qualche parte, entri comunque.

    Riguardo alla gente che prova 2, 3 o 4 test, direi che siamo messi davvero male. I test di ingresso a psicologia sono davvero delle prese in giro, basta studacchiare due cazzate e, in certi casi, non serve nemmeno quello.

  8. Onestamente non considererei quello che insegnano nei licei psicosociopedagogici come “studiare psicologia”. Senza offesa, ovvio.

  9. Elena on 23 marzo 2010 at 4:55 pm said:

    si va be ciao bel

  10. Sara on 23 marzo 2010 at 9:26 pm said:

    Nicolò evviva l’umiltà!!! Parli molto poco da psicologo, ma siamo sicuri che studi psicologia perchè dovresti accettare chi ha punti di vista diversi dai tuoi, anche se non li condividi! Il concetto di soggettività è uno dei primi che insegnano in una facoltà di psicologia! Infatti sono molto d’accordo con Martina sul fatto che studiare e prendere tutti 30 e lode non fa di te un buono psicologo ( e quando sento certi commenti me ne convinco sempre di più); inoltre penso che la selezione la faccia il tempo e la vita, la passione, l’attitudine e la motivazione e non un test che non valuta prettamente le tue competenze psicologiche. Comunque ribadisco VIVA L’ UMILTà!! FORSE DOVREBBERO VALUTARE QUELLA PER AMMETTERE GLI STUDENTI NELLE FACOLTà DI PSICOLOGIA!

  11. Tanti psicologi = bassi salari. Quando si investe nell’educazione bisogna pensarci a queste cose… differenziatevi dalla massa (specializzatevi in qualcosa di molto specifico in maniera da essere uno dei pochi con determinate conoscenze). E’ l’unica maniera. Non si può chiedere ad altri di risolvere il problema.

  12. Nicolò, la tua rabbia è decisamente comprensibile!

    Non penso tuttavia che il numero chisuo sia la modalità più giusta, e neppure efficace. Come anche tu sembri affermare, è la “selezione sulla qualità” la differenza!

    A Psicologia può iscriversi chi vuole, ma dovremmo poi avere un percorso che screma VERAMENTE gli alti profili, dalla massa informe di approssimativi. Il tirocinio dovrebbe essere ben differente dall’attuale stato dell’arte, e l’EdS andrebbe abolito perché dopo tale percorso non è uno o due temini a raccontare della mia competenza. Ultima chicca: all’Ordine Psicologi si può rimanere iscritti SOLO se si lavora almeno con un minimo di continuità… non ha senso avere 70000 iscritti (un terzo degli psicologi europei) quando poi circa la metà lavora!!!!

    stiamo però parlando di grandi sistemi di potere da modificare… con ordini ancora pieni di sanitari e baronetti… c’è tanta strada da fare!

  13. Elfo on 24 marzo 2010 at 2:57 pm said:

    Sul fatto che debba esserci più selezione, nulla da ridire, sarei ben d’accordo… anche se mi pare che la tendenza sia quella di aumentare sempre più il numero di posti disponibili (vedi medicina a Padova, da 200 posti nel 2008 a 300 nel 2009, se non sbaglio). C’è questa tendenza (italiana) a permettere a tutti di accedere all’università, mentre in altri stati c’è una selezione sin dalle superiori (basata sui risultati delle scuole medie, ad esempio solo i più bravi possono fare il liceo, gli altri no).
    Io studio a Padova, e se al primo anno eravamo 200, ora, al secondo, ci siamo ridotti circa alla metà… C’è un abbandono universitario spaventoso. Credo che l’unico modo per risolvere questo problema sia il numero chiuso OVUNQUE ed eventualmente sarebbe opportuno abbassare anche il numero dei posti disponibili a numero chiuso, così (oltre ai soliti raccomandati, altra bella piaga) la gente si metterebbe a studiare più seriamente e prenderebbe meno sottogamba l’università; entrare sarebbe un merito, una piccola vittoria personale, che potrebbe motivare molto di più alla studio.
    Infine, io non andrei tanto a parare sull’Esame di Stato, ma sulla preparazione universitaria… Se gli psicologi sono poco preparati, forse è colpa dell’università, di esami troppo semplici o chissà che, non dell’Esame di Stato, che alla fine è una sorta di esame finale delle superiori, importante, ma che non può equivalere a diversi anni di studio…

  14. No scusa, adesso sarei curioso di sapere in cosa consiste la mia carenza di umiltà Sara. Non mi sembra di non aver accettato alcun punto di vista differente dal mio.
    Ancor più quando non ho mosso alcuna critica a quello che ha detto Martina.
    Inoltre, se lasciamo solo al tempo l’onere della selezione, cominciamo a lavorare a 40 anni.

  15. serena on 24 marzo 2010 at 10:03 pm said:

    RIGUARDO AL TEST D INGRESSO—-

    il problema è che in questi test alla fine non c è nulla di psicologia…matematica…cultura generale…logica….io che ho fatto il LICEO SOCIOPSICOPEDAGOGICO,quindi,arrivo all università con un cospicuo bagaglio riguardo agli argomenti di psicologia…ma non passerei il test d ingresso!!! mentre chi non ha mai fatto psicologia ma è bravo in logica e altre materie…lo passa tranquillamente!!!

  16. Ma non è un problema, anzi è giusto che sia così! Se dovessero chiedere psicologia nei test d’ammissione entrereste solo voi. Ma secondo questo ragionamento, nessuno entrerebbe nelle altre facoltà, dal momento che nessuna scuola superiore ti prepara in architettura, ingegneria, medicina, giurisprudenza, ecc.

  17. JESSICA on 26 marzo 2010 at 6:07 pm said:

    Io credo che tutti state criticando un pò troppo, specie tu caro Nicolò. Io sono al primo anno di corso.. sono iscritta alla Kore di Enna(sulla quale sicuramente troverete moltissimi pregiudizi poichè è privata). Bene io ritengo che tutti i problemi risalgono alla politica Italiana e non ai ragazzi che conseguono un corso di laurea piuttosto che un altro. Non vuol dire nulla… non bisogna mettere nessuno in croce e soprattutto non bisogna avere rabbia repressa. Sono del parere che il tutto debba essere sistemato dall’alto. Non è nemmeno colpa delle università in se, ma di chi le gestisce.. perchè in tutto c’è un giro di denaro, allucinante! Pensate solo che nella mia facoltà (nulla toglierle perchè ci sono docenti davvero in gamba,fortunatamente) si paga 3.500Euro di tasse annue e prima di iscrivermi mi fecerò firmare un contratto nel quale anche se fossi morta avrei comunque dovuto continuare a pagare le tasse. In tutto ciò volevo dire, che io sono motivatissima ad essere in psicologia e vengo da un istituto tecnico. Sono stata ammessa all’esame di stato con 100.. ho già dAto tre materie con trenta e ventotto… e gente che magari viene da un classico o da uno psicopedagogico le ha date con voti bassissi o addirittura neanche date. Nella vita si cresce, ragazzi… le passioni possono anche cambiare. Non si può pretendere di sapere già a 13 anni cosa vorresti far da grande. Sarebbe assurdo. E pure io oggi sento di essere davvero soddisfatta e felice di me… Conto di fare la specialistica a Padova e non fermarmi di fornte a nessuno ostacolo. Purtroppo siamo in un presente nel quale non c’è futuro per nessuno, in nessun campo e in nessun ambito. Eccetto in medicina, forse… dove a mio avviso c’è tutta gente incompetente a causa delle raccomandazioni..vergognose. Si tratta della vita di gente la quale ha davvero bisogno di aiuto e le raccondazioni, quanto meno in questo ambito dovrebbero sparire, ma viviamo in Italia ragazzi… Dunque basta con questi stereotipi tra licei e istituti tecnici. Nella vita ognuno è libero di scegliere cambiare.. anzi cambiare totalmente fa crescere, abbonda cultura su piu campi. Buona serata

  18. “Dunque basta con questi stereotipi tra licei e istituti tecnici.”

    Mi indicheresti per piacere dove sarebbero questi stereotipi? Mi sembra che nessuno li abbia tirati fuori.
    Riguardo alle università private, i pregiudizi hanno qualche fondamento. Tu non sei vista come studentessa, ma come cliente pagante da soddisfare (e il contratto che hai firmato all’iscrizione lo conferma appieno).

  19. Adoro l’italiano medio.

    “Sono del parere che il tutto debba essere sistemato dall’alto”.

  20. JESSICA on 26 marzo 2010 at 10:31 pm said:

    Piero…. spero tanto che la tua nn sia una battuta sarcastica. No perchè sai, io sono fiera di essere un italiana “MEDIA”..poichè sto crescendo e mi sto pian piano costruendo un mio futuro. Quindi si, sono ancora nella massa.. ma spero che i miei sacrifici spesso mi distingueranno.
    Per quanto riguarda lei caro Nicolò… che mania di protagonismo quanta egocentricità che c’è in lei.
    Ci sono tantissimi commenti qui.. e per quanto riguarda gli stereotipi nn mi riferivo a lei ma era un discorso generale.. che era sotto inteso e l’ho captato tra le righe. Poi la invito a vedere qulche esame di qualche università privata… e vedremo se siamo clienti da soddisfare o gente che si fa un mazzo cosi per superare un esame. E poi diciamo che nn ha stereotipi lei. Ma mi faccia il piacere. Sa come si dice dalle mie parti can che abbai nn morde. Se la tira troppo.. e chi se la tira troppo alla fine.. è tutto fumo e niente arrosto.. manco carbone a volte rimane!

  21. Ti diverti a darmi del lei?
    Ad ogni modo io ti ho spiegato le ragioni per le quali ho delle riserve sulle università private (e nota bene che ho parlato di come queste vedono gli studenti, non di quanto voi vi facciate il mazzo: dalle mie di parti questa si chiama coda di paglia), mentre tu ti limiti a dirmi che ci sono degli stereotipi in me (sorpresa sorpresa che ti attende all’esame di psicologia sociale: ci sono in tutti).
    Comunque sia tranquilla, non sei un’italiana media: l’italiano medio, oggi, i soldi per mandare la figlia alla scuola privata non ce li ha.

    Un saluto,

    Nicolò

    P.S. dalle mie parti, ma mi risulta pure in tutta Italia, si dice “sottointeso” ed “egocentrismo”. Torna pure a farti il mazzo.

  22. JESSICA on 26 marzo 2010 at 11:19 pm said:

    Quanto sei banale… Non permetterti di giudicare.. xk non sai niente di me. Non sai se sono io che lavoro e mi mantengo gli studi o che mio padre faccia dei sacrifici per farlo. Dunque..NON T PERMETTERE! Il mazzo me lo faccio quando e come voglio e coda di paglia nn ne ho, xk sapevo già che le università private non sono ben viste. Infatti TI ho invitato a seguire qualche esame. Ah..e per tua informazione: MI SONO GIA DATA SOCIOLOGIA QUINDI SO BENE COSA SIANO GLI STEREOTIPI COME SO BENE COME SI SCRIVE EGOCENTRISMO…. ED EGOCENTRICITà ESISTE E COME SE ESISTE.. GURDA PURE : http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/egocentricita.aspx?idD=1&Query=egocentricit%C3%A0
    Ops.. probabilmente avrà sbagliato il dizionario! xk se lo dice lei che nn esiste è cosi per certo!

  23. Deciditi, o mi dai del tu o del lei.
    Avevo già cambiato il commento comunque, perchè avevo controllato anch’io. “Egocentricità” è data come forma arcaia:
    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/E/egocentricita.shtml
    Inoltre puoi andare avanti ad offese quanto vuoi, ma senza argomentazioni non arrivi da nessuna parte. Per me la possiamo anche chiudere qua.

  24. JESSICA on 26 marzo 2010 at 11:39 pm said:

    Io argomentazioni ne ho e anche tante, ma se parlo al vuoto se comunque si rimane della propria opinione è inutile argomentare qualcosa. Non volevo offendere nessuno e la situazione sta degenerando parecchio. Nel primo intervento ero molto calma, tranquilla e parziale. Ma se usi sempre quel tono superiore certo che una persona si scalda. Dunque.. ti auguro una buona serata. In bocca a lupo comunque.. e spero un giorno potremmo confrontarci nel nostro ambito. Perchè sono sicura che nonostante l’economia del nostro paese è molto, ma molto bassa.. chi vuol riuscire, riesce comunque. Anche perchè da che meondo e mondo milioni e milioni di persone esercitano la stessa professione, nello stesso paese o addirittura regione. Sarà sempre il migliore a “vincere” (e anche i raccomandati purtroppo).

  25. alfredo on 30 marzo 2010 at 5:38 pm said:

    non sonomai d’accordo di restringere la possibilità di accesso all’università. Neanche a psicologia. Salvo che per persone inadatte dal punto di vista dell’equilibrio psichico. Ma questa, che sarebbe l’unica selezione logica e utile per gli utenti, è proprio l’unica che non viene fatta. No alle altre restrizioni. Si invece alla proposta di rendere l’ordine degli psicologi più efficace nel trovare opportunità di lavoro e per digendere la categoria dalle invasioni dimedici, counselor ecc….

  26. L’unica alternativa che vedo alle restrizioni d’accesso è una giusta selezione durante l’iter di studi. Esami seri in cui se uno non studia non passa. Le nostre prove richiedono impegno per ricevere voti alti, ma sono facilmente superabili col 18 da qualunque svogliato. Cosa che poi porta a ritrovarsi un bel po’ di “psicologi” laureati col 66 e calcio in culo.

    L’Ordine è una buffonata: noi abbiamo il campo professionale col più alto numero di ingerenze possibile (ognuno, a modo suo, pensa di essere psicologo) e nessuno ha mai mosso un dito (solo ultimamente si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel: stando alla consensus conference che hanno fatto di recente a Siena, le scuole di specializzazione in neuropsicologia dovrebbero ammettere solo i laureati in psicologia).

  27. ..a parte le discussioni alla Maria De Filippi..parlando del tanto sospirato lavoro che forse non troveremo..penso che al di là del numero chiuso, cosa fattibile e anche abbastanza necessaria perchè siamo agli sgoccioli, ragazzi..ci dobbiamo preoccupare dei counselors!!!Questa figura professionale che a me, senza offesa, sembra un furto..già fatichiamo a trovare la nostra strada e ora si piazzano questi che con tre anni (o quello che è) fanno molte delle cose che fanno gli psicoterapeuti, senza che abbiano una buona base di psicologia, anzi se ne sbattono loro dei manuali, sembra più marketing che altro il loro..questo mi scoraggia molto…

  28. Guarda, personalmente sul counseling non ho troppo da ridire perchè semplicemente va ad occuparsi di un settore molto limitato (ti assicuro che non vanno oltre ai meri “consigli”, quindi non si intromettono in campi complessi come la psicoterapia). Senza contare che può essere considerato un’arma in più per gli psicologi.
    Il vero problema sono le ingerenze dei medici.

  29. Gemma on 13 aprile 2010 at 4:21 pm said:

    Ciao a tutti!Io mi sono laureata nel 2008 e da allora lavoro..già..mi dicono tutti che sono fortunata perchè ho trovato subito lavoro ma che lavoro?Sono 6 mesi che non mi pagano perchè il mio servizio per tossicodipendenti è finanziato dalla regione lazio che non ha soldi…faccio un lavoro duro e stancante e anche quando mi pagano sono costretta a fare altri lavori perchè con i soldi ci pago a stento affitto e spese.
    Adesso il pomeriggio ho trovato altro come assistente domiciliare ma da solo non mi basta quindi esco alle 8 di mattina rientro alle 20 di sera per non potermi comprare neanche una maglietta o andare al cinema una volta al mese!
    Professionalmente parlando nessuno dei due lavori mi soddisfa…sono stanca e credo davvero di mollare tutto e aprire un ristorante perchè vivere cosi non è vivere!
    scusate lo sfogo!

  30. jonni on 30 aprile 2010 at 4:50 am said:

    Forse la neo presidente dell’Ordine dovrebbe prendere fortemente in considerazione i quattro punti del primo commente e fare un appello ugualmente accorato a tutti quelli che possono intervenire. Probabilmente più che razionalizzare il numero delle lauree in base alle esigenze c’è più interesse a rimpinguare le casse delle università con le tasse delle iscrizioni per sostenere i costi. Un augurio a tutti.

  31. Pingback: “Studiate pure psicologia, ma resterete disoccupati”

  32. Nicoletta on 28 agosto 2010 at 10:30 am said:

    Io mi accodo a Gemma, mi sono laureata nel 2007 solo alla triennale però, ho lavorato in altri amibiti fino al febbraio 2009 e da allora svolgo la mansione di OSS/educatrice (quindi neanche quello che sarebbe il mio campo) in una comunità per psichiatrici. Sono contenta di quello che faccio e degli stimoli nuovi che mi ha dato per iscrivermi alla magistrale, dove vado avanti veramente lentamente, ma “fai diverso!”. Non ho padre e madre che si possano permettere di pagarmi le rate universitarie e nel frattempo faccio esperienza anche se la mansione non è specificatamente quella per cui ho studiato. Il lavoro è stancante (turni 24/24h 7/7g 356/365) ma ne vedi di tutte e credetemi è veramente “bello” (forse non è l’aggettivo adatto), sei obbligato a spingerti oltre i tuoi limiti e quando ti accorgi di essere un valore aggiunto a causa proprio dei tuoi studi paga (o almeno te lo fai bastare). Non essendo iscritta all’albo non mi lamento (l’iscrizione è stata caldamente invitata a non essere fatta da parte del personale universitario e dei docenti ai tempi della triennale)però parlando con altri studenti universitari mi han detto che “almeno te sei nel giro, ti fai esperienza”…Non so cosa possa cambiare con la quinquennale, non mi aspetto grandi cose, anzi! Ho fatto diversi concorsi per stage e tirocini ai quali partecipavano anche ragazze che avevano la quinquennale e speravano di entrare perchè altro non trovavano e andavano avanti a tirocini retribuiti a 500€ al mese di 6 mesi in 6 mesi…A voi l’ardua sentenza…

  33. Valeria on 13 gennaio 2011 at 12:24 pm said:

    Buongiorno,
    mi intrometto solo per dire che sono d’accordo sotto tutti i punti di vista con NIcolò.

    A) NUMERO CHIUSO.
    Numero chiuso? No, di più: STRACHIUSISSIMO (e perdonatemi il neologismo). E’ una tesi che sostengo da anni: se è risaputo che in media ogni anno, in tutta Italia ci sono 50 posti di lavoro per psicologi (ovviamente parlo di un posto statale e/o privato, con qualifica da psicologo…l’imprenditoria fa ovviamente discorso a sè)è inutile che una facoltà sforni MILLEMILA (ingegner Cane aiutami tu!) laureati. Ovvio che la maggior parte di loro si troverà con le pezze al culo. Quindi ben venga la selezione. Vi lamentate dei criteri con cui viene effettuata? Perchè non si valuta la motivazione? Ragazzi, questo è un discorso che si può fare per qualsiasi facoltà, medica e non. Si cercano criteri di valutazione standardizzati, appartenenti ad un bagaglio di cultura scolastica generale…questo per permettere agli studenti provenienti da istituti diversi di confrontarsi alla pari (in fondo matematica e biologia sono materie affrontate in tutte le scuole). Io più che altro aggiungerei anche un esame di lingua italiana, vista la quantità esagerata di caproni sgrammaticati che affollano l’università italiana (e se ho commesso errori anche io, vi prego, correggetemi).
    Comunque questo discorso è applicabile anche a facoltà come: Lettere e Filosofia, Scienze Politiche, ecc…

    B) MAGGIORE SELEZIONE DURANTE IL PERCORSO UNIVERSITARIO.
    Pochi commenti qui. Diciamocelo apertamente e senza vergogne o falsi moralismi: il 90% degli esami proposti nella nostra facoltà li supererebbe anche il mio cane, che comunque è molto intelligente :)
    Sia perchè, diciamocelo, spesso e volentieri gli argomenti sono abbastanza facili e scontati (e non potete dirmi che non sia vero…l’unica difficoltà è quella di imparare bene le teorie (ecco, forse da questo filone si discosta solo l’indirizzo cognitivo-neuropsicologico, che effettivamente è più complesso), sia perchè i prof danno promozioni in massa senza stare tanto a sbattersi per correggere (basta che sai le quattro menate del libro e prendi 30, non si indaga sul fatto che l’argomento sia stato effettivamente appreso ed assimilato).
    E sarebbe un ottimo modo per liberarsi di tutti quei fannulloni che si iscrivono all’università solo per prolungare il periodo del mantenimento familiare.

    C) L’ESAME DI STATO E’ UN PROFORMA
    E ve lo dice una che l’ha fatto due volte: alla prima mi hanno bocciata (avevo sbagliato a leggere la domanda…caliamo un sipario pietoso su ciò).
    Ma perchè persone come i commercialisti e gli avvocati escono di testa per questo esame e per noi invece è poco più di un temino/chiacchierata?
    Non mi capacito…

    E mi fermo qui, se no dovrei scrivere altre dieci pagine e tediarvi con le mie acrobazie mentali.

  34. Valeria on 13 gennaio 2011 at 12:25 pm said:

    P.s. Al punto “NUMERO CHIUSO” nel mio post, ho scritto “50 posti”…ovviamente è un numero che ho dato a caso, solo per fare un esempio.
    Ci tenevo solo a specificarlo.

  35. Valeria on 13 gennaio 2011 at 12:28 pm said:

    Oddio, ho riletto il post…ho scritto malissimo, presa dalla foga di buttare giù le mie idee.
    Perdonatemi.
    Se avete bisogno di chiarimenti, sarò felice di darveli.

  36. Benedetta on 4 ottobre 2011 at 2:24 pm said:

    Sono d’accordo su tutto tranne che sul secondo, riguardo all’esame di stato. Non sarebbe giusto mettere un limite lì, è giusto che se uno lo fa bene lo passi, anche perchè è veramente crudele troncare una persona dopo che si è già fatto 5 anni di università e un anno di tirocinio, solo perchè ci sono troppi psicologi in italia. A mio parere quello che dovrebbero fare è far diventare il tirocinio professionalizzante l’esame di stato, allora si che un gran numero di persone a mio parere verrebbe bocciata. Dopo 5 anni, con una laurea in mano un ennesimo esame teorico non serve a nulla, quello che bisogna valutare è se si ha imparato la pratica, se si è in grado di relazionarsi con il paziente e di saper anche affrontare psicologicamente le situazioni che si presentano. Con l’esame di stato a mio parere si rischia solo di promuovere persone incompetenti nella pratica ma bravi a studiare, e di bocciare persone ottime nel lavoro ma magari con più difficoltà nell’affrontare esami teorici.

  37. A mio avviso molti dei nostri attuali problemi risiedono nell’approccio sbagliato alla formazione. L’università è diventata un esamificio, tutti si laureano e tutti si possono laureare basta pochissimo impegno, davvero. La cultura proposta è solo informativa, ci mettono al corrente delle mille teorie, dei mille approcci e dei mille test, stop! Test che molte volte rimangono solo nomi strani su un libro. La cultura formativa, ovvero quella che cambia il tuo modo di vedere le cose e nel nostro caso ci introduce a pensare e riflettere secondo un approccio psicologico, è una chimera. Siamo tutti alla disperata ricerca del nostro sogno lavorativo, senza porre la minima attenzione al mercato del lavoro. La psicologia è una materia vastissima, ma tutti si focalizzano su una sola specializzazione. E’ come se i laureati in medicina si specializzassero tutti in oncologia, dopo qualche anno ogni malato di cancro avrebbe 10 medici intorno al suo letto che si girano i pollici e nel frattempo si lamentano perché non hanno molto da fare. L’esame di stato fa quello che deve fare, abilitarti. Ma essere abilitato non vuol mica dire lavoro sicuro. Vuol dire “bravo, sei psicologo, ora vai a cercarti un lavoro”. Il numero chiuso è una sciocchezza, c’è o non c’è è la stessa cosa, sicuramente chi non entra in psicologia entra da qualche altra parte. Quindi, abbiamo perso uno psicologo ma abbiamo guadagnato un laureato in scienze politiche che non troverà lavoro e che si lamenterà della troppa concorrenza, alimentando un circolo di malcontento infinito. L’articolo alla fine riporta alcuni dei settori che richiedono “risorse”, perché nessuno li considera? Perché non provare a pensare in modo più flessibile e creativo? Perché proprio noi ,futuri psicologi, promuoviamo un approccio così rigido? Non è sempre il mondo intorno a noi a dover cambiare. Il cambiamento risiede in noi, nella nostra capacità di riscoprirci professionisti in grado di vedere oltre e rischiare.

  38. Giusy August on 13 ottobre 2011 at 1:46 pm said:

    -.-

  39. Assolutamente d'accordo, soprattutto per il 3 punto!!!!!

  40. Silvia Caccia on 22 novembre 2011 at 2:57 pm said:

    fosse tutto qui il problema …dell'ambito clinico…ma parliamo dell'ambito di psicologia del lavoro…certo che forse ti prendono dopo 6 mesi di stage gratis… oppure dopo 2 anni minimo di esperienza…ma se nessuno ci lascia fare qualcosa da qualche parte da dove la prendiamo l'esperienza???
    e poi non possono venirti a dire che non c'è lavoro solo dopo che ti sei fatto un fondoschiena tanto per 5 anni e dopo aver versato soldi a gogo nelle tasche delle università….
    e in più effettivamente l'albo , a prte prendersi i soldi delle iscrizioni…cosa fa per tutelare noi come studenti e futuri psicologi??? ho avuto esperienza con un rappresentate dell'albo della lombardia che ha definito gli psicologi di una università che preferisco non dire come semplici pedagogisti e non psicologi che non hanno la preparazione e la sensibilità necessaria a diventarlo…. ma non dovrebbe essere proprio l'albo che tutela questa cosa???
    è una situazione triste e scandalosa ma purtroppo vera…..

  41. Sara Lapiello on 22 novembre 2011 at 4:07 pm said:

    Tanta amarezza.

  42. Lallli on 8 febbraio 2012 at 12:57 pm said:

    Sono una dei tanti, forse no, laureati in psicologia che non hanno trovato lavoro e diventa sempre più difficile farlo. Non sono d’accordo con le solite soluzioni che vengono prospettate da chi ha avuto la possibilità di entrare in qualche modo nel giro, certo anche con fatica, ma che non può ovviamente che considerare la sua esperienza personale e le sue necessità per farsi un’idea. Non sono d’accordo con chi ritiene che la soluzione sia mettere delle limitazioni di accesso alle facoltà più restrittive, o meglio, forse dovrebbero focalizzarsi di più sulle attitudini in questo campo specifico, la capacità e la volontà di comprendere gli altri, piuttosto che conoscenze generali nozionistiche. Ritengo infatti che tutti debbano avere la possibilità di intraprendere il corso di studi e la professione che sentono adatta a loro, senza discriminazioni a priori in base a fattori opinabili e non oggettivi, come può essere la cultura generale o scientifica di partenza. Probabilmente le persone meno preparate partono comunque meno avvantaggiate ma, se sono portati per la materia, devono avere la chance di recuperare il gap con un maggiore impegno durante lo studio. Non sono nemmeno d’accordo in generale con la tesi che la facoltà di psicologia lasci passare quasi tutti agli esami, dipende certo dalle Università più o meno selettive, non penso che Padova sia tra le meno serie eppure il problema della difficoltà di collocazione di molti laureati rimane.

    Il problema è che è molto difficile prevedere chi sarà un bravo psicologo a priori o anche dopo la laurea, perchè come dicono molti, ci sono persone molto brave nell’imparare le varie nozioni e che è giusto vengano premiate ai test per valutare le conoscenze acquisite, ma che poi nella vita hanno un atteggiamento ben poco aperto. Ci sono poi persone che hanno scoperto l’interesse per la materia proprio a partire da difficoltà personali o per la voglia di capirsi di più, non mi sento di giudicare perchè l’interesse viene sempre da qualche necessità interiore e questo può permettere a volte una sensibilità maggiore. Ovviamente non mi riferisco a problematiche gravi che impedirebbero un corretto svolgimento della professione.
    Non è così semplice quindi, ho incontrato molti studenti di psicologia che riuscivano bene negli studi, o anche neo psicologi che avevano intrapreso un percorso professionale promettente, che però a mio parere nella vita di tutti i giorni non dimostravano una sensibilità o una capacità maggiore a quella di una persona qualsiasi.. anche un altro tipo di laureato avrebbe potuto mettersi al loro posto, ma soprattutto utilizzavano/utilizzano la psicologia spicciola, i luoghi comuni, per indagare il mondo che li circonda. E poi ci lamentiamo degli psicologi in tv.. Questi laureati pur di avere un ruolo, si cimentano con superficialità in problematiche che spesso non sono in grado di affrontare in modo competente, magari si aprono uno studio. Eppure a qualche collega possono sembrare anche capaci.

    Il problema quindi per me non è la selezione, in base a quali criteri più o meno oggettivi, ma come l’Università e lo stato preparano e introducono i laureati al lavoro. Dovrebbero prevedere dei percorsi di tirocinio più intensivi e lunghi in diversi settori durante e dopo gli studi, nei quali lo psicologo si possa cimentare e acquisire esperienza valida e nei quali acquisisca sempre maggiore responsabilità. Inoltre dovrebbe essere sempre possibile intraprendere un percorso di stage anche dopo la laurea, ma con rimborso spese. Dovrebbero essere poi incentivate le assunzioni con varie iniziative e leggi. Molti psicologi iniziano a lavorare come educatori, animatori nelle cooperative, che preferiscono comunque questo tipo di operatori, ma dovrebbero invece venire valorizzati posti e percorsi professionali ad hoc per i laureati in psicologia. Tutto questo l’albo degli psicologi non lo fa, si preoccupa soltanto di far cassa, e perciò mi chiedo a che serva. Io sarei per l’esame di stato al momento della laurea e non dopo, perchè una ripetizione degli esami già effettuati mi pare inutile. Nel nostro paese ancora si lavora purtroppo per “conoscenze”, soprattutto nel sociale, e può capitare che in cooperativa lavori quello non ancora laureato, o che l’Oss lavori da responsabile, che la gente venga sfruttata. E’ questo che andrebbe cambiato, altro che ridurre i laureati quando siamo lo stato con meno laureati in Europa eppure con quei pochi a spasso. Il problema è che non viene incentivata l’entrata nel mondo del lavoro e la crescita professionale.

  43. Ciò che lamento maggiormente è permettere ai medici di poter accedere alle scuole di psicoterapia, rendendo veramente difficile il riconoscimento professionale dello psicologo. Anche la nascita ed il boom del counseling non ha fatto altro che creare delle difficoltà di margine di ruoli professionali. Il dialogo tra professionisti in settore clinico non c’è mai stato. Colpevolizzo gli psicologi e psicoterapeuti che per amore di avere due lire in tasca continuano a svendere una professione che ora più che mai lecca le sue ferite, tenta di mettere in difficoltà persone che hanno una passione. Ma sopratutto credo che se si adottassero politiche diverse in ambito sanitario, evitando lo sfruttamento del neolaureato, forse qualcosa potrebbe cambiare. Fortunato chi trova posto da educatore, perché anche quello a breve per noi non sarà accessibile visto che esistono facoltà per educatori, e quindi la cara vecchia gavetta diventerà un sogno, come lo studio (già sapevamo che sarebbe stato così cmq). La domanda che pongo ai grandi che ci guidano la vogliamo fare qualcosa per la professione una volta per tutte o no?!

  44. Chiara on 28 febbraio 2012 at 6:19 pm said:

    Io sono al primo anno in Bicocca a Milano, sono passata subito al test, non ne ho fatti altri perchè ero del parere che se non mi prendevano allora voleva dire che non era la mia strada. Mi ritrovo ad avere dei compagni di corso che pensano che se una persona ha problemi di tossicodipendenza non merita neanche di vivere e questo mi fa schifo. Detto questo anche a medicina passa gente che potrà essere solo un pessimo medico. Penso soltanto che anche se da un corso escono 300 psicologi quelli che lavoreranno saranno quelli che sono in grado di farlo, quelli che sono flessibili, che hanno più passione e sono disposti ad affrontare le maggiori difficoltà, quelli con un’intelligenza più adatta, quelli con una mentalità più aperta, quelli che il lavoro sanno inventarselo. Non lavoreranno tutti, è ovvio, ma i migliori si. Lavorerà chi se lo merita (poi come in tutti i lavori c’è il fattore culo, il fattore raccomandazione…). Almeno io credo sia così.

  45. d accordissimo con tutte e 4 le considerazioni .. ci stanno facendo terra bruciata, ci tolgono tutti i sogni e poi dicono che noi giovani non vogliamo sacrificarci .. L'UNICA SOLUZIONE E' L'ESTERO NE SN SEMPRE PIU' CONVINTA!!!

  46. Beh a roma l'esame di stato è tosto e non uno scherzo! l'85% sono i bocciati e non gli ammessi!!! x il resto sono d'accordo!

  47. Miriam Aliberti on 28 febbraio 2012 at 6:07 pm said:

    se solo ogni scuola avesse almeno uno psicologo fisso, se solo ogni tribunale assumesse almeno un paio di psicologi per perizia, se solo ogni azienda assumesse almeno UNO psicologo, se solo in ogni sport ci fosse uno psicologo…allora avremmo tutti un posto di lavoro…

  48. ..e magari specificare che si tratta di PSICOLOGIA CLINICA e non dell'intero settore? serve troppo inchiostro per una parolina magica?

  49. io penso che le tue parole siano molto ingiuste…ciò che dice l’articolo è un dato di fatto anche ad oggi, ma mi sembra scorretto dire “riduciamo il numero delle ammissioni” o insinuare “l’esame di stato non è un vero esame”…non ti nascondo che c’è diversa gente che frequenta questa facoltà senza in realtà avere le idee chiare, però il tuo tono polemico mi sembra alquanto inopportuno…sono una studentessa di psicologia, per cui le mie parole hanno qualche fondamento, e in quanto tale le tue “proposte” porterebbero solo tante persone VALIDE, appassionate di questa materia, a ripiegare su altro senza neppure provare a dare sfogo alla propria passione. La questione, secondo la mia modesta opinione, è un’ altra…perché non diamo più spazio agli psicologi? qualcuno qui sotto ha postato a riguardo diverse soluzioni…ma evidentemente il primo a non credere nel beneficio che uno psicologo può apportare, è lo Stato. Le cose andrebbero cambiate da qui.

  50. mah!…tutto questo lamentarsi…a parte che la selezione vera e propria la fà la vita : se uno è convinto ed appassionato di cio' che ha studiato per anni, prima o poi , il lavoro lo trova..certo, che se uno crede che non appena laureato c'è la fila fuori dal proprio studio…eh ha capito propriomale.
    Poi c'è da dire che molti psicologi non sono in grado di fare self-marketing, e in piu' non tutti quelli che sono laureati in psicologia, lavorano da psicologi e una parte di questi (come in molti altri corsi di laurea) semplicemente finiscono il loro percorso perchè " una volta iniziata una cosa la si finisce…!!".
    ultimo punto, l'ordine degli psicologi non aiuta di certo a tutelare gli psicologi nel proprio mestiere, specialmente nei confronti di quelle figure professionali quali counsellor, liife coach, reflectro ecc ecc che sono figure non riconosciute in italia e che come se non bastasse rubano il mestiere ai veri professionisti della salute mentale, anche perchè queste altre figure non riconosciute si inventano "psicoterapeuti" facendo nel migliore dei casi un bel nulla e nel peggiore arrecando danni alle persone….tutto quello che ho scritto, è chiaramente un mio pensiero, ma a mè piace pensare che i momenti di crisi possono stimolare la nostra creatività e le nostre potenzialità…certo…è molto più semplice lamentarsi invece che fare qualcosa e magari aggregarsi ad altri in modo da non essere "soli" ed avere un sostegno da chi vive la nostra stassa situazione.

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