Nicolò Zarotti's Blog

Una domanda a prova di querela per Silvio, che risuoni per tutto il Web.

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Siamo arrivati al paradosso. E’ notizia di stamattina che Silvio Berlusconi ha querelato il quotidiano Repubblica per le famose 10 domande pubblicate questa primavera, chiedendo un risarcimento complessivo di 1 milione di euro. La motivazione prontamente fornita dal fido avvocato Ghedini è che quelle domande ”si tratta per lo più di domande retoriche che non mirano ad ottenere una risposta dal destinatario, ma sono volte ad insinuare nel lettore l’idea che la persona ‘interrogata’ si rifiuti di rispondere”. Il fatto che Silvio a quelle domande non abbia mai risposto, ovviamente, non conta.

In Italia non si può nemmeno più domandare? Siamo davvero arrivati così in basso? La speranza che così non sia, personalmente, mi rifiuto di farla morire. La nostra giustizia permette agli addetti ai lavori di sfruttare cavilli e sotterfugi al limite del ridicolo, ma a tutto c’è un limite. Ci sono domande che non possono essere querelate. Domande inattaccabili, perchè il loro significato, per quanto chiaro, non è dimostrabile.

Per questo motivo voglio lanciare una campagna contro questo ennesimo attacco alla libertà di espressione. Voglio fare al nostro Premier la domanda più semplice e diretta che esista nella lingua italiana: ”perché?” E vorrei, per quanto possibile, farla risuonare per tutto Internet.
Ho creato appositamente un piccolo banner. Non è nulla di particolare, ma trovo che sia semplice, diretto e, soprattutto, a prova di querela. Il significato di quel ”perché” è ovviamente soggettivo: ognuno lo intenderà a modo proprio. Sotto di esso trovate il codice da copiare sul vostro blog o sito.

La parola d’ordine è sempre quella: condividere. Facciamo in modo che Silvio senta le nostre domande: magari non ci risponderà, ma perlomeno non potrà attaccarci nè fermarci. E sarà già una vittoria, seppur piccola.

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